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Tag Archives: prostituzione
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Rapinatore di prostitute della Salaria in manette – di Alessandro Pino

30 Giu

Un trentottenne cileno è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Fidene per rapina aggravata, violenza privata e porto abusivo di armi in esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma: all’inizio di giugno il cileno avrebbe rapinato due giovani prostitute romene della Salaria in altrettante occasioni. Nel primo caso il rapinatore aveva fatto salire a bordo della sua auto la prostituta e arrivati in via San Leo (tra Fidene e Colle Salario) minacciandola con una pistola e un coltello, l’aveva costretta a un rapporto sessuale completo non protetto, rapinandola poi di 250 euro dalla sua borsa. Durante la prestazione sessuale, l’uomo ha inoltre obbligato la ragazza a farsi filmare e fotografare nuda con il suo telefono cellulare, dicendole che avrebbe inviato le immagini ai suoi fratelli se lo avesse denunciato. Dopo pochi giorni, il cileno è entrato nuovamente in azione usando le stesse armi per rapinare duecento euro a un’altra prostituta a bordo strada. Le indagini dei Carabinieri si sono basate anche su particolari forniti dalle due vittime: il modello dell’auto usata dall’aggressore, l’accento spagnolo e l’acconciatura dei capelli. Il volto del cileno – ora a Regina Coeli – mostrato in fotografia è stato riconosciuto con certezza dalle vittime.

Alessandro Pino

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Aggredite Susanna e un’altra professionista sulla Salaria. Le telecamere sono spente – di Luciana Miocchi

6 Ott

Susanna e un’altra donna romena sono state aggredite e violentate lo stesso giorno, mercoledì scorso, in pieno giorno, sulla Salaria. Le telecamere che tanto vengono invocate per il controllo del territorio, ci sono. Da anni. Peccato che non funzionino perché mai collegate, costava troppo, così dissero all’epoca. Susanna è una battitrice sciolta, una vecchia conoscenza, una presenza ormai familiare, vende il suo corpo da molto tempo su quel tratto, in bicicletta, senza un posto fisso perché lei di protettori non ne ha, non ne vuole, dice di essere libera, che si difende da se è che lo fa perché deve aiutare i figli. L’altra non so.

Si, fanno il mestiere. Si, fa parte del rischio del mestiere. No, nessuno si puó sentire autorizzato a pensare che se la sono cercata e meritata perché tanto so’ mignotte.

Piuttosto, a naso, non è difficile scorgere i prodromi di una guerra per il controllo del racket, chè in concomitanza delle aggressioni, più o meno negli stessi giorni, si era osservato il ritorno, in gran numero, di prostitute mai viste prima in zona, perfino nelle strade interne, con un paio di “autisti” del tutto simili a quello descritto alla polizia. D’altra parte la richiesta c’è, il mercato tira e si trascina dietro tutto un indotto sommerso di altri traffici, il ricambio è continuo, il rischio di impresa è quasi nullo e le forze dell’ordine giocano una partita assai squilibrata, tutta sbilanciata a favore degli fruttatori che dispongono di mezzi e capitali illimitati e di leggi mai aggiornate, scritte in maniera talmente ambigua, in un’epoca ormai lontana dall’attuale modo di percepire società, da risultare un fardello più che un aiuto.

I tempi sono ormai maturi perché in parlamento e sulle piazze si possa cominciare a discutere serenamente e senza finti puritanesimi dell’argomento, in modo da poter almeno pensare di riordinare la materia?

(Foto di repertorio luciana miocchi.com)

Luciana Miocchi

A diciassette anni si prostituisce sulla Salaria con documenti falsi – di Alessandro Pino

8 Mag

Una ragazza minorenne romena che si prostituiva sulla Salaria nei pressi di Settebagni è stata denunciata dai Carabinieri della Compagnia Cassia perché durante un controllo del ha mostrato un documento che falsamente ne attestava la maggiore età.
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Lei in realtá era diciassettenne ma il documento falso romeno con la sua foto ma riportava le generalità di un’altra persona maggiorenne. I militari, dopo aver esaminato il documento e accertandone la falsità tramite il registro pubblico dei documenti d’identità dell’Unione Europea, hanno proseguito gli accertamenti sulla prostituta che si rifiutava di collaborare facendola sottoporre a visita medica antropometrica da cui è risultata avere un’età presunta compresa tra i 16 ed i 18 anni. Ormai scoperta, la minore ha fornito i suoi veri dati anagrafici, dichiarandosi diciassettenne e confermando il responso degli esami medici. La ragazza ha però negato di essere sfruttata, rifiutandosi di dichiarare come sia  arrivata in Italia e poi sul marciapiede a prostituirsi. È stata
denunciata per il possesso del documento falso e accompagnata presso un centro di accoglienza protetto, per avviare un percorso di recupero insieme agli assistenti  sociali.

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: al via la raccolta firme contro la legge Merlin. Promotore Riccardo Corbucci, presidente del consiglio di Piazza Sempione

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Dopo Sveva Belviso, l’ex assessore Pdl della giunta Alemanno, anche Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio di Roma Capitale, aderisce alla campagna per il referendum popolare che mira ad abolire parzialmente la legge Merlin, quella che nel 1958 chiuse ufficialmente le case di tolleranza senza prevedere che il fenomeno si sarebbe poi trasferito in strada.

