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Tag Archives: Gianni Alemanno

In ventimila a Roma al corteo del Movimento Nazionale per la Sovranità – di Alessandro Pino

14 Ott

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Si è svolto a Roma nel pomeriggio del 14 ottobre il corteo organizzato dal Movimento Nazionale per la Sovranità per manifestare a favore del lavoro italiano e contro l’immigrazione clandestina. Il corteo di circa ventimila persone è partito da piazza della Repubblica percorrendo le vie del centro della Capitale arrivando in piazza San Silvestro. Presenti i vertici nazionali del MNS con in testa Francesco Storace e Gianni Alemanno (rispettivamente presidente e segretario), il senatore Francesco Aracri di Forza Italia e l’onorevole Barbara
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Saltamartini della Lega Nord, Alfredo Iorio, membri della segreteria regionale di “Noi con Salvini” e delegati di associazioni.《Inaspettata partecipazione, ben oltre ogni più rosea aspettativa – ha commentato Fabrizio Bevilacqua, politico locale tra gli organizzatori della manifestazione –
la fantastica giornata ben più  calda delle tipiche ottobrate romane, le partite di cartello  in programma nel pomeriggio non facevano ben sperare nella riuscita della manifestazione ma il popolo della destra ha risposto alla grande. Oltre ventimila  in marcIa da piazza Esedra a piazza San Silvestro hanno ribadito fortemente il loro “NO” allo ius soli. Al passaggio del corteo tutti i negozi erano aperti…la destra unita, la destra più bella d’Italia è tornata!》.
Alessandro Pino

(Si ringrazia per le foto Fabrizio Bevilacqua)

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Vanno via i Rom dalla ex cartiera di via Salaria? (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

18 Mar

Vanno via i rom alloggiati da alcuni anni nella ex cartiera di via Salaria nei pressi di Villa Spada (Terzo Municipio della Capitale)? Sembrerebbe di sì a quanto si legge nelle ultime ore: gli ospiti del centro starebbero ricevendo le notifiche di dimissione firmate dal dipartimento Politiche Sociali. La presenza dei (non più) nomadi nel centro ha suscitato sin dall’inizio aspre polemiche tra i  residenti dei quartieri limitrofi per le questioni ben note ai cittadini romani e anche recentemente in una riunione in Municipio con i maggiori comitati di zona era stata sollevata la
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questione  dei malandati veicoli utilizzati dai rom in sosta fuori la struttura nonostante i segnali di divieto (per quanto riguarda la situazione di revisione, Rc auto e pagamento del bollo chi scrive ritiene inopportuno esprimersi): certamente  va detto che la comprensibile insofferenza viene anche alimentata dal lassismo con cui vengono tollerate condotte illegali se non proprio criminose. Nel 2013, negli ultimissimi giorni della amministrazione Alemanno prima del ballottaggio con Ignazio Marino, sembrava si stesse provvedendo al trasferimento in una ex clinica a Torre Maura, bloccato all’ultimo momento per le proteste dei residenti di quella zona. Unico risultato fu dunque quello di scontentare gli abitanti di due Municipi. Da allora sono trascorsi altri tre anni, in tutto ne sono passati circa sette da quando si prese la decisione di ospitare nella ex cartiera (un edificio dotato anche di un suo teatro) i rom provenienti da campi non autorizzati smantellati, assicurando che la soluzione era solo temporanea.  Ora dunque sembra  che l’amministrazione commissariale capitolina stia procedendo alla dismissione del centro ma ci si chiede dove andrà chi fino a oggi risiedeva in via Salaria. «Capire che quel centro vada chiuso è un buon inizio, noi sono anni che lo diciamo – ha commentato Yuri Bugli, presidente della commissione municipale Politiche Sociali – però dovremmo capire un pochino meglio come pensano di muoversi , siccome questa è una questione gestita già normalmente in maniera dipartimentale (quindi dal Campidoglio, ndr). Immagino che al dipartimento abbiano in testa delle soluzioni alternative più valide. Adesso anche noi siamo interessati a capire cosa accadrà».

Alessandro Pino

Roma III Municipio: i nomadi che nessuno vuole per vicini di casa – cronaca di un trasferimento annunciato e rinviato sine die

5 Giu

PROTESTAMUNICIPIOVIASALARIA1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

La quasi chiusura del centro, la protesta e il capolavoro di equilibrismo pre-elettorale del Sindaco Alemanno

 

Il trasferimento annunciato dei 350 nomadi ancora presenti nella struttura di via Salaria questa mattina era iniziato regolarmente, senza nessun clamore. Saliti sui pulman del V dipartimento di Roma Capitale, sono rimasti li in attesa fin quando non sono stati fatti scendere perché era sopraggiunto l’ordine contrario. Per oggi il centro di prima accoglienza non chiude. Nessuno aveva pensato di avvertire nemmeno la presidenza del Municipio, che è stata allertata dalle telefonate dei residenti che hanno visto la scena. Sul posto sono poi giunti il Presidente Cristiano Bonelli, l’assessore Francesco Filini e i consiglieri Jessica De Napoli, Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo.

 

E’ accaduto che nell’VI Municipio, ex VIII, gli abitanti del quartiere intorno alla struttura, l’ex clinica di via Codirossi a Torre Maura, già utilizzata per dare ricovero a poche decine di rifugiati politici, avvertiti dell’imminente arrivo degli sfollati della ex cartiera sono scesi in strada a manifestare contro il provvedimento, supportati a livello politico dal presidente di centro destra Massimiliano Lorenzotti.

 

Un collega di Tv1 ha raccontato che fuori dall’edificio si era radunata una tale folla che qualcuno in Campidoglio si è convinto che la scelta effettuata non fosse stata la più giusta e quindi ha annullato l’ordine di trasferimento.

 

Nel pomeriggio dal Comune è stato diramata la seguente nota: “Il trasferimento in corso da questa mattina dall’ex cartiera di via Salaria a via dei Codirossoni a Torre Maura è stato sospeso. Lo sgombero era stato disposto del dipartimento V a seguito dei gravi problemi igienico sanitari riscontrati nella zona. Questo sgombero dovrà comunque essere effettuato. Come struttura alternativa non può però essere avallata quella di via dei Codirossi a Torre Maura perché, come rappresentato dal presidente del Municipio VI (ex VIII) Massimiliano Lorenzotti, sono evidenti i disagi dei cittadini della zona rispetto all’arrivo di un così consistente numero di persone senza fissa dimora. Per questo lo sgombero è stato sospeso in attesa che, d’intesa con la prefettura, il dipartimento V identifichi una soluzione alternativa che non presenti queste problematiche”.

 

La comunicazione rappresenta un capolavoro di equilibrismo pre-elettorale, dopo la decisione maldestra, partita dal V dipartimento su evidente indicazione politica, di procedere al trasferimento, senza riuscirvi, nell’imminenza del ballottaggio. Da una parte si promette la restituzione della struttura carente dal punto di vista igenico sanitario, ad un territorio governato da una giunta di centro destra, lo stesso colore del Sindaco, quindi particolarmente sensibile alle sue azioni, dall’altra si rassicurano anche gli abitanti ed elettori di Torre Maura, la cui municipalità è altresì retta da un’altra giunta di centro destra – che giustamente fa pressione sul Sindaco perché non si perda il consenso faticosamente conquistato – unica sede individuata in tre anni, che non si prenderanno loro lo sgradito pacco regalo, rinviando tutto ad una nuova futura individuazione di una sede alternativa. Dati i tempi stretti, quindi, la patata bollente passerà di mano alla prossima amministrazione, dopo le elezioni dell’8 e 9 giugno.

 

Si potrebbe discutere sull’opportunità o meno dell’iniziativa presa a ridosso del ballottaggio e soprattutto a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico e degli esami. Si potrebbero tirare in ballo sentimenti di accoglienza o di intolleranza, più o meno giustificati, andando comunque fuori strada. Le reazioni così nette, sia da parte dei residenti del III che del VI hanno una loro logicità.

 

Fu proprio un ordine della Prefettura ad individuare nella struttura di via salaria, abbandonata e sgomberata dagli occupanti abusivi negli ultimi mesi del 2009, il centro in cui accogliere 160 nomadi provenienti dai campi non autorizzati smantellati. I residenti non ne furono affatto felici ma la presidenza Bonelli incassò la riconoscenza del sindaco Alemanno per aver accettato di collaborare e soprattutto, la sua conferma che ai primi di marzo 2010 le famiglie ospiti sarebbero state traferite altrove, stante l’inadeguatezza per la qualità della vita soprattutto dei più piccoli. Il presidente Bonelli rilasciò anche un’intervista, alla Voce del Municipio, in cui si spingeva ad illustrare i progetti della sua giunta per i locali una volta liberati, cioè una struttura di prima accoglienza per le emergenze abitative e ampi spazi da dedicare alla polizia municipale, con annesso dopolavoro. Come fidarsi delle promesse di temporaneità se da quelle rassicurazioni sono passati circa 1400 giorni e la struttura di via salaria, già museo dotato anche di teatro, è ormai fatiscente, lasciata in balia del degrado, con le finestre murate e i piazzali invasi da spazzatura di ogni tipo, tanto che passare sul marciapiede di fronte nel giorno del trasferimento mancato espone ad una puzza pungente che non si è avvertita nemmeno passando davanti all’entrata del centro Ama quando rientrano i compattatori lordi. Possono fidarsi gli abitanti del VI Municipio che non capiti anche a loro una simile esperienza di degrado nell’ambiente circostante?

 

PROTESTAMUNICIPIOMONNEZZAIn ultima analisi è sbagliato anche prendersela esclusivamente con gli ospiti del centro. I loro furgoni sono parcheggiati in pieno divieto di sosta e di fermata ma nessuna autorità li ha mai sanzionati o non lo ha fatto seriamente. Lo stato dei luoghi visibili è indecente ma la struttura è gestita da associazioni scelte dal V dipartimento del Comune, il quale dovrebbe poter intervenire in caso di inadempienza nell’assistenza, così come dovrebbe potere e dovere intervenire in caso di comportamenti scorretti degli assistiti. Insomma, l’insofferenza viene alimentata anche da quegli eccessi di tolleranza che finiscono poi per sfociare nel lassismo, agli occhi di chi guarda e sottostà quotidianamente a restrizioni ed obblighi.

 

L’argomento è spinoso da trattare, soprattutto sotto scadenza elettorale. Se da una parte il presidente Bonelli, presente nella protesta contro il mancato trasferimento dei Rom, riconosce l’impotenza di Municipio e Comune in mancanza di una regolamentazione nazionale sempre omessa dai governi di ogni colore, dall’altra lo sfidante presidente Paolo Marchionne si è guardato dall’intervenire in maniera esplicita, evitando ogni contatto con la stampa, forse per paura di dire qualcosa di sbagliato. L’unico esponente locale del Pd, al momento di andare in rete, ad intervenire è Riccardo Corbucci, ex vice presidente del consiglio Municipale, ex sfidante alle primarie per la presidenza del municipio del centro sinistra e primo degli eletti del Pd. Attraverso il suo blog prende posizione sulla manifestazione di Bonelli dicendo che “il centrodestra ormai litiga con se stesso. Nel misero tentativo di prendere in giro i cittadini, cercando di spostare gli ospiti del centro di accoglienza di via Salaria qualche giorno prima del ballottaggio, Bonelli ha ottenuto un effetto boomerang. A far saltare un’operazione meramente elettorale sono stati i suoi stessi colleghi di partito. Il Sindaco Alemanno e il candidato del centrodestra nell’ex VIII Municipio Lorenzotti, che hanno fatto capire, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, quanto Bonelli non contasse nulla a Roma. Il centro di via Salaria venne messo in III Municipio (ex IV) da Alemanno e Bonelli, vicino ai quartieri di Castel Giubileo e Settebagni, perchè nessun altro municipio voleva accoglierli. Questa è la verità. Con buona pace di Bonelli che adesso protesta, sempre più nel suo “nuovo” ruolo di oppositore, piuttosto che di presidente di un municipio”. Per le ore 21,30 è stata indetta una fiaccolata di protesta davanti la struttura di via salaria

 

Luciana Miocchi

 

Elezioni romane 2013. Lo strano caso di due candidati con lo stesso nome

2 Giu
(foto di-roma.com)

(foto di-roma.com)

(pubblicato su  http://www.di-roma.com)

E dire che diversi giornali on line avevano pubblicato le liste complete dei candidati per le varie cariche sia al comune di Roma sia ai Municipi. Nessuno aveva notato nulla di strano fino a quando l’ufficio elettorale centrale non ha dato i risultati definitivi degli spogli. Scorrendo le liste degli eletti qualcuno ha finalmente notato la particolarità di due nomi, due eletti in municipi diversi di Roma capitale e non si trattava proprio di un Mario Rossi qualunque ma di Francesco De Salazar, consigliere eletto tra le fila di Fratelli d’Italia in II Municipio, nato a Roma il 28 maggio 1980 e di Francesco De Salazar, candidato presidente della lista Marchini Sindaco in XII Municipio, non arrivato al ballottaggio come presidente ma comunque eletto consigliere, nato a Roma il 28 maggio 1980. Semplice omonimia o doppia candidatura? L’identica data di nascita è un errore di trascrizione o una fortuita coincidenza? I dati sono riportati, tra l’altro, in due file presenti sul sito del comune di Roma e si possono visionare http://www.elezioni.comune.roma.it/elezioni/2013/comunali/liste/preslis14.htm (candidati per Alemanno sindaco suddivisi per lista comunale e per municipi) http://www.elezioni.comune.roma.it/elezioni/2013/comunali/liste/preslis01.htm (candidati per Marchini sindaco suddivisi per lista comunale e per municipi) Roberto Cappiello, esponente di Casapound Roma ha diffuso un comunicato impossibile da fraintendere: ”Dopo aver ricevuto alcune segnalazioni da parte di elettori indignati abbiamo controllato e verificato che Francesco De Salazar, candidato nel II municipio come consigliere con la lista Fratelli D’Italia ed eletto, è stato candidato contemporaneamente dalla lista Marchini come presidente nel XII municipio ed eletto anche in quel municipio. Siamo davanti all’ennesima presa in giro perpetrata ai danni degli elettori, come CasaPound Italia chiederemo una verifica sulla regolarità di questa doppia candidatura e quindi sulla validità delle liste presentate nei rispettivi municipi. Queste operazioni al limite del regolamento non fanno altro che delegittimare l’istituto democratico del voto, i partiti non hanno più pudore e l’inciucio ha raggiunto ormai livelli inimmaginabili”.

Per completezza di informazione bisogna dire che lo zio del Francesco De Salazar candidato con Fdi è Vitaliano De Salazar, già direttore generale di importanti Asl e ospedali prima con Marrazzo, poi con la Polverini e ora con Zingaretti, è uno dei coordinatori del comitato elettorale di Alfio Marchini.

Andando a spulciare il testo unico degli enti locali, all articolo 56 D.P.R. 267 del 18/08/2000, che esplicita i requisiti delle candidature elettive, si trova al primo comma che “nessuno può presentarsi come candidato a consigliere in più di due province o in più di due comuni o in più di due circoscrizioni, quando le elezioni si svolgano nella stessa data. I consiglieri provinciali, comunali o di circoscrizione in carica non possono candidarsi, rispettivamente, alla medesima carica in altro consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale”.

Quindi, cavillando si può dire che candidarsi a consigliere municipale e a presidente di Municipio non sia esattamente la stessa cosa, anche se il candidato presidente che non venga eletto ma raggiunge comunque il quorum di voti necessari, siede in Consiglio come un qualsiasi altro consigliere. A quel punto però, si potrebbe sanare la situazione dimettendosi da una delle due cariche elettive, lasciando il posto al primo dei non eletti della stessa lista. Un giochino per aumentare le possibilità di avere eletti sfruttando la popolarità personale poco elegante forse, ma molto efficace.

Sulle bachece facebook di diversi politici locali la polemica continua, sembrano tutti certi dell’identità delle due candidature. Dice un commento: “sono un militante di Fratelli d’Italia deluso quanto voi dell’accaduto… ma posso dirvi per certo che questo fatto era già noto a tutti nel partito prima di oggi… ciò che si sottovalutava -forse- era la capacità di De Salazar di vincere… ma mi ci metto anche io tra i colpevoli… abbiamo sbagliato tutti”.  C’è da dire che, come confermato da diversi candidati di Fdi, il partito fa sottoscrivere al momento dell’accettazione della candidatura un impegno etico, con il quale si dichiara di non essere in corsa in contemporanea in altre elezioni ma si tratta di un foglio dal valore poco più che simbolico, vincolante per il solo partito, con la massima conseguenza dell’espulsione dal movimento. Senza dimissioni dalla carica elettiva, con la prospettiva di aderire o a un altro gruppo politico o a quello misto.

Si è cercato di contattare il dottor Francesco De Salazar eletto tra le file di Fdi sia tramite mail che per telefono, ma non è stato possibile avere alcuno scambio con lui. Dopo due telefonate andate a vuoto, sabato mattina, una chiamata il cui identificativo corrispondeva al cellulare di De Salazar si è interrotta, nel pomeriggio sempre di sabato, immediatamente dopo la presentazione. Temendo una caduta della linea telefonica è stato spedito un sms rimasto anche questo senza risposta. Sarebbe stato interessante avere una sua smentita o una spiegazione, nell’eventualità che fosse effettivamente lui il candidato delle due liste. Sul profilo pubblico di Fb del De Salazar tutti i post visibili sono quelli della sua candidatura al II Municipio con Fratelli d’Italia, nessun accenno alla Lista Marchini.

Quale sarà la verità? Vedremo apparire i due De Salazar alla stessa conferenza stampa o arriveranno due righe di spiegazione ad un’agenzia stampa? Nel frattempo il giorno del ballottaggio si avvicina. Il De Salazar eletto tra le fila di FdI per ordine di partito dovrebbe appoggiare il sindaco uscente Gianni Alemanno, mentre il De Salazar della Lista Marchini, seppur nessun apparentamento sia ancora stato depositato in maniera ufficiale, dovrebbe parteggiare, come esplicitamente dichiarato da Alfio Marchini in un’intervista, per il candidato Ignazio Marino. Chi voterà a sua insaputa?

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Alemanno inaugura il cantiere del ponte tra Fidene e Villa Spada

13 Mag

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Con una visita all’area del cantiere, il sindaco Gianni Alemanno, alla presenza dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Roma, Fabrizio Ghera e di quello del III (ex IV) Municipio, Fabrizio Bevilacqua, nonché del presidente Cristiano Bonelli, ha inaugurato i lavori che nel giro di 350 giorni, così come assicurato dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto, porteranno alla costruzione dei nuovi ponti – due – che collegheranno i quartieri di Fidene e Villa Spada con lo snodo ferroviario e la via Salaria. Il progetto originario risale al piano di zona Fidene-Valmelaina vecchio ormai di più di vent’anni.

Particolarmente soddisfatto Fabrizio Bevilacqua, che della realizzazione dell’opera aveva fatto un punto di orgoglio, inseguita durante tutti i cinque anni di consiliatura e agguantata in extremis. Molti i residenti che, dopo tanto attendere, rimangono ancora adesso scettici sull’effettiva durata dei lavori.

Ponte IMG-20130513-WA0000Della questione si parlava già come opera prossima ai suoi ultimi traguardi burocratici al 20 luglio 2011 e successiva cantierizzazione dopo l’estate di quell’anno. Il tutto poi subì il blocco per i tagli ai finanziamenti diretti ai comuni italiani e loro revisione della spesa pubblica, la famigerata “spending review”. Comunque, oggi si parte finalmente con i lavori perché il progetto è stato inserito all’interno del Piano del Traffico.

Luciana Miocchi

III Municipio di Roma Capitale: Ignazio Marino, candidato Sindaco per il centro sinistra, risponde ad Alemanno e a Marchini

2 Mag

mARINOsenzaparole

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Martedì, nella conferenza introdotta dalla dottoressa Carla Patrizi, direttrice del centro Tangram Idea Prisma 82, e da Paolo Marchionne, candidato alla presidenza del III Municipio (ex IV), il professor Ignazio Marino, candidato Sindaco uscito dalle recenti primarie del centrosinistra, ha parlato del suo programma elettorale, incentrato sulle persone. Poi per le strade di zona, soprattutto via Sacchetti e via Ojetti, fra i commercianti, guidato dai membri dell’associazione 4Com

Nel refettorio, pieno di operatori e familiari, anche Daniela Michelangeli, presidente della consulta Handicap del Municipio. Tra gli esponenti politici presenti, Daniele Ozzimo, consigliere capitolino, Marco Palumbo, candidato al Comune di Roma, Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio municipale uscente e buona parte della dirigenza del Pd locale.

Apre l’incontro, dopo che Marino ha visitato la struttura di via Baccini, la dottoressa Patrizi, che richiama subito l’attenzione su di una pasticciata normativa che sta mettendo in difficoltà tutte le strutture riabilitative, con il rischio di dover sospendere i servizi perché la Asl non riesce a dare seguito per tempo ai nuovi adempimenti. A tal proposito consegna un corposo fascicolo direttamente nelle mani del professore. Un breve intervento di Marchionne per ribadire che c’è bisogno di ripensare i servizi sociali.

Il professor Marino entra subito nel vivo del discorso affermando che la sua idea è che occuparsi della marginalità viene prima ancora del degrado, che ci sono strutture essenziali ma che non tutta l’assistenza può essere pubblica ma ci deve essere una seria integrazione con le onlus e le cooperative sociali. Da chirurgo riconosce che per raggiungere l’eccellenza ci vuole un lungo tempo e che nulla si improvvisa, ricordando anche l’incontro avuto nel mattino con i responsabili delle case famiglia di Roma. Sente la responsabilità derivante dalla sua candidatura perché il Sindaco è garante della salute dei cittadini di cui si occupa e deve lavorare con le altre autorità regionali o nazionali, deve sollecitare quando l’assistenza si arresta perché si esauriscono i fondi. Dice «se vogliamo che questa città inizi ad essere una comunità dobbiamo iniziare da chi ha un disagio. Credo in una società che sia competitiva, dove chi lavora e si impegna viene premiato per il merito ma non si può pretendere che le persone che sono rimaste indietro gareggino senza sostegno. È necessaria una cultura di solidarietà diversa d quella di chi ha retto in questi cinque anni la città.

DSCF4611Bellissimo discorso, insomma, ma i fondi necessari? Il professore ci arriva tenendo l’argomento per ultimo. «Sono una persona seria, non voglio dire che ci sono risorse per tutto ma bisogna avere delle priorità. Non vi posso promettere che se sarò Sindaco risolverò tutti i problemi ma sicuramente vi ascolterà tutti e cercherò di risolverne il più possibile, cominciando da chi è rimasto indietro».

Parlando davanti ai giornalisti Marino ricorda come nel 2020, assieme alle malattie cardiocircolatorie, sarà il disagio psichiatrico la principale causa di sofferenza della popolazione e che per questo motivo ci si deve preparare per affrontare un emergenza cosi importante, mettendo in rete tra di loro il governo delle città e della regione insieme alle tante eccellenze nel settore. È sempre più chiaro, tra l’altro, che anche a Roma si sta allargando a macchia d’olio il fenomeno per cui all’interno delle famiglie dove ci sono problemi di salute, si sta iniziando una selezione su chi debba accedere alle cure e i primi rinunciatari sono gli anziani, generalmente in favore dei componenti più giovani.

Questa è una cosa che non deve accadere.

