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Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Guardia di finanza annuncia l’arresto del gestore di una ricevitoria del lotto ma quelli del quartiere sono tutti liberi e al lavoro. L’errore che non ti aspetteresti mai

2 Ott

 

 

Quattro arresti, ventidue indagati. La Guardia di Finanza conduce una brillante operazione anti truffa. La notizia fa il giro del mondo ma per sbaglio via di Settebagni diventa località, zona Settebagni e un intero quartiere si risente

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

GdfLa notizia questa mattina era un po’ dappertutto, sui giornali, sui siti web, nei blog. Tutti riportavano le stesse identiche parole, riprese dal comunicato ufficiale diramato dalla Guardia di Finanza. Dopotutto, non esiste fonte più autorevole dell’istituzione che ha portato a termine la splendida operazione ed è prassi che gli interventi del redattore, in questi casi, si riducano al taglio di poche parole solo se necessario a rimanere entro il numero di battute concesse.

 

Solo che la notizia accolta con giusta soddisfazione dal popolo dei retti, ha portato lo scompiglio a Settebagni, quartiere di Roma poco fuori dal G.r.a., indicato come il luogo ove è ubicato l’esercizio teatro degli accadimenti. In questa ex borgata romana, più o meno si conoscono tutti e le ricevitorie del lotto sono solo due, gestite da decenni sempre dalle stesse famiglie, radicate sul posto. Dopo i primi attimi di stupore si è scatenata la caccia al delinquente ma con discrezione, con timide puntatine nei dintorni degli esercizi per vedere come va, senza però il coraggio di chiedere apertamente conto di quanto letto. Più sfacciate le ipotesi sui gruppi di fb, il virtuale aiuta sempre ma neanche poi tanto in questo caso: è difficile credere che persone che ti hanno visto nascere e crescere, sempre corrette e lavoratrici possano aver architettato una cosa del genere.

 

Con un il peso di chi deve fare comunque il proprio mestiere, anche a costo di trovare una verità non gradita, non è rimasto altro che andare a vedere la realtà sul posto, fermandosi prima a chiedere in giro, tra i rari passanti del pomeriggio, finendo per promettere aggiornamenti al ritorno.

 

Nella prima ricevitoria, quella di  Giacomino e Felicita, c’è il solito afflusso di clienti al botteghino delle giocate. I due, marito e moglie, sono come sempre al lavoro alla cassa e rispondono senza mai smettere di servire i clienti. Specialmente Giacomino è imbufalito, profondamente offeso da quello che ha letto sui giornali, ché se anche i nomi non corrispondono, dice, le ricevitorie sono due e la gente fa subito a chiacchierare, se non è stato uno deve essere stato l’altro e non fa niente che non sia stato nessuno, ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, sono arrivati messaggi anche dal Canada.

 

All’esercizio della famiglia Solofra, invece, gli animi sono più distesi, ci scherzano su, tutti presenti anche loro sul posto di lavoro. Qui addirittura troviamo un funzionario dei Monopoli intento a controllare proprio le macchine delle giocate e che spiega che non si tratta di nessuna ricevitoria del cap 00138, zona di sua competenza, quindi possiamo essere certi dell’estraneità anche di Castel Giubileo e Fidene. Nel mentre qualcuno saluta con un bel “ma ancora qua state? Ve credevo tutti ar gabbio!”. Decisamente non è una notizia che è passata inosservata…

 

Gdf 1Accertata sul campo l’estraneità alla vicenda di Settebagni, l’ultimo passo è stato contattare i responsabili dell’operazione, che hanno confermato quello che era ormai ben più di un sospetto: il gestore coinvolto, il cui nome risultava sconosciuto nel quartiere, è quello di una ricevitoria di via di Settebagni, cap 00139, zona Cinquina, non Settebagni cap 00138.

 

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Questo il comunicato stampa diffuso agli organi di informazione dalla Guardia di Finanza:

 

«Avevano escogitato un originale sistema per truffare lo Stato, attraverso giocate al “10 e LOTTO”, a fronte delle quali non avveniva alcun versamento di denaro, grazie alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma.  

 

Gdf 2Un’organizzazione specializzata è stata smantellata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, al termine di laboriose indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Nello ROSSI e Sostituto Procuratore Eugenio ALBAMONTE) e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale.

 

Gli accertamenti erano scattati a seguito dell’esposto presentato alla Guardia di Finanza nell’aprile 2012 dal Direttore Regionale per il Lazio dell’A.A.M.S. (ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, poi confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al “10 e LOTTO”, essendo avvenute, in poche ore,  giocate per circa due milioni di euro.

 

Gdf ricevitoria chiusaIn esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo FABRIZI, mentre è scattata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio FAENZA, Salvatore GALLO e Luigi DE MATTEO. Disposto, invece,  l’obbligo di dimora presso il comune di residenza per il napoletano Vincenzo DE MARTINO e l’avellinese Marcello PAGLIUCA.

 

Agli indagati – che sono in tutto ventidue – vengono contestati, a vario titolo, i reati di  associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante l’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona.

 

Il sodalizio – capeggiato dai due pluripregiudicati, FABRIZI e GALLO – ha agito grazie alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio FAENZA, con la “preziosa” collaborazione degli altri membri del gruppo, abili nell’utilizzare i terminali di gioco.  

 

In particolare, i predetti FABRIZI e GALLO, unitamente agli altri, si erano presentati nel mese di marzo dello scorso anno presso la ricevitoria e, ottenuta dal FAENZA la disponibilità, per alcune ore, dell’apparecchio del gioco “10 e LOTTO”, avevano inserito numerose giocate  stampando i relativi scontrini, i quali avevano poi consentito l’incasso delle vincite, che variavano da 240 e 480 euro.  

 

Per le vincite di importo superiore, per le quali sussiste invece l’obbligo di identificazione dei portatori degli scontrini presentati all’incasso, i componenti dell’organizzazione avevano  “prenotato” altri 250.000 euro.

 

Al fine di evitare le sue responsabilità, il gestore della ricevitoria, consapevole che l’insolito volume delle giocate avrebbe ingenerato sospetti nell’A.A.M.S., aveva artatamente  sporto denuncia di furto del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo che alcune persone, munite di tesserini della LOTTOMATICA e dei MONOPOLI DI STATO, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli apparati, avevano effettuato numerose giocate senza provvedere al pagamento dei relativi importi.

 

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando anche l’utilizzo di schede telefoniche intestate a persone inesistenti ovvero completamente ignare, funzionale a rendere difficile l’individuazione degli appartenenti al gruppo da parte degli inquirenti.

 

Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite indebitamente incassate. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation delle truffe ai danni dell’Erario, relativamente al settore dei giochi, delle lotterie  e dei concorsi pronostici».

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