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III Municipio di Roma Capitale: Fabrizio Cascapera lascia la maggioranza ma non il Centro Democratico

6 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Cascapera 1

Ovvero, della politica ai tempi dei social network
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Antefatto: dopo un’accesa riunione con i capigruppo municipali, Fabrizio Cascapera, consigliere municipale, alle ultime elezioni presentatosi come candidato presidente del Municipio con la Lista Marchini e abbandonata poi per il Centro Democratico, lista civica che fa parte della maggioranza sia in Aula Giulio Cesare che negli altri Municipi romani, decide di lasciare ufficialmente la coalizione che governa Montesacro…

L’evento non rimane di certo senza commenti, anzi. I comunicati stampa non tardano ad arrivare, soprattutto quelli emessi proprio dai consiglieri fino a poco prima “amici”, così come i commenti su facebook, canale ormai utilizzato quotidianamente dagli addetti ai lavori per reperire informazioni e stati d’animo. Durante le festività di fine e inizio anno è una notizia che non passa inosservata, trattandosi per altro della prima defezione nella compagine che amministra il III Municipio e anche se inizialmente un po’ a rilento, dato il periodo, il caso deflagra articolo dopo articolo, post dopo post.
Cascapera cerca di mantenere toni concilianti, seppur escludendo un ripensamento. Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio municipale e Yuri Bugli, consigliere, entrambi del Pd, in due distinte note lanciano segnali distensivi, lasciando uno spiraglio aperto alla collaborazione. Al contrario, il presidente del Municipio, Paolo Emilio Marchionne e Mario Bureca, capogruppo Pd in consiglio, non perdono occasione, sia rilasciando interviste che su Fb, per rimarcare la differenza di vedute e le responsabilità del consigliere dissidente che continua a votare non secondo una logica di squadra ma seguendo un programma tutto suo. Nei post sui social network la reazione degli utenti è più spesso favorevole a Cascapera e i toni si fanno accesi, come spesso accade quando ci si infervora battendo i tasti di una tastiera.
Manca poco al primo Consiglio del nuovo anno, durante il quale presumibilmente ci saranno almeno alcuni siparietti sapidi. Anche perché l’opposizione municipale, da Bonelli, Ncd, a Filini, Fdi, non ha perso l’occasione per rimarcare una volta di più quanto la coalizione di centro sinistra sia “divisa” su argomenti che in campagna elettorale sembravano granitici, tipo il no al cambio di destinazione d’uso. Nell’ambiente municipale quasi tutti hanno parole di apprezzamento per il consigliere fuori dagli schemi, anche i Proietti e Moretti, i due M5S che siedono in consiglio e che condividono l’idea di votare un atto per i contenuti non per la provenienza.
Cascapera 3Raggiunto telefonicamente, Fabrizio Cascapera ha così parlato circa l’iniziativa che ha movimentato il panorama politico di Montesacro durante le feste: «Questa è una situazione che va avanti da tempo, poi c’è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Era divenuta impossibile la convivenza, loro (la coalizione di maggioranza ndr) hanno priorità io ne ho altre. Loro la ciclabile, le feste o l’ integrazione io la sicurezza, i tombini che spariscono e mettono a rischio gli utenti delle strade, gli insediamenti sotto le case della gente, le prostitute a Prati Fiscali che esercitano davanti i portoni dei residenti. Legittimamente le priorità non collimano e perciò o chiudi o la cosa si incancrenisce, pure con persone di cui umanamente puoi anche avere stima ma poi, politicamente, i rapporti si logorano e allora meglio lasciare perdere. Il cambio di destinazione d’uso da commerciale ad abitativo di piazza Minucciano, la movida molesta a città giardino, i casali e i giardini della Villa di Faonte, gli insediamenti abusivi, sono solo gli ultimi argomenti su cui mi trovo ad avere visioni differenti.