Passando poi all’altra tematica su cui il suo programma elettorale è imperniato, la mobilità e i relativi finanziamenti, centra il problema sulla scarsa capacità da parte dell’Italia di reperire i fondi europei, che finanzia per circa il 14% del totale ma che recupera soltanto per l’8%, a causa di un personale non preparato ad affrontare la fase di distribuzione dei bandi e di scrittura dei progetti. Dice Marino «dobbiamo restituire a Roma il suo carattere internazionale. Roma deve parlare l’inglese nelle sedi dove si parla l’inglese ed avere la capacità tecnica di competere con gli altri paesi».

C’è infine uno spazio anche per di-roma.com e il professore candidato Sindaco non si sottrae, l’argomento lo punge sul vivo.

Le critiche principali che le vengono mosse dai suoi avversari e dal mondo animalista sono principalmente rivolte a rinfacciarLe il suo passato di ricercatore e sperimentatore sugli animali. Cosa può dire in proposito?

Chi mi attacca, e mi riferisco anche all’ingegner Marchini e al sindaco Alemanno che hanno utilizzato questi argomenti sulla ricerca con l’utilizzo di animali, evidentemente, ma questo si capisce, non si può pretendere che conoscano come si fa ricerca scientifica e come si approva un nuovo farmaco oggi, o a che punto sia la ricerca scientifica, nell’obiettivo primario per me, di eliminare completamente l’utilizzo degli animali. Non si può pretendere che l’ingegner marchini o il sindaco alemanno sappiano che l’American society of Transplant sorgeons, una società a cui io appartengo dal 1993, proprio cinque giorni fa ha annunciato la realizzazione in laboratorio di un rene di topolino con tecniche di bio-ingegneria. Tra non molto, nel giro di qualche anno noi avremo la possibilità di realizzare con queste tecniche diversi organi e potremmo sperimentare le nuove molecole di farmaci su queste cellule, tessuti e organi realizzati in laboratorio. Al momento attuale ogni farmaco che Lei vede in un banco di farmacia o in una corsia di ospedale, per regole internazionali, sulle quali non ha nessuna influenza né il Sindaco in carica di Roma, né l’ingegner Marchini ne Ignazio Marino, debbono essere sperimentati su un animale. Ogni farmaco di quelli in uso per curare un bambino affetto da leucemia o un farmaco per curare una persona colpita da un terribile cancro, è stato sperimentato almeno su un topolino. Se c’è coerenza nel ragionamento dell’Ingegner Marchini e nel ragionamento del sindaco Alemanno, devono dichiarare. Poi ognuno ha il giudizio morale che ha, che se un loro familiare una persona a cui loro sono legati da amore venisse colpito da una malattia terribile, eviterebbero l’assunzione di farmaci perché questi, prima di essere stati messi in commercio, sono stati sperimentati sui topolini per poter poi arrivare alla terapia sull’uomo. Personalmente, se mia figlia fosse colpita da una leucemia io la curerei con i farmaci che esistono in commercio e che sono stati necessariamente sperimentati in codesto modo. Questa è la mia posizione non sono mai stato un vivisettore, detesto chiunque possa far male o nuocere ad un animale. Ho in questo momento due gatti, si chiamano Paolina e Napoleone e a casa mia quando anni fa mori per un tumore un gatto a cui eravamo affezionatissimi e che si chiamava Annibale,è stato davvero un lutto familiare perché consideriamo i nostri animali come parte della nostra famiglia. Più di così non so cosa rispondere. Nei prossimi giorni sottoscriverò un progetto per la difesa degli animali nella città di Roma. Altri commenti su questo non ne ho. Mi sembrano davvero strumentali perché, lo sospetto, non ne sono sicuro ma lo sospetto, che anche l’ingegner Marchini e il sindaco Alemanno abbiano usato nella loro vita almeno un antibiotico.

Il giro del candidato Marino è poi proseguito con la visita di via Franco Sacchetti e via Ugo Ojetti, due delle strade dello shopping del Municipio e non solo. Incontro quindi con i rappresentanti di categoria, tra i quali Massimiliano De Toma, presidente dell’Associazione Commercio Quarto Municipio 4Com, per comprendere meglio le problematiche del piccolo commercio, attanagliato oltre che dalla crisi economica, anche dalla presenza dei maxi centri commerciali.

Luciana Miocchi

Allerta neve: domani catene a bordo e studenti a casa

9 Feb

Dalle sei del mattino di domani, venerdì, e fino alle 23.59 di sabato ci sarà obbligo di catene a bordo per tutti i mezzi che circolano all’interno del comune di Roma. Per le due ruote il divieto è di circolazione. La decisione è stata presa ieri sera al termine di una riunione tenutasi in Campidoglio. Con una conferenza stampa stamattina il Sindaco Gianni Alemanno ha reso nota la decisione, presa di concerto con tutti gli organi coinvolti, provincia, regione e protezione civile compresi, di chiudere scuole ed uffici pubblici nelle giornate di venerdì e sabato, viste le previsioni circa la possibilità di precipitazioni nevose di una certa rilevanza.

