Tag Archives: rom
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Val Melaina: i Vigili del Fuoco recuperano materiali nella scuola in via Monte Cardoneto per nuove aule – di Alessandro Pino

5 Ott

[ROMA] La mattina del 5 ottobre i Vigili del Fuoco sono intervenuti nella complesso scolastico in via Monte Cardoneto- zona Val Melaina- per recuperare materiale didattico e attrezzature rimasti all’interno dopo la chiusura per dissesto strutturale su travi e tamponature di una parte dell’edificio, disposta la scorsa settimana. Il materiale recuperato servirà ad allestite nuove aule didattiche nello stesso edificio nelle ali non interessate dai segni di cedimento.
Alessandro Pino

(Foto Comando Provinciale Vigili del Fuoco Roma)

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Guidonia: scoperta coltivazione di marijuana- di Alessandro Pino

5 Ott

[ROMA] Un ventisettenne di Guidonia è stato arrestato ieri dai Carabinieri dopo la scoperta nella sua abitazione di una coltivazione di marijuana. I militari durante uno specifico servizio di osservazione finalizzato al contrasto della produzione e dello spaccio di stupefacenti, si erano insospettiti per un forte odore di marijuana proveniente dall’interno dell’appartamento e sono intervenuti. Il giovane è stato bloccato dai militari mentre usciva di casa, venendo trovato in possesso di quasi un etto di marijuana. Dentro casa era stata allestita una serra con sei piante di marijuana alte circa due metri, assieme all’attrezzatura per coltivare e confezionare la droga. È stata inoltre trovato circa mezzo etto di hashish già suddivisa in dosi, oltre denaro contante ritenuto provento dello spaccio. L’uomo si trova ai domiciliari in attesa del giudizio di convalida.
Alessandro Pino

(Foto Comando Provinciale Carabinieri Roma)

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Accampamenti di nomadi lungo l’Aniene dal ponte delle Valli a via di Pietralata: che succede?- di Alessandro Pino

2 Set

[ROMA] Cresce la preoccupazione dei cittadini di ben tre municipi- Secondo, Terzo e Quarto- attraversati dal fiume Aniene per il recente sorgere sugli argini di nuovi consistenti accampamenti di Rom che più di qualcuno, anche a livello istituzionale, ha messo in relazione con lo sgombero del vicino insediamento di via Del Foro Italico avvenuto nelle scorse settimane e la migrazione incontrollata- secondo alcuni avvenuta in gran parte già prima dello smantellamento – di chi viveva all’interno. Si è avuta infatti notizia a mezzo stampa di una consistente nuova presenza di nomadi lungo l’Aniene sotto il ponte delle Valli nei pressi della stazione Nomentana (dove già è un continuo di smantellamenti e reinsediamenti) e nelle adiacenze della stazione Conca d’Oro della metropolitana B1, al punto che il presidente del Terzo Municipio, Giovanni Caudo, ha parlato di “politica della polvere sotto il tappeto”, chiedendo ufficialmente al sindaco Virginia Raggi e alle autorità di Polizia di intervenire al riguardo. Proseguendo lungo l’Aniene, giunge da alcuni cittadini la segnalazione documentata da foto della costruzione di una nuova baraccopoli sulle rive del fiume all’inizio della via Di Pietralata.
Alessandro Pino

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Campo nomadi del Foro Italico: sequestrata una pistola- di Alessandro Pino

16 Lug

[ROMA] Il 14 luglio durante il controllo di un uomo agli arresti domiciliari nel campo nomadi di via del Foro Italico, gli agenti del commissariato Villa Glori hanno notato
un furgone rosso segnalato in due richieste di intervento da parte di un cittadino romeno abitante in via Foce dell’Aniene. Costui aveva riferito ai poliziotti di essere stato aggredito e minacciato con una pistola da un gruppo di rom del campo di via del Foro Italico, interessati a impossessarsi di una collezione di monete e francobolli, che
che  eseguivano gli ordini di un uomo conosciuto con il nome di “zingaro”,  
L’uomo ai domiciliari, anche lui romeno, è risultato essere il proprietario del mezzo e per perquisire la sua baracca gli agenti hanno richiesto il supporto di altre pattuglie del commissariato. In un magazzino accanto alla baracca è stata trovata in uso al una pistola Bruni modello 92 completa di caricatore, che è stata sequestrata. Portato in commissariato per accertamenti, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà lesioni personali, minaccia aggravata e danneggiamento.

