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Archivio | 13:37

Siamo in Italia – di Penelope Giorgiani

30 Dic

Succede ogni tanto di avere una mattina libera e…invece di dedicarla alla ricognizione dei miei negozi preferiti in vista dei saldi, trascorrerla in giro per uffici pubblici sbrigando pratiche per conto di due amici un po’ pasticcioni. «Si può mettere là a compilare i moduli», mi fa senza nemmeno simulare un minimo di cortesia una sportellista simpatica come un brufolo sul culo – una tipo la Sora Lella dopo aver fatto colazione con sei litri di yoghurt magro al limone, per intenderci – accennando con la testa a una scrivania di ferro con il piano di finto legno. Rispondo con uno dei miei sorrisi che richiedono il porto d’armi e contando fino a dieci (ma anche venti, trenta…per fortuna i numeri sono infiniti altrimenti uno di

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questi giorni sarebbero guai) mi avvicino a quel residuato degli anni Settanta, perfettamente coordinato al pavimento in gomma nera a bolle. Lì mi sono resa conto sogghignando amaramente del livello di imbarbarimento che abbiamo raggiunto in Italia: sul tavolo, forbici e il pennello del barattolo di colla assicurati alla struttura con una catenella, certo niente di indistruttibile ma abbastanza per dissuadere i manolesta di turno (davvero disperati per ridursi a fregare oggetti del genere) dal portarsi a casa un bottino sì ghiotto. Mentre da brava incollavo le fototessere ai fogli dopo averle ritagliate (altro che il tizio di Art Attack), mi sono chiesta quanti pennelli e quante paia di forbici si fossero volatilizzati prima che qualcuno dell’ufficio prendesse l’iniziativa di assicurare il tutto in quel modo che a prima vista sembra una goliardata di cui sorridere ma se ci pensi un secondo in più ti fa solo incazzare. Nemmeno serve scomodare il ricordo sempre più surreale di una gita a Vienna, dove i quotidiani a pagamento stanno appesi in buste di plastica ai pali della luce con sopra una cassettina in cui inserire gli spiccioli e nessuno si azzarda a prendere quanto non gli spetti. Qui da noi si fregano pure i pali: siamo in Italia.
Penelope Giorgiani

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Premio Internazionale Doc Italy 2015: Tiziana Sirna della Ma. Ma. Management traccia un bilancio – di Alessandro Pino

30 Dic

A qualche giorno dalla definitiva conclusione di Doc Italy 2015, manifestazione nata per valorizzare le eccellenze del gusto e dello stile italiano, Tiziana Sirna – la mente organizzatrice dell’evento con la sua Ma. Ma. Management – traccia un

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bilancio di questa terza edizione tenutasi a dicembre in due angoli prestigiosi della Capitale come la sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole e la Unar – Casa delle Regioni: «L’orgoglio più grande è avere acceso i riflettori su Roma come capitale delle eccellenze in un momento tanto difficile e al contempo importante. È stato un privilegio premiare figure così
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rappresentative del nostro paese. Avere personaggi dello spessore del regista Pier Francesco Pingitore, dello chef Enrico Derflingher, gli artisti Paola Crema e Roberto Fallani, lo stilista Gianni Molaro tanto per nominarne qualcuno, per me fino a tre anni fa poteva essere solo un sogno. Una figura fondamentale per la crescita di Doc Italy, poi, è la bravissima e bellissima giornalista Camilla Nata, volto della Rai e di Sky che dall’inizio ci accompagna in questo viaggio attraverso il meglio che l’Italia esprime, affiancata dallo storico partner di
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conduzione Anthony Peth e ora anche dall’emergente David Nenci». Tiziana però a riposarsi non ci pensa proprio proprio: a giorni inizierà l’edizione 2016 di Doc Italy con una formula innovativa che estenderà la manifestazione all’intero anno con venti appuntamenti, ognuno dedicato a una regione italiana sancendo l’unione con la Unar – Casa delle Regioni.
Alessandro Pino

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