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Una serata fuori l’asilo Cecchina dopo i furti a raffica (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

11 Gen

Dopo che l’asilo nido “Cecchina” sito nella via omonima (zona Bufalotta. Terzo Municipio di Roma Capitale) è stato visitato dai ladri per tre volte consecutive dalla riapertura delle scuole (l’ultima nella notte tra domenica e lunedì) il consigliere municipale Manuel Bartolomeo aveva lanciato in rete l’idea di una “passeggiata” serale di cittadini davanti alla  struttura, diffondendola in rete attraverso i gruppi Facebook di zona più frequentati. Non una ronda o un presidio – iniziative spesso cagionevoli di guai per i partecipanti in un paese dove Abele ci mette poco a essere scambiato per Caino – ma

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semplicemente un segnale di presenza e di esasperazione per una situazione che oscilla tra il drammatico e il ridicolo, con le strutture scolastiche del territorio diventate self service dei soliti noti. A dire la verità, complice forse anche una fastidiosa pioggerella, le adesioni, almeno in un primo tempo,  non sono state eccezionali: davanti al “Cecchina” la sera dell’undici gennaio ci sarà stata una media di una decina
di persone in tutto inclusi i giornalisti, anche se a fine serata le presenze totali sfioravano la quarantina, una pattuglia civetta del commissariato Fidene Serpentara e alcuni politici locali. oltre allo stesso Bartolomeo fin dall’inizio era presente l’assessore municipale alle Politiche scolastiche, Riccardo Corbucci, mentre via via sono arrivati la consigliera di opposizione Giordana Petrella (accompagnata dal padre Bruno anch’egli in passato nel Consiglio municipale) e quella di maggioranza Anna
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Punzo. Un giretto attorno all’asilo ha fatto capire rapidamente come – in assenza di blindature o di grate alle finestre – i predoni abbiano mano libera, razziando ogni volta le scorte alimentari della mensa, i detersivi della lavanderia e a volte anche i giocattoli dei bambini: alle spalle c’è un’area verde immersa nel buio più totale, più in lontananza sono stati segnalati accampamenti di nomadi e sbandati, mentre un segmento della recinzione appare divelto. Si è venuto a sapere inoltre che per il sistema antifurto non è stata prevista in sede di appalto la chiamata automatica alla Polizia o ai Carabinieri ma
solo ai vigili urbani che a loro volta dovrebbero eventualmente chiedere l’ausilio dei primi: procedure macchinose che rendono scarsamente efficaci gli interventi, dando ai ladri tutto il tempo di dileguarsi. Giordana Petrella oltre che consigliera
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municipale è anche una mamma: «Come mamma sono esasperata ma non rassegnata perché se ci rassegnamo è la fine. Quando queste persone entrano non si limitano a rubare ma spaccano vetri, orinano, fanno un uso abominevole delle strutture e la mattina poi il personale deve disinfettare per fare avere ai bambini il servizio. Da politico è ancor più difficile, in realtà la soluzione ci sarebbe, mettere porte blindate e inferriate alle finestre. Il problema è che il Comune dice sempre che non ci sono i fondi disponibili. Però con tutti i soldi che abbiamo speso per rifornire ogni volta le cucine di cibo, per aggiustare l’antifurto e le finestre forse le avremmo messe. Quindi bisogna usare i fondi in modo diverso». Mentre Petrella e Corbucci discutono tra loro, salta fuori la proposta di ricorrere alle offerte di grandi sponsor privati – come già accaduto in passato con un noto marchio di arredamenti in kit di montaggio – per dotare l’asilo di tali misure di sicurezza. Corbucci si mostra favorevole: «Anche qui in quanto Municipio come stiamo già facendo al Cocco & Drilli (altro asilo preso di mira dai ladri, ndr) proveremo a isolare il reparto dispensa e cucina oggetto degli scassi in particolare, stiamo cercando di recuperare le risorse necessarie perché reputo impossibile andare avanti così per rispetto dei genitori e del personale educativo. Spesso i genitori sono chiamati a mettere i soldi propri per gli acquisti più semplici. Se esistono privati che sono disponibili a dare una mano al quartiere in un momento in cui i bilanci non sono rosei ben vengano». Per quanto riguarda il collegamento diretto dell’allarme con Polizia e Carabinieri, secondo Corbucci «dobbiamo dirci con tutta onestà che hanno anche priorità più importanti rispetto alla difesa di un nido dove non c’è nessuno dentro, pur dando grande disponibilità ad aiutare i vigili urbani che dovrebbero intervenire. Mi auguro però che ci si renda conto che bisogna rimettere a sistema quell’appalto che in questo momento è fatto molto male. Nei nidi ci sono i nostri bambini quindi dovrebbe essere una delle cose più importanti garantire la sicurezza»
Alessandro Pino

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