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Tag Archives: Fabrizio Cascapera

Politica: Fabrizio Cascapera entra in Fratelli d’Italia – di Alessandro Pino

13 Ott

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Dopo un periodo sabbatico Fabrizio Cascapera torna ufficialmente all’attività politica: il filosofo, nel passato consigliere nel Terzo Municipio, è entrato in Fratelli d’Italia.

《In questo momento particolare e critico la mia adesione a FdI era consequenziale, quasi scontata. Sono convinto servano politiche sociali risolutive che guardino soprattutto la massa di italiani abbandonati a se stessi. Le vedute sulla situazione rom, sulla piaga dei roghi tossici e sull’accoglienza sconsiderata e senza filtri, sono pressochè identiche. Piena sintonia anche per quel che riguarda il vergognoso voto di ieri sul Rosatellum bis, ennesimo papocchio creato ad arte per non dare governabilitá e proporre ammucchiate post voto davvero imbarazzanti. Ci aspetta un lavoro durissimo ma, come sempre, ce la metteremo tutta》ha dichiarato Cascapera.

“Diamo il benvenuto nella famiglia di Fratelli d’Italia a Fabrizio Cascapera, già capogruppo della Lista Marchini in III Municipio e candidato per la stessa al Comune di Roma – comunicano in una nota il capogruppo capitolino Fabrizio Ghera e il dirigente romano di Fratelli d’Italia Francesco Filini – l’ingresso di Cascapera è l’ulteriore conferma di come FdI stia crescendo esponenzialmente nella Città di Roma, non solo in quantità ma anche in qualità: infatti Fabrizio è persona particolarmente preparata, radicata e attenta ai problemi del territorio, capace di portare avanti – tra le altre – storiche battaglie contro il degrado e contro la piaga dei roghi tossici. Con Fabrizio Cascapera ci siamo già messi al lavoro per riscattare la nostra Città, a lui va il nostro ben arrivato e gli auguri di un buono e proficuo lavoro”.

Alessandro Pino

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Il resoconto dell’incontro tra i Comitati di quartiere del 12 febbraio (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

13 Feb

Proseguono gli incontri periodici fra i principali Comitati di Quartiere del Terzo Municipio per fare il punto sulle principali questioni del territorio, ai quali vengono invitati anche rappresentanti della amministrazione municipale per avere, se possibile, informazioni sui temi trattati. L’ultimo si è svolto il 12 febbraio, come sempre nell’aula consiliare di piazza Sempione; i lavori sono iniziati con una mezz’ora di ritardo rispetto al programma proprio perché l’aula era chiusa. Da quanto si è appreso, il direttore del Municipio, dottor Saccotelli, non era a conoscenza della richiesta presentata ufficialmente  e della quale si è dovuto rintracciare il numero di protocollo per avere aperta l’aula. Discutendo con i rappresentanti dei comitati, il dirigente si era comunque mostrato sorpreso rispetto all’uso di concederla per incontri pubblici fuori dall’attività del Consiglio; alla fine l’assemblea è iniziata, idealmente presieduta dal 20160212_163219vicepresidente del Consiglio municipale, Massimo Moretti, affiancato dall’assessore ai Lavori Pubblici, Fabio Dionisi, che si è preso la responsabilità di custodire le chiavi dell’aula. Tra i politici locali, si sono visti i consiglieri Fabrizio Cascapera, Simone Proietti, Anna Punzo e l’assessore alle Politiche Scolastiche Riccardo Corbucci. Mancavano, tra  i rappresentanti dei comitati, quelli del Comitato Indipendente Val Melaina, in trasferta per una manifestazione relativa ai maltrattamenti di minori disabili in un centro di riabilitazione ai Castelli. Presenti invece quelli di Settebagni, Parco della Cecchina, Comunione Prati Verdi della Bufalotta, Serpentara, Valli Conca d’Oro, Jonio Cervialto, Città Giardino, Talenti, Vigne Nuove, Parco delle Sabine. I temi proposti erano pressoché tutti di competenza dell’assessore Dionisi e verranno elencati in ordine di trattazione.

Nuovo sottopasso di Settebagni; questione annosa, quella del collegamento della parte collinare del quartiere alla Salaria con un nuovo sottovia ferroviario e sulla effettiva disponibilità dei fondi per realizzarlo, essendo ormai accertato che non verrà allargato quello di via Sant’Antonio di Padova – tra l’altro attualmente chiuso per lavori di consolidamento. La preoccupazione maggiore dei membri del Comitato di Quartiere Settebagni è che i fondi all’epoca versati come oneri concessori dai costruttori che hanno edificato nella zona e destinati alla realizzazione della infrastruttura, finiscano poi per essere utilizzati con altro scopo. Dionisi ha ribadito che quei fondi sono vincolati alla costruzione dell’opera e che non interessa nemmeno riaverli indietro dalle Ferrovie: l’obiettivo unico è avere un nuovo sottopasso.

Pavimentazione della dorsale da via Bufalotta a viale Adriatico: attualmente interessata da lavori per il cambio di cavi interrati dell’alta tensione, l’assessore ha anticipato che man mano la strada verrà riasfaltata con la nuova tecnica che evita quasi del tutto di fresare il vecchio manto (impregnato di sostanze nocive) evitando però l’inconveniente del pulviscolo in sospensione nell’aria ben noto ai residenti nei mesi scorsi e dovuto a un errore nella fase di posa.

Stato della segnaletica stradale nel quadrante attorno a via Val Padana (strisce sbiadite e paline pendenti): sarebbero da imputare a un cambio della società a cui erano stati dati in appalto i lavori, resosi necessario dopo controlli effettuati in seguito alle note vicende giudiziarie capitoline. L’iter per il nuovo affidamento sarebbe però a buon punto.

Residenziale a piazza Minucciano: come è noto, l’attuale consiglio Municipale si era espresso favorevolmente al cambio di destinazione d’uso delle future edificazioni, da commerciale a residenziale. Il parere non era però considerato vincolante. Il subcommissario Ugo Taucer, referente del Prefetto Tronca per il Terzo Municipio, ha però recentemente emesso una nota con cui indicava al Municipio di esprimere un nuovo parere, questa volta vincolante. Allo stato attuale però non si sa ancora se effettivamente il Consiglio tornerà a esprimersi sulla materia.

Piano regolatore dei cartelli pubblicitari: se ne parlerà il 19 febbraio ma si può anticipare che al momento, incredibilmente, non sarebbero state prese in considerazione le aree fuori del Raccordo Anulare, quasi non facessero parte del Comune di Roma.

Area giochi di largo Labia: ancora chiusa per i ritardi nella assegnazione della gestione del punto di ristoro che dovrebbe occuparsene.

Impianto Ama di via Salaria: argomento che infiamma – comprensibilmente – gli animi per i miasmi provenienti dallo stabilimento che ammorbano i quartieri e la cui sospirata chiusura ancora si fa attendere. Era presente tra l’altro una rappresentante dei Comitati di quartiere del VI Municipio che ha ricevuto l’applauso dei presenti quando ha chiesto sostegno contro la presenza dell’impianto Ama di via di Rocca Cencia, analogo a quello di via Salaria.

Container nel parco delle Valli: durante la costruzione della stazione metro Conca d’Oro venivano utilizzati come locali di servizio per il personale impegnato nei lavori. La preoccupazione di molti – in seguito a una voce diffusasi rapidamente – è che li si volesse utilizzare come alloggio per una quantità non definita di immigrati. L’assessore Dionisi ha dato rassicurazioni al riguardo, anticipando che verranno presto smontati e trasferiti.

In chiusura, l’assessore Dionisi ha voluto aggiungere – poiché la questione non era stata sollevata – che la presenza di una gru dietro al liceo Nomentano è legata ai lavori di costruzione di un piccolo centro commerciale (composto da supermercato più miniappartamenti) la cui concessione risale alla fine degli anni Novanta.

I presenti si sono dati infine appuntamento al 19 febbraio per una manifestazione che nel pomeriggio (ore 16) si terrà proprio a piazza Sempione contro l’immobilismo imputato alla attuale amministrazione municipale.

Alessandro Pino

 

I comitati di quartiere del Terzo Municipio a piazza Sempione: “Basta liste della spesa, serve un’azione più incisiva” – di Alessandro Pino

16 Gen

Da oltre un anno è diventata una prassi la riunione periodica dei più importanti comitati di quartiere attivi sul territorio del Terzo Municipio nell’aula consiliare di piazza Sempione per fare il punto della situazione  sulle principali questioni che interessano la cittadinanza. Così è stato anche lo scorso 15 gennaio anche se stavolta nello stato d’animo generale è maturato un senso di insoddisfazione per l’abituale modalità di svolgimento, definita da più parti una sorta di “lista della spesa” cui non corrisponderebbe la dovuta attenzione da parte delle istituzioni municipali. Va detto che erano presenti – rispondendo all’invito dei Comitati – alcuni esponenti della maggioranza e dell’opposizione del Terzo Municipio: oltre alla presidente del Consiglio municipale Francesca Leoncini che ha aperto i lavori con il suo saluto istituzionale, hanno partecipato l’assessore alle Politiche scolastiche Riccardo Corbucci, i consiglieri Anna Punzo, Italo Della Bella, Marzia Maccarroni, Cesare Lucidi, Massimo Moretti, Simone Proietti, Manuel Bartolomeo, Gianluca Colletta, Fabrizio Cascapera. La cittadinanaza era rappresentata da esponenti del Movimento Cittadini Tufello, Amici Parco delle Valli, Comitato Vigne Nuove, Comitato di Quartiere Serpentara, Parco della Cecchina, Jonio Cervialto, Nuovo Salario, Valli – Conca d’Oro, Città Giardino, della associazione Retake Terzo Municipio e del nuovo Comitato di Quartiere Settebagni. Numerose le questioni illustrate nelle tre ore di discussione, alcune delle quali si trascinano ormai da anni: la perdurante attività del centro Ama di via Salaria con gli insopportabili miasmi che da esso provengono – al cui proposito  l’assessore Corbucci ha voluto rinnovare il proprio impegno perché si arrivi alla auspicata chiusura; la richiesta di maggior sicurezza nella zona del Parco delle Valli dove continuano a proliferare accampamenti di zingari e sbandati; il dilagare delle affissioni abusive e dei teppisti imbrattatori; la manutenzione del verde pressoché inesistente anche per il blocco degli appalti via via scaduti dovuto alle vicende di Mafia Capitale; il destino tuttora incerto degli esercizi commerciali adiacenti la fermata metro Jonio; la viabilità del quartiere di