Alessandro Pino

(Foto Questura di Roma)

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In manette i due rom evasi da Rebibbia- di Alessandro Pino

17 Giu

[PISA] Sono stati arrestati questa mattina da Carabinieri e Polizia Penitenziaria nei pressi della stazione ferroviaria di Cascina i due rom evasi da Rebibbia lo scorso 3 giugno. I due evasi dopo aver passato qualche giorno in provincia di Roma si erano diretti nella cittadina toscana a bordo di una vettura di grossa cilindrata rubata in una concessionaria della capitale. Al momento dell’arresto uno dei due ha aggredito un Carabiniere procurandogli lesioni guaribili in pochi giorni. I due rom dovevano scontare ancora nove anni di reclusione. Uno dei due risulta essere un familiare di uno degli arrestati la scorsa settimana dai Carabinieri di Frascati per aver commesso numerosi furti in esercizi commerciali durante il lockdown.
Alessandro Pino

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Anziana uccisa a bastonate per rapina a Monte Sacro: cinque condanne- di Alessandro Pino

30 Mag

[ROMA] Sono arrivate le condanne per la banda di cinque rom giudicati colpevoli a vario titolo del brutale omicidio della novantenne Anna Tomasino, aggredita a maggio dell’anno scorso durante un furto nella sua casa di via Pizzo Bernina, nel cuore di Monte Sacro e morta in ospedale nei giorni seguenti. La pena più pesante, ventiquattro anni di carcere, è stata per il membro della gang di nomadi ritenuto essere l’autore della bastonata in seguito a cui l’anziana morì. Non è stata dunque ritenuta credibile la tesi difensiva secondo cui la vittima fosse scivolata battendo il capo ma la pena è comunque inferiore a quanto chiesto dalla pubblica accusa ed è facile immaginare che la permanenza effettiva in cella sarà comunque relativamente breve a causa dei meccanismi che in questi casi intervengono. Fra l’altro, a quanto si è letto sulla stampa sarebbe già stato annunciato il ricorso in appello dalla difesa di due degli imputati.
Alessandro Pino

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Anziana uccisa per rapina a Monte Sacro: chiesti 90 anni per la gang di rom- di Alessandro Pino

23 Mag

[ROMA] Sono stati chiesti in totale novanta anni di carcere – ma non l’ergastolo- per i cinque rom ritenuti responsabili della morte violenta di una anziana rapinata nella sua casa di via Pizzo Bernina a Monte Sacro nel maggio dello scorso anno. Il fatto sconvolse la città intera per la ferocia contro la vittima novantenne, che morì in ospedale per le percosse ricevute (circostanza che i difensori degli imputati hanno cercato di negare, attribuendo le ferite alla caduta causata dallo spavento).
LA RICOSTRUZIONE
I delinquenti avevano fatto irruzione nella casa al secondo piano dello stabile entrando da una finestra da loro scassinata. Anna Tomasino, questo il nome dell’anziana vittima, accortasi di quanto stava accadendo, era riuscita a telefonare a una vicina di casa ma sarebbe stata presa a bastonate per bloccarne la richiesta di aiuto. I membri della banda di rom, ventenni imparentati tra loro, furono catturati nel giro di poche ore fa da Carabinieri e Squadra Mobile di Roma.
IL PROCESSO
A ognuno sono stati contestati i reati di omicidio volontario e rapina aggravata ma al momento sembrerebbero non rischiare l’ergastolo. La Procura ha infatti avanzato richieste di condanna differenziate in base al ruolo che si è ritenuto avere ricoperto i singoli nel delitto: ventisette anni la richiesta più rilevante, per il membro accusato di avere colpito la novantenne con un corpo contundente che però non fu rinvenuto. Facile intuire che, stante il quadro delle richieste di condanna che ha escluso l’ergastolo, per i meccanismi che intervengono in tali casi la permanenza effettiva dietro le sbarre sarebbe relativamente breve. Da quanto è emerso, uno dei membri della gang di recente è stato condannato per un furto in appartamento mentre un altro per rapine in casa
Alessandro Pino

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Le belve di Monte Sacro: violenza feroce contro una nonnina indifesa – di Alessandro Pino

14 Mag

[Roma] Un delitto odioso, una violenza feroce che hanno sconvolto non solo Monte Sacro ma la città e l’Italia intere: la morte di Anna Tomasino, quasi novantenne deceduta in seguito alle percosse subite da una banda di rom (quattro bosniaci e un serbo) entrati nella sua abitazione di via Pizzo Bernