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Archivio | dicembre, 2015

Un valletto “particolare” al Premio Montesacro: ladies and gentlemen, Alessandro Pino! – di Penelope Giorgiani

31 Dic

A detta di molti, la sua è stata la presenza maschile più apprezzata sul palco del Premio Montesacro durante la serata di gala dello scorso 5 dicembre presentata da Luciana Miocchi: è il nostro Alessandro Pino, il giornalista da tempo braccio destro (e sinistro) di Luciana che nella edizione 2015 la brillante e stilosa conduttrice si è portata dietro nel ruolo di valletto, indaffaratissimo a gestire il 

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Il valletto e la presentatrice

traffico di ospiti e finalisti sul palcoscenico. Per arrivare alla serata al teatro Viganò, però, ci è voluto un lavoro lungo e complesso che Alessandro ha svolto in qualità di segretario dell’associazione ComunicaRoma, organizzatrice della manifestazione: «Quello che si vede sul palco, quell’ora e mezza a teatro è solo la punta di un iceberg, ci sono mesi di preparazione con le ultime settimane che diventano frenetiche assorbendo tutto il tempo disponibile: contatti che vanno presi di persona con artisti, sponsor, premiati, autorità. Senza dimenticare l’Almanacco con i profili dei vincitori dell’edizione precedente, curato da me e Luciana: soltanto quello ha richiesto un lavoro durato quasi un anno. Luciana che è la presidente di ComunicaRoma ha compiuto uno sforzo titanico, io ho cercato   di darle una mano come segretario ma lo avrei fatto anche se non avessi ottenuto il ruolo di valletto. Al proposito devo ammettere che l’ho tampinata per un anno intero chiedendole di darmi la parte, ci tenevo tantissimo, solo che onestamente mi ero parecchio appesantito, ero diventato un incrocio tra una tazza del cesso e una balena e son dovuto sottostare a un suo ricatto a fin di bene: “O dimagrisci e riprendi un aspetto decente oppure non ti metto nemmeno a vendere le noccioline in sala”. Alla fine ho perso quaranta chili e quando image

sono stato sicuro di essere io il valletto – praticamente un paio di giorni prima della serata finale – mi sono concesso una botta di vita clamorosa, almeno per i miei standard: sono andato da Brioni e mi sono regalato una cravatta in stile 007 da indossare con l’abito di scena». Per il futuro che cosa bolle in pentola? «Di carne al fuoco, per restare in tema culinario, ce n’è parecchia perchè abbiamo tante idee che ci frullano per il capo. L’anno prossimo mi piacerebbe essere il secondo conduttore che affianca Luciana sul palco e credo  prenderò delle lezioni di recitazione. Certo, davanti c’è un anno intero ma abbiamo già iniziato a lavorare all’edizione 2016. Siamo positivi e propositivi: qualcosa di bello accadrà».
Penelope Giorgiani

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Siamo in Italia – di Penelope Giorgiani

30 Dic

Succede ogni tanto di avere una mattina libera e…invece di dedicarla alla ricognizione dei miei negozi preferiti in vista dei saldi, trascorrerla in giro per uffici pubblici sbrigando pratiche per conto di due amici un po’ pasticcioni. «Si può mettere là a compilare i moduli», mi fa senza nemmeno simulare un minimo di cortesia una sportellista simpatica come un brufolo sul culo – una tipo la Sora Lella dopo aver fatto colazione con sei litri di yoghurt magro al limone, per intenderci – accennando con la testa a una scrivania di ferro con il piano di finto legno. Rispondo con uno dei miei sorrisi che richiedono il porto d’armi e contando fino a dieci (ma anche venti, trenta…per fortuna i numeri sono infiniti altrimenti uno di

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questi giorni sarebbero guai) mi avvicino a quel residuato degli anni Settanta, perfettamente coordinato al pavimento in gomma nera a bolle. Lì mi sono resa conto sogghignando amaramente del livello di imbarbarimento che abbiamo raggiunto in Italia: sul tavolo, forbici e il pennello del barattolo di colla assicurati alla struttura con una catenella, certo niente di indistruttibile ma abbastanza per dissuadere i manolesta di turno (davvero disperati per ridursi a fregare oggetti del genere) dal portarsi a casa un bottino sì ghiotto. Mentre da brava incollavo le fototessere ai fogli dopo averle ritagliate (altro che il tizio di Art Attack), mi sono chiesta quanti pennelli e quante paia di forbici si fossero volatilizzati prima che qualcuno dell’ufficio prendesse l’iniziativa di assicurare il tutto in quel modo che a prima vista sembra una goliardata di cui sorridere ma se ci pensi un secondo in più ti fa solo incazzare. Nemmeno serve scomodare il ricordo sempre più surreale di una gita a Vienna, dove i quotidiani a pagamento stanno appesi in buste di plastica ai pali della luce con sopra una cassettina in cui inserire gli spiccioli e nessuno si azzarda a prendere quanto non gli spetti. Qui da noi si fregano pure i pali: siamo in Italia.
Penelope Giorgiani

Premio Internazionale Doc Italy 2015: Tiziana Sirna della Ma. Ma. Management traccia un bilancio – di Alessandro Pino

30 Dic

A qualche giorno dalla definitiva conclusione di Doc Italy 2015, manifestazione nata per valorizzare le eccellenze del gusto e dello stile italiano, Tiziana Sirna – la mente organizzatrice dell’evento con la sua Ma. Ma. Management – traccia un

