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Antonio Maccanico e Teodoro Buontempo. Muoiono a distanza di meno di 24 ore due esponenti politici agli antipodi tra di loro

24 Apr
foto diroma.com

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(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Nel primo mattino di ieri era toccato ad Antonio Maccanico, ricoverato in una clinica romana, segretario generale del Quirinale ai tempi della presidenza Pertini, più volte ministro e vicepresidente del Consiglio con Ciampi. Era nato ad Avellino nel 1924, figlio e nipote dei cofondatori del partito d’azione, formazione che tra il 1942 e il 1947 si andò a collocare all’opposizione antifascista, con ispirazioni mazziniane e democratico-risorgimentali.

Partecipò alla resistenza con la formazione di Giustizia e libertà e poi si oppose alla svolta di Salerno. Antimonarchico, in contrasto con le linee democratico-riformiste di Ugo La Malfa e con quelle socialiste rivoluzionarie di Emilio Lusso, in seguito alla sconfitta elettorale del 1946, lasciò poco prima che Pda si dividesse in due tronconi che sarebbero poi confluiti nel Psi e nel Pri, iscrivendosi al partito comunista, che abbandonò all’indomani dell’invasione dell’Ungheria da parte dell’Urss per approdare anche lui nel Pri.

Passato all’Ulivo, presentò la legge sulla regolamentazione del sistema radiotelevisivo e fu estensore del “Lodo Maccanico” che prevedeva la sospensione dei processi per le cinque cariche più alte dello stato. Legge che disconobbe dopo le modifiche apportate successivamente dal “Lodo Schifani”
In campo europeo partecipò alla preparazione della convenzione europea per le elezioni dirette del Parlamento Europeo.

A distanza di poche ore, alle prime luci dell’alba del 24 aprile, è toccato a Teodoro Buontempo, presidente de “La Destra” e popolarissimo a Roma. Di origini chietine, il sessantasettenne ex assessore alla casa della giunta Polverini era ricoverato da una ventina di giorni in una clinica privata, in attesa di un trapianto, prima che le sue condizioni precipitassero.

Era stato uno dei leader storici prima dell’MSI e poi di An, prima di lasciarla in polemica con Gianfranco Fini. A Roma era famoso per la sua capacità di tenere discorsi lunghissimi, capaci di sfiancare la resistenza di qualunque interlocutore politico, specialmente nei consigli capitolini, in cui fu eletto consigliere inineterrottamente dal 1981 al 1997.

Il soprannome con cui era conosciuto “Er Pecora” veniva in diretta dai primi tempi in cui, emigrato da Ortona a Roma nel 1968, visse nella capitale dormendo in macchina o alla stazione Termini. Successivamente, dopo essere stato dirigente della Giovane Italia, divenne il primo segretario del Fronte della Gioventù.

Forse pochi sanno che Buontempo fu anche il fondatore e conduttore di una delle prime radio libere degli anni settanta, “Radio Alternativa”, con la quale metteva in contatto migliaia di militanti e trasmetteva “musica alternativa”.

La sua carriera in Parlamento inizia nel 1992, quando viene eletto come deputato con il Msi-Dn e dal 2001 per An. Nel 2013 manca l’obiettivo in quanto La Destra racimola un risultato modesto. Diffusissima in Facebook l’emozione fra coloro che lo conoscevano e fra gli appartenenti a La Destra: i messaggi si susseguono senza posa e comunque da giorni vengono scritti post di solidarietà e vicinanza alla famiglia Buontempo.

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