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Puzza a Villa Spada? Saranno mica scorreggine?

31 Ago

Si è costituito perfino un comitato di residenti, nel tentativo di trovare una soluzione al tanfo che da qualche mese è peggiorato al punto tale da impedire di aprire le finestre . Da un articolo su Repubblica si è venuto a scoprire che la Procura indaga da tempo sulla questione, che sono stati fatti almeno quattro esposti. Tutti ad oggetto impianto Ama di Via salaria 981. Qui si trasporta la spazzatura e la si tratta per farla diventare combustibile da cui ricavare energia.

 

Costruzione e messa in funzione, in verità, sono avvenute nel silenzio generale, anzi, finchè non si sono cominciate a diffondere tutta una gamma di fragranze più o meno putrescenti e la popolazione limitrofa non ha manifestato disturbi respiratori e di lacrimazione, i più ignoravano perfino l’esistenza di un simile impianto, mentre tutti conoscono bene il depuratore che si trova dietro l’aeroporto dell’Urbe da una trentina d’anni, che quando il vento tira in direzione Colle Salario fa sentire, anche se in maniera discreta, la propria presenza.

 

Il gruppo facebook “Quelli che abitano a Villa Spada” ha ottenuto anche una risposta da parte della polizia municipale :

“Salve, abbiamo ricevuto la Sua segnalazione, La informiamo che dal 2010 è in corso un procedimento penale che riguarda l’attività di compostaggio dei rifiuti trattati dallo stabilimento AMA di Via Salaria n. 981, per il quale sono state eseguite attività di indagine da parte di questo Comando.
Si rende noto che a partire dal mese di luglio di quest’anno, sono pervenute ex-novo numerose segnalazioni riguardanti il disagio provocato dalle esalazioni e che questo Comando ha richiesto, con nota n. 55601 dell’08/08/2011, sia alla ASL RM/A SISP che all’ARPA LAZIO, gli opportuni interventi di competenza.
In data 09/08 c.a., l’ARPA LAZIO comunicava a questa U.O., di aver inoltrato gli esposti alla Regione Lazio e di aver presenziato nel mese di luglio alle attività di prelievo del biofiltro dell’impianto del quale è in attesa di riscontro. Tutte le segnalazioni, ivi compresa la nota dell’ARPA LAZIO, sono state altresì inoltrate alla Procura della Repubblica in attesa di ulteriori disposizioni.  F.P. CURZI Daniela”. La polizia di Roma Capitale, insomma,  ha preso la questione molto sul serio.
 

Dalla presidenza del Municipio ieri è stato diramato un comunicato del seguente tenore “Alle 13 circa di oggi 30 agosto, il Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli si è recato presso la struttura dell AMA di via Salaria 981 per verificare di persona se l’odore “putrescente misto
tra il chimico e l’organico” piu volte segnalato dai residenti dei quartieri limitrofi provenga da quella struttura. Bonelli: “ Dal sopralluogo che è durato circa un ora durante il quale ho visitato la struttura ed ho parlato con alcuni operatori ho riscontrato che i forti cattivi odori non provengono da quest’area, ho chiesto ad alcuni responsabili dell’Ama di poter ripetere il sopralluogo insieme ad alcuni rappresentanti di cittadini che ormai da tempo segnalano forti disagi. Mettiamo a disposizione dei residenti il numero della mia presidenza per poter ricevere segnalazioni piu precise in merito alla zona di provenienza ed in tempi utili a poter effettuare tempestivamente sopralluoghi nelle zone segnalate.”

 

Però i residenti denunciano il peggioramento delle condizioni soprattutto alla sera tardi e alla mattina presto, non all’ora di pranzo, come facilmente si può rilevare facendo un giro su facebook, sulle pagine che trattano del caso o mettendo mano alle numerose segnalazioni inviate. Peccato che il maldestro comunicato dica soltanto che il Presidente ha riscontrato che i cattivi odori non provengono da quell’area, offrendo il fianco a ben più di un appunto. Se non si sprigionano da via salaria 981, le esalazioni da dove arrivano? Perchè nessun accenno all’impegno a trovare la causa delle esalazioni? Se a lume di naso si è esclusa la paternità dello stabilimento Ama, lo stesso rilevatore poteva ben essere impiegato per seguire l’olezzo fino alla fonte di provenienza.  Intanto, le reazioni indispettite di centinaia di residenti alla dichiarazione bonelliana si possono leggere su facebook, sparse un pò ovunque, sulle pagine di giornalisti e tv locali, sui gruppi che cercano di contrastare la puzza.

