Tag Archives: via di settebagni
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È conservata alla Bufalotta la Fiat 130 della strage di via Fani (LE FOTO) | di Alessandro Pino

15 Mar

[ROMA] Come ogni 16 marzo vengono riproposte le immagini di quella mattina del 1978 in cui Aldo Moro fu rapito dalle Brigate Rosse e della mattanza di via Fani (o di via Stresa, come disse il grande Paolo Frajese in uno storico servizio per il Tg1 condotto da Bruno Vespa) con le foto delle povere salme dei membri della scorta, sanguinanti e riverse a terra o negli abitacoli delle auto sulle quali viaggiavano.

Non tutti sanno peró che la Fiat 130 blu ministeriale su cui sedeva il presidente della Democrazia Cristiana (assieme al maresciallo Oreste Leonardi e all’autista Domenico Ricci, mentre sulla Alfetta bianca di scorta c’erano Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera) si trova da tempo nel territorio del Terzo Municipio, zona Bufalotta: precisamente in una struttura museale della Motorizzazione Civile in via Di Settebagni per la quale era previsto il ritorno alla piena fruibilità da parte del pubblico.

La vettura è conservata come le immagini dei telegiornali la resero tristemente nota, fori di proiettili sul parabrezza inclusi. Le foto di questo articolo sono state scattate dall’autore dell’articolo durante una occasionale apertura nel 2019.
Alessandro Pino

© foto dell’autore

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Roma: riapre al pubblico il centro visitatori della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni | di Alessandro Pino

13 Feb

[ROMA] Ha riaperto al pubblico il centro visitatori del Tempio di Roma della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
All’interno si possono ammirare opere d’arte sacra contemporanea con guide interattive e godere dei giardini. Il centro è visitabile nei giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 14,00 alle 20,00 su prenotazione.


Il Centro Visitatori del Tempio di Roma si trova in via di Settebagni 380, vicino agli uffici della Agenzia delle Entrate. Si può entrare con la propria auto e parcheggiare all’interno. La visita è gratuita. Per prenotare telefonate al 351 767 7101.

Alessandro Pino

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Centinaia di famiglie in difficoltà del Terzo Municipio aiutate dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni- di Alessandro Pino

6 Giu

[ROMA] Anche se le misure più restrittive adottate contro la diffusione dei contagio da Coronavirus sono state allentate, rimangono pesanti gli effetti dell’emergenza sociale causata dal prolungato blocco imposto dal Governo alle attività economiche e alla vita quotidiana. Innumerevoli famiglie – a centinaia nel solo territorio del Terzo Municipio- si trovano in difficoltà anche solo per sopperire alla spesa quotidiana, complici i ritardi che si sono registrati nei sostegni istituzionali al reddito e alla sussistenza. Tra le benemerite iniziative per un immediato aiuto alimentare in loro favore va doverosamente citata quella della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni: sí, quella che il grande pubblico conosce come “mormone” e il cui Tempio sorge in via Di Settebagni, tra le zone della Bufalotta e Porta di Roma. I membri della Chiesa hanno infatti elargito una consistente donazione alla Croce Rossa per l’acquisto e la distribuzione di prodotti di prima necessità presso esercizi presenti sul territorio municipale. Lo ha annunciato via social il presidente del Municipio, Giovanni Caudo ringraziando pubblicamente l’Anziano Alessandro Dini Ciacci- la più importante autorità della Chiesa per l’Italia- e la comunità che rappresenta. <Siamo felici di poter fare qualcosa per alleviare le sofferenze di chi è nel bisogno. È uno dei modi in cui ci sforziamo di seguire le orme del Salvatore> ha dichiarato per noi l’Anziano Dini Ciacci, specificando però che non è abitudine della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni informare la stampa delle opere di soccorso da essa messe in atto, limitandosi a darne notizia ai membri. Il presidente Caudo ha aggiunto inoltre che grazie a una ulteriore donazione della stessa Chiesa dovrebbe essere possibile l’apertura in breve tempo di un piccolo emporio solidale per aiutare chi si trova in condizione di difficoltà economiche più persistenti e radicate.
Alessandro Pino

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Le mamme del terremoto di Norcia premiate dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni – di Alessandro Pino

8 Dic

[ROMA] Si è svolta lo scorso 7 dicembre nel complesso del Tempio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (conosciuta anche come Mormone) in via Di Settebagni la premiazione di dieci mamme provenienti da Norcia, cittadina duramente colpita dagli eventi sismici che devastarono numerose località del Centro Italia (radendo pressoché al suolo Amatrice, come è noto) tra l’estate del 2016 e i primi mesi del 2017. Il Riconoscimento per i Valori della Famiglia viene conferito annualmente a chi si è contraddistinto per aver difeso l’istituzione della famiglia. Le mamme sono state dunque premiate perché, pur in quei momenti difficili, hanno deciso di investire nel futuro dando alla luce un figlio. Alla cerimonia erano presenti il presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e l’onorevole Maria Teresa Bellucci, mentre a fare gli onori di casa c’erano l’Anziano Alessandro Dini Ciacci, responsabile della Chiesa per l’Italia, con la moglie Sara. «Oggi abbiamo celebrato la gioia dei valori familiari – ha commentato Dini Ciacci – siamo fermamente convinti che la famiglia, così come ordinata da Dio, sia la fonte delle gioie più grandi della vita e che sia degna di ogni sforzo e di ogni attenzione».
Alessandro Pino

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In visita al Tempio Mormone con la pistola nascosta nella borsa: denunciata – di Alessandro Pino

11 Feb

[Roma] Una donna di cinquantotto anni è stata denunciata per possesso abusivo di arma, dopo essere stata trovata con una Beretta calibro 22 nascosta nella borsa all’ingresso del Tempio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in via di Settebagni, da poco inaugurato. La pistola si trovava in una custodia per occhiali ed è stata notata dalla vigilanza durante i controlli all’ingresso del complesso religioso che la donna voleva visitare. È intervenuta una pattuglia del commissariato Fidene Serpentara alla quale la signora ha dichiarato di aver portato con sé l’arma, appartenente al marito, per paura di essere rapinata nel corso del viaggio. Proseguono le verifiche volte a riscontrare la veridicità delle dichiarazioni fatte dalla donna.

Alessandro Pino

(foto Questura di Roma)

Bufalotta: sequestrata bici da settemila euro pagata con assegni insolvibili – di Alessandro Pino

18 Set

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Denunciato a piede libero dai Carabinieri un trentaseienne originario di Madrid ma residente in via Di Settebagni che ai primi di agosto aveva acquistato una costosa bicicletta in un noto negozio del quartiere Salario pagandola con assegni poi rivelatisi insolvibili. La bicicletta – del costo di circa settemila euro, con telaio in carbonio e pedalata assistita, è stata recuperata dai militari dell’Arma che l’hanno trovata nell’abitazione dell’uomo il quale dovrà rispondere dell’accusa di truffa aggravata ed è già noto per reati analoghi.
Alessandro Pino

(foto di repertorio)

Settebagni – III Municipio di Roma Capitale: Guardia di finanza annuncia l’arresto del gestore di una ricevitoria del lotto ma quelli del quartiere sono tutti liberi e al lavoro. L’errore che non ti aspetteresti mai

2 Ott

 

 

Quattro arresti, ventidue indagati. La Guardia di Finanza conduce una brillante operazione anti truffa. La notizia fa il giro del mondo ma per sbaglio via di Settebagni diventa località, zona Settebagni e un intero quartiere si risente

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

GdfLa notizia questa mattina era un po’ dappertutto, sui giornali, sui siti web, nei blog. Tutti riportavano le stesse identiche parole, riprese dal comunicato ufficiale diramato dalla Guardia di Finanza. Dopotutto, non esiste fonte più autorevole dell’istituzione che ha portato a termine la splendida operazione ed è prassi che gli interventi del redattore, in questi casi, si riducano al taglio di poche parole solo se necessario a rimanere entro il numero di battute concesse.

 

Solo che la notizia accolta con giusta soddisfazione dal popolo dei retti, ha portato lo scompiglio a Settebagni, quartiere di Roma poco fuori dal G.r.a., indicato come il luogo ove è ubicato l’esercizio teatro degli accadimenti. In questa ex borgata romana, più o meno si conoscono tutti e le ricevitorie del lotto sono solo due, gestite da decenni sempre dalle stesse famiglie, radicate sul posto. Dopo i primi attimi di stupore si è scatenata la caccia al delinquente ma con discrezione, con timide puntatine nei dintorni degli esercizi per vedere come va, senza però il coraggio di chiedere apertamente conto di quanto letto. Più sfacciate le ipotesi sui gruppi di fb, il virtuale aiuta sempre ma neanche poi tanto in questo caso: è difficile credere che persone che ti hanno visto nascere e crescere, sempre corrette e lavoratrici possano aver architettato una cosa del genere.

 

Con un il peso di chi deve fare comunque il proprio mestiere, anche a costo di trovare una verità non gradita, non è rimasto altro che andare a vedere la realtà sul posto, fermandosi prima a chiedere in giro, tra i rari passanti del pomeriggio, finendo per promettere aggiornamenti al ritorno.

 

Nella prima ricevitoria, quella di  Giacomino e Felicita, c’è il solito afflusso di clienti al botteghino delle giocate. I due, marito e moglie, sono come sempre al lavoro alla cassa e rispondono senza mai smettere di servire i clienti. Specialmente Giacomino è imbufalito, profondamente offeso da quello che ha letto sui giornali, ché se anche i nomi non corrispondono, dice, le ricevitorie sono due e la gente fa subito a chiacchierare, se non è stato uno deve essere stato l’altro e non fa niente che non sia stato nessuno, ormai la notizia ha fatto il giro del mondo, sono arrivati messaggi anche dal Canada.