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bilancio di questa terza edizione tenutasi a dicembre in due angoli prestigiosi della Capitale come la sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole e la Unar – Casa delle Regioni: «L’orgoglio più grande è avere acceso i riflettori su Roma come capitale delle eccellenze in un momento tanto difficile e al contempo importante. È stato un privilegio premiare figure così
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rappresentative del nostro paese. Avere personaggi dello spessore del regista Pier Francesco Pingitore, dello chef Enrico Derflingher, gli artisti Paola Crema e Roberto Fallani, lo stilista Gianni Molaro tanto per nominarne qualcuno, per me fino a tre anni fa poteva essere solo un sogno. Una figura fondamentale per la crescita di Doc Italy, poi, è la bravissima e bellissima giornalista Camilla Nata, volto della Rai e di Sky che dall’inizio ci accompagna in questo viaggio attraverso il meglio che l’Italia esprime, affiancata dallo storico partner di
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conduzione Anthony Peth e ora anche dall’emergente David Nenci». Tiziana però a riposarsi non ci pensa proprio proprio: a giorni inizierà l’edizione 2016 di Doc Italy con una formula innovativa che estenderà la manifestazione all’intero anno con venti appuntamenti, ognuno dedicato a una regione italiana sancendo l’unione con la Unar – Casa delle Regioni.
Alessandro Pino

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“TuPassi” all’anagrafe di via Fracchia (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

29 Dic

Da alcune settimane presso la sede municipale di via Umberto Fracchia (Terzo Municipio di Roma Capitale) è in parte cambiata la modalità di accesso ai servizi di anagrafe, Urp e protocollo: è stato infatti attivato un sistema

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chiamato “TuPassi” basato sulla prenotazione per via telematica del servizio di cui si necessita. La prenotazione si effettua attraverso il sito http://www.tupassi.it o con le applicazioni TuPassi e Qurami esistenti per i diversi sistemi smartphone. Se da un lato questo sistema – a detta degli uffici competenti – permette di ridurre le code in sala di attesa, dall’altro si comprende come sia non proprio di immediata fruizione da parte di persone poco avvezze all’uso delle nuove tecnologie e probabilmente per questo è stata lasciata la possibilità di accedere ai servizi alla vecchia maniera, prendendo il classico numeretto e attendendo il proprio numero. In alternativa è possibile anche recarsi in anagrafe e prenotare il servizio per un giorno successivo ma in questo caso occorre avere al seguito la tessera sanitaria da passare su un lettore ottico.
Alessandro Pino

(pubblicato su “La Voce del Municipio” coordinata da Luciana Miocchi)

Un caffè e una margherita – racconto rosa di Luciana Miocchi

29 Dic

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Foto di Loredana Stazi

* * *

Un anno straordinario per questo blogghino: quasi sessantamila contatti nel 2015 fanno girare la testa e danno una responsabilità enorme. Nel ringraziarvi virtualmente uno ad uno,  vi lascio un raccontino scritto per scherzo, un paio di anni fa,  che ha incontrato il favore delle amiche a cui l’ho fatto leggere. Spero mi abbiano detto la verità, altrimenti sto per fare una figura cosmica, della quale mi vendicheró ampiamente.
Buona fine 2015, buon inizio 2016.

Un caffè e una margherita

(cprgt Luciana Miocchi 2013)

Si stiracchiò tra le lenzuola, cercando il tepore del piumino che conservava ancora l’impronta e il profumo della pelle dell’uomo con cui l’aveva condiviso. Le ci vollero alcuni istanti per rendersi conto che non aveva sognato e che quello non era il suo letto, non era casa sua.

Per la prima volta in quarantadue anni, Gioanna aveva ceduto all’istinto e non riusciva a spiegarsi razionalmente perché l’avesse fatto. Non le interessava nemmeno, a dire la verità, visto che si era svegliata d’animo disteso come non le capitava da quando aveva preso la decisione di separarsi, dopo aver scoperto di essere sposata con l’uomo più famoso di Roma Nord, una celebrità tra le sue colleghe di lavoro.

Anche Marco era divorziato, una buona posizione in società, costruita con sacrificio e un pizzico di fortuna, impegnato nel sociale e con due figli preadolescenti, belli come il sole. Pure lui con il suo piccolo mondo perfetto esploso in un solo giorno in mille pezzi quando sua moglie gli aveva detto di non amarlo più tanto da continuare a viverci insieme. Erano ad armi pari. Nulla da pretendere, nulla da promettere.

Erano stati compagni di scuola, poi, come gli altri, si erano persi di vista per diciotto anni.
Finito il liceo, ognuno aveva preso la propria strada: il gorgo della vita, dei vent’anni, delle nuove amicizie, degli studi o del lavoro fino a sera inoltrata aveva ingoiato i compagni dell’adolescenza, risputandoli in nuove, reciprocamente ignote, vite. Qualche incontro fortuito, qualche notizia da chi aveva avuto la ventura di rimanere in contatto perché vicino di casa. Nemmeno l’avvento dei cellulari aveva cambiato granché le cose, la confidenza ormai era perduta.. ma con il boom di  Facebook era stato subito un cercare vecchie amicizie, lontani compagni di scuola, vecchi amori.
Era accaduto così, anche per loro. Si erano ritrovati in un gruppo organizzato con l’intento di ricomporre la vecchia classe, diciassette su venticinque, sette non fu possibile recuperarli. Uno, Belli, refrattario come pochi altri alle nuove tecnologie, stanato grazie ad un colpo di fortuna, proprio non ne aveva voluto sentir parlare.. Soprattutto, disse a chi si era preso la briga di contattarlo, non aveva voglia di rivedere nessuno e se si erano persi di vista per più di vent’anni ci doveva essere un motivo.
Nonostante mille difficoltà l’incontro avvenne. In una pizzeria a “Monculomarittima”, scelta per la facilità di parcheggiare e la possibilità di schiamazzare fino a sera tardi.
Forse aveva ragione il Belli, perché dopo dieci minuti le vecchie rivalità erano di nuovo lampanti. Anche la Maraldi e la sua lingua invidiosa non avevano perso il veleno dei sedici anni.
Quasi tutti erano rimasti allineati e coperti nel tentativo di non sfigurare troppo nel confronto con le vite degli altri, tanti saluti cordiali ma poi si tornò a frequentarsi al massimo su fb, dove al limite, si può barare un po’ e infiocchettare meglio le proprie verità.
Gioanna aveva cercato di tenere buoni rapporti con tutti: detestava i conflitti, i dissapori, il tifo da stadio. A lei aveva fatto piacere rivedere pure quella simpaticona della Maraldi. Forse era la nostalgia di un tempo in cui tutte le strade sembravano ancora percorribili, oppure una immodificabile inclinazione caratteriale. Riusciva sempre a trovare
qualcosa di buono in ognuno.
In tutti, tranne che in Marco, nel cui letto si era appena risvegliata. Vent’anni addietro lo trovava bello, troppo per essere presa in considerazione da uno come lui. L’aveva sempre tenuto a debita distanza, giudicandolo fighetto oltre misura, un pavone con il codazzo di squinzie adoranti, uno che studiava il minimo sindacale per non essere rimandato ché sicuramente aveva di meglio da fare. Lui non le aveva mai mostrato il sia pur minimo interesse o così lei aveva sempre creduto. Con il senno di poi doveva riconoscere che non lo aveva mai sentito fare un commento fuori posto su nessuno. Forse non era nemmeno così vuoto come se lo era sempre raccontato. Però non sopportava le battutine acide che riservava alla Muri, obiettivamente diversamente attraente e diversamente simpatica. Non che non avesse ragione ma la bellezza sfacciata che gli era toccata in sorte, secondo Gioanna, gli precludeva la reazione crudele alle parole stupide e cattive di una persona già penalizzata pesantemente dal destino.

