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III Municipio di Roma Capitale: prima intervista a Cristiano Bonelli, presidente uscente di Monte Sacro, dopo il risultato delle consultazioni municipali

12 Giu
Cristiano Bonelli (foto L. Miocchi)

Cristiano Bonelli (foto L. Miocchi)

(pubblicato su http://www.di-roma.com a poche ore dalla chiusura delle urne)

È questione solo di stabilire i decimali esatti ma è ormai acquisito che per Cristiano Bonelli non ci sarà un secondo mandato.

Fin dal primo turno le urne avevano dato in vantaggio Paolo Marchionne, Pd, per un 14% circa Paolo Marchionne, già vincitore delle primarie del centrosinistra: una rimonta appariva qualcosa di estremamente difficile. Il presidente uscente affronta le domande immediatamente, senza aspettare la dichiarazione ufficiale. Il distacco è troppo grande per sperare negli ultimi spogli e lui riconosce il risultato dell’avversario politico…

 

Come interpreta il risultato elettorale?

 

Come un risultato di un voto “ideologico”, nel senso che questa consultazione elettorale è un richiamo alle strutture di partito che da una parte hanno funzionato e dall’altra no. Con così pochi votanti rispetto agli aventi diritto, oltre il 53% non l’ha fatto, è facile dedurre che a votare sono andati, per la maggior parte anche se non tutti, solo i più affezionati alla struttura partitica. Il dato è oggettivamente questo, la grande disaffezione della gente e la domanda se la devono porre tutti quanti quelli che fanno politica. Facendo un riscontro delle schede elettorale nelle sezioni, si nota che a sinistra la grande maggioranza di persone ha fatto la croce sul simbolo di partito mentre i miei elettori hanno segnato in gran parte il nome del candidato. Significa che la gente non ha scelto la persona – tengo a dire che Paolo Marchionne secondo me è un bravo ragazzo che però in cinque anni di opposizione non ha spiccato per una qualche iniziativa particolare che lo abbia potuto mettere in evidenza ma di questo non gliene se ne può fare una colpa – al contrario di cinque anni fa, quando il sottoscritto fu scelto dopo aver fatto opposizione vera per 12 anni, dopo un presidente estraneo al territorio (Alessandro Cardente, ndr).

 

Quanta parte della sconfitta pensa che sia addebitabile alla gestione comunale?

 

Abbiamo perso in tutti i comuni, non soltanto a Roma. Evidentemente è un sentore diffuso in Italia, c’è un’aria che tira a sinistra e non a destra

 

Come cambia la sua vita da questa sera?

 

Io faccio politica di territorio da 25 anni, da ragazzino come militante fino a crescere, fino ad arrivare alla presidenza del Municipio. Non cambia nulla. Cambierà lo stile della giornata, certo. avrò meno stress e responsabilità, meno frenesia dell’impegno pressante. Ora sarò un po’ meno sotto pressione ma continuo a fare politica perché ho la fortuna di farlo per passione, non per mandato. Rappresento ancora tanta gente che crede in me e continuerò a rappresentare i cittadini come ho sempre fatto per il bene del nostro territorio che sicuramente in questi ultimi cinque anni è migliorato.

 

Luciana Miocchi

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