 

Inevitabile e prevedibile   la risposta al comunicato della presidenza, ad opera del vicepresidente del consiglio municipale, Riccardo Corbucci, Pd, molto attivo in zona, che replica: “Le parole del Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli farebbero morire dal ridere, se non fosse che l’aria irrespirabile su via Salaria, all’altezza di Villa Spada, fa lacrimare gli occhi e crea problemi quotidiani di respirazione per i cittadini ormai da diversi mesi” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. “Bonelli oggi sarebbe andato alle 13 in visita alla struttura Ama di via Salaria riscontrando che i forti cattivi odori non provengono da quell’area. Di fronte a queste parole ci si sarebbe aspettati che il Presidente indicasse, quindi, la ragione del cattivo odore. Bonelli invece liquida il problema chiedendo ai cittadini di inviare al fax della presidenza segnalazioni più precise” spiega Corbucci “oltre al danno anche la beffa. Non solo Bonelli fa finta di non sapere delle notizie sugli esposti e sull’inchiesta avviata sull’impianto dell’Ama, ma addirittura prende per i fondelli i cittadini che coabitano con il problema, chiedendo segnalazioni più precise”. “Davvero Bonelli pensa di poter prendere in giro i cittadini glissando sulle responsabilità della sua amministrazione che ha reso la zona della Salaria, alle porte della città, più sporca, insicura e invivibile. Oltre agli odori e all’aria irrespirabile, il fenomeno della prostituzione é raddoppiato, l’amministrazione ha portato in una struttura inadeguata centinaia di nomadi, senza promuovere alcuna integrazione. Per non parlare dell’abusivismo edilizio del notorio Salaria Sport Village a Settebagni. Ci vuole il coraggio di Bonelli per dichiarare certe cose” conclude Corbucci che rilancia “promuoveremo un sopralluogo a sorpresa con i cittadini per dare ulteriori prove al municipio”.

 

Le chiacchiere se le porta il vento, come la puzza. E come la puzza si spandono intorno. Attualmente, la brezza di fine estate porta che l’impianto ha dei problemi al sistema dei filtri che nonostante gli interventi non si riesce a risolvere..

 