Poi un like via l’altro, un post simpatico, una battuta ironica ogni tanto e almeno nel virtuale, lo aveva rivalutato. Vent’anni dopo. Onesto e profondamente buono, anche un po’ ingenuo, a volte.
E quando meno se lo sarebbe aspettato, la rivelazione che l’aveva lasciata di sasso. Lei era stata il sogno fisso di Marco, non solo al liceo ma anche dopo. Nemmeno lui sapeva darle una spiegazione del perché, era così e basta. Tanto che arrivò a confessarle una trentina di posizioni e location diverse in cui  aveva immaginato di far sesso insieme a lei. Dopo aver letto la confidenza nella posta privata, Gioanna aveva riempito una decina di righe con faccine dalla risata sguaiata, cercando di mascherare l’imbarazzo e un pizzico di compiacimento. Seguirono settimane in cui Marco sparì dal mondo virtuale, piccato da quella reazione. Il bello aveva un’anima e lei l’aveva maldestramente ferita. Più nessun contatto fino a quando, durante una notte insonne Gioanna aprì fb sperando che ci fosse qualcuno in linea  e trovò il suo profilo attivo. Gli spedì una faccina contrita con una frase spiritosa di scuse, sperando nel perdono per  quella sua goffa reazione. Finirono per vedere l’alba insieme tra messaggi ambigui e battutacce da gita dell’ultimo anno. Lei, si lasciò sfuggire un “per i sessant’anni mi potrei togliere uno sfizio con te, se ti sarai mantenuto prestante”. Divenne un tormentone.
Seguirono settimane in cui ognuno di loro fece sfoggio di dialettica, erotica e non. Avevano scoperto un’affinità di pensieri e di valori che soprattutto l’incredula Gioanna faticava ad accettare, cercando di tenere al largo possibili complicazioni.
Fino a tre giorni prima di quell’incredibile risveglio.
Marco, dopo non essersi fatto sentire per tutto il giorno, le   scrisse un solo messaggio: “non vorrai davvero aspettare il sessantesimo compleanno?” Lei rispose: “Dopo vent’anni, forse è meglio tenersi l’illusione di un rimpianto che fare i conti con una realtà che potrebbe non essere quella immaginata.” “Assurdi e masochistici pensieri.. In due facciamo quasi un secolo, avrai mica paura della vita, cara la mia diplomatica-non-porto-pena?”
L’ultima frase l’aveva punta sul vivo, in fin dei conti mediare non l’aveva preservata dagli urti della vita. Aveva passato l’esistenza a fare scelte sensate, con il risultato di ritrovarsi a quarant’anni costretta ad amputarsi un pezzo di vita per poter sopravvivere rimanendo se stessa. Con fatica ammise tra sé e sé che Marco la attraeva, lo aveva sempre fatto. Lo aveva messo d’istinto tra i casi pericolosi, quelli che ti fai male appena si profilano all’ orizzonte ed è meglio girargli lontano. Rispose con un “dove e quando” mentre pensava che per una volta perfino lei avrebbe potuto comportarsi da cretina senza testa, una botta e via, come le benefattrici che avevano allietato l’ex marito. Con la differenza che qui non c’era nessuno da far becco, ci aveva già pensato la vita.
Lui la sfidò: “venerdì sera a casa mia. Cucino io. Passo a prenderti alle otto”.  Lei decise che non era tipo da farsi trasportare, preferiva andare con le sue gambe. Sapeva come sarebbe finita, voleva una via di fuga dignitosa per il dopo.
Optò per un jeans e un toppino semplice, la borsa di Guess che si era regalata quando era andata in Tribunale a firmare le carte della separazione e i tronchetti neri con il tacco dodici che la facevano sentire sicura di se stessa. Tanto per non sbagliare, slip e reggiseno bianchi di taglio sportivo. Niente pizzo nero femme fatale, inutile promettere chissà quali peccati mentre lei era fuori esercizio da un bel po’, niente stampe baby dall’intento sabotatorio fin troppo palese. Un bel bianco politically correct, da donna pragmatica che non ha premeditato nulla per il dopocena. Puntuale come sempre, aveva suonato il campanello alle venti in punto, con in mano un mazzo di margherite, in onore di un vecchio soprannome che lui si era guadagnato venendo un giorno a scuola tinto di biondo per scommessa. Era stata calmissima fino a quando non aveva parcheggiato ma poi aveva fatto le scale con il cuore in gola. Forse aveva commesso un errore, forse aveva ragione Belli: se ci siamo persi di vista ci sarà un perché.