 

Passeggiataantilucciole preservativo 2La delicatezza della questione è evidenziata dal fatto che entrambe le figure politiche, nello sposare l’iniziativa partita dall’azione di alcuni comitati di spontanei di residenti in Veneto, agiscono al momento a livello personale. Troppo alto il rischio di provocare malumori negli ambienti cattolici ma il fenomeno non può essere ignorato ancora a lungo, visto che le stime parlano della presenza sulle strade italiane tra le cinquanta e le settantamila prostitute con una decina di milioni di clienti ed un giro d’affari che può arrivare ai quindici miliardi di euro all’anno…

 

 

 

Tutto denaro esentasse pronto per essere reinvestito in traffici illeciti. Nel territorio di Monte Sacro la questione è particolarmente sentita, strade come la Salaria o Prati Fiscali, dove i residenti si trovano a dover rientrare in casa facendo lo slalom tra i resti generati dalla fiorente attività e per questo sono scesi varie volte in strada a protestare, sono invase dalle prostitute e dai loro sfruttatori, la questione è annosa. Nella seduta del consiglio odierna, a Piazza Sempione, verrà discusso un atto presentato dalla consigliera Pdl De Napoli, al quale verranno sicuramente presentati degli emendamenti da parte della maggioranza, avente ad oggetto proprio la prostituzione per le strade del Municipio. Il documento presenta la richiesta per una legge il cui iter si è fermato nei meandri del parlamento, forse lasciata indietro da norme giudicate più impellenti da chi magari abita lontano anni luce dal problema.

 

prostitua 1Dice Riccardo Corbucci, «La prostituzione in strada è acclarato che vive di sfruttamento e criminalità. Oltre una legge nazionale occorre dare maggior impulso alle forze di polizia, dare una maggiore applicazione delle norme che già esistono»

 

Il Municipio come intende muoversi?

 

«Chiediamo un tavolo interistituzionale con il Sindaco Marino, per avere iniziative tipo il progetto roxenne, con il quale si faceva opera di convincimento direttamente sul marciapiede, cercando di strappare le prostitute agli sfruttatori, aiutandole ad uscire fuori dal giro. Poi Alemanno smantellò tutto, sostituendovi delle ordinanze che non sono state altro che un paliativo in assenza di leggi specifiche, tanto per far pensare all’opinione pubblica che si stava facendo qualcosa, quando invece il numero delle operatrici è rimasto costante».

 

Sembra che Lei non abbia una grande considerazione di questi provvedimenti

 

«È impensabile pensare di poter combattere lo sfruttamento della prostituzione, che è in mano ad organizzazioni criminali transnazionali, con delle semplici ordinanze che impongono divieti di fermata e decoro nel vestire. E’ chiaro che la cosa più importante in assoluto è ottenere una legge nazionale vera, per questa ragione, personalmente, da domani sottoscriverò i referendum per la abrogazione parziale della legge Merlin, e farò in modo di avviare sul territorio banchetti per far firmare le persone perché ritengo che bisogna mettere al centro dell’attenzione il dibattito pubblico contro lo sfruttamento della prostituzione in strada.»

 

È sicuro che questo referendum sia una soluzione valida?

 

«Il referendum non può essere la soluzione definitiva perché è abrogativo soltanto di alcune parti . L’iniziativa quindi serve finalmente a portare il dibattito in parlamento e nelle nostre città che vivono ormai condizioni di degrado e mancanza di sicurezza insopportabile»

 

Il risultato referendario avrebbe bisogno di essere integrato con dei provvedimenti ad hoc?

 

«Credo che una legge nazionale dovrebbe prevedere il divieto della prostituzione in strada ed in tutti i luoghi pubblici e regolare un fenomeno che non è eliminabile con la previsione di un controllo sanitario costante affinché si possa contrastare il contagio da malattie sessualmente trasmissibili, che stanno diventando una piaga della nostra società, provvedere all’assoggettamento fiscale e previdenziale dei compensi percepiti, per contrastare il flusso di denaro nero che arricchisce la criminalità organizzata ed ovviamente anche per tutelare la sicurezza dei cittadini».

 

Non rischiamo che di togliere la prostituzione dalla strada soltanto per ritrovarcela vicina di pianerottolo, trasportando semplicemente il problema?

 

«Una nuova legge deve essere in grado di tenere insieme la libertà del singolo e al tempo stesso la convivenza di tutti. E’ chiaro quindi che dovranno essere valutate le condizioni in cui poter fare esercitare nel rispetto delle regole già esposte, senza che questo crei disagi insopportabili per i cittadini».

 

Un’ultima domanda. Perché per un problema così sentito un’iniziativa personale? Il Pd ed il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, non sono d’accordo con Lei?

 

«Perché su temi sociali, di natura morale ed etica ognuno di noi risponde alla propria coscienza e alle legittime istanze dei cittadini che rappresenta, superando le divisioni e gli steccati politici. Mi auguro che anche altri colleghi si uniscano per contribuire alla riuscita della raccolta firme per il referendum».

 

Una notte sul marciapiede

20 Set
(pubblicato su http://www.di-roma.com)
Cronaca di una passeggiata tra amici per richiamare l’attenzione sulla convivenza forzata tra residenti, puttane e clienti, con il rischio di farsi una cultura in tema di profilattici e moda da strada
L’appuntamento, diffuso con un volantino via fb e mailing list è per le 21,30 del 12 settembre, su via di Prati Fiscali. Sulle strade sono già al lavoro alcune professioniste, più vestite del solito perfino sulla Salaria, anche se sono in numero inferiore, merito di una delle operazioni periodiche della Questura.

Passeggiataantilucciole genteGuardando l’assembramento di gente, la prima cosa che salta agli occhi è la massiccia presenza di divise: carabinieri, polizia e vigili urbani. A guardare meglio si individuano anche diversi colleghi di altre testate. Con l’occhio allenato dalla cronaca politica locale non risulta difficile scorgere alcuni esponenti del parlamentino del Municipio, intervenuti tutti in rappresentanza dei rispettivi partiti e movimenti ma senza portare alcun vessillo, per rispetto ai cittadini che avevano chiesto che tutto rimanesse apartitico. Nessuna manifestazione ufficiale ma la collaudata formula della “passeggiata tra amici”. In effetti, a furia di camminare insieme sotto casa, molti hanno finito per stringere amicizia davvero. Questi residenti non sono organizzati in un comitato vero e proprio e ad avvertire polizia e carabinieri dell’appuntamento sul marciapiede, per tutelare la sicurezza dei partecipanti ci ha pensato l’ex assessore Filini, dopo essere stato invitato da alcuni dei più attivi.

In attesa di cominciare il giro, sottovalutato nella sua lunghezza anche a causa della presenza di padri con passeggini e nonnini con gli ausili per camminare, cominciamo a chiacchierare con i residenti. Gente qualunque, con facce talmente normali da poter essere sovrapposte con quelle del proprio dirimpettaio o con la zia più calma, pacifica e anche un po’ noiosa che tutti abbiamo in famiglia. Avrebbero anche delle vite tranquille, se non fosse per questo piccolo problema che li affligge: il puttantour sottocasa, ad ogni ora della notte, con tutto il circo che si porta dietro fatto di papponi, clienti, liti notturne e coltelli, a volte pure pistole. Genitori che scortano le figlie al rientro del sabato sera, mariti che aspettano le mogli alla fermata del bus quando appena fa buio.

Case impossibili da rivendere anche con un forte sconto, chi vuole infilarsi in un tale show alzi la mano.

La passeggiata inizia e decidiamo di farci fare delle dichiarazioni dai consiglieri municipali intervenuti, tutti della minoranza. Il primo a cui chiediamo è Manuel Bartolomeo, neo eletto del Pdl, con un’idea ben precisa che non tarda a rendere pubblica: «Oggi siamo qui per cercare di contrastare il fenomeno che da anni affligge il nostro Municipio. Prima le prostitute erano schierate all’altezza del ponte del treno a via di prati fiscali e man mano le abbiamo viste avanzare fino all’altezza del Mc Donald e a volte fino a piazzale Jonio. Siamo qui con i cittadini perché ci hanno chiamato, siamo scesi in piazza a cercare di dare uno scossone a questo fenomeno. Io sono per la riapertura delle case chiuse, in modo che il fenomeno possa essere più controllato, anche a livello di decoro soprattutto visivo. La mattina si ritrovano focherelli accesi e verso le cinque le persone che escono di casa e i bambini delle scuole sono costretti a vedere donne seminude, come spettacolo non è il massimo».

Francesco Filini, consigliere FdI, che già da assessore della passata consiliatura aderì alla protesta: «Fratelli d’Italia aderisce a questa iniziativa apartitica. Siamo qui senza bandiere politiche per stare a fianco dei cittadini, una cosa che facevo già quando ero in maggioranza, ora il problema si è ripresentato in maniera peggiorata, sono arrivate fino a piazzale Jonio. La cosa positiva è che le passeggiate di due anni fa hanno avuto i loro effetti, le lucciole si erano scoraggiate un po’. Quest’anno si è aggiunto il comitato Salviamo Prati Fiscali e hanno aderito anche altre forze politiche come il movimento Cinque Stelle, la lista Marchini e il Pdl. Sarebbe stato il caso che fosse venuto qualcuno della maggioranza, purtroppo è stata un’occasione persa».

Già, l’assenza di esponenti anche minori della coalizione di maggioranza si nota e parecchio, c’è chi scrolla le spalle dicendo “noi li abbiamo invitati tutti”. Probabilmente in questo frangente è stato commesso un errore tattico, perché se è vero che le istituzioni locali poco o nulla possono per contrastare il fenomeno, i cittadini esasperati dalla strafottenza di chi sa di non subire alcuna conseguenza, apprezzano molto anche la semplice solidarietà e l’impegno perché si affronti a livello legislativo la ridefinizione entro limiti certi di un’attività inestirpabile. O forse il pressing c’è ma non è stato pubblicizzato. Questa sera non lo potrà spiegare nessuno.

Passeggiataantilucciole zoccoli

Intanto la comitiva, seguita a vista da alcune macchine di servizio prende possesso del marciapiede lato Zecca dello Stato, verso la Salaria. Le lucciole si sono spostate più avanti ma in terra rimangono zoccoli dai tacchi altissimi, preservativi usati e vestitini microscopici. Dalle caditoie di scarico otturate si affacciano erbacce impolverate di varia grandezza, come anche dalle crepe dell’asfalto.

Non è più un luogo frequentato dai pedoni, decisamente.

Fabrizio Cascapera, lista Marchini, passeggiatore anche lui per una sera: «Ho deciso di dare supporto a questa manifestazione perché credo che sia il dovere di ogni rappresentate dei cittadini stare vicino alle richieste del territorio. Vogliamo chiedere fortemente alla maggioranza di trovare delle soluzioni a questa situazione che non è più accettabile. Il Municipio non può tantissimo, dovrebbe fare più che altro una segnalazione più in alto, al Comune che prendesse dei provvedimenti, che aumentasse le forze dell’ordine. I tagli alla spending review hanno ridotto le forze dell’ordine al lumicino, hanno anche gli scarponi bucati, però magari si possono spostare le forze su problemi che sono più sentiti. Non possiamo girarci dall’altra parte, non possiamo far finta che non ci siano, prati fiscali è una parte del nostro territorio lasciata un po’ a se stessa. Riteniamo che sia un dovere morale stare qui vicino a loro anche se non conta niente a livello fattivo ma l’importante è esserci perché è per questo che siamo stati votati, anche per questo».

Mentre parliamo con Simone Proietti – consigliere del M5S – sotto il cavalcavia della ferrovia, rimaniamo ultimi del corteo, seguiti soltanto dalle pattuglie della polizia che si sono messe di traverso in mezzo alla carreggiata per rallentare il flusso di macchine verso l’Olimpica, creando così una scenografia che non dovrebbe passare inosservata nemmeno al più distratto degli autisti, la nostra attenzione viene catturata dal gruppetto di prostitute che si è formato dall’altro lato della carreggiata, direzione piazzale Jonio. Attirate dalla mercanzia esposta, alcune macchine si fermano, salvo poi accorgersi dei flash delle fotocamere. Conseguente ripartenza a razzo. Tutte, tranne una, il cui conducente inizia addirittura una trattativa fino a quando non viene fatto desistere dagli applausi e dai fischi inframmezzati dai complimenti che provengono dal gruppo di amici in passeggiata. Un piccolo, momentaneo successo, rimasto inciso nel nastro della dichiarazione del pentastellato «Sono qua per i cittadini, in rappresentanza del movimento nel Municipio. Siamo qui per iniziare ad arginare questo fenomeno della prostituzione che ormai è sempre più in espansione, in questo istante abbiamo avuto una dimostrazione dell’efficacia della presenza. E’ un problema ormai sempre più sentito dai cittadini, sono sempre più esasperati, mi hanno raccontato di scene vicinissimo alle abitazioni il problema è l’incuria. Perché dove vanno queste prostitute? Qui, nella zona è pieno di vegetazione incolta è la che vanno. La soluzione sarebbe anche banale, riqualificare determinate zone, fare della manutenzione ordinaria in questo caso servirebbe straordinaria, abbiamo visto la vegetazione in che stato sta».

Passeggiataantilucciole tunnel 2Continuiamo la marcia andando oltre il ponte, in direzione del sottopasso. Lì davanti, l’euforia dovuta alla cacciata del cliente di poco prima scema vistosamente. Ci si guarda in faccia alla ricerca di coraggio. Spiamo negli occhi degli agenti più conosciuti in zona un cenno che ci dica che sì, è sicuro, abbiamo controllato prima. Un mezzo sorriso con appesa una sigaretta fumata a metà e la cronista più fifona della storia si fa spiritosa. All’ingresso del tunnel cancelli mai serrati, sembra ci siano problemi sullo stabilire a chi tocchi l’incombenza di aprire all’alba e chiudere al tramonto e tanti auguri a chi dovrebbe passarci di notte. D’altra parte di notte… chi ha il fegato di entrarci da solo?

In terra spazzatura di ogni tipo, fazzoletti, cartacce, bottiglie rotte, preservativi utilizzati da poco, perizoma sguaiati, vestitini maculati di quelli che si acquistano a pochi euro nelle bancarelle. E un odore recente, un misto di polvere, urina, sperma e sudore.

Riemergergiamo in superficie con in testa i versi della Divina Commedia “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, mai così apprezzati e veritieri.

Finalmente una signora che abita nelle vicinanze si fida di noi e ci racconta il suo inferno quotidiano, dietro promessa dell’anonimato: «L’unica cosa è che così facendo gli facciamo perdere quelle due tre ore di lavoro. Se andiamo via a mezzanotte o l’una, per le 2 sono già qua, ubriache che cominciano a strillare e si buttano in mezzo alla strada. Se ti rientra un figlio a mezzanotte tu stai qua ad aspettare perché a quell’ora le trova sotto casa. Se dici qualcosa ti sputano addosso, come hanno fatto anche oggi pomeriggio con me, alla fermata dell’autobus. La pista ciclabile non si può usare, ha visto anche lei tutto quello che c’è li sotto, le trova a tutte le ore. Sotto casa non puoi uscire perché se capiscono dove abiti e sei stata a passeggiare per disincentivarle, poi ti vengono a fare i bisogni – solidi e liquidi – nell’androne del palazzo . Siamo schiavi, in galera. Vengono giù nell’androne, te li trovi nel giardino condominiale».

Passeggiataantilucciole poliziaMentre parliamo con la signora, dall’altro lato della strada una pattuglia ferma una grossa auto straniera, riconosciuta dai residenti come quella di un tizio che trasporta le prostitute in postazione. I controlli di rito e l’auto riparte. Non c’erano passeggere a bordo, non ci sono gli estremi per fare altro.

C’è chi inveisce, chi invoca manette, arresti, processi. Inutile tentare di spiegare per l’ennesima volta a degli animi esasperati dal senso di impotenza che prostituirsi non è reato, che andare a puttane non è vietato e che l’unica attività illecita è lo sfruttamento, che gli atti osceni in luogo pubblico non portano all’ergastolo e che l’offesa al comune senso del pudore è poco più di una battuta da quando non si riesce più a stabilire cosa vuol dire “comune senso”. 

Cristiano Bonelli, ex presidente Pdl del Municipio, è un fiume in piena impossibile da fermare: «Un modo per chiudere i cancelli del sotto passo si può trovare. Noi stavamo aspettando l’apposizione dell’ultimo cancello, perché altrimenti diventa una trappola per topi. Basta un piccolo sforzo, con qualcuno che lo fa a costo zero per l’amministrazione perché i vigili non lo possono fare. L’altra settimana siamo stati presenti ad analoga passeggiata, abbiamo presentato degli atti in municipio che sono all’attenzione delle commissioni inerenti a Prati Fiscali, un’attività che dà seguito anche alle nostre iniziative di governo».

«La soluzione non può essere quella annunciata dall’attuale maggioranza, cioè… (tace). Il presidente del Municipio è stato invitato ad una riunione di un comitato – continua Bonelli – e la sua risposta sconcertante è stata: “Bisogna combattere il fenomeno alla fonte, cioè gli sfruttatori”. Il presidente di un municipio non può dare una risposta del genere, scontata da una parte e incompetente dall’altra. Perchè è normale che bisogna lavorare a monte di tutta una criminalità organizzata che c’è dietro la prostituzione e talmente normale che il presidente del municipio non è demandato a fare questo, semmai tocca alle forze dell’ordine preposte, magari anche su imput. Il presidente del Municipio deve dare delle risposte concrete o magari provare a darle, quotidiane, che non saranno mai la soluzione del problema».

«Il disegno di legge va seguito – conclude Bonelli – noi stiamo organizzando delle iniziative per sollecitare l’iter che si è fermato alla Camera però un municipio non può dire silenzio oppure dire è a monte. Un municipio si deve mettere in campo, nei limiti delle sue possibilità, con le mille difficoltà che ci sono. Non è che ieri non c’erano e oggi ci sono, forse ora sono anche di più. Però non può rispondere in questa maniera, la gente è molto arrabbiata. Lo stesso discorso vale per gli insediamenti abusivi che cominciano a venti metri da qua e mai prima erano stati così tanti. Al Ponte delle Valli sono quaranta le baracche. Dire “io non faccio gli sgomberi” è da irresponsabili, è una cosa che tu non puoi dire. Puoi dire non faccio gli sgomberi ma farò questo. Non puoi non dire niente. Sono consapevole del fatto che purtroppo su queste due questioni ad oggi le soluzioni non esistono, ma questo non giustifica il fatto che tu non metti in campo tutte le forze che puoi, dando la presenza sul territorio».

Continuiamo la passeggiata rimanendo indietro con un signore rallentato dall’età. Sono già arrivati quasi tutti all’altezza del supermercato e ci dispiace lasciare solo il nonnino che, saggiamente, decide di tornare indietro, le sue gambe hanno già dato tutto quello che potevano, orgogliose di fare qualcosa per cercare di non farsi cacciare da casa propria.

Raggiungiamo il gruppo quando si sta per sciogliere, lasciando libere dal servizio le forze dell’ordine. Sono pochi anche i giornalisti rimasti, ormai le ore di camminata sono quasi tre e manca poco all’una di notte. Avremmo percorso in totale circa cinque chilometri e il sonno e la stanchezza cominciano a farsi sentire. A differenza delle “professioniste” del sesso, tutti quanti i presenti domattina dovranno alzarsi presto.

Passeggiataantilucciole preservativo 2

Fermi davanti alla rampa d’accesso di un supermercato, rinveniamo gli ultimi souvenir della serata, due metri sotto le prime finestre delle abitazioni sovrastanti: soliti vestiti abbandonati, fazzoletti, preservativi usati.

Intorno macchine parcheggiate, lampioni, portoni. Diventa difficile cercare di capire le ragioni non di chi vende sesso per strada, ma di chi lo compra, qual è la molla che li spinge a consumare rapporti mercenari frettolosi per strada, in situazioni precarie, scomode e pericolose? Tratteranno sulla tariffa? Pagamento con banconote di piccolo taglio? Single condannati dalla solitudine o accompagnati felicemente alla ricerca di chissà che? Nel caso, come giustificano le uscite di denaro? Belle domande che non troveranno nessuna risposta. Mai come in questo caso è di rigore il negare sempre, ammettere mai.

Alla spicciolata gli ultimi residenti scompaiono nei portoni delle loro case. Noi ci avviamo alla macchina passando per un parcheggio scarsamente illuminato ma animato da figure losche o che almeno ci sembrano tali, data l’ora, dato quel che abbiamo appena vissuto. Ci sembra di essere stranamente osservati da occhi invisibili e la sensazione non è delle più piacevoli. Il suono della sicura della portiera diventa insolitamente rassicurante, mentre la macchina si mette in moto.