Nell’ultima riunione dei capogruppo ho avuto un acceso scontro verbale con Bureca per vari motivi: all’ultimo consiglio ho votato contro l’apprezzamento di Bugli per l’operato di Marino sui registri delle unioni di fatto, perché sono contrario non al fatto in se stesso ma al modus operandi, perché non si possono prendere iniziative “cosmetiche” quando le leggi dello Stato sono altre. Bisogna battersi per cambiare quelle leggi in modo da dare effettivamente quei diritti. Anche la ciclabile sul viadotto dei presidenti, su 800.000 euro che dovrebbero venire impegnati e provenire dal piano casa, chissà quando, con un filone di indagini sulle piste ciclabili tutt’ora in essere, ho chiesto semplicemente di aspettare a decidere su quella delibera, di vedere prima tutte le carte e poi votarla, dopo le feste. Bureca si è offeso, ritenendo che con le mie azioni stessi dando dei ladri agli altri consiglieri di maggioranza. Io penso soltanto che ottocentomila euro, di questi tempi, vadano spesi su altri capitoli, con altre priorità. Tutto quà. Per altro non sono un pazzo solitario, sia Corbucci che la Maccaroni che i consiglieri di opposizione hanno chiesto di aspettare e di esaminare prima tutte la documentazione.
Non posso uniformarmi ciecamente, dire di si solo per fare gioco di squadra. Poi esce qualcosa di irregolare e io non ho fatto tutto il possibile per controllare, alla gente che mi ha votato che gli dico?
Ho telefonato alla direzione di Centro Democratico, prima di rendere la decisione pubblica, per non mettere in imbarazzo nessuno, ben sapendo che nel resto della città la lista civica è al governo. Ho ricevuto parole di stima per il mio operato e l’incoraggiamento a seguire la mia coerenza. Di volta in volta valuterò, se reputerò che si tratta un atto buono voterò a favore, se lo riterrò sbagliato, no. E vado avanti. Poi la gente giudicherà come abbiamo lavorato.
Faccio a loro tutti anche un imbocca al lupo per il futuro, perché per me conta il territorio, se la popolazione sta bene va tutto bene, saremo giudicati dagli elettori. Io sottolineo che non ho mai chiesto un posto in giunta a nessuno perché non è il mio modo di fare politica. Sottolineo che non mi ha cacciato nessuno, me ne sono andato io. Diciamo così, che è stata una separazione consensuale. Loro la volevano, da subito, poi l’ho voluta anche io.
Il fatto è che io non riconosco, non l’ho mai nascosto, lo schieramento netto. Non posso votare per forza un atto perché sono in maggioranza. Lo voto perché lo ritengo giusto. Anche ora che ne sono fuori, voterò atto per atto secondo la mia coscienza. Non ho preclusioni sulla provenienza delle proposte.
I sistemi attuali sono basate su ideologie ormai centenarie, ora viviamo un’ emergenza diversa. Io non vado dietro nessuna ideologia fissa perché non ne esistono più. Poi, io sono amministratore locale, i semafori spenti, le righe che non si vedono… non hanno ideologia, sono solo cose da fare. Avevo un programma ben definito e a quello mi atterrò. Sono stato votato per quello. Sul mio c’era no al cambio di destinazione d’uso. Anche su quello di Marchionne. Io ho continuato a votare contro, lui no».
È stato pubblicato che si sarebbe tenuta una riunione di maggioranza per decidere la “defenestrazione” del consigliere ribelle, durante la quale Riccardo Corbucci, uno dei primi a rilasciare un comunicato con il quale ha inteso lasciare uno spiraglio aperto di collaborazione, sembrerebbe non aver proferito una parola a difesa di Cascapera.

Corbucci 1Così il presidente del Consiglio municipale chiarisce la questione: «Non è vero che ci sia stata una riunione di maggioranza, aperta quindi alla coalizione, ma soltanto una riunione del gruppo del Pd, per altro da me richiesta, nella quale non si è parlato dell’uscita di Cascapera dalla maggioranza. La verità è che Cascapera ha un carattere sanguigno, alza subito la voce e Bureca si impressiona altrettanto facilmente».
A questo punto appare evidente che qualcosa delle dinamiche interne al Pd, l’opposizione di Fdi e Ncd abbia captato: anche perché a Monte Sacro i consiglieri utilizzano spesso facebook per esternare i loro pensieri, al contrario magari di quanto fanno in aula, quando stanno attenti a non far trapelare così apertamente i propri intendimenti.
Effettivamente, il Pd è un insieme di correnti che spesso marciano a velocità differenti, è un partito complicato, figuriamoci quanto possa esserlo una coalizione. Il caso Cascapera ne è un esempio chiaro: se da una parte Corbucci e Bugli, che hanno referenti diversi – il primo lo ha in Mario Ciarla, consigliere regionale, il secondo è con Marco Palumbo, ex consigliere montesacrino ora al Comune, ascrivibili però entrambi all’area progressista del partito, avevano lasciato la porta aperta al consigliere Cd, dall’altra il presidente Marchionne e il capogruppo Bureca, entrambi molto ortodossi, referenti del senatore Miccoli, già presidente del Pd romano, lo volevano fuori perché battitore libero, quindi inaffidabile per una logica di squadra. Questi ultimi però hanno ottenuto un effetto boomerang, perché in tal modo è emersa alla luce del sole una parte moderata e innovatrice che fino ad ora era restata più o meno in penombra, dando fiato alle trombe dell’opposizione e mostrando, inoltre, quanto negli altri municipi siano state fatte scelte differenti. Ad esempio, In IV, ex V, Sansalone, prima consigliere Pd, che è entrato nel Cd, ha ricevuto il sostegno del presidente Sciascia, il quale si è augurato che il neo fuoriuscito sostenga il Pd anche dalle fila di uno schieramento politico diverso.

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