Le venne ad aprire la porta con i piedi nudi.
Era ancora bello da levare il fiato, la figura armonica esaltata dalla camicia di lino rossa e dai jeans di taglio regolare. Qualche ruga d’espressione sul viso lo rendeva affascinante come non lo era a vent’anni. Lo sguardo azzurro, cui si accorse di non aver mai prestato eccessiva attenzione, allegro e sincero.
Si salutarono senza abbracciarsi, con un semplice bacio sulle guance, ognuno in attesa di un gesto dell’altro. I fiori furono accolti da un sorriso, tramutato in una sonora risata nell’istante in cui Marco si ricordò del suo ciuffo platino . Finirono nell’unico vaso di quella casa da single ordinato.
Gioanna si rese conto che stava guardando davvero Marco per la prima volta, capendo in quel preciso momento di averlo reso vittima di un pregiudizio legato solo alla propria insicurezza.
La cena rimase sul tavolo.
Non riusciva a ricordare parole tra loro, se non qualcosa di estremamente confuso riguardo le margherite, la mente catturata dall’istante in cui si scambiarono un lungo sguardo intenso, il sorriso negli occhi di lui, il passo avanti di lei, le mani gentili di lui nei capelli, quel fissarsi a vicenda senza bisogno di parole. Il braccio di Marco stretto attorno alla sua vita. Il Bacio con gli occhi negli occhi come a voler sincerarsi della realtà di quel momento. E le loro lingue che si sfiorarono per poi intrecciarsi in una danza liberatrice.
Lei gli accarezzò il viso con dolcezza poi cominciò a slacciargli i bottoni della  camicia, mandando al diavolo la sua vocina interiore che gli suggeriva di comportarsi bene. Lui la strinse a sé facendole sentire l’imperiosità di un desiderio covato per più di vent’anni che le strappò un gemito soddisfatto. Il top volò da qualche parte, perdendosi tra il divano e il tavolo. Con un gesto elegante e apparentemente senza sforzo Marco la sollevò tra le braccia  continuando a baciarla, attraversò il piccolo appartamento fino a giungere al letto di design che aveva scelto di usare nella sua nuova vita solitaria.  Rimasero stesi a lungo a esplorarsi reciprocamente ogni centimetro di pelle con la voracità di chi si è aspettato per troppo tempo. Si concessero una serie interminabile di preliminari appassionati, accordati e armonici come se ognuno di loro fosse capace di leggere le voglie segrete dell’altro. Sapevano entrambi che erano a caccia non di solo sesso ma anche e soprattutto di un posto dove riprendere fiato, trovare comprensione e fiducia, magari complicità e compagnia. L’assurdo reggiseno sportivo di Gioanna non stupì Marco nemmeno un po’. Per lui era sempre stata un libro aperto: coerente fino all’autolesionismo, figurarsi se si fosse presentata in pizzo nero a quella che sapevano entrambi non sarebbe stata una cena di cortesia. Ancora con l’idea che le brave ragazze non la danno al primo appuntamento. Gli spuntò un sorriso che non riuscì a trattenere. Avesse osato allora! Ma lei sembrava una fortezza irraggiungibile, chiusa nella convinzione che lui fosse uno sciupa femmine. All’epoca non avrebbe incassato un no senza rimanerne ferito e aveva preferito lasciar perdere. Prese a mordicchiarla un po’ per gioco e un po’ per vendetta di quel che non fu, lei rispose graffiandogli la schiena con le unghie. Finalmente, accadde l’inevitabile.
Quello che Gioanna non aveva proprio previsto era che poi si sarebbe addormentata di un sonno profondo e soddisfatto, che le aveva fatto aprire gli occhi soltanto l’indomani. Aveva pensato di chiudere quell’incontro dopo un paio di ore con un bacio, un abbraccio e la generica promessa di rivedersi uno di questi giorni. Invece si era ritrovata ad avere il problema di uscire con dignità da quel letto. Voleva solo tenersi un bel ricordo senza pretendere la favola. Ci pensò lui, ancora una volta, a cavarla d’impaccio. Le si parò davanti con un caffè e una margherita – del mazzo che gli aveva regalato lei – sull’orecchio destro. Glielo porse come ringraziamento per avergli fatto passare la prima notte serena dopo tanto tempo a quella parte e non la lasciò alzare prima di averle chiarito che non avendo più vent’anni non sentiva l’esigenza del tutto con promessa per l’eternità, che era disposto a prendere quello che lei gli avrebbe concesso e che non avrebbe mai dovuto dividerlo con nessun altra per tutto il tempo che si fossero frequentati. La vita li aveva segnati troppo entrambi per poterci cadere di nuovo. Gioanna sfilò la margherita dai capelli di Marco con un gesto affettuoso poi se la mise tra i suoi. Bevve lentamente il caffè. Con una sicurezza che mai avrebbe immaginato di avere, lo fissò negli occhi e disse – più a se stessa che a lui –  “perché no?”