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Roma Montesacro: Cristiano Bonelli alla ricerca del secondo mandato da presidente del Municipio. Bilancio di cinque anni alla guida di piazza Sempione

1 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con l’intervista a Cristiano Bonelli, presidente uscente del Municipio Monte Sacro, III di Roma Capitale (ex IV), inizia un ciclo di interviste ai protagonisti della prossima tornata elettorale di fine maggio.


bonelliPresidente Bonelli, alla fine si è ricandidato.

Si, l’avevo già annunciato a più riprese nell’ultimo mese. Alcune motivazioni che mi bloccavano sono state superate: una parte anche dall’agire di un mio gruppo interno al Pdl, l’unico che ha preso una serie di iniziative che mi hanno fornito delle certezze. Innanzitutto, la richiesta di fare le primarie perché è assurdo che un partito rappresentativo di una fetta importante dell’elettorato italiano debba ancora gestire le candidature ad personam senza nessuna valutazione, se non in percentuali bassissime, di meritocrazia e rappresentanza. Il mio gruppo questa estate ha dato una risposta molto forte, chiedendo in piazza ad alta voce, a volto scoperto, non come succede nei partiti con mille sotterfugi, di fare le primarie. L’esito è stato negativo perché non sono arrivate ma questa è stata una prima apertura, con la quale si sono dichiarate ad alta voce delle cose che prima si faceva fatica a dire. Un’altra cosa positiva è stato l’impegno mantenuto di non candidare condannati in via definitiva nelle liste nazionali. Questo ci ha consentito di non candidare persone che avevano delle situazioni serie. Si può dire che non è sufficiente ma intanto è una prima risposta che ridà un briciolo di dignità che prima si aveva difficoltà ad avere.

 

La sua ricandidatura è stata proposta dalla centrale o è frutto solo di una sua decisione d’autorità?

Tempo fa dichiarai “di avere dei dubbi a ricandidarmi in questo partito perché ho delle difficoltà a dire votatemi , votate per me facendo una croce sul Pdl, perché questo partito mi rappresenta poco figurati quante difficoltà potrei avere io a farmi rappresentare dai cittadini sul Pdl”. Questa situazione, rappresentata comunque dai referenti dal mio gruppo interno al Pdl e le risposte arrivate mi hanno dato comunque la certezza che quella linea di dignità che dovevamo tenere un po’ è stata recuperata. Non è che sono ancora contento perché oggi far parte di un partito vuol dire dover condividere per forza delle cose che a te non piacciono, però queste prese di posizione cominciano ad avvicinare un partito al 2013, quello che fino a poco tempo fa era un partito vecchio, arcaico, pieno di vecchi arnesi che rappresentano se stessi e basta e non di certo la volontà dei cittadini. insomma, quello che vive con difficoltà il cittadino nei confronti della politica lo vive anche chi ne fa parte ma magari fa politica in maniera diversa. Sono molto più vicino io a livello locale al cittadino che chi sta alla Camera.

Se qualcosa non funziona a livello municipale, gli amministratori sono molto più facili da “raggiungere”.

Certo, ma sono molto più vicino al cittadino io piuttosto che una persona che ha uno stile di vita diverso proprio perché ricopre dei ruoli importanti. Chi più di me si confronta con i problemi della vita reale?

Quindi questo è bastato per sciogliere ogni riserva?

Queste erano delle cose importanti. In più per me non ci sono prospettive diverse, non è che sono uno che vuole fare il salto perché adesso deve fare carriera. Nasco in questo territorio, politicamente. Credo di aver fatto un lavoro, non dico bene o male, ma dico di averlo fatto e già questo è tanto, penso che questo lavoro vada finito, credo che anche per onestà nei confronti di tante persone che mi hanno scelto pur non appartenendo al mio ambiente politico. Mi hanno dato questa delega e vedo che c’è ancora molto da fare, credo che di lavoro ne ho messo tanto, ma proprio tanto, immagino che per finire un percorso ci sia bisogno di altro tempo. I problemi purtroppo ci sono e sono visibili, davanti a tutti. Certo che è difficile amministrare senza risorse economiche. Eppure ci siamo inventati di tutto per dare delle risposte. Poi ripeto, il giudizio è dei cittadini, che devono dire se ho fatto bene o ho fatto male. Comunque, io voglio continuare a metterci la faccia, sia che io vinca sia che io perda.

 

Nell’eventualità Lei dovesse perdere, sparirebbe come altri predecessori o rimarrebbe qui a fare opposizione?

Ho sempre fatto politica locare di territorio, l’ho fatta per dodici anni in opposizione poi mi è stata data questa opportunità. La mia scelta è chiara, non ho valutato altre ipotesi se non quella di ripresentarmi in municipio. Se anche non fosse stato da presidente mi sarei ripresentato come consigliere.

Mi hanno sempre riconosciuto una cosa, che non sono cambiato molto, il mio comportamento, il modo di fare è rimasto quello. Questa è una cosa su cui ho voluto lavorare. Vabbeh, è un ruolo importante, non mi nascondo, però non ho fatto il superuomo, quello con la puzzetta sotto il naso ed è stata una scelta voluta.

 

I successi e gli insuccessi di questi anni?