Luciana Miocchi

Il Sindaco a Settebagni. E anche il presidente dell’Ama. E l’assessore alla mobilità del Comune

6 Feb

Ma anche il consigliere municipale Marco Bentivoglio e l’esercito

Settebagni è un posto tranquillo. Nonostante sia in una posizione strategica, tra l’uscita dell’autostrada Roma Firenze, la bretella con il Gra e la Salaria, ci devi proprio venire, non capiti per caso. Il Vallo di Adriano del Comune di Roma. Nonostante negli ultimi anni non sia stato risparmiato dalla speculazione edilizia, da ex borgata qual era è comunque rimasto un po’ “paese”, se non sei un residente non passi inosservato, nel caso di una personalità cinque minuti e la notizia diventa di dominio pubblico. Sabato infatti, il tam tam dava per imminente l’arrivo di Alemanno o già addirittura sul posto “per vedere di persona, dicono, la situazione sul Monte – così è denominata la parte collinare del quartiere – visto che pare si tratti di una delle condizioni più critiche di Roma Nord”.

Il Sindaco Alemanno a Settebagni

Ed effettivamente, Gianni c’è.  Un indizio poteva essere il pulmino pieno di militari in ferma breve (deduzione portata dai volti che denunciano la giovane età) che han fatto un paio di volte il giro della Salaria, ma quando ci si concentra sulla neve ghiacciata dei marciapiedi per non finire gamballaria anche una freccia con le luci al neon non si recepisce subitaneamente. Su per la strada innevata qualche pedone per-forza scrolla le spalle, dicono che «c’è Alemanno però io devo scendere sulla Salaria prima che cominci a gelare, dopo chi mi riporta su» o anche «si, si mo pulisce la via neve con uno sguardo» ma non gli danno peso, sono quasi le sedici e trenta ed è rimasta meno di un’ora di luce per sbrigare commissioni e tornare a casa prima che cominci a gelare sul serio, il cielo sereno non promette clemenza. Più su, in via delle lucarie altezza parrucchiera Simona, il mezzo dell’esercito riesce a parcheggiare in un piazzale privato, con un po’ di difficoltà per via della quindicina di centimetri di neve. C’è un piccolo capannello di gente, attirata dalla presenza del primo cittadino con il cellulare perennemente incollato all’orecchio. Sembra quasi rassegnato. Qualche stretta di mano, qualche sorriso tirato, la gente è più che altro incredula, ognuno chiede che venga liberata la propria via. Il clima è gelido  e non sembra solo per il freddo. E’ chiaro a tutti che i militi armati di pale da neve, con la poca luce che resta non potranno liberare tutte le strade né avere ragione dei tratti che stanno inesorabilmente ghiacciando. Chi scrive chiude gli occhi un istante per fare mente locale, i punti critici sono vari, sempre in ombra anche d’estate, le salite ripide, nemmeno se fossero il triplo e con le pale di ferro ce la farebbero. Ma almeno sono qua e la cosa deve avere un significato.

l'esercito in azione in via delle Lucarie

l'esercito in via delle LucarieC’è il presidente di Ama, Piergiorgio Benvenuti, Antonello Aurigemma, l’assessore alla mobilità di Roma Capitale e Marco Bentivoglio, consigliere municipale del Pdl. Quest’ultimo fa parte di una delle famiglie storiche di Settebagni, lavora qui, nessuno si chiede che ci faccia, è normale la sua presenza. Infatti viene fermato da molti, come anche Aurigemma che si scopre essere molto conosciuto da queste parti, che chiedono rassicurazione sul fatto che prima o poi arriveranno sale e mezzi. Dopo una mezz’ora Alemanno va via con l’autista, gli altri rimangono e percorrono le strade fino al punto di ritrovo sulla Salaria. Non c’è stato il bagno di folla, forse non l’hanno nemmeno cercato, sarebbe stato rischioso, ché anziché riconoscenza sarebbero arrivate critiche, perché si, la situazione è grave dappertutto ma quando uno è in difficoltà non è che si senta meglio nel sapere che ci sono anche altri che nelle stesse condizioni non sono ancora stati aiutati. Perché intervenire proprio qui, allora? «Perché è una delle situazioni più critiche di Roma Nord» la laconica risposta. Al termine del giro viene chiarita anche la presenza di Benvenuti: è l’Ama che dovrà spargere il sale a ripulitura effettuata. Diventa buio nel volgere di pochi minuti, dopo una breve sosta per i saluti ed una telefonata per impartire istruzioni alla squadra di spalatori la seduta è sciolta, hanno altre riunioni a cui presenziare. Lasciano la promessa che arriveranno spazzaneve e spargisale nel più breve tempo possibile. Rimane solo il rumore dei passi ponderati sulla neve gelata dei marciapiedi. Il Sindaco nelle ore successive lo ritroveremo in ogni trasmissione giornalistica. Sempre teso, con la consapevolezza che l’unica difesa possibile è attaccare tutto e tutti, finchè dura. Ma perché è venuto proprio a Settebagni? Tentativo di tastare il polso degli umori della gente in un posto defilato? Dimostrazione di forza del potente Assessore alla mobilità e di riconoscenza nei confronti di un suo pupillo? Ogni congettura può essere valida ma non c’è da aspettarsi che venga confermata da nessuno degli interessati. In politica, una delle parole d’ordine è no comment.

l’assessore alla mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma

All’indomani, segni evidenti dello spalamento meccanico sulla Salaria. Il sale no, quello lo stiamo ancora aspettando. Non si sa chi l’abbia o se sia finito prima di arrivare qua. Le notizie dei lastroni a Viale Somalia e piazza Gondar ancora al proprio posto, nonostante la centralità rispetto alla città, le rampe di accesso al Gra chiuse per ghiaccio unite alle immagini degli artisti di piazza Navona che armati di martello spaccano via il ghiaccio notturno dalla propria postazione, tolgono la voglia di domandare oltre. Il sole, in fin dei conti, è dalla nostra parte.

Luciana Miocchi

via della Marcigliana tra discariche abusive e incontri a luci rosse: non è cambiato nulla

30 Dic

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Sembra un male incurabile il degrado di via della Marcigliana, la tortuosa, bellissima strada che si snoda nell’omonima riserva naturale tra Salaria e Bufalotta. Oltre a essere abituale luogo di incontri a luci rosse, da anni ormai viene utilizzata come discarica abusiva di rifiuti ingombranti che si accumulano ai bordi della carreggiata. Questo nonostante nel febbraio del 2009 fosse stata firmata in pompa magna alla presenza del sindaco Gianni Alemanno una convenzione tra il IV Municipio e la società Terna, che su questa strada possiede una stazione di trasformazione di energia elettrica, tesa alla riqualificazione della zona. Erano previsti l’installazione di un sistema di videosorveglianza e di recinzioni per impedire la sosta e lo scarico di rifiuti. A giudicare dai risultati l’accordo è rimasto pressoché lettera morta: delle telecamere non v’è traccia se non nell’unico cartello superstite di quelli posizionati all’epoca in ossequio alla normativa sulla privacy; gli altri sono stati asportati o beffardamente coperti di vernice. Le poche barriere montate sui cigli non creano alcun fastidio agli incivili che usano come pattumiera quella che dovrebbe essere un’area protetta: oltre a svariati cumuli di rifiuti generici e detriti provenienti da qualche demolizione si trovano abbandonati persino frigoriferi, altri elettrodomestici in vario assortimento e arredamenti completi, comprensivi di divano e poltrone. Su queste siedono in attesa dei clienti – con i quali poi appartarsi in auto o su giacigli di fortuna poco oltre la carreggiata – alcune ragazze che qui esercitano il mestiere. Meglio attrezzate sono alcune loro colleghe di lungo corso che hanno a disposizione due vecchi camper abitualmente parcheggiati alla confluenza della strada con la Salaria. Quelli con le prostitute non sono gli unici “incontri galanti” che qui avvengono a tutte le ore. La zona infatti è anche un noto punto di ritrovo dove si incontrano domanda e offerta di scambisti e anche di prostituzione maschile, talmente famoso da produrre su google centinaia di riferimenti. Ne sono testimonianza inequivocabile le decine di veicoli parcheggiati a bordo strada senza apparente motivo, mancando in questa stradina di campagna esercizi commerciali, abitazioni o fermate di mezzi pubblici. Chi viene in cerca di sesso va a colpo sicuro, o quasi: basta accostare e aspettare, entro un paio di minuti al massimo si viene avvicinati da qualcuno che non si ferma nemmeno davanti alla presenza in macchina di due persone. Rinunciano solo quando gli si sventolano sotto il naso reflex e videocamere, con il plateale intento non di riprendere furtivamente gli incontri per uso personale ma per scopo divulgativo.
In verità a fine maggio era stata compiuta una bonifica straordinaria della strada e delle aree verdi circostanti promossa da RomaNatura, l’ente regionale che gestisce le riserve naturali nel Comune di Roma, in collaborazione con l’Ama, il IV Municipio e la Terna. Durante l’intervento era stato riempito di rifiuti voluminosi l’intero cassone di un mezzo speciale fornito dalla municipalizzata, ma sono bastati pochi mesi per tornare a una situazione anche peggiore di prima. Se non si darà seguito a quel famoso accordo per la sicurezza e il decoro via della Marcigliana continuerà a essere una via di mezzo tra una casa d’appuntamenti all’aperto e uno sversatoio.
Luciana Miocchi

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