Situazione rifiuti fuori controllo nel Terzo Municipio di Roma Capitale? – di Alessandro Pino

29 Dic

Da tempo su questo blog documentiamo il fenomeno della dispersione nelle strade del Terzo Municipio della Capitale di quei rifiuti ingombranti che andrebbero invece

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conferiti nelle Isole Ecologiche dell’Ama presenti in zona. Gli esempi sono stati via via sempre più eclatanti al punto che ormai si trovano

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abbandonati arredamenti quasi completi: qui in viale Jonio nei pressi dell’incrocio con via Monte Rocchetta troviamo un divano letto, una cassettiera, un seggiolone per bambini e anche la specchiera del bagno. Quasi un open space, insomma.
Alessandro Pino

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Monte Sacro, Terzo Municipio di Roma Capitale: siringhe e sangue a portata dei bambini – di Alessandro Pino

28 Dic

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Un nostro lettore ci ha segnalato quanto illustrato nelle foto: siringhe e macchie di sangue freschissime lasciati da qualche tossico su una panchina in marmo nei giardini adiacenti il Ponte Nomentano a Monte Sacro,  (Terzo Municipio di Roma Capitale) Il luogo è frequentato anche da bambini con il pericolo facilmente immaginabile. Durante un sopralluogo compiuto la image

mattina seguente la segnalazione la situazione era la stessa, unico cambiamento il colore del sangue ormai rappreso.
Alessandro Pino

Premio Internazionale Doc Italy 2015: secondo atto all’Unar Casa delle Regioni – di Alessandro Pino

27 Dic

Con una seconda e definitiva tornata di premiazioni, tenutasi il 22 dicembre a Roma presso la Unar – Casa delle Regioni, si è chiusa l’edizione 2015 del Premio Internazionale Doc Italy,

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manifestazione ideata e organizzata dalla Ma. Ma. Management di Tiziana Sirna per valorizzare lo stile e le eccellenze italiane. Presentata dalla bella telegiornalista Camilla Nata (volto della Rai e di Sky) in un abito lungo rosso da urlo assieme all’elegante David Nenci, la giornata ha visto le premiazioni delle categorie: “Ambasciatore dello Spettacolo” (assegnata al celebre regista Pier Francesco Pingitore), “Comunicazione Media e Organizzazione” (andata a Carola Assumma), “Giovani promesse d’eccellenza” (divisa in tre sezioni, Danza assegnata al ballerino e coreografo Giovanni Scura, Cultura in cui è stato premiato lo scrittore Omar Favoriti e Musica andata al Dj Andrea Bruzzese), “Ambasciatore della   Creatività” (in cui ha vinto l’artista Roberto Fallani), “Manager Eccellenti” (vincitore il dottor Mario Cardoni), “Imprenditori Eccellenti” (assegnata al    dottor Gianni Cicero), 

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“Internazionalizzazione” all’onorevole Gilberto Casciani e infine Borghi Eccellenti” per la quale è stata premiata la cittadina laziale di Amatrice. I vincitori sono stati premiati con un’opera del maestro Marco Orlandi realizzata per l’occasione e intitolata “L’Esempio”. Contestualmente, mentre i partecipanti venivano ingolositi dai migliori prodotti dell’enogastronomia italiana, si è tenuta una mostra della scultrice Paola Crema e la presenza della Fonderia Marinelli   di Agnone (fabbrica pontificia di campane

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operante dal Molise a livello mondiale) ha dato un ulteriore tocco  – anzi…rintocco – internazionale a un appuntamento che celebra il Made In Italy.
Alessandro Pino

Giardini stazione Jonio: ancora teppismo (NUOVE FOTO) – di Alessandro Pino

26 Dic

Già presi di mira a pochi giorni

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dall’inaugurazione grazie anche all’assenza di sorveglianza e alla facilità di accesso dato che i cancelli nelle ore notturne non vengono chiusi, i giardini soprastanti la stazione Jonio della metro B1 (Terzo Municipio di Roma Capitale) sono stati nuovamente oggetto di teppismo la notte tra il 25 e il 26 dicembre: la staccionata che

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delimita l’area giochi dei bambini è stata pressochè completamente divelta. Attorno lo spettacolo è il consueto, con le panchine di marmo non più immacolate ma imbrattate di scarabocchi.
Comprensibilmente furibonda e amareggiata Lorella Giribaldi, presidente del Comitato Indipendente Val Melaina che già nei mesi scorsi aveva denunciato la situazione.

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Dello stesso tenore lo stato d’animo di una mamma a passeggio coi suoi due bambini: 《Io a questi je darei foco》.
Alessandro Pino

Targa toponomastica per terra a Porta di Roma (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

22 Dic

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Che sia accaduto per un colpo di vento o per puro vandalismo, la targa toponomastica di via Carlo Campanini (zona Porta di Roma, Terzo Municipio di Roma Capitale) è finita a terra.
Tutto qui per la fotoschifizia di oggi
Alessandro Pino

Doc Italy 2015 fa il bis: sul podio ancora le eccellenze italiane – di Alessandro Pino

20 Dic

Quasi a concedere un gradito bis, la Capitale torna a ospitare nell’arco di pochi giorni il Premio Internazionale Doc Italy 2015, manifestazione ideata e organizzata dalla Ma. Ma. Management di Tiziana Sirna per celebrare il gusto e lo stile italiani giunta alla terza edizione: dopo la mattina di premiazioni del 12 

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dicembre tenutasi presso la Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole e presentata dalla telegiornalista Camilla Nata, il 22 di questo mese si terrà una seconda tornata, stavolta per le sezioni Arte, Borghi Eccellenti (premio che andrà ad Amatrice), Spettacolo, Comunicazione (per la quale verrà premiato il celebre regista Pier Francesco Pingitore), Cultura, Management, Impegno Sociale, Imprenditoria, Giovani Promesse (tra i premiati: il coreografo Giovanni Scura e il dj Andrea Bruzzese). La location questa volta sarà la Unar – Casa delle Regioni in via Aldrovandi 16 – location di prestigio ma sobria e istituzionale come si conviene in un momento tanto particolare. I vincitori riceveranno una creazione del maestro Marco Orlandi intitolata “L’esempio” e dedicata al Mahatma Gandhi. A presentare sarà ancora Camilla Nata, affiancata da David Nenci con inizio previsto per le 15 e 30. Contestualmente si terrà un vernissage dell’artista Paola Crema (premiata la scorsa edizione). Per ulteriori informazioni telefonare al 3891337765.
Alessandro Pino

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Folla clamorosa per il Presepe vivente a Settebagni (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

20 Dic

La polentata prenatalizia sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio di Padova – offerta dal Comitato di DSC_0353festeggiamenti in onore del santo, attivo tutto l’anno – è un appuntamento classico per gli abitanti di Settebagni, piccolo quartiere all’estrema periferia del Terzo Municipio di Roma Capitale. Quest’anno però si è avuta l’idea di mettere in scena contestualmente un piccolo presepe vivente la sera dello scorso 19 dicembre, dopo la messa celebrata all’aperto dal parroco Padre Ruben. I residenti hanno mostrato di gradire molto affollando il piazzale come non si vedeva da tempo, DSC_0357dividendosi  tra la capanna della Natività e quelle dei pastori dove venivano distribuiti polenta e vin   brulè. Ci permettiamo un solo appunto: per le prossime occasioni – che ci auguriamo non mancheranno – andrebbe studiato meglio il flusso dei visitatori alla capanna della Sacra Famiglia, viste le scene di ressa a tratti preoccupanti cui si è assistito.