I successi sono stati tanti. Un insuccesso, qui mi faccio male da solo, indubbiamente è quello della battaglia sulla prostituzione. Negare è stupido e anche disonesto, è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo nonostante tantissime energie messe in campo la prostituzione c’è . Nessuno lo può negare, il lavoro fatto l’ha contenuta ma non ha risolto il problema. Questo mi scoccia un po’, è uno dei problemi sentiti dal territorio che non siamo riusciti a risolvere. Posso dire che abbiamo fatto un lavoro incredibile sia di impegno che di segnalazione, che di idee messe in campo. Ricordo l’adesivo che abbiamo fatto a Castel Giubileo “Ti abbiamo sgamato” da attaccare sulle macchine dei clienti delle prostitute,

Forse aveva ragione il sindaco Veltroni quando diceva che non era un problema che si potesse risolvere a livello locale ma che ci voleva una risposta a livello legislativo.

Quello che diciamo anche noi ma Veltroni doveva dimostrare quello che ha dimostrato la giunta Alemanno e la giunta Bonelli, cioè fare il massimo. Una cosa che non ha fatto perché lui si è limitato a montare qualche telecamera, spendendo milioni di euro, senza mai attivarle tra l’altro, noi non abbiamo speso soldi ma posso dire che la giunta Alemanno ha fatto sessantamila sanzioni, cosa che gli altri non ha mai fatto. Quanto è stato realizzato su Prati Fiscali e su via Salaria non ha paragoni negli ultimi dieci anni

L’avete spostata in zone dove non c’era.

Non è questione di averla spostata. Numericamente sono di meno. Prima si parlava di circa cento- centoventi prostitute dislocate tra Salaria e Prati Fiscali. Ma non è una risposta che si può dare al cittadino e al turista perché ci sono ancora. Però posso certificare l’impegno, attraverso le ordinanze e le sanzioni.

L’ordinanza anti lucciole è decaduta però.

E’ stata rinnovata ultimamente, senza clamori.

 

Le cose che vi sono riuscite?

L’impegno nella lotta alla prostituzione è uno di quelli visibili, poi ce ne sono tanti altri, per esempio quell’idea che avevamo di far intervenire i privati sulla cosa pubblica, che ci ha consentito di fare decine di cose senza spendere un centesimo, che non avevamo tra l’altro. Un esempio su tutti la sala matrimoni, veramente allestita e arredata dai privati. Ad oggi vi sono stati officiati 280 matrimoni,

Molti contestano che cosi il privato può accampare dei diritti o sperare in un atteggiamento benevolo da parte dell’amministrazione.

Intanto benevolo bisogna capire fino a che livello. Questi tanti non li ho visti nell’elenco che si lamentano. Oggi bisogna guardare alla concretezza dei fatti. Non avevo i soldi per fare la sala matrimoni invece ad oggi l’ho fatta, dando una soluzione gratuita a centinaia di persone, la visibilità ai privati che hanno collaborato a costo zero per l’amministrazione pubblica è giusto darla, nel limite del consentito. Hanno dato un bene comune collettivo a costo zero , nei limiti perché ho capito cosa intende, stiamo portando il privato nell’amministrazione pubblica così l’amministrazione perde potere ma siccome non è che l’amministrazione perde potere ma non ha i soldi, io le rotatorie le faccio fare ai privati a costo zero per le casse pubbliche . Se potessi farei fare addirittura le strade dai privati, in cambio di un marchio per terra dell’azienda, purtroppo non si può fare. Ho arredato questa sede con arredi dismessi da altre istituzioni li abbiamo presi e ci abbiamo fatto questa sede, attraverso un progetto che abbiamo chiamato azienda mica, tra l’altro con aziende locali, la visibilità è sempre nel nostro territorio. Nel mondo del commercio abbiamo fatto una battaglia per contenere la crisi e per aiutare i piccoli commercianti, non la grande distribuzione, perché la piccola distribuzione nei nostri quartieri è importante, mantiene vivo il tessuto sociale. La raccolta differenziata, con tutti i difetti che ancora oggi ha è stato un atto di responsabilità nei confronti di questa città. Me ne sono fregato io di dire se mi conviene o no. Ho fatto l’esatto contrario di quello che hanno fatto tutti i politici fino ad ora. Mi sono detto probabilmente questa partita io la perdo perché siamo ancora in mano ad un test e ci sono incertezze e inefficienze che vengono fuori e ancora oggi, da parte di Ama. Questo l’ho messo sulla bilancia solo che deve finire che i politici fanno le scelte solo per la raccolta del consenso a fine mandato . questo è un esempio di prendersi le proprie responsabilità. Se io avessi detto di no ad Ama, probabilmente la raccolta differenziata in questo municipio non sarebbe ancora partita. Poi è migliorabile ma è stata una scelta coraggiosa, anche impopolare ma me ne sono fregato, conviene alla città. Tra due mesi partirà questo modello perfezionato grazie a Montesacro, in altri cinque municipi di Roma. Potrò essere orgoglioso che la periferia romana è stata la prima ad avviare la raccolta differenziata in modo serio. Ci perdo consenso? Me ne frego, io sono una persona responsabile. I politici passano le cose rimangono

 

In un’ipotetica rielezione, cosa ti proponi di realizzare nel prossimo quinquennio?

Cosa non facile. Dopo decenni che non amministriamo questa città, appena arriviamo accade di tutto, dagli eventi atmosferici , la crisi, i tagli del governo, l’antipolitica.