 

All’esercizio della famiglia Solofra, invece, gli animi sono più distesi, ci scherzano su, tutti presenti anche loro sul posto di lavoro. Qui addirittura troviamo un funzionario dei Monopoli intento a controllare proprio le macchine delle giocate e che spiega che non si tratta di nessuna ricevitoria del cap 00138, zona di sua competenza, quindi possiamo essere certi dell’estraneità anche di Castel Giubileo e Fidene. Nel mentre qualcuno saluta con un bel “ma ancora qua state? Ve credevo tutti ar gabbio!”. Decisamente non è una notizia che è passata inosservata…

 

Gdf 1Accertata sul campo l’estraneità alla vicenda di Settebagni, l’ultimo passo è stato contattare i responsabili dell’operazione, che hanno confermato quello che era ormai ben più di un sospetto: il gestore coinvolto, il cui nome risultava sconosciuto nel quartiere, è quello di una ricevitoria di via di Settebagni, cap 00139, zona Cinquina, non Settebagni cap 00138.

 

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Questo il comunicato stampa diffuso agli organi di informazione dalla Guardia di Finanza:

 

«Avevano escogitato un originale sistema per truffare lo Stato, attraverso giocate al “10 e LOTTO”, a fronte delle quali non avveniva alcun versamento di denaro, grazie alla complicità del gestore di una ricevitoria di Settebagni, a Roma.  

 

Gdf 2Un’organizzazione specializzata è stata smantellata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, al termine di laboriose indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Nello ROSSI e Sostituto Procuratore Eugenio ALBAMONTE) e condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale.

 

Gli accertamenti erano scattati a seguito dell’esposto presentato alla Guardia di Finanza nell’aprile 2012 dal Direttore Regionale per il Lazio dell’A.A.M.S. (ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, poi confluita nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che aveva constatato, presso una ricevitoria, un anomalo incremento di raccolte, con riguardo al “10 e LOTTO”, essendo avvenute, in poche ore,  giocate per circa due milioni di euro.

 

Gdf ricevitoria chiusaIn esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice delle Indagini Preliminari di Roma, è finito in carcere il romano Lorenzo FABRIZI, mentre è scattata la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Maurizio FAENZA, Salvatore GALLO e Luigi DE MATTEO. Disposto, invece,  l’obbligo di dimora presso il comune di residenza per il napoletano Vincenzo DE MARTINO e l’avellinese Marcello PAGLIUCA.

 

Agli indagati – che sono in tutto ventidue – vengono contestati, a vario titolo, i reati di  associazione per delinquere finalizzata alla truffa mediante l’accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica, ricettazione e sostituzione di persona.

 

Il sodalizio – capeggiato dai due pluripregiudicati, FABRIZI e GALLO – ha agito grazie alla complicità del gestore della ricevitoria Maurizio FAENZA, con la “preziosa” collaborazione degli altri membri del gruppo, abili nell’utilizzare i terminali di gioco.  

 

In particolare, i predetti FABRIZI e GALLO, unitamente agli altri, si erano presentati nel mese di marzo dello scorso anno presso la ricevitoria e, ottenuta dal FAENZA la disponibilità, per alcune ore, dell’apparecchio del gioco “10 e LOTTO”, avevano inserito numerose giocate  stampando i relativi scontrini, i quali avevano poi consentito l’incasso delle vincite, che variavano da 240 e 480 euro.  

 

Per le vincite di importo superiore, per le quali sussiste invece l’obbligo di identificazione dei portatori degli scontrini presentati all’incasso, i componenti dell’organizzazione avevano  “prenotato” altri 250.000 euro.

 

Al fine di evitare le sue responsabilità, il gestore della ricevitoria, consapevole che l’insolito volume delle giocate avrebbe ingenerato sospetti nell’A.A.M.S., aveva artatamente  sporto denuncia di furto del sistema di videosorveglianza dei locali riferendo che alcune persone, munite di tesserini della LOTTOMATICA e dei MONOPOLI DI STATO, si erano presentate alla ricevitoria e, con la scusa della manutenzione degli apparati, avevano effettuato numerose giocate senza provvedere al pagamento dei relativi importi.

 

Le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sono riuscite, però, a ricostruire tutta la vicenda appurando anche l’utilizzo di schede telefoniche intestate a persone inesistenti ovvero completamente ignare, funzionale a rendere difficile l’individuazione degli appartenenti al gruppo da parte degli inquirenti.

 

Le giocate fraudolente sono state quantificate in circa 2 milioni di euro ed ammontano a circa 200.000 le vincite indebitamente incassate. Negli ultimi anni si è registrata un’escalation delle truffe ai danni dell’Erario, relativamente al settore dei giochi, delle lotterie  e dei concorsi pronostici».

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