Alessandro Pino

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Star Wars: il Risveglio della Forza – recensione SENZA spoiler di Alessandro Pino

19 Dic

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I fan sfegatati della saga di Guerre Stellari a vedere il settimo capitolo intitolato “Il Risveglio della Forza” (diretto da J. J. Abrams) ci andranno comunque, senza se e senza ma, anche se magari delusi dalla trilogia dei prequel.  Agli estimatori più tiepidi e moderati che si stiano chiedendo se valga la pena spendere i soldi del biglietto diciamo che sì, la pellicola si lascia seguire facilmente ma si discosta da quelle che l’hanno preceduta: è essenzialmente un film d’azione che ha perso i toni solenni legati alla Forza – sui quali nei prequel si era calcato troppo la mano – frenetico, americaneggiante e che nei dialoghi molto concede a dei siparietti sullo stile di quelli visti nei cartoni Disney da dieci anni a questa parte: non a caso la Lucasfilm, Casa produttrice della pellicola, appartiene da qualche tempo agli eredi del creatore di Topolino e Paperino.
In un contesto del genere, che ruota attorno alla ricerca di una mappa digitale e ai tentativi di neutralizzare un’arma in grado di distruggere mondi interi, dunque, gli spettatori ritrovano calati dei vecchi amici come possono considerarsi i personaggi della trilogia classica: Han Solo intepretato da un inossidabile Harrison Ford, la Principessa Leila, il peloso Chewbacca, i droidi, Luke Skywalker. Ci si prepari a dare l’addio a uno di questi personaggi perchè farà una finaccia che ovviamente non vi anticipiamo. Presenti in massa ovviamente i veicoli spaziali, sia come rottami del conflitto passato tra la Ribellione e l’Impero, sia nelle versioni aggiornate adoperate dalle due fazioni che ne hanno ereditato il ruolo: la Resistenza e il Primo Ordine, una sorta di Stato nello Stato che fa molto il verso alla attuale Corea del Nord. C’è pure la malandata astronave Millennium Falcon. Appare anche – nella forma della celebre maschera, ormai ridotta a un rottame semiliquefatto – il famigerato Lord Darth Fener (qui chiamato col nome originale Vader, come per gli altri personaggi) nel cui culto vive il cattivo principale di questo film: Kylo Ren. Personaggio incline agli scoppi di rabbia, abbastanza complessato e si  capisce perchè: anch’egli mascherato da un casco nero che però la sceneggiatura compie l’errore di fargli togliere, rivelando un viso tutt’altro che in grado di incutere soggezione, preda dell’acne, con un naso dantesco e per giunta con delle orecchie a parabola radar solo in parte dissimulate da una folta capigliatura. Abbonda anche il politicamente corretto, con la multietnicità distribuita a piene mani tra i buoni e i cattivi e una protagonista femminile di quelle che porta lei i pantaloni meglio dei suoi colleghi maschietti.
Alessandro Pino

Galleria

Concluso con successo il terzo premio Doc Italy, celebrazione del gusto italiano – di Alessandro Pino

13 Dic
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Laura Marciani premiata come “Chef per la solidarietà”

Si è conclusa con successo lo scorso 12 dicembre a Roma il Premio Doc Italy 2015, manifestazione giunta alla terza edizione e nata per valorizzare le nostre eccellenze nel settore dell’enogastronomia e dello stile, quelli in cui ancora lo Stivale riesce a primeggiare nel mondo. Organizzata dalla Ma. Ma. Management di Tiziana Sirna con la consulenza informatica della Kma di Fabio Filieri, la giornata si è svolta in due momenti: la mattina nella prestigiosa sede della sala Cavour presso il Ministero delle Politiche Agricole, di solito riservata a impegni istituzionali, si è tenuta la premiazione di personalità e realtà distintesi nei rispettivi settori – condotta dalla giornalista televisiva Camilla Nata –  che nelle settimane precedenti erano stati votati da un Comitato d’Onore egualmente di valore, composto da: l’attrice Fioretta Mari,  Stefano Cuzzilla ed Emilio Mortilla, Pasquale Mastracchio, Maria Grazia Passeri, Alessandro Carnevali, Antonio Palazzo, Elio Frasca, Antonella Ferrari, Marco Orlandi, Salvatore Spoto, Antonella Freno, Fabio Cassani Pironti, Cristina Clarizia, Emanuela Metri, Stefano Carboni, Alessandro Scorsone, Alberto Lupini. Questo l’elenco dei vincitori premiati con una esclusiva bottiglia gioiello creata dall’artista Paola Crema: il fotografo di moda Paolo Manzini per la “Comunicazione e fotografia”, il titolare del negozio “La Salsamenteria” di Roma Roberto Mangione per “Le Piccole Botteghe d’eccellenza”, Roberto Capecchi e Dario Frega per “La riscoperta dei sapori e saperi”, la manager delle