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Settebagni con la questione troppe volte rimandata di un nuovo sbocco sulla Salaria; la presenza dei numerosi furgoni  degli zingari parcheggiati fuori l’ex cartiera di via Salaria in barba ai divieti di sosta e sulla cui regolarità apparentemente nessuno attua i dovuti controlli; il campo sportivo abbandonato Detroit al Tufello, per il quale Corbucci ha annunciato l’imminenza di un bando pubblico per una nuova assegnazione; il traffico veicolare che arrivando dal Raccordo blocca di fatto l’uscita da Cinquina. Oggetto di critiche il recente risanamento del centro anziani di Fidene, realizzato con fondi reperiti fuori bilancio tramite procedura di somma urgenza sulla cui reale priorità rispetto ad altre situazioni più di qualcuno ha espresso perplessità. Come detto, i partecipanti questa volta hanno giudicato insoddisfacenti le risposte ricevute fino a oggi per tali questioni e si sono dati appuntamento a un successivo incontro per mettere  a punto una strategia più incisiva che partendo da questo elenco non esclude la via giudiziaria con un esposto sull’operato dell’amministrazione municipale.
Alessandro Pino

Arte in stazione a Settebagni – di Alessandro Pino

21 Apr

Due pannelli dipinti da alunni della scuola Ungaretti decorano l’atrio della biglietteria

pubblicato su http://www.di-roma.com

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La stazione Fs di Settebagni – ricalcando in piccolo scali più importanti e conosciuti – è decorata ora da due installazioni artistiche: sono dei gradevoli pannelli dipinti realizzati da alunni della locale scuola media Ungaretti sotto la guida della professoressa Emilia Sanità, docente di Arte, dietro suggerimento della signora Marina Fava, vicepresidente della locale associazione Il Mio DSC_0037Quartiere. Collocati nell’atrio della dismessa biglietteria – al posto di una grande cartina di Roma risalente agli anni Settanta, purtroppo deteriorata e rimossa – i due quadri, astratti ma di chiara ispirazione ferroviaria, sono stati scoperti con tanto di taglio del nastro inaugurale  alla presenza degli studenti che li hanno realizzati, di numerosi genitori e delle autorità locali: hanno voluto partecipare Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio del Terzo Municipio di   DSC_0014 cui Settebagni fa parte, il consigliere comunale Massimo Caprari e quelli municipali Francesca Leoncini e Fabrizio Cascapera, l’ex assessore municipale Alessandro Venturieri, l’ingegner Gualario di Rfi in rappresentanza dell’amministratore delegato Maurizio Gentile (impegnato a Milano per l’Expo), il dirigente a riposo delle Ferrovie Francesco Galvano e la professoressa Carla Galeffi, preside dell’istituto Uruguay da cui dipende la Ungaretti, oltre a un gruppo di volontari della associazione di protezione civile  Nucleo Sicurezza Ambientale.    DSC_0033

È stato osservato che la collocazione dei due lavori sarebbe poco felice, rimanendo di fatto nascosti alla vista dei passeggeri  per la distanza dell’atrio dalle banchine utilizzate per la fermata dei treni. Si deve però ammettere con amarezza che nel sottopasso pedonale i quadri sarebbero stati rapidamente rovinati dagli scarabocchi di quei teppisti che notoriamente vi hanno mano libera grazie anche alla totale assenza di vigilanza.

Alessandro Pino

 

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Il bilancio partecipativo…senza la partecipazione- di Alessandro Pino

28 Gen

Riunione in Municipio dei Comitati di quartiere con Marchionne

Due giorni dopo l’approvazione in Consiglio del bilancio di previsione si è tenuta in Municipio la riunione che era stata concordata prima del voto tra il presidente Marchionne e i principali Comitati di quartiere proprio sul cosiddetto bilancio partecipato: essendo avvenuta a giochi fatti si sarebbe potuto supporre che il significato del venire resi partecipi fosse mutato in un sempliceDSC_1379 “essere edotti” dall’originario “coinvolti nelle decisioni riguardanti la destinazione delle risorse”. Così è stato solo in parte ma in un senso ancor più restrittivo, perché nel concreto le linee portanti dell’incontro sono state da un lato la richiesta (per bocca di Silvana Caudai del Comitato Città Giardino) di una relazione illustrativa di un bilancio altrimenti difficile da comprendere anche per degli esperti ma soprattutto l’esternazione dello scontento per la promessa disattesa (e presente nel programma elettorale di Marchionne) del coinvolgimento. In particolare il malumore riguardava l’ordine del giorno votato contestualmente al bilancio che individuava quattro interventi prioritari per impiegare il milione di euro bonus destinato dal Campidoglio a ogni Municipio: la riqualificazione delle piazze Menenio Agrippa e Corazzini, la riapertura del nido di Castel Giubileo e soprattutto la realizzazione di una ciclabile sul viadotto dei Presidenti, avversata da opposizione e Comitati per il costo ritenuto eccessivo rispetto all’utilità (si è parlato di ottocentomila euro) e che occupando la predisposizione tranviaria al centro del viadotto accantonerebbe definitivamente l’idea originaria di un binario da Colle Salario al viale Togliatti. Duplice la linea tenuta dal presidente Marchionne  (affiancato dal presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucci, dalla consigliera Anna Punzo, guida della commissione bilancio e verso la fine dall’assessore municipale al commercio Vittorio Pietrosante, mentre era rimasto sull’uscio per mancanza di spazio il consigliere di maggioranza Gianluca Colletta): da un lato il mancato coinvolgimento è stato imputato alla ristrettezza dei tempi imposti dal Comune, dall’altro è stata rivendicata la presenza della ciclabile nel programma per la cui attuazione aveva ricevuto mandato vincendo le elezioni. Immediata la replica dei consiglieri di opposizione presenti (Bonelli, Cascapera e Moretti) i quali gli rinfacciavano che nel programma era presente anche quel processo partecipativo cui si è venuti meno, mentre l’argomentazione della tempistica sfavorevole veniva rigettata da Mimmo D’ Orazio e Lorella Giribaldi (rispettivamente leader del Comitato Serpentara e della Associazione Agorà) che ribadivano inoltre di aver avuto il 15 gennaio da Marchionne la promessa di un incontro che precedesse il voto in Consiglio. Un muro contro muro insomma, apertosi parzialmente quando Marchionne ha chiesto un parere sulla bontà delle scelte compiute con l’ordine del giorno: a quel punto i Comitati hanno risposto affermativamente – fatta salva la famigerata ciclabile – tra lo stupore di alcuni dei presenti, dando l’impressione che il dissenso riguardasse il metodo più che i contenuti. L’incontro si è concluso con la richiesta da parte dei Comitati di un coinvolgimento immediato per la fase delle variazioni di bilancio, sulla quale però Marchionne non sembra essersi espresso nettamente, limitandosi a promettere la consegna della relazione per la metà di febbraio. Un invito al presidente del Municipio a ritirare il famigerato ordine del giorno è giunto altresì sul finale da parte di Massimo Moretti del M5S; in mancanza di ciò, per adesso si andrà avanti con l’idea (comunque ancora solo tale, mancando un progetto) di realizzarla.

Alessandro Pino

 

III Municipio di Roma Capitale: riunione dei Comitati di Quartiere a piazza Sempione, anche senza il Presidente Marchionne – di Alessandro Pino

11 Gen

 

PINOassembleagen15Serve a qualcosa una assemblea pubblica richiesta dai principali Comitati di Quartiere attivi sul territorio (con in testa quello di Serpentara e il suo leader Mimmo D’Orazio) per incontrare il presidente del Municipio sottoponendogli  i temi ritenuti più importanti per i cittadini, se quest’ultimo non partecipa perché in ferie? La risposta affermativa a questa domanda se la sono data i comitati stessi riunendosi  ugualmente nell’aula consiliare di piazza Sempione lo scorso 8 gennaio, nonostante appunto si fosse saputo qualche giorno prima che Paolo Marchionne non sarebbe stato presente. La riunione è stata allora sfruttata per fare il punto tra i rappresentanti dei Comitati sugli argomenti da portare avanti in futuri incontri con l’amministrazione: temi generalissimi (come per esempio lo stato attuale e il futuro del cosiddetto viadotto dei Presidenti) aventi come comune denominatore il malcontento  per una politica ritenuta scollegata dal territorio e inerte davanti alla fatiscenza e all’inefficienza dilaganti. A onor del vero alcuni consiglieri municipali, sia di maggioranza che opposizione, hanno presenziato alla riunione prendendo anche la parola: Cristiano Bonelli (già presidente del Municipio), Simone Proietti, Filippo Maria Laguzzi, Fabio Dionisi e Fabrizio Cascapera. Proprio di quest’ultimo, recentemente uscito dalla maggioranza, è stato l’intervento che ha sigillato la chiusura dei lavori (sollecitata dall’assessore municipale Vittorio Pietrosante, affacciatosi in aula per ricordare che stava per finire turno del custode dell’edificio): inalberatosi nei confronti di Dionisi per il tono forse ritenuto saccente e cattedratico nel replicare ad alcuni dei partecipanti (in particolare sui costi di eventuali lavori di collegamento tra le piste ciclabili presenti nel territorio municipale) ha confermato così il temperamento sanguigno e verace che lo ha reso in breve tempo popolare.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: Fabrizio Cascapera lascia la maggioranza ma non il Centro Democratico

6 Gen

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

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Ovvero, della politica ai tempi dei social network
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Antefatto: dopo un’accesa riunione con i capigruppo municipali, Fabrizio Cascapera, consigliere municipale, alle ultime elezioni presentatosi come candidato presidente del Municipio con la Lista Marchini e abbandonata poi per il Centro Democratico, lista civica che fa parte della maggioranza sia in Aula Giulio Cesare che negli altri Municipi romani, decide di lasciare ufficialmente la coalizione che governa Montesacro…

L’evento non rimane di certo senza commenti, anzi. I comunicati stampa non tardano ad arrivare, soprattutto quelli emessi proprio dai consiglieri fino a poco prima “amici”, così come i commenti su facebook, canale ormai utilizzato quotidianamente dagli addetti ai lavori per reperire informazioni e stati d’animo. Durante le festività di fine e inizio anno è una notizia che non passa inosservata, trattandosi per altro della prima defezione nella compagine che amministra il III Municipio e anche se inizialmente un po’ a rilento, dato il periodo, il caso deflagra articolo dopo articolo, post dopo post.
Cascapera cerca di mantenere toni concilianti, seppur escludendo un ripensamento. Riccardo Corbucci, presidente del Consiglio municipale e Yuri Bugli, consigliere, entrambi del Pd, in due distinte note lanciano segnali distensivi, lasciando uno spiraglio aperto alla collaborazione. Al contrario, il presidente del Municipio, Paolo Emilio Marchionne e Mario Bureca, capogruppo Pd in consiglio, non perdono occasione, sia rilasciando interviste che su Fb, per rimarcare la differenza di vedute e le responsabilità del consigliere dissidente che continua a votare non secondo una logica di squadra ma seguendo un programma tutto suo. Nei post sui social network la reazione degli utenti è più spesso favorevole a Cascapera e i toni si fanno accesi, come spesso accade quando ci si infervora battendo i tasti di una tastiera.
Manca poco al primo Consiglio del nuovo anno, durante il quale presumibilmente ci saranno almeno alcuni siparietti sapidi. Anche perché l’opposizione municipale, da Bonelli, Ncd, a Filini, Fdi, non ha perso l’occasione per rimarcare una volta di più quanto la coalizione di centro sinistra sia “divisa” su argomenti che in campagna elettorale sembravano granitici, tipo il no al cambio di destinazione d’uso. Nell’ambiente municipale quasi tutti hanno parole di apprezzamento per il consigliere fuori dagli schemi, anche i Proietti e Moretti, i due M5S che siedono in consiglio e che condividono l’idea di votare un atto per i contenuti non per la provenienza.
Cascapera 3Raggiunto telefonicamente, Fabrizio Cascapera ha così parlato circa l’iniziativa che ha movimentato il panorama politico di Montesacro durante le feste: «Questa è una situazione che va avanti da tempo, poi c’è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Era divenuta impossibile la convivenza, loro (la coalizione di maggioranza ndr) hanno priorità io ne ho altre. Loro la ciclabile, le feste o l’ integrazione io la sicurezza, i tombini che spariscono e mettono a rischio gli utenti delle strade, gli insediamenti sotto le case della gente, le prostitute a Prati Fiscali che esercitano davanti i portoni dei residenti. Legittimamente le priorità non collimano e perciò o chiudi o la cosa si incancrenisce, pure con persone di cui umanamente puoi anche avere stima ma poi, politicamente, i rapporti si logorano e allora meglio lasciare perdere. Il cambio di destinazione d’uso da commerciale ad abitativo di piazza Minucciano, la movida molesta a città giardino, i casali e i giardini della Villa di Faonte, gli insediamenti abusivi, sono solo gli ultimi argomenti su cui mi trovo ad avere visioni differenti.

Nell’ultima riunione dei capogruppo ho avuto un acceso scontro verbale con Bureca per vari motivi: all’ultimo consiglio ho votato contro l’apprezzamento di Bugli per l’operato di Marino sui registri delle unioni di fatto, perché sono contrario non al fatto in se stesso ma al modus operandi, perché non si possono prendere iniziative “cosmetiche” quando le leggi dello Stato sono altre. Bisogna battersi per cambiare quelle leggi in modo da dare effettivamente quei diritti. Anche la ciclabile sul viadotto dei presidenti, su 800.000 euro che dovrebbero venire impegnati e provenire dal piano casa, chissà quando, con un filone di indagini sulle piste ciclabili tutt’ora in essere, ho chiesto semplicemente di aspettare a decidere su quella delibera, di vedere prima tutte le carte e poi votarla, dopo le feste. Bureca si è offeso, ritenendo che con le mie azioni stessi dando dei ladri agli altri consiglieri di maggioranza. Io penso soltanto che ottocentomila euro, di questi tempi, vadano spesi su altri capitoli, con altre priorità. Tutto quà. Per altro non sono un pazzo solitario, sia Corbucci che la Maccaroni che i consiglieri di opposizione hanno chiesto di aspettare e di esaminare prima tutte la documentazione.
Non posso uniformarmi ciecamente, dire di si solo per fare gioco di squadra. Poi esce qualcosa di irregolare e io non ho fatto tutto il possibile per controllare, alla gente che mi ha votato che gli dico?
Ho telefonato alla direzione di Centro Democratico, prima di rendere la decisione pubblica, per non mettere in imbarazzo nessuno, ben sapendo che nel resto della città la lista civica è al governo. Ho ricevuto parole di stima per il mio operato e l’incoraggiamento a seguire la mia coerenza. Di volta in volta valuterò, se reputerò che si tratta un atto buono voterò a favore, se lo riterrò sbagliato, no. E vado avanti. Poi la gente giudicherà come abbiamo lavorato.
Faccio a loro tutti anche un imbocca al lupo per il futuro, perché per me conta il territorio, se la popolazione sta bene va tutto bene, saremo giudicati dagli elettori. Io sottolineo che non ho mai chiesto un posto in giunta a nessuno perché non è il mio modo di fare politica. Sottolineo che non mi ha cacciato nessuno, me ne sono andato io. Diciamo così, che è stata una separazione consensuale. Loro la volevano, da subito, poi l’ho voluta anche io.
Il fatto è che io non riconosco, non l’ho mai nascosto, lo schieramento netto. Non posso votare per forza un atto perché sono in maggioranza. Lo voto perché lo ritengo giusto. Anche ora che ne sono fuori, voterò atto per atto secondo la mia coscienza. Non ho preclusioni sulla provenienza delle proposte.
I sistemi attuali sono basate su ideologie ormai centenarie, ora viviamo un’ emergenza diversa. Io non vado dietro nessuna ideologia fissa perché non ne esistono più. Poi, io sono amministratore locale, i semafori spenti, le righe che non si vedono… non hanno ideologia, sono solo cose da fare. Avevo un programma ben definito e a quello mi atterrò. Sono stato votato per quello. Sul mio c’era no al cambio di destinazione d’uso. Anche su quello di Marchionne. Io ho continuato a votare contro, lui no».
È stato pubblicato che si sarebbe tenuta una riunione di maggioranza per decidere la “defenestrazione” del consigliere ribelle, durante la quale Riccardo Corbucci, uno dei primi a rilasciare un comunicato con il quale ha inteso lasciare uno spiraglio aperto di collaborazione, sembrerebbe non aver proferito una parola a difesa di Cascapera.

Corbucci 1Così il presidente del Consiglio municipale chiarisce la questione: «Non è vero che ci sia stata una riunione di maggioranza, aperta quindi alla coalizione, ma soltanto una riunione del gruppo del Pd, per altro da me richiesta, nella quale non si è parlato dell’uscita di Cascapera dalla maggioranza. La verità è che Cascapera ha un carattere sanguigno, alza subito la voce e Bureca si impressiona altrettanto facilmente».
A questo punto appare evidente che qualcosa delle dinamiche interne al Pd, l’opposizione di Fdi e Ncd abbia captato: anche perché a Monte Sacro i consiglieri utilizzano spesso facebook per esternare i loro pensieri, al contrario magari di quanto fanno in aula, quando stanno attenti a non far trapelare così apertamente i propri intendimenti.
Effettivamente, il Pd è un insieme di correnti che spesso marciano a velocità differenti, è un partito complicato, figuriamoci quanto possa esserlo una coalizione. Il caso Cascapera ne è un esempio chiaro: se da una parte Corbucci e Bugli, che hanno referenti diversi – il primo lo ha in Mario Ciarla, consigliere regionale, il secondo è con Marco Palumbo, ex consigliere montesacrino ora al Comune, ascrivibili però entrambi all’area progressista del partito, avevano lasciato la porta aperta al consigliere Cd, dall’altra il presidente Marchionne e il capogruppo Bureca, entrambi molto ortodossi, referenti del senatore Miccoli, già presidente del Pd romano, lo volevano fuori perché battitore libero, quindi inaffidabile per una logica di squadra. Questi ultimi però hanno ottenuto un effetto boomerang, perché in tal modo è emersa alla luce del sole una parte moderata e innovatrice che fino ad ora era restata più o meno in penombra, dando fiato alle trombe dell’opposizione e mostrando, inoltre, quanto negli altri municipi siano state fatte scelte differenti. Ad esempio, In IV, ex V, Sansalone, prima consigliere Pd, che è entrato nel Cd, ha ricevuto il sostegno del presidente Sciascia, il quale si è augurato che il neo fuoriuscito sostenga il Pd anche dalle fila di uno schieramento politico diverso.

Roma Capitale, arrivano gli ispettori e in III Municipio i consiglieri del No al cemento a piazza Minucciano chiedono a Marino di accantonare la delibera

12 Dic

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

Roma Capitale, arrivano gli ispettori. Si avvicina il momento della verità? In III Municipio, i consiglieri dissidenti sul cambio di destinazione d’uso di Piazza Minucciano chiedono che la delibera venga accantonata

 

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dopo aver incontrato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro (nella foto in basso dal sito della prefettura), lo ha delegato ad esercitare in sua vece accessi e accertamenti sugli atti amministrativi di Roma Capitale.

