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Un nuovo comandante per i Carabinieri di Monte Sacro – di Alessandro Pino

9 Nov

Passaggio di consegne tra i Maggiori Luciano Soligo e Alessandro Di Stefano
Cambio della guardia al vertice della Compagnia Monte Sacro dei Carabinieri, dalla quale dipendono la stazione capoluogo (sede della Compagnia) di Talenti e quelle urbane di Fidene, Nuovo Salario, Città Giardino, San Basilio, Tiburtino III e Tor Sapienza: nei giorni scorsi il Maggiore Alessandro Di Stefano ha rilevato il comando dal pari grado Luciano Soligo che l’aveva guidata per quattro anni che ha assunto un nuovo importante incarico presso l’Ufficio Informatico del Comando Generale dell’Arma. Il comandante uscente, quarantacinquenne di Treviso, considera così il territorio del Quarto Municipio che ha avuto modo di conoscere a fondo: «Nonostante ci siano stati dei fattori che hanno costituito disagio per la popolazione, come i campi nomadi abusivi o la prostituzione sulla Salaria, questo è un territorio tranquillo. Anche nelle borgate come il Tufello, una volta ricordate come critiche, non succede più nulla, al massimo piccole rapine a farmacie e supermercati, ma queste cose accadono in tutta Italia».Un giudizio positivo, quello del Maggiore Soligo, al punto che date le premesse la sua conclusione non sorprende più di tanto: «Secondo me qui si vive bene. A me piace perché pur essendo città non ha il caos del centro. In questo mi ricorda Treviso, tanto è vero che sto valutando l’ipotesi di venire ad abitare a Monte Sacro».
Forse po’ più movimentati rispetto a quelli che si troverà ad affrontare, sono stati i contesti operativi da cui proviene il Maggiore Di Stefano. Trentasette anni, di Pavia, sposato con due figli, comandava in precedenza la Compagnia Messina Sud. Laureato in Giurisprudenza, ha frequentato il 177° corso Allevi Ufficiali dell’Accademia di Modena. In passato ha svolto missioni in Kossovo, Afghanistan (dove è stato due volte) e Irak. Il giorno della strage di Nassirya si trovava sul posto e non rimase coinvolto nell’esplosione della base solo per una di quelle circostanze che alcuni attribuirebbero al caso, altri al destino: «Volevo far portare un caffè al personale che si trovava di guardia. Il militare che era con me si accorse che era terminato e tardammo per procurarcene dell’altro». Sul compito che lo aspetta ha già le idee chiare: «Roma è una città in cui gli aspetti operativi e di pubbliche relazioni devono essere entrambi curati. Per di più, questa è una Compagnia le cui competenze sono variegate, comprendendo sia zone benestanti che aree difficili dal punto di vista della pubblica sicurezza. Quindi ci sono diverse esigenze da contemperare. In questo mi impegnerò per mantenere la linea del mio predecessore».
Alessandro Pino

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