Camilla Nata intervista il professor Franco Cotana

Camilla Nata intervista il professor Franco Cotana

public relations Grazia Saporiti per la “Comunicazione e promozione”, il viticultore Danilo Lavorata negli “Imprenditori promotori dell’eccellenza”, l’imprenditore Manuel Lombardi per “La riscoperta delle tradizioni” nel settore caseario, le Cantine Viola (produttrici del Moscato Passito di Saracena, vitigno dichiarato Bene Culturale della Calabria e Presidio Slow Food) , il professor Franco Cotana per la sezione “Ricerca, Promozione, Sviluppo e innovazioni eccellenti”, la chef e imprenditrice della ristorazione Laura Marciani come “Chef per la solidarietà”, la sommelier Elena Orzan per il suo impegno quale “Ambasciatrice del bere”, lo chef stellato Enrico Derflingher quale “Ambasciatore del food”, il direttore generale di Altaroma Adriano Franchi come “Promotore della moda italiana nel mondo” e lo stilista Gianni Molaro come “Ambasciatore della moda”. Nel pomeriggio cambio di location con la Casa delle Regioni di via Aldrovandi che ha ospitato una degustazione di prodotti d’eccellenza’offerti da:
Prosecco Casato Unico, Vagnoli Tartufi, Morandin – Mastri Pasticceri, Miele D’Autore, Mister Chili- i mille volti del Peperoncini, Biscottificio Alessi, Vini Annarumma , Mascolo Tipicità Campane, Chinottissimo, conserve La Sbecciatrice, olio sott’oli e conserve La Coccinella, fritti senza glutine Omega 3 e ovviamente il formaggio “il Conciato Romano” fatto degustare e spiegato dal produttore Manuel Lombardi premiato la mattina mentre allietava il pubblico l’Orchestra dei Sapori diretta da Salvatore Ferrara in collaborazione con Eleonora Buttari.

Alessandro Pino

La sala Cavour presso il Ministero delle Politiche Agricole

La sala Cavour presso il Ministero delle Politiche Agricole

Premio Internazionale Doc Italy 2015: a Roma il meglio del gusto e dello stile italiano – di Alessandro Pino

11 Dic

Lo stile, il gusto e la cultura italiani celebrati attraverso le personalità e le realtà che meglio li interpretano e li esaltano: questa l’essenza del Premio 

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Internazionale Doc Italy, manifestazione organizzata dalla Ma. Ma. Management di Tiziana Sirna, giunta al terzo anno di vita che si terrà sabato 12 dicembre a Roma nella doppia prestigiosa cornice del Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali e dell’Unar –  Casa delle Regioni. La mattina (ore 11) si terrà nella Sala Cavour del Ministero in via XX Settembre – solitamente riservata a impegni istituzionali eccezionalmente concessa data l’importanza dell’iniziativa –  la premiazione di dodici protagonisti dell’eccellenza tricolore, scelti ognuno nel proprio settore di attività: lo stilista Gianni Molaro come “Ambasciatore della moda”, il Direttore Generale di Altaroma Adriano Franchi come “Promotore della moda Italiana nel mondo”, lo chef stellato Enrico Derflingher come “Ambasciatore del Food”, la sommelier internazionale Elena Orzan come “Ambasciatrice del bere”, la generosa chef e ristoratrice Laura Marciani come “Chef per la solidarietà”, il professor Franco Cotana per la “Sezione ricerca, Promozione, Sviluppo e Innovazioni eccellenti”, le Cantine Viola (creatrici del Moscato Passito di Saracena, vitigno dichiarato Bene Culturale della Calabria e Presidio Slow Food) per il “Patrimonio d’eccellenza”, l’imprenditore caseario Manuel Lombardi per la “Riscoperta delle tradizioni”, il combattivo e appassionato viticultore della Locride Danilo Lavorata per il titolo “Imprenditori promotori dell’eccellenza”, l’esperta di pr e organizzazione eventi Grazia Saporiti per la “Comunicazione e promozione”, Roberto Capecchi e Dario Frega per la “Riscoperta dei sapori e saperi”, il titolare de “La salsamenteria” Roberto Mangione per “Le piccole botteghe d’eccellenza”, il fotografo di moda Paolo Manzini per la “Comunicazione e fotografia”. Nomi eccellenti dunque, individuati e scelti da un Comitato d’Onore degno di un evento di tale portata: Alberto Lupini, Alessandro Scorsone, Stefano Carboni, Fioretta Mari, Emanuela Metri, Cristina Clarizia, Fabio Cassani Pironti, Antonella Freno, Salvatore Spoto, Marco Orlandi, Antonella Ferrari, Elio Frasca, Antonio Palazzo, Alessandro Carnevali, Maria Grazia Passeri, Pasquale Mastracchio, Stefano Cuzzilla e Emilio Mortilla. A presentare la premiazione sarà il collaudato duo formato dalla giornalista della Rai e di Sky Camilla Nata e dall’anchorman Anthony Pet mentre un ulteriore prezioso tocco di classe sarà dato dalla presenza delle “Bottiglie gioiello” create dalla scultrice Paola Crema, vere opere d’arte. Nel pomeriggio (dalle 14) si terrà una degustazione di prodotti tipici di eccellenza presso la “Unar – Casa delle Regioni” in via Ulisse Aldrovandi 16. Web agency dell’evento è la Kma di Fabio Fileri e Francesco Magistro. Ulteriori informazioni possono essere richieste chiamando il 389 1337765.
Alessandro Pino

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Strepitoso successo del “Premio Montesacro 2015” al Teatro Viganò – di Penelope Giorgiani

10 Dic

 