Prefetto Giuseppe PecoraroNegli uffici capitolini arriveranno gli ispettori, hanno tre mesi di tempo, prorogabili una sola volta per un egual periodo, onde verificare se esistano i presupposti per chiedere lo scioglimento per infiltrazione mafiosa del governo della Città Eterna.

I commissari non decideranno da soli. Dovranno stilare una relazione da inviare al prefetto, il quale avrà 45 giorni di tempo per consultare il comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica e il Procuratore della Repubblica e inviare così l’esito al Ministero. Non vi sarà atto o provvedimento già emesso da Comune e municipi che non verrà passato al microscopio, alla ricerca di un qualche indizio sospetto.

Il sindaco Ignazio Marino  ha offerto da subito, dopo averlo fatto con i magistrati della Procura, la sua collaborazione più ampia, desideroso di dimostrare che il suo governo non è colluso con il sistema mafioso venuto a galla con l’operazione “terra di mezzo”.

Di fatto però, l’amministrazione della città diverrà, a rigor di logica, particolarmente difficile, con dirigenti e amministratori attenti a non prendere alcun tipo di decisione che possa anche lontanamene attirare l’attenzione dei commissari. A gran voce, soprattutto sui social network si chiedono le dimissioni del sindaco, si paventa l’ipotesi che l’invio dei commissari sia solo un escamotage ordito dai partiti per non mollare il potere, che se ciò si fosse verificato in un qualsiasi comune del Sud la giunta sarebbe già stata sciolta.

Roma però non è un comune qualsiasi, è la capitale dello Stato Italiano. Ogni cosa che la riguarda viene ingigantita dalla lente mediatica e risputata in ogni angolo del mondo, con grandi ricadute sia sui mercati finanziari, sull’immagine dell’intero paese nei confronti dell’opinione pubblica mondiale e sul piano turistico, divenuto un territorio sempre più competitivo, dove un gran giro di denaro può essere spostato a causa di un museo chiuso, figurarsi dallo scioglimento, sull’onda emotiva del momento, della governance della capitale. La prudenza quindi è d’obbligo e la Legge prevede che prima di sciogliere tout court la giunta, si possa prevedere un periodo di ispezione, al termine del quale prendere una decisone ponderata. Scegliere il termine “ispettori” o “commissari” ha una sua valenza non trascurabile, in effetti. Né il Sindaco né la giunta al momento sono esautorati, continuano la loro ordinaria funzione amministrativa, che viene sottoposta ad un’attività di controllo. Ancora una volta sulla pelle della città si gioca una partita politica e non potrebbe essere altrimenti, trattandosi di Roma Capitale. A seconda degli intenti, i funzionari incaricati diventano Ispettori (investigatori, quindi) o Commissari (comune commissariato, sentenza già eseguita). Come andranno le cose, soltanto il tempo, le indagini e i controlli, potranno rivelarlo.

La situazione è particolarmente delicata: non si tratta soltanto di sostituire o meno una intera classe politica. Ci sono anche funzionari a vari livelli e di varie amministrazioni, coinvolti nelle indagini. Quelli non si possono mandare a casa con una scheda elettorale, le intercettazioni hanno chiaramente mostrato che “morto un papa” si cerca immediatamente di farne un altro. Il senso dell’attribuzione di reato di “associazione mafiosa” sta proprio qua. È come se la città si trovasse ad essere malata di un tumore. Bisogna capire quanto diffuso, se in metastasi oppure no, agire di conseguenza senza cedere alla tentazione di seguire solo la pancia.

Roma ha bisogno come mai prima di affidarsi al cervello, prima che al cuore: vi sono molte, troppe questioni sospese, importanti per la vita di chi questa città la abita e la vive ogni giorno, a partire dai troppi cambi di destinazione d’uso, alle varie emergenze, ai progetti urbanistici mai condivisi e allocati senza tener conto di viabilità e infrastrutture.

Intanto, con una nota emessa in maniera congiunta, Riccardo Corbucci e Marzia Maccaroni, presidente del consiglio del III Municipio il primo e consigliera municipale la seconda, entrambi Pd, con Fabrizio Cascapera, capogruppo Cd sempre del III, chiedono che “Visto quanto sta accadendo al Comune di Roma, chiediamo che la delibera per il cambio di destinazione d’uso di Piazza Minucciano, nota come proposta n. 129/2014, calendarizzata insieme a molte altre in aula Giulio Cesare per il 2 dicembre scorso e che non si è discussa per le note vicende di questi giorni, venga accantonata dal consiglio comunale per consentire doverosi e approfonditi accertamenti”. I tre avevano espresso voto contrario al cambio di destinazione d’uso, perdendo contro i quattordici consiglieri municipali favorevoli, da commerciale a residenziale, per la concessione edilizia di Piazza Minucciano, questione annosa che torna in maniera ciclica sui tavoli delle commissioni urbanistiche nonostante comitati di quartiere e cittadini non vogliano assolutamente, stante il sistema viario della zona già sottoposto a pressione fortissima, senza alcuna possibilità di essere ampliato.

Raggiunto telefonicamente, Corbucci ha così risposto alla domanda sul perché i tre siano tornati ad esprimersi su una questione che era ormai passata nelle mani del consiglio capitolino: «Secondo il nostro parere, il clima politico è ormai cambiato ed è più favorevole a chi è contrario alla cementificazione. Forse questa volta i residenti saranno ascoltati».

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma Capitale: Fabrizio Cascapera mette i puntini sulle i nella polemica con gli altri consiglieri della maggioranza

29 Ott

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

DSCF5117Mercoledì scorso, durante il consiglio municipale (leggi qui) erano volate parole accese tra Cesare Lucidi (sel), Fabio Dionisi (Pd) e Fabrizio Cascapera (Cd), tutti della maggioranza che attualmente governa piazza Sempione. Sembrava che Cascapera fosse sul punto di lasciare e passare all’opposizione, tanto che un comunicato stampa della minoranza, forse un po’ frettolosamente, lo dava già fuori. Raggiunto telefonicamente, invece, il consigliere non nega l’accaduto ma spiega il suo punto di vistala: “Non devo difendere Marchini da nessuna accusa di essere palazzinaro, primo perché non faccio parte più del partito, poi perché all’epoca delle elezioni, sul mio programma, condiviso da Marchini stesso anche nel programma per le elezioni comunali, è previsto espressamente il no al nuovo cemento e no ai cambi di destinazione d’uso, con la previsione del riuso e del recupero del già esistente. Il consigliere Lucidi evidentemente parla più per slogan che per informazioni acquisite perché c’è un bell’articolo di Milano Finanza, reperibile per altro in rete, dove il candidato Sindaco racconta di come lui abbia differenziato le sue attività, prima di darsi alla politica. Sarebbe auspicabile per tutti noi consiglieri che discutessimo circa gli intendimenti dei singoli e non di quelle dei livelli dirigenziali, perché ognuno di noi può rispondere soltanto delle proprie azioni personali. Potrei altrimenti dire che ci sono intercettazioni telefoniche che mostrano quanto nessun leader sia esente da pecche ma non lo farò. Preferisco parlare di me, di come ho dato dimostrazione sul campo, sia sul territorio che nelle votazioni municipali, di essere rimasto coerente al programma con il quale sono stato eletto. Infatti, durante la discussione delle linee programmatiche del presidente Marchionne ho presentato un emendamento con il quale chiedevo il blocco di tutti i cambi di destinazione d’uso, delle nuove concessioni edilizie e una black list per tutte le ditte che non hanno portato a termine le opere a scomputo e a compensazione. Di Fabio Dionisi posso dire è un grande lavoratore, uno che mette tutto se stesso in quello che fa ma dovrebbe cominciare a capire che non tutti i consiglieri che si appassionano a una battaglia o ad un’altra lo fanno per togliergli visibilità. I problemi vanno affrontati senza dire è mio mio. Altrimenti dovrei forse risentirmi ogni volta che un consigliere presenta atti su argomenti di cui mi sono già occupato in precedenza, presentando mozioni che poi magari non sono state votate solo per strategie interne. Sono una persona responsabile, non è mio interesse alzare i toni né fare battaglie personali, vista la situazione drammatica del municipio e della città. Credo che nell’interesse dei cittadini sia il momento di parlare solo dei fatti e di operare sul territorio, mettendo da parte il proprio ego.

Roma Capitale: Valli-Nomentana, tangenziale aperta o chiusa? Un sindacalista contro tutti