Voglio rafforzare i confini di questo municipio. Cioè, voglio riuscire a chiudere una serie di progetti, che sono attivi, tipo azienda amica, la rete del turismo locale, mettendo in condizione i turisti di poter usufruire una serie di servizi in maniera quasi da città, compreso siti da visitare, consci di essere periferia ma molto vicini al centro, con la presenza della Fm1 e della metropolitana, con la Salaria e la Nomentana che arrivano al cuore della città, con una serie di servizi e scontistiche. Sarebbe bello ragionare come se fossimo un po’ una città a se, abbiamo una serie di particolarità caratteristiche, nel bene e nel male. Lavorare alla mobilità sostenibile, su una serie di progetti di ciclabile che non siamo riusciti a fare per mancanza di risorse.

Con la nuova distribuzione dei municipi e il disegno di Roma Capitale, al municipio arriveranno poteri diversi?

Alla fine di un lungo percorso, per altro già cominciato, dovrebbero arrivare . Non si può andare avanti con il municipio che ha solo centri di costo e nessuna entrata, che ogni centesimo di tasse e oneri concessori finiscono alla centrale e ogni volta bisogna elemosinare poche migliaia di euro per i servizi sociali. Le risposte sono sempre l’uno percento di quel che è stato chiesto, ed è assurdo, viene meno l’amministrazione locale.

Quindi la prossima consiliatura sarà comunque di transizione

Io spero che nei prossimi cinque anni si riesca ad ottenere il decentramento. Sul fatto che si debba fare non ho dubbi, sul fatto che si farà, qualcuno ce l’ho.

 

Un ultima cosa. C’è qualcosa che cambierebbe, tra quelle che ha fatto? Le ha azzeccate sempre tutte?

Cosa Cambierei? Non lo posso dire (sorride sornione).

Luciana Miocchi

via della Marcigliana tra discariche abusive e incontri a luci rosse: non è cambiato nulla

30 Dic

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Sembra un male incurabile il degrado di via della Marcigliana, la tortuosa, bellissima strada che si snoda nell’omonima riserva naturale tra Salaria e Bufalotta. Oltre a essere abituale luogo di incontri a luci rosse, da anni ormai viene utilizzata come discarica abusiva di rifiuti ingombranti che si accumulano ai bordi della carreggiata. Questo nonostante nel febbraio del 2009 fosse stata firmata in pompa magna alla presenza del sindaco Gianni Alemanno una convenzione tra il IV Municipio e la società Terna, che su questa strada possiede una stazione di trasformazione di energia elettrica, tesa alla riqualificazione della zona. Erano previsti l’installazione di un sistema di videosorveglianza e di recinzioni per impedire la sosta e lo scarico di rifiuti. A giudicare dai risultati l’accordo è rimasto pressoché lettera morta: delle telecamere non v’è traccia se non nell’unico cartello superstite di quelli posizionati all’epoca in ossequio alla normativa sulla privacy; gli altri sono stati asportati o beffardamente coperti di vernice. Le poche barriere montate sui cigli non creano alcun fastidio agli incivili che usano come pattumiera quella che dovrebbe essere un’area protetta: oltre a svariati cumuli di rifiuti generici e detriti provenienti da qualche demolizione si trovano abbandonati persino frigoriferi, altri elettrodomestici in vario assortimento e arredamenti completi, comprensivi di divano e poltrone. Su queste siedono in attesa dei clienti – con i quali poi appartarsi in auto o su giacigli di fortuna poco oltre la carreggiata – alcune ragazze che qui esercitano il mestiere. Meglio attrezzate sono alcune loro colleghe di lungo corso che hanno a disposizione due vecchi camper abitualmente parcheggiati alla confluenza della strada con la Salaria. Quelli con le prostitute non sono gli unici “incontri galanti” che qui avvengono a tutte le ore. La zona infatti è anche un noto punto di ritrovo dove si incontrano domanda e offerta di scambisti e anche di prostituzione maschile, talmente famoso da produrre su google centinaia di riferimenti. Ne sono testimonianza inequivocabile le decine di veicoli parcheggiati a bordo strada senza apparente motivo, mancando in questa stradina di campagna esercizi commerciali, abitazioni o fermate di mezzi pubblici. Chi viene in cerca di sesso va a colpo sicuro, o quasi: basta accostare e aspettare, entro un paio di minuti al massimo si viene avvicinati da qualcuno che non si ferma nemmeno davanti alla presenza in macchina di due persone. Rinunciano solo quando gli si sventolano sotto il naso reflex e videocamere, con il plateale intento non di riprendere furtivamente gli incontri per uso personale ma per scopo divulgativo.
In verità a fine maggio era stata compiuta una bonifica straordinaria della strada e delle aree verdi circostanti promossa da RomaNatura, l’ente regionale che gestisce le riserve naturali nel Comune di Roma, in collaborazione con l’Ama, il IV Municipio e la Terna. Durante l’intervento era stato riempito di rifiuti voluminosi l’intero cassone di un mezzo speciale fornito dalla municipalizzata, ma sono bastati pochi mesi per tornare a una situazione anche peggiore di prima. Se non si darà seguito a quel famoso accordo per la sicurezza e il decoro via della Marcigliana continuerà a essere una via di mezzo tra una casa d’appuntamenti all’aperto e uno sversatoio.
Luciana Miocchi

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