Un Teatro Viganò gremito di pubblico fino all’inverosimile il 5 dicembre per la serata finale di spettacoli e premiazioni ha decretato il trionfo della edizione 2015 del “Premio Montesacro”, manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale ComunicaRoma con il patrocinio gratuito della Presidenza del Terzo Municipio per valorizzare le personalità e le realtà legate al territorio di cui porta il nome. Come nella prima edizione, primadonna e fascinosa presentatrice della serata è stata la giornalista Luciana _DSC9791BMiocchi, coordinatrice del giornale “La Voce del Municipio” tra gli sponsor del Premio – insieme all’intrattenitore Marco Fava, affiancati sul palco da due valletti indaffaratissimi a gestire ospiti, trofei e premiati: il giornalista Alessandro Pino in stile 007 – apprezzato dal pubblico per presenza scenica –  e la studentessa del Liceo Aristofane Emma Patanella. Direzione artistica affidata alla stilista e reporter Alessia Vetro. Confermata la formula delle premiazioni inframmezzate da esibizioni di cantanti e artisti, dopo i saluti istituzionali del presidente del Municipio Paolo Marchionne e dell’assessore alla Trasparenza e alle Politiche Scolastiche, Riccardo Corbucci: si sono susseguiti il balletto “Lost” della compagnia In Punta di Donna coreografato da Giulia Antonini, il trio canoro delle Ladyvette che in questi giorni appariranno nella fiction Rai “Il paradiso delle signore” qui accompagnate al piano da Roberto Gori, i cantanti Federica Baioni (accompagnata da Dario e Andrea Esposito) e  il cantante Mirko Oliva (da X Factor edizione romena) e un quartetto d’archi della Accademia degli Ostinati, _DSC9650B premiati tra l’altro nella categoria giovani. Ospite d’onore a sorpresa l’attrice Sabina Guzzanti – originaria di Monte Sacro – che si è esibita in un caustico monologo ricevendo poi un premio speciale dalle mani di Luciana Miocchi. Tante le categorie premiate, i cui finalisti selezionati da una giuria nei giorni scorsi,  erano stati  segnalati dai cittadini nella fase preliminare del Premio tramite il sito internet “Premiomontesacro.com” e presso lo stand informativo allestito al Mercatino Conca d’Oro. Per ogni categoria al vincitore è andata la riproduzione di palazzo Sabatini (la sede del Municipio a piazza Sempione) realizzata dal maestro Giandomenico Renzi e consegnata da personalità del territorio, mentre agli altri finalisti tutti presenti sul palco affollatissimo è andata una targa personalizzata: “Donna dell’Anno” è stata eletta Adriana Restante del Comitato di Quartiere “Piazza Corazzini Verde” mentre il riconoscimento “Uomo dell’Anno” è andato a Fabrizio Bartoccioni, presidente della associazione Vertical attiva nella raccolta fondi per la ricerca sulle lesioni alla spina dorsale, protagonista sul finale di un vivace scambio di battute con il presidente Marchionne per il taglio dei fondi subìto per la propria assistenza, cui Marchionne ha risposto intervenendo per rimarcare di aver seguìto i dettami di legge (i cui effetti sono stati comunque rinviati a fine gennaio per le opportune modifiche come preannunciato dallo stesso Marchionne), lasciando poi la _DSC9843Bintervenire l’assessore alle Politiche sociali Di Maggio, presente sul palco come premiatrice. Premio alla “Carriera” per la preside dell’Istituto Uruguay Carla Galeffi. Il premio alla “Scuola” è andato all’Istituto Carlo Levi. “Giornalista Web” è stato eletta la penna di Romapost Claudio Bellumori mentre il premio “Giornalista Carta stampata” è andato a Giuseppe Grifeo de “Il Tempo”. Affine per materia il premio “Informazione”, andato al sito Incomune.tv per le riprese video delle sedute consiliari in Municipio. Nella categoria “Commercio” è stato premiato il barista Gianni Carbonaro che dal suo locale ha tolto le famigerate slot machine, l’”Artigianato” ha visto prevalere il pizzaiolo campione del mondo Abramo Fini. Nella categoria “Scrittura e fotografia” è stato premiato il video reporter Valerio Nicolosi che per l’appunto ha ringraziato tramite un filmato proiettato sul fondale perché in trasferta all’estero. Nella “Promozione della Musica” ha vinto l’Associazione Defrag, la “Cultura” è andata all’intellettuale e cultore della romanità Marcello Teodonio, lo “Sport” all’atleta delle Special Olympics Filippo Pieretto, premiati invece DSC_0095B nella sezione ”Attivismo Politico” il Comitato di Quartiere Città Giardino, nel “Sociale” lo psichiatra della Asl Rm A Mauro Raffaeli, nel “Volontariato” la Misericordia di Castel Giubileo e nel “Senso civico” gli attivisti di “Retake Terzo Municipio”. Ultima categoria premiata (dal Luogotenente dei Carabineieri in congedo Salvatore Veltri) quella alla “Memoria”, con il riconoscimente conferito ai familiari di Gustavo Manoni che fu tra i fondatori del nucleo abitato di Settebagni, politico locale e autore del libro “Rosso come il sangue” curato da Luciana Miocchi. Un successo pieno che conferma quello dell’anno scorso dunque per una manifestazione che nelle intenzioni degli organizzatori vuole rappresentare un elemento sempre più importante di appartenenza dei cittadini al territorio.

Penelope Giorgiani

 

(si ringraziano i fotografi Roberto Scardoni e Cristiano Pino)

Ennesima puntata de “La discarica sotto casa” (Terzo Municipio di Roma Capitale) – di Alessandro Pino

10 Dic

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Via Ugo Ojetti – zona Talenti – è un po’ il salotto buono del Terzo Municipio di Roma Capitale, tanto che non di rado ci abita in quartieri più periferici si lamenta sentendosi forse trascurato.
In ossequio al detto “mal comune mezzo gaudio” ecco allora un’immagine che mette tutti sullo stesso livello: nella parallela di via Ojetti (intitolata a Pietro Aretino) uno scaldabagno guasto è stato abbandonato vicino ai cassonetti della spazzatura anzichè venire portato presso le Isole Ecologiche dell’Ama come la normativa prescrive. Ultimo episodio (per ora) della serie “La discarica sotto casa”.
Alessandro Pino

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