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Asl di Settebagni: il servizio proseguirà con più regolarità, parola del dirigente Cristofanelli

2 Dic

Giovedì 25 novembre anzichè chiudere i battenti come da orario esposto al cancello, lo sportello Asl di via salita della Marcigliana, a Settebagni, già decimato nei servizi offerti ma ancora funzionante a furor di popolo per un solo giorno a settimana per i prelievi e le prenotazioni del Cup, chiuse alle dieci e trenta, repentinamente e senza dare una minima spiegazione agli utenti presenti, se non quella che era giunto il termine dell’orario di apertura al pubblico.

Immediate le proteste, anche presso gli studi dei medici di base, che nel quartiere da sempre sono un saldo punto di riferimento per la popolazione, in gran parte anziana. Valanga di segnalazioni anche alla presidente del comitato di quartiere di Settebagni, Domenica Vignaroli, che dalla linea telefonica della sua attività commerciale ha tentato di mettersi in contatto, inutilmente, con il direttore della Asl dalla mattinata stessa e  per tutta la settimana, fino a che ieri non ha ottenuto risposta. Per coincidenza, anche il consigliere municipale Riccardo Corbucci, Pd, ha riferito di essere riuscito a raggiungere telefonicamente il funzionario soltanto questo giovedì. Entrambi sono stati rassicurati che il servizio proseguirà ma non è stata data giustificazione del perchè il 25 novembre si dava l’orario di chiusura alle 10,30,  contrariamente a quanto scritto sulla targa apposta al cancello d’entrata. Alla domanda diretta della signora Vignaroli veniva indicato nel malfunzionamento del riscaldamento il motivo dell’anticipo. Peccato che i cittadini di cui ha raccolto le doglianze non ne abbiano fatto cenno alcuno nel racconto delle loro disavventure, anzi qualcuno si è lamentato del rifiuto netto a fornire spiegazioni.

In altre occasioni gli utenti le avevano segnalato i continui salti di tensione e di scollegamento della rete informatica, dovuti a sovraccarico, perchè i riscaldamenti erano assicurati dalla corrente elettrica, altre volte i disagi sono stati patiti dai tanti utenti anziani costretti ad aspettare molto tempo al gelo per mancanza totale degli stessi.

A voler malignare sulla serie continua di piccoli imprevisti, ritardi, disservizi, si potrebbe pensare che tutto ciò sia in qualche modo finalizzato ad indisporre l’utenza, a scoraggiarla dal richiedere servizi e a rivolgersi altrove. Uno dei motivi per cui si è tentato di chiudere la struttura, infatti, è l’asserito basso utilizzo, mentre più e più volte i cittadini sono stati rimandati indietro perchè l’orario dei prelievi era terminato e c’era ancora la coda per farseli fare. Spesso è stata data la colpa agli stessi impiegati del presidio, che verrebbero qui malvolentieri, perchè è un sito lontano dalla asl di via Rovani e perchè devono utilizzare i mezzi privati per giungere sul posto di lavoro senza che nessuno gli rimborsi la benzina. Come la maggior parte dei lavoratori italiani, del resto. Vero è che nelle vicinanze non c’è un punto di ristoro, che questa estate avevano chiuso perfino la fontanella che si trova sulla via e che all’interno dei locali non è istallato nemmeno un distributore automatico di alimenti e bevande, anche se più volte richiesto, ma questa sarebbe una mancanza di facile risoluzione. Sembrerebbe un posto inospitale dove lavorare, insomma. Qualcuno si è lamentato perfino che dalle finestre si vede solo campagna e ferrovia. Bel discorso da fare a chi qui ci è nato e vissuto. Soprattutto, un discorso a cui devono essersi date delle risposte differenti i costruttori dell’edificando “Colli della Marcigliana”, se hanno deciso di investire in un complesso residenziale proprio qui, con la prospettiva di contribuire a far aumentare di molto la concentrazione abitativa nel quartiere.

Insomma, anche per questa volta i sia pur ridotti all’osso servizi del poliambulatorio della Marcigliana sono salvi, almeno fin al prossimo imprevisto-rotturaditubazioni-caloditensione-periodoestivo. La combattiva signora Vignaroli ha paventato manifestazioni ad oltranza mentre i politici legati al territorio sono più diplomatici nelle parole, ma il centro del discorso rimane sempre lo stesso. Se non si usa, si chiude. I residenti, ricordiamo che il bacino di utenza arriva a Castel Giubileo e a Fidene, territori storicamente legati tra loro, non mollano, sono decisi a difendere il presidio periferico e non capiscono perchè, a parità di tasse pagate con chi risiede in zone più centrali, debbano essere sempre i primi a sopportare i tagli. Che dall’amministrazione venga un segnale, quel poco che è rimasto almeno venga garantito con continuità.

Luciana Miocchi

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