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Piazza del popolo: “Se non le donne, chi?”Le donne italiane scendono in piazza per manifestare contro il governo – di Alba Vastano

18 Dic

L’obiettivo è di riportare le donne al centro della politica. Lavoro, welfare, rappresentanza e comunicazione i temi sollevati.

Solo affievolite le voci rosa del comitato “Se non ora quando”, hanno ripreso piena sonorità  a piazza del Popolo. Il 13 febbraio  sotto il sole e domenica  11 dicembre sotto un cielo plumbeo, ma lo spirito è lo stesso: fiero, combattivo e indignato. Non demordono le donne italiane, vogliono essere riconosciute e la politica attuale continua a non farlo.

Dal palco, allestito per l’evento che ha visto scendere in piazza migliaia di persone, si sono levate le voci di protesta di molti personaggi del  mondo della politica e dello spettacolo, fra cui la regista Cristina Comencini, l’avvocato Giulia Bongiorno, deputato Fli (Futuro e libertà) e le cantanti Paola Turci e Emma.

«Chiediamo al governo di mettere le donne al centro dello sviluppo. Il welfare delle donne non è una spesa, ma un investimento» afferma Cristina Comencini.

«Gli asili nido al centro di Roma sono inesistenti, bisogna crearli per  la sicurezza della lavoratrici madri. Alla camera dei deputati c’è un barbiere, ma non un nido- dichiara Giulia Bongiorno-In un momento così difficile per il paese a tutti viene chiesto tanto, alle donne ancora di più».

E sul tema del lavoro si pronuncia Luisa Rizzitelli del comitato Snoq(Se non ora quando) «Le donne italiane lavorano anche 60 ore settimanali, più di tutte in Europa. Hanno ancora stipendi più bassi degli uomini fino al 30 per cento e  sono ancora sistematicamente escluse dai luoghi decisionali».

Un coro unanime di proteste al femminile, affinché alla donna venga riconosciuta pari dignità sociale. A richieste sul tema delle pensioni  risponde la Bongiorno «L’età pensionabile si può allungare per equipararsi alla media europea, ma contemporaneamente non si può non aiutare la persona in difficoltà, quando deve conciliare il lavoro con le responsabilità della famiglia».

Ventimila a Roma, centomila in  altre piazze italiane le voci rosa che hanno chiesto centralità  nel dibattito politico italiano, maggiore possibilità di partecipazione per portare il paese verso un cammino di ripresa, di equità e di rinascita, perché “Se non le donne, chi?”.

Alba Vastano

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