Elogio di un provocatore

17 Ago

Enrico Pazzi viene identificato - foto A. Pino

Enrico Pazzi - foto da Fb

l’audizione pubblica dell’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, tenutasi il primo agosto nell’aula consiliare di Piazza Sempione e riguardante il prolungamento della metro B1 fino a Bufalotta, è stata interrotta per alcuni minuti dal presidente del consiglio Roberto Borgheresi perchè tra il pubblico, il giornalista Enrico Pazzi continuava a riprendere i lavori con una piccola telecamerina, con l’intento di mettere on line il filmato sul suo sito, registrato regolarmente come testata giornalistica presso il Tribunale di Roma, così come ci informano i credits. Io ero presente, insieme a Nicola Sciannamè, Giuseppe Grifeo e Alessandro Pino, tutti per il giornale locale “La Voce del Municipio”: l’evento era troppo importante, al di là di chi poi ne avrebbe scritto. Pino con la sua inseparabile reflex, impossibile da nascondere, ha goduto dell’autorizzazione rilasciata al giornale per fare le foto nell’aula consiliare. Tanto è vero che nessuno, nè in divisa nè in borghese ci ha chiesto di smettere. A dire la verità nessuno ha chiesto nulla neanche a chi tra il pubblico ha impugnato il proprio smartphone per fare foto o filmati, chissà, senza visionare la scheda non è possibile stabilirlo.Il particolare non è di poco conto, perché il presidente Borgheresi, scrivendo un post a commento dell’accaduto, ha addotto come negazione all’autorizzazione che questa viene rilasciata soltanto a chi scrive per testata registrata, quindi ai privati non spetterebbe,se la logica non mi fa difetto. Pazzi è molto conosciuto nell’ambiente politico locale e municipale come un cronista puntiglioso, molte volte fastidioso per alcuni, quindi sull’intento divulgativo delle sue riprese non ci potevano essere dubbi. Alla fine, Pazzi è stato l’unico ad essere allontanato da carabinieri e polizia municipale, senza che si arrivasse a capire da chi ne fosse stato richiesto l’intervento. Non nuovo a simili dimostrazioni, il giornalista mise in rete qualche tempo fa un filmato in cui si vedeva il meccanismo delle votazioni in campidoglio utiliazzato dai famosi “pianisti”. Quella volta aveva l’autorizzazione. Il nostro è restio a chiederne, perchè convinto del dettato costituzionale della libertà di informazione. Anche il primo agosto, richiese l’autorizzazione nell’immediatezza dell’audizione, presentandola direttamente al presidente Borgheresi, saltando tutta la prassi burocratica, che può essere giusta o ingiusta ma che tanto è cara alla presidenza. Già, Borgheresi ci tiene molto alla buona creanza e al cerimoniale. In fin dei conti basta prenderlo per il verso giusto, il più delle volte. Gran conoscitore del regolamento municipale – che contribuì a compilare – sa perfettamente come muoversi all’interno dei suoi articoli. Al presidente dell’aula consiliare va dato atto di essere un politico fedele alla propria linea. Ed ecco l’allontanamento di Pazzi viene disposto con generici “motivi d’ordine”, gli stessi per cui anche se si ha un’autorizzazione alle riprese questa può venire momentaneamente sospesa. Sarà stata una questione di inosservanza delle procedure o magari l’esigenza di tutelare una posizione politica sulla b1 che non sembra molto chiara, con il presidente del Municipio che parla di project financing, l’assessore alla mobilità che dichiara non trattarsi assolutamente di questo ma di valorizzazione mobiliare di una quota dell’housing sociale, con il sindaco che poco dopo torna a parlare di project financing. Sta di fatto che il consiglio ha abboccato appieno all’amo del provocatore del IV municipio per eccellenza. Infatti, la cronaca dell’incontro è stata pubblicata comunque, anche se la forza del racconto non è minimamente confrontabile con l’impatto di una registrazione video completa. Dopo poco, anche la parte videoripresa da Pazzi è stata pubblicata su youtube. Soprattutto, roma2013 ha inondato il web con gli articoli sul giornalista allontanato dall’aula contro la libertà di informazione, numerosi politici hanno emanato comunicati stampa per testimoniare solidarietà al martire della censura mediatica e, c’è da giurarci, prima o poi accorrerà anche qualche giornale nazionale, dopo che la notizia è arrivata su “affari italiani” e “giornalisti di calabria”.Un clamoroso autogol, in parole povere, anche perché l’argomento prolungamento b1 non è uno di quelli destinanti a sgonfiarsi nell’afa estiva. Il rischio valanga di cemento è qualcosa più di una probalità remota e l’attenzione della cittadinanza è allertata proprio dalle continue incongruenze che si registrano nel leggere i comunicati che provengono dalle varie amministrazioni coinvolte.
Enrico Pazzi, nomen omen o scaltro provocatore dalle idee ben chiare? La fazione di chi considera corretto l’operato del presidente Borgheresi si appella all’esistenza degli articoli del regolamento Municipale e Comunale che richiedono un’autorizzazione preventiva scritta, gli altri si appellano alla trasparenza degli atti pubblici e al diritto di cronaca sancito dalla Costituzione. A volersi togliere lo sfizio, basterebbe un ricorso al Tar per avere un’interpretazione autentica. Sarebbe sufficiente una mossa semplice e disarmante: che sia la stessa municipalità a mettere on line le sedute del consiglio, realizzando il principio di trasparenza di cui sempre più cittadini sentono l’esigenza, abbattendo gli episodi in cui alcuni consiglieri si assentano strategicamente al momento delle votazioni, anche se si tratta di una fontanella in un parco pubblico o della potatura degli alberi di un viale, e, come effetto collaterale, spuntare l’arma preferita di un intelligente giornalista provocatore, segnando tra l’altro una vittoria strategica in termini di ritorno d’immagine.

Nuova rubrica: l’angolo delle querele. La inaugura Riccardo Corbucci

4 Ago

dal blog di Riccardo Corbucci del 3 agosto 2011:  “Questa mattina  ho presentato regolare querela e richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’agenzia Dire, editrice insieme con la Com.E Comunicazione & Editoria srl, del mensile Dire Lazio Municipi di luglio-agosto 2011, sul quale é stato pubblicato un articolo a pagina dieci, lesivo della mia immagine e altamente diffamatorio nel quale sono riportate circostanze passate mai accadute, notizie assolutamente false ed addirittura comportamenti futuri. Il tutto senza portare alcuna prova di quello che viene diffamatoriamente scritto da un giornale che in questi mesi si é comportato da ufficio stampa della presidenza del IV Municipio” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del Pd in IV Municipio. “Appare assai curioso inoltre che il direttore responsabile Giuseppe Pace che ha firmato questo numero del giornale sia stato sostituito proprio il 1 agosto dal vicedirettore Nicola Perrone. Per questa anomala circostanza sono stato costretto ad adire le vie legali contro entrambi per difendere la mia immagine e quella del corretto gionalismo”.  Al momento l’esponente Pd non aggiunge altro, forse in attesa di smaltire un pò della collera provocata dall’articolo incriminato. D’altra parte, a sinistra sono sempre molto attenti alla tutela della propria immagine agendo per vie legali.

il mio primo post

4 Lug

tentativo n. 34. Forse sarà la volta buona, forse no. Prima o poi sarò io ad avere ragione di questo blog : )

Hello world!

22 Giu

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