22 Lug

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

tangenziale_est_0Che la chiusura dei cinquecento metri di tangenziale che vanno da via delle valli a via Nomentana sia un un argomento non facile da affrontare è chiaro a tutti. Anche perché il blocco notturno ventennale della tangenziale fu fatto digerire ai romani con la promessa sarebbe stata riaperta una volta interrati i tratti più molesti. Il nuovo blocco per altro, fa si che una delle gallerie sfoci in pieno divieto. Il fatto che nessuno in II Municipio fosse stato allertato, mentre il II risultava presente alla riunione in cui è stata presa la decisione non ha poi contribuito a distendere gli animi degli amministratori locali e degli abitanti della III Municipalità di Roma Capitale. Nonostante il presidente del III Paolo Emilio Marchionne mantenga un silenzio riservato sulla vicenda, probabilmente per non prendere posizione né contro i suoi amministrati né contro gli uffici di Roma Capitale, tenuti dalla sua stessa maggioranza, diversi esponenti locali si sono invece espressi contro il provvedimento che li ha tenuti all’oscuro. E se è normale il dissenso piccato di  Francesco Filini, capogruppo Fdi in consiglio municipale, quindi all’opposizione, risultano molto significative sotto l’aspetto della coesione amministrativa, le prese di posizione di esponenti Pd quali  Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio, di Yuri Bugli, consigliere municipale e di Marco Palumbo, consigliere comunale. Questi ultimi hanno rilasciato oggi un comunicato congiunto con il quale definiscono “ incomprensibile la scelta della giunta comunale di Roma di dare il via ad una sperimentazione che prevede la chiusura al traffico, dalle 23 alle 6, del tratto di tangenziale fra via delle Valli e via Nomentana, per di più, senza consultare i residenti e le istituzioni del III municipio di Roma”. In un altro passo della nota dichiarano la decisione presa come “inopportuna perché avrà necessariamente effetti negativi sulla qualità della vita dei residenti dei quartieri interessati, che vedranno un sensibile incremento del traffico notturno, dello smog e dell’inquinamento acustico. Proprio per queste ragioni, appare necessario inaugurare una stagione nuova, fatta di consultazioni dirette per i cittadini residenti nelle aree interessate”. Su face book le reazioni non si sono fatte attendere, per lo più contrarie alla chiusura. Alcuni si sono spinti fino ad ipotizzare l’intervento interessato di qualche notabile residente nella zona interdetta, visto che piazza Sempione non ha avuto voce in capitolo e la maldestra ammissione da parte della polizia metropolitana di non poter garantire il controllo della velocità massima consentita, visto che non sono stati istallati gli autovelox fissi, previsti già a partire dal 2008. Al momento un solo consigliere Pd, Mario Bureca, capogruppo in Municipio, si è espresso favorevolmente al provvedimento adottato, mentre sulla bacheca Fb di Corbucci l’unica voce fuori dal coro, in mezzo a tanti post arrabbiati di persone che si servono quotidianamente dell’importante arteria, pesantemente critica verso la nota emessa dal presidente del consiglio nella giornata di ieri, con la quale stigmatizzava l’iniziativa posta in essere dal Comune, è quella di Bruno Pierozzi, artista e sindacalista Spi Cgil nazionale – responsabile politiche fiscali, che ha scritto un messaggio pubblico ed uno privato a Corbucci, il quale poi ha divulgato anche il secondo sul suo profilo fb, rendendolo pubblico, diverso solo per poche parole. Questa è la versione estesa «Gentile Presidente, io abito in viale Etiopia e mi affaccio sulla tangenziale proprio nel tratto che finalmente verrà chiuso nelle ore notturne, grazie alla decisione della giunta comunale (una delle poche cose buone). Lei ha definito tale decisione una idiozia. Ebbene se c’è una idiozia quelle sono le sue dichiarazioni. Sono anni che mi batto per la chiusura e la copertura del tratto in questione. Lei non immagina il livello di inquinamento acustico e atmosferico che noi poveri abitanti della zona dobbiamo subire. Il mio balcone è invaso da polvere nera che si accumula su ogni lato, non posso tenere le finestre aperte perchè il rumore della tangenziale più quello dei treni in transito alla Stazione Nomentana è così forte che no si sente neanche la TV. Un vero inferno e pagando anche un canone di affitto di 1.270 euro mensili! Pensi ad amministrare bene il suo municipio invece di dire minchiate!».Fabrizio Cascapera, consigliere del Cd, ha così commentato, riassumendo quanto detto dai numerosi post di risposta al Signor Pierozzi: «linguaggio forbito, complimentoni al responsabile politiche fiscali Cgil. Mi fa piacere poi vedere questo senso comunitario….ecumenico; c’è un problema? Spostiamolo e diamolo ad altri. E’ proprio vero ciascuno guarda il proprio balcone….ops orticello».

Insomma, dicembre è ancora lontano, il partito dei pro e dei contro è destinato ad ingrossare sempre più e c’è da aspettarsi che le argomentazioni si faranno sempre più colorite.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: aspettando le sedute del consiglio in streaming – 16 luglio 2014

17 Lug

Sedute del consiglio municipale: sarebbe ora di provvedere ad uno streaming, sia pure con piattaforme amatoriali?

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consigliomunicipalefotodirepertorioLa seduta del consiglio municipale del 16 luglio è una di quelle da manuale per discutere sull’opportunità o meno di aspettare che si realizzi il sistema professionale di streaming delle riunioni a piazza Sempione. Se ci fosse stato lo streaming, anche amatoriale, i lavori si sarebbero conclusi nella stessa maniera? I cittadini comprendono effettivamente l’utilità delle strategie politiche nel far cadere il numero legale? I consiglieri si ricorderebbero di usare più riguardo nei rapporti con il pubblico e tra di loro?

La mozione presentata da Jessica De Napoli  e Cristiano Bonelli, Ncd, perché si chiedesse un atto partecipato istituzioni-cittadini sulla questione della chiusura dell’impianto Ama di via Salaria era la prima nel calendario delle discussioni.  Tra i cittadini presenti, alcuni in rappresentanza dei vari comitati che si battono per far sparire l’odore nauseabondo che da anni ormai avvelena la vita degli abitanti del circondario, si formulava la richiesta di incontrare il Sindaco Marino e il presidente dell’Ama entro luglio.

Prima dell’inizio dei lavori dell’aula veniva richiesta una riunione di maggioranza per coordinare il voto dei consiglieri nei confronti dell’atto presentato dall’opposizione , al termine della discussione il consigliere Cascapera e il presedente dell’aula Riccardo Corbucci hanno depositato un emendamento per chiedere al Sindaco e ai vertici ama un incontro entro Settembre, termine considerato più ragionevole rispetto alla fine del mese proposta dai cittadini. A questo primo emendamento si aggiungeva un sub-emendamento  del movimento 5 stelle, volto ad estendere l’invito anche agli assessori comunali e regionali.

Seguivano le solite “schermaglie “ degli schieramenti politici opposti, con qualche caduta di stile da parte dei soliti habituée poco avvezzi alle critiche di un pubblico che, oppresso in casa propria da un evento non voluto e intervenuto dopo la costruzione dei quartieri, non apprezza certe battute e certi comportamenti che di politico hanno ben poco.

Alla fine delle operazioni, l’atto presentato dall’opposizione veniva bocciato «perché un tavolo tecnico già esiste» e passavano l’emendamento sull’incontro con il Sindaco.

Il secondo atto in discussione era una mozione dei cinque stelle posizionamento dei dissuasori di velocità su via val d’ala. Il Consigliere Dionisi, Pd, ha presentato un emendamento per ripristinare invece la segnaletica verticale e orizzontale. Durante il dibattimento sono cominciati a salire i toni, a volare parole meno diplomatiche in un crescendo tra il consigliere Pd, il pubblico accusato di essere la claque dei penta stellati e i consiglieri del movimento stesso.

I consiglieri del centro destra hanno abbandonato l’aula, il presidente Corbucci era andato via qualche tempo prima per motivi improrogabili, affidando l’aula al vice presidente Sel Valeria Milita,  i presenti da da diciotto scendevano a quattordici, e con l’uscita dei 5 stelle, i cui interventi, magari spontanei e ancora poco tecnici ma in buona fede, sono spesso oggetto di battute,  è caduto il numero legale. Proietti e Moretti  hanno manifestato l’intenzione di non partecipare al prossimo consiglio per protesta .

III Municipio di Roma Capitale: trentanove famiglie rom ospitate per la notte all’interno del Municipio di piazza Sempione

10 Lug

piazza sempione (pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sembrava una chiacchiera da bar, oggi pomeriggio, che correva di bocca in bocca sotto i portici di piazza Sempione, mentre le trentanove famiglie sgomberate dalle baracche nel parco delle Valli manifestavano sotto la sede del Municipio di piazza Sempione la loro indignazione per la sistemazione alloggiativa trovata dal Comune, ovvero la solita standard applicata anche a tutti i romani, quando non vi sono abitazioni disponibili per ospitare i nuclei familiari: le donne e i bambini piccoli insieme in una struttura, gli uomini in un’altra. Dopo aver invitato i migranti nomadi a salire negli uffici per concordare insieme una soluzione sostenibile, l’amministrazione municipale avrebbe fornito assistenza per la notte utilizzando i locali del Municipio. Talmente “grossa” da sembrare incredibile anche ai più navigati, ma sufficiente per scatenare i distinguo e le dissociazioni di alcuni consiglieri, anche di maggioranza. Sempre secondo le voci impazzite del tardo pomeriggio, poi questa eventualità sarebbe rientrata per qualche ora a causa della minaccia di Casapound di organizzare su due piedi una manifestazione di contro protesta mentre ci sarebbe stato in Municipio chi ha proposto di pagare un albergo almeno per una notte, ricorrendo presumibilmente al piccolo fondo che almeno fino alla passata consiliatura era a disposizione della presidenza per piccole spese.

Invece è tutto vero, per la prima volta a Roma la sede di un Municipio è stata utilizzata come dormitorio per ospitare gli occupanti di un insediamento abusivo sgomberato per questioni di igiene e sicurezza pubblica, nell’ambito della bonifica di un parco urbano.

In serata i consiglieri Roberto Borgheresi, Fi, Francesco Filini;FdI, Fabrizio Cascapera, Cd, nonché il presidente del consiglio del Municipio Riccardo Corbucci, Pd, si sono recati presso i locali di piazza Sempione per rendersi conto della situazione e hanno trovato l’androne e diversi locali occupati da decine di persone intente a dormire in sacchi a pelo e altri giacigli di fortuna. Difficile credere che sarà per una notte sola. A gestire l’emergenza, l’assessore alle politiche sociali Eleonora Di Maggio, Sel.

Borgheresi, vice presidente del consiglio, così si esprime sulla vicenda « Non conosco nei dettagli la strategia messa in atto da parte del Presidente Marchionne, ma sono molto preoccupato per quanto riguarda l’attività del municipio di domani, venerdì 11 luglio, che certamente non potrà svolgersi stante la permanenza di queste persone all’interno del palazzo istituzionale. d’altro canto mi chiedo anche adesso come farà il Presidente ed i suoi assessori ad allontanare quelle persone dopo avergli concesso assistenza nei locali Municipali!!»

Corbucci ha preferito non scendere nello specifico ma si è dichiarato «affinchè  gli sgomberi continuino per ripristinare legalità e sicurezza nei nostri quartieri». Medesima prudenza è utilizzata da Cascapera, che nel pomeriggio aveva scritto su fb «Chi vuole veramente integrarsi troverà sempre terreno fertile, ma non è più possibile spacciare per integrazione quella che di fatto è l’imposizione di un permesso a vivere al di sopra delle regole.»

Una cosa è certa: domattina, al risveglio, il Municipio vedrà una giornata veramente intensa.

Per l’intanto, mentre all’interno del palazzo istituzionale si andava organizzando l’ostello Municipio, sulla piazza adiacente si consumava ignara  una serata di balli lisci organizzata da Radio Popolare per i residenti del quartiere.

III Municipio di Roma Capitale: Galleria fotografica della manifestazione No Puzza del 19 giugno 2014 – Villa Spada / stabilimento Ama Salaria

19 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Giovedì 19, l’annunciata assemblea di via Cortona, a Villa Spada, organizzata dai comitati di quartiere di Villa Spada, Colle Salario, Serpentara, Val Melaina e al comitato spontaneo No Puzza è proseguita, dopo aver preso la decisione al momento, in una protesta davanti allo stabilimento Ama di via Salaria. Tutto volutamente apartitico, senza simboli politici di nessun genere, per testimoniare la delusione nei confronti delle istituzioni, dalle quali i residenti si sentono abbandonati al proprio destino di agnelli sacrificali in quello che considerano un tentativo di salvare Roma dall’immondizia senza far decollare seriamente la raccolta differenziata.

Hanno rallentato il traffico sulla via Salaria, senza creare screzi con gli automobilisti, che una volta letti i cartelli, hanno compreso e solidarizzato.

Due volanti dei carabinieri, probabilmente chiamate dall’interno dello stabilimento, sono rimaste a discretamente a bordo strada, pronte ad intervenire.

Ci sono stati momenti di tensione quando il commento di alcuni dipendenti Ama “andatevene, questa è casa nostra e hanno detto che è tutto a norma” è stato udito chiaramente da diversi residenti. La risposta urlata: “no, questa non è casa vostra, la sera tornate alle vostre abitazioni lontane dalla puzza”. A norma o meno, l’odore nauseabondo era presente e chiaramente percepibile già in via Cortona, davanti lo stabilimento è stata una presenza costante e sgradevole, fastidiosa al naso e allo stomaco.

La testimonianza di due donne ospiti del centro accoglienza, in proposito, è illuminante: “spesso siamo costrette ad andare alla fermata atac successiva ché qui davanti molti autisti non fermano, dicono che puzza troppo. Tante volte, quando siamo al centro, siamo costrette a tapparci dentro come possiamo, la puzza è insopportabile”.

Tra i manifestanti c’erano la ex europarlamentare Roberta Angelilli, che segue da tempo la vicenda, il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, i consiglieri Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio, Jessica De Napoli, Fabrizio Cascapera e Simone Proietti. Il consigliere Angelo Massacci, residente in zona, è rimasto in via Cortona.

Dopo alcuni minuti c’è stato il blocco temporaneo di due camion di Ama in entrato allo stabilimento. Il primo conducente è riuscito in poco tempo a guadagnare la sbarra, attendendo con pazienza che le persone si scansassero, il secondo ha reagito uscendo dal mezzo, ne è nato un alterco e chi si è messo in mezzo per sedare gli animi ne ha riportato i segni.

Nel frattempo i politici locali si schieravano davanti al camion, a fianco dei manifestanti, mentre l’autista, che aveva riguadagnato la cabina, tentava di passare ugualmente.

La presenza tra i manifestanti della Angelilli e dei cinque consiglieri municipali, intervenuti senza simboli di partito, come richiesto, a quel punto è stata determinante perché la situazione si risolvesse senza degenerare, schierandosi davanti l’ingresso, andando a parlare con le forze dell’ordine, prendendo le difese di un uomo accusato ingiustamente di aver cagionato dei danni d un mezzo.

Alla fine è giunto anche il parroco di Villa Spada, a portare sostegno ai manifestanti. Il suo gesto è stato molto apprezzato e ha fatto sottolineare a tanti il fatto che lui fosse presente, al contrario del presidente del Municipio e dell’assessore municipale all’ambiente, da cui si aspettavano una presenza solidale con il loro disagio. Bisogna dire che ufficialmente nessun politico è stato invitato, quelli che sono giunti lo hanno fatto per iniziativa personale, dopo aver appreso dell’assemblea dai gruppi e dalle pagine facebook dedicate all’annoso problema. Ma questo, la folla non lo vede, percepisce solo le assenze e le presenze.

A manifestazione ormai finita, Bonelli si è così espresso: “ero, sono e sarò sempre per l’unica via risolutiva, la delocalizzazione dell’impianto. A questo ho lavorato concretamente quando ero presidente e questo continuo a chiedere, in tutte le forme che posso, da cittadino, da consigliere, da manifestante!”.

Il presidente del consiglio municipale, Corbucci: “cambiano i ruoli e le responsabilità di ognuno di noi ma non può mai mancare il sostegno incondizionato a tutti i cittadini che da anni subiscono i danni dell’Ama di via Salaria. Personalmente sarò sempre al loro fianco per risolvere il problema più gravoso del Municipio”.

Luciana Miocchi

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III Municipio di Roma Capitale: approvata l’istituzione del registro delle unioni civili

3 Feb

Un argomento che non lascia nessuno indifferente, una questione di civiltà o un attacco alla famiglia?

Per la maggioranza si tratta di dare un riconoscimento e delle regole a chi non può averne non avendo accesso al matrimonio civile, per l’opposizione tale atto porterà alla fine della famiglia come prima forma di società, ignorando che attualmente già buona parte delle nascite avviene al di fuori delle coppie unite in matrimonio

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

 

Consiglio MunicipaleIl registro delle unioni civili in III Municipio diventerà realtà, a sette anni di distanza dal tentativo fallito dell’allora presidente del Municipio Alessandro Cardente, che sull’argomento spaccò la propria maggioranza. Dopo un  consiglio municipale vivace e spumeggiante, talmente effervescente da costringere il presidente dell’aula Riccardo Corbucci a interromperlo in diverse occasioni, l’atto passa con 15 voti favorevoli, due dei quali dei consiglieri M5S Proietti e Moretti, dell’opposizione. Astenuto Fabrizio Cascapera, LcM . L’opposizione di centro-destra, fortemente critica verso l’istituzione del registro, al momento di votare ha abbandonato l’aula.

Tra il pubblico il Comitato della Famiglia, ai cui esponenti è stato impedito, dopo una votazione svoltasi tra i consiglieri presenti, di intervenire sull’argomento, scatenando così momenti alquanto concitati.

In realtà, la scelta emersa dalla messa al voto se dare la parola o meno ai contestatori si è rivelata dopo poco un piccolo errore tattico, visto che i numeri per l’approvazione c’erano tutti e che i consiglieri favorevoli non avrebbero certamente cambiato idea per alcune manifestazioni contrarie, raggiungendo così il solo effetto di moltiplicare i comunicati stampa degli oppositori.

Una nota dell’associazione si esprime così riguardo all’episodio: «Durante la seduta un rappresentante dell’Associazione, che da mesi si batte contro le proposte-spot portate avanti dall’amministrazione capitolina in materia di Famiglia, ha chiesto la parola ma gli è stata negata la possibilità di intervenire nel dibattito. Questi si confermano dunque i metodi “democraticì” messi in atto dalla maggioranza anche in III Municipio, volti ad impedire il confronto pubblico tra i cittadini e l’organo istituzionale che dovrebbe rappresentarli tutti. La conferma di questo impazzimento è evidente anche tenuto conto che il registro municipale delle unioni civili non ha nessun esito giuridico, in quanto le competenze di stato civile sono materia statale e non comunale. Solo questo dovrebbe far capire la natura prettamente pubblicitaria della delibera. Secondo il Comitato, l’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di influenzare il Parlamento, dovendo ripagare un debito elettorale, per ottenere il varo di leggi in contrasto con l’art. 29 della Carta Costituzionale che riconosce i diritti della Famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Inoltre il timore del Comitato è che il riconoscimento delle unioni civili sia da apripista al riconoscimento legale del matrimonio tra coppie omosessuali, con la successiva possibilità di adozioni da parte di queste ultime, come già successo in altri paesi europei. Il Comitato proseguirà nelle prossime settimane la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche inerenti al tema della Famiglia, considerato anche l’imminente approdo in Aula Giulio Cesare della delibera similare che istituisce il registro delle unioni civili a livello comunale».

Per Francesco Filini, capogruppo municipale di Fratelli di’Italia «il Consiglio del Municipio III approva grazie al contributo determinante del M5S che fa da stampella al PD e a SEL, il registro delle unioni civili. La sgangherata maggioranza che sostiene Marchionne non avrebbe avuto i numeri per approvare l’atto senza l’ausilio del M5S che ha votato insieme ai compagni del PD e di SEL l’istituzione di un registro inutile e anticostituzionale: una delibera ideologica che ha come unico e conclamato obiettivo di stravolgere il concetto di famiglia tradizionale, così come ribadito anche dalla Costituzione italiana. Non a caso lo strano trio che ha approvato le unioni civili ha respinto gli ordini del giorno del centrodestra che chiedevano di tutelare il primo nucleo della società ribadendo il concetto di famiglia naturale. Mentre il territorio è abbandonato a se stesso e il Governo pensa solo a rispondere alle esigenze dei gruppi finanziari, nel Municipio III di Montesacro l’asse della sinistra ideologica rappresentato da PD, SEL e M5S, pensa a diffondere concetti culturali che minano le basi valoriali su cui si fonda la società, contribuendo – di fatto – alla disgregazione sociale e comunitaria del popolo italiano, già messo a dura prova dalla crisi indotta dai signori dell’alta finanza apolide».

Diverse le note rilasciate dagli esponenti della maggioranza. Il presidente del III Municipio, Paolo Marchionne, presente in aula per tutta la durata del consiglio si è così espresso: ««Sono due le strade per limitare le discriminazioni e combattere l’omofobia: investire sulla cultura a partire dalle scuole e allargare la sfera dei diritti. Proprio in questo secondo ambito rientra l’importante approvazione di oggi in Consiglio municipale del registro delle unioni civili. Dando seguito agli impegni presi dal sindaco Marino e come già successo in altri municipi, anche Montesacro avrà il suo registro. Lo avevamo detto in campagna elettorale e siamo stati conseguenti. Ampliare la sfera delle persone che possono godere di diritti non significa limitare chi già poteva goderne: è questo che una destra retrograda e ferma al secolo scorso non riesce a capire».

I capigruppo della maggioranza Mario Bureca (Pd), Gianluca Colletta (Lista Civica Marino Sindaco) e Cesare Lucidi (Sel) hanno firmato una nota congiunta con la quale hanno dichiarato che «Nonostante il forte ostruzionismo da parte dei consiglieri di NcD, Forza Italia e FdI, il Consiglio del municipio Roma III ha approvato l’istituzione del registro delle Unioni Civili grazie al voto compatto della maggioranza e dei consiglieri M5S. Come sottolineato durante la discussione dal promotore della delibera, il consigliere Yuri Bugli, si tratta di un importante passo per dare diritti a tutti quei cittadini ai quali fino ad oggi erano stati negati. Non è un atto contro un’istituzione importante e fondamentale per la nostra società come la Famiglia, ma un rafforzamento della libertà di stabilire rapporti e legami nelle forme più rispondenti alle individuali istanze esistenziali. L’obiettivo è quello di dare voce anche a quei vincoli affettivi e solidaristici-assistenziali al momento non riconosciuti dal legislatore»

Più tecnico il commento di Yuri Bugli e Riccardo Corbucci, Pd: «Il registro del III municipio sarà regolamentato nel rispetto del recepimento delle eventuali delibere dell’assemblea capitolina sul tema, andando incontro alle richieste della cittadinanza e della società e, come precisato più volte dalla Corte Costituzionale, non contrasta con l’istituto familiare come garantito dall’art. 29 della nostra Carta fondamentale, ma costituisce piuttosto un avanzamento dei diritti dei cittadini. Un ringraziamento particolare va ai due consiglieri del Movimento 5 stelle che hanno sostenuto con il proprio voto favorevole questa nostra proposta».

 Una nota è giunta anche da parte di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center: «Una bella giornata per Roma. Dopo il videomessaggio del sindaco Marino a sostegno dei diritti delle persone lesbiche, gay e trans, il Municipio III approva il registro delle unioni civili. Un passo avanti per tutte e tutti, che testimonia l’impegno e la richiesta della Capitale per una legge nazionale che riconosca finalmente le unioni gay. Il nostro ringraziamento va ai consiglieri Bugli e Corbucci e al presidente Paolo Marchionne, da sempre impegnati per i diritti gay»

Dà il suo parere in merito anche Gianluigi De Palo, capogruppo in Campidoglio della Lista CittadiniXRoma: «ci risiamo con un nuovo atto simbolico, ideologico e astratto che non mostra affatto un nuovo approccio sui diritti civili, ma al contrario rappresenta uno schiaffo alla Carta Costituzionale. Sposarsi non è una scelta di serie B e cercare soluzioni alternative per avere gli stessi diritti ma meno doveri è il vero atto discriminatorio. Il Bene Comune non si costruisce puntando a distruggere quanto di buono ancora resta nella nostra società. Sono fortemente contrario ad un’iniziativa del tutto priva di utilità sociale e di efficacia giuridica, i municipi dovrebbero piuttosto pensare a questioni urgenti come scuole e servizi sociali, caos rifiuti e mobilità. Ribadisco che in un periodo di forte crisi, in cui è necessario puntare sulle questioni davvero utili per la città e il Paese, bisognerebbe tutti insieme operare perché le famiglie vengano aiutate ad arrivare a fine mese con politiche concrete capaci di incidere sulla vita reale. Dal 2006, in ben 6 Municipi sono presenti questo tipo di registri, ma si contano iscritte solamente 49 coppie in tutto. È questa ‘là priorità della nostra città? Le esigenze delle mamme e dei papà di Roma sono altre e non rispondono a doveri di partito ormai anacronistici e privi di un serio radicamento nel territorio cittadino».

Una notte sul marciapiede

20 Set
(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Cronaca di una passeggiata tra amici per richiamare l’attenzione sulla convivenza forzata tra residenti, puttane e clienti, con il rischio di farsi una cultura in tema di profilattici e moda da strada
L’appuntamento, diffuso con un volantino via fb e mailing list è per le 21,30 del 12 settembre, su via di Prati Fiscali. Sulle strade sono già al lavoro alcune professioniste, più vestite del solito perfino sulla Salaria, anche se sono in numero inferiore, merito di una delle operazioni periodiche della Questura.

Passeggiataantilucciole genteGuardando l’assembramento di gente, la prima cosa che salta agli occhi è la massiccia presenza di divise: carabinieri, polizia e vigili urbani. A guardare meglio si individuano anche diversi colleghi di altre testate. Con l’occhio allenato dalla cronaca politica locale non risulta difficile scorgere alcuni esponenti del parlamentino del Municipio, intervenuti tutti in rappresentanza dei rispettivi partiti e movimenti ma senza portare alcun vessillo, per rispetto ai cittadini che avevano chiesto che tutto rimanesse apartitico. Nessuna manifestazione ufficiale ma la collaudata formula della “passeggiata tra amici”. In effetti, a furia di camminare insieme sotto casa, molti hanno finito per stringere amicizia davvero. Questi residenti non sono organizzati in un comitato vero e proprio e ad avvertire polizia e carabinieri dell’appuntamento sul marciapiede, per tutelare la sicurezza dei partecipanti ci ha pensato l’ex assessore Filini, dopo essere stato invitato da alcuni dei più attivi.

In attesa di cominciare il giro, sottovalutato nella sua lunghezza anche a causa della presenza di padri con passeggini e nonnini con gli ausili per camminare, cominciamo a chiacchierare con i residenti. Gente qualunque, con facce talmente normali da poter essere sovrapposte con quelle del proprio dirimpettaio o con la zia più calma, pacifica e anche un po’ noiosa che tutti abbiamo in famiglia. Avrebbero anche delle vite tranquille, se non fosse per questo piccolo problema che li affligge: il puttantour sottocasa, ad ogni ora della notte, con tutto il circo che si porta dietro fatto di papponi, clienti, liti notturne e coltelli, a volte pure pistole. Genitori che scortano le figlie al rientro del sabato sera, mariti che aspettano le mogli alla fermata del bus quando appena fa buio.

Case impossibili da rivendere anche con un forte sconto, chi vuole infilarsi in un tale show alzi la mano.

La passeggiata inizia e decidiamo di farci fare delle dichiarazioni dai consiglieri municipali intervenuti, tutti della minoranza. Il primo a cui chiediamo è Manuel Bartolomeo, neo eletto del Pdl, con un’idea ben precisa che non tarda a rendere pubblica: «Oggi siamo qui per cercare di contrastare il fenomeno che da anni affligge il nostro Municipio. Prima le prostitute erano schierate all’altezza del ponte del treno a via di prati fiscali e man mano le abbiamo viste avanzare fino all’altezza del Mc Donald e a volte fino a piazzale Jonio. Siamo qui con i cittadini perché ci hanno chiamato, siamo scesi in piazza a cercare di dare uno scossone a questo fenomeno. Io sono per la riapertura delle case chiuse, in modo che il fenomeno possa essere più controllato, anche a livello di decoro soprattutto visivo. La mattina si ritrovano focherelli accesi e verso le cinque le persone che escono di casa e i bambini delle scuole sono costretti a vedere donne seminude, come spettacolo non è il massimo».

Francesco Filini, consigliere FdI, che già da assessore della passata consiliatura aderì alla protesta: «Fratelli d’Italia aderisce a questa iniziativa apartitica. Siamo qui senza bandiere politiche per stare a fianco dei cittadini, una cosa che facevo già quando ero in maggioranza, ora il problema si è ripresentato in maniera peggiorata, sono arrivate fino a piazzale Jonio. La cosa positiva è che le passeggiate di due anni fa hanno avuto i loro effetti, le lucciole si erano scoraggiate un po’. Quest’anno si è aggiunto il comitato Salviamo Prati Fiscali e hanno aderito anche altre forze politiche come il movimento Cinque Stelle, la lista Marchini e il Pdl. Sarebbe stato il caso che fosse venuto qualcuno della maggioranza, purtroppo è stata un’occasione persa».

Già, l’assenza di esponenti anche minori della coalizione di maggioranza si nota e parecchio, c’è chi scrolla le spalle dicendo “noi li abbiamo invitati tutti”. Probabilmente in questo frangente è stato commesso un errore tattico, perché se è vero che le istituzioni locali poco o nulla possono per contrastare il fenomeno, i cittadini esasperati dalla strafottenza di chi sa di non subire alcuna conseguenza, apprezzano molto anche la semplice solidarietà e l’impegno perché si affronti a livello legislativo la ridefinizione entro limiti certi di un’attività inestirpabile. O forse il pressing c’è ma non è stato pubblicizzato. Questa sera non lo potrà spiegare nessuno.

Passeggiataantilucciole zoccoli

Intanto la comitiva, seguita a vista da alcune macchine di servizio prende possesso del marciapiede lato Zecca dello Stato, verso la Salaria. Le lucciole si sono spostate più avanti ma in terra rimangono zoccoli dai tacchi altissimi, preservativi usati e vestitini microscopici. Dalle caditoie di scarico otturate si affacciano erbacce impolverate di varia grandezza, come anche dalle crepe dell’asfalto.

Non è più un luogo frequentato dai pedoni, decisamente.

Fabrizio Cascapera, lista Marchini, passeggiatore anche lui per una sera: «Ho deciso di dare supporto a questa manifestazione perché credo che sia il dovere di ogni rappresentate dei cittadini stare vicino alle richieste del territorio. Vogliamo chiedere fortemente alla maggioranza di trovare delle soluzioni a questa situazione che non è più accettabile. Il Municipio non può tantissimo, dovrebbe fare più che altro una segnalazione più in alto, al Comune che prendesse dei provvedimenti, che aumentasse le forze dell’ordine. I tagli alla spending review hanno ridotto le forze dell’ordine al lumicino, hanno anche gli scarponi bucati, però magari si possono spostare le forze su problemi che sono più sentiti. Non possiamo girarci dall’altra parte, non possiamo far finta che non ci siano, prati fiscali è una parte del nostro territorio lasciata un po’ a se stessa. Riteniamo che sia un dovere morale stare qui vicino a loro anche se non conta niente a livello fattivo ma l’importante è esserci perché è per questo che siamo stati votati, anche per questo».

Mentre parliamo con Simone Proietti – consigliere del M5S – sotto il cavalcavia della ferrovia, rimaniamo ultimi del corteo, seguiti soltanto dalle pattuglie della polizia che si sono messe di traverso in mezzo alla carreggiata per rallentare il flusso di macchine verso l’Olimpica, creando così una scenografia che non dovrebbe passare inosservata nemmeno al più distratto degli autisti, la nostra attenzione viene catturata dal gruppetto di prostitute che si è formato dall’altro lato della carreggiata, direzione piazzale Jonio. Attirate dalla mercanzia esposta, alcune macchine si fermano, salvo poi accorgersi dei flash delle fotocamere. Conseguente ripartenza a razzo. Tutte, tranne una, il cui conducente inizia addirittura una trattativa fino a quando non viene fatto desistere dagli applausi e dai fischi inframmezzati dai complimenti che provengono dal gruppo di amici in passeggiata. Un piccolo, momentaneo successo, rimasto inciso nel nastro della dichiarazione del pentastellato «Sono qua per i cittadini, in rappresentanza del movimento nel Municipio. Siamo qui per iniziare ad arginare questo fenomeno della prostituzione che ormai è sempre più in espansione, in questo istante abbiamo avuto una dimostrazione dell’efficacia della presenza. E’ un problema ormai sempre più sentito dai cittadini, sono sempre più esasperati, mi hanno raccontato di scene vicinissimo alle abitazioni il problema è l’incuria. Perché dove vanno queste prostitute? Qui, nella zona è pieno di vegetazione incolta è la che vanno. La soluzione sarebbe anche banale, riqualificare determinate zone, fare della manutenzione ordinaria in questo caso servirebbe straordinaria, abbiamo visto la vegetazione in che stato sta».

Passeggiataantilucciole tunnel 2Continuiamo la marcia andando oltre il ponte, in direzione del sottopasso. Lì davanti, l’euforia dovuta alla cacciata del cliente di poco prima scema vistosamente. Ci si guarda in faccia alla ricerca di coraggio. Spiamo negli occhi degli agenti più conosciuti in zona un cenno che ci dica che sì, è sicuro, abbiamo controllato prima. Un mezzo sorriso con appesa una sigaretta fumata a metà e la cronista più fifona della storia si fa spiritosa. All’ingresso del tunnel cancelli mai serrati, sembra ci siano problemi sullo stabilire a chi tocchi l’incombenza di aprire all’alba e chiudere al tramonto e tanti auguri a chi dovrebbe passarci di notte. D’altra parte di notte… chi ha il fegato di entrarci da solo?

In terra spazzatura di ogni tipo, fazzoletti, cartacce, bottiglie rotte, preservativi utilizzati da poco, perizoma sguaiati, vestitini maculati di quelli che si acquistano a pochi euro nelle bancarelle. E un odore recente, un misto di polvere, urina, sperma e sudore.

Riemergergiamo in superficie con in testa i versi della Divina Commedia “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, mai così apprezzati e veritieri.

Finalmente una signora che abita nelle vicinanze si fida di noi e ci racconta il suo inferno quotidiano, dietro promessa dell’anonimato: «L’unica cosa è che così facendo gli facciamo perdere quelle due tre ore di lavoro. Se andiamo via a mezzanotte o l’una, per le 2 sono già qua, ubriache che cominciano a strillare e si buttano in mezzo alla strada. Se ti rientra un figlio a mezzanotte tu stai qua ad aspettare perché a quell’ora le trova sotto casa. Se dici qualcosa ti sputano addosso, come hanno fatto anche oggi pomeriggio con me, alla fermata dell’autobus. La pista ciclabile non si può usare, ha visto anche lei tutto quello che c’è li sotto, le trova a tutte le ore. Sotto casa non puoi uscire perché se capiscono dove abiti e sei stata a passeggiare per disincentivarle, poi ti vengono a fare i bisogni – solidi e liquidi – nell’androne del palazzo . Siamo schiavi, in galera. Vengono giù nell’androne, te li trovi nel giardino condominiale».

Passeggiataantilucciole poliziaMentre parliamo con la signora, dall’altro lato della strada una pattuglia ferma una grossa auto straniera, riconosciuta dai residenti come quella di un tizio che trasporta le prostitute in postazione. I controlli di rito e l’auto riparte. Non c’erano passeggere a bordo, non ci sono gli estremi per fare altro.

C’è chi inveisce, chi invoca manette, arresti, processi. Inutile tentare di spiegare per l’ennesima volta a degli animi esasperati dal senso di impotenza che prostituirsi non è reato, che andare a puttane non è vietato e che l’unica attività illecita è lo sfruttamento, che gli atti osceni in luogo pubblico non portano all’ergastolo e che l’offesa al comune senso del pudore è poco più di una battuta da quando non si riesce più a stabilire cosa vuol dire “comune senso”. 

Cristiano Bonelli, ex presidente Pdl del Municipio, è un fiume in piena impossibile da fermare: «Un modo per chiudere i cancelli del sotto passo si può trovare. Noi stavamo aspettando l’apposizione dell’ultimo cancello, perché altrimenti diventa una trappola per topi. Basta un piccolo sforzo, con qualcuno che lo fa a costo zero per l’amministrazione perché i vigili non lo possono fare. L’altra settimana siamo stati presenti ad analoga passeggiata, abbiamo presentato degli atti in municipio che sono all’attenzione delle commissioni inerenti a Prati Fiscali, un’attività che dà seguito anche alle nostre iniziative di governo».

«La soluzione non può essere quella annunciata dall’attuale maggioranza, cioè… (tace). Il presidente del Municipio è stato invitato ad una riunione di un comitato – continua Bonelli – e la sua risposta sconcertante è stata: “Bisogna combattere il fenomeno alla fonte, cioè gli sfruttatori”. Il presidente di un municipio non può dare una risposta del genere, scontata da una parte e incompetente dall’altra. Perchè è normale che bisogna lavorare a monte di tutta una criminalità organizzata che c’è dietro la prostituzione e talmente normale che il presidente del municipio non è demandato a fare questo, semmai tocca alle forze dell’ordine preposte, magari anche su imput. Il presidente del Municipio deve dare delle risposte concrete o magari provare a darle, quotidiane, che non saranno mai la soluzione del problema».

«Il disegno di legge va seguito – conclude Bonelli – noi stiamo organizzando delle iniziative per sollecitare l’iter che si è fermato alla Camera però un municipio non può dire silenzio oppure dire è a monte. Un municipio si deve mettere in campo, nei limiti delle sue possibilità, con le mille difficoltà che ci sono. Non è che ieri non c’erano e oggi ci sono, forse ora sono anche di più. Però non può rispondere in questa maniera, la gente è molto arrabbiata. Lo stesso discorso vale per gli insediamenti abusivi che cominciano a venti metri da qua e mai prima erano stati così tanti. Al Ponte delle Valli sono quaranta le baracche. Dire “io non faccio gli sgomberi” è da irresponsabili, è una cosa che tu non puoi dire. Puoi dire non faccio gli sgomberi ma farò questo. Non puoi non dire niente. Sono consapevole del fatto che purtroppo su queste due questioni ad oggi le soluzioni non esistono, ma questo non giustifica il fatto che tu non metti in campo tutte le forze che puoi, dando la presenza sul territorio».

Continuiamo la passeggiata rimanendo indietro con un signore rallentato dall’età. Sono già arrivati quasi tutti all’altezza del supermercato e ci dispiace lasciare solo il nonnino che, saggiamente, decide di tornare indietro, le sue gambe hanno già dato tutto quello che potevano, orgogliose di fare qualcosa per cercare di non farsi cacciare da casa propria.

Raggiungiamo il gruppo quando si sta per sciogliere, lasciando libere dal servizio le forze dell’ordine. Sono pochi anche i giornalisti rimasti, ormai le ore di camminata sono quasi tre e manca poco all’una di notte. Avremmo percorso in totale circa cinque chilometri e il sonno e la stanchezza cominciano a farsi sentire. A differenza delle “professioniste” del sesso, tutti quanti i presenti domattina dovranno alzarsi presto.

Passeggiataantilucciole preservativo 2

Fermi davanti alla rampa d’accesso di un supermercato, rinveniamo gli ultimi souvenir della serata, due metri sotto le prime finestre delle abitazioni sovrastanti: soliti vestiti abbandonati, fazzoletti, preservativi usati.

Intorno macchine parcheggiate, lampioni, portoni. Diventa difficile cercare di capire le ragioni non di chi vende sesso per strada, ma di chi lo compra, qual è la molla che li spinge a consumare rapporti mercenari frettolosi per strada, in situazioni precarie, scomode e pericolose? Tratteranno sulla tariffa? Pagamento con banconote di piccolo taglio? Single condannati dalla solitudine o accompagnati felicemente alla ricerca di chissà che? Nel caso, come giustificano le uscite di denaro? Belle domande che non troveranno nessuna risposta. Mai come in questo caso è di rigore il negare sempre, ammettere mai.

Alla spicciolata gli ultimi residenti scompaiono nei portoni delle loro case. Noi ci avviamo alla macchina passando per un parcheggio scarsamente illuminato ma animato da figure losche o che almeno ci sembrano tali, data l’ora, dato quel che abbiamo appena vissuto. Ci sembra di essere stranamente osservati da occhi invisibili e la sensazione non è delle più piacevoli. Il suono della sicura della portiera diventa insolitamente rassicurante, mentre la macchina si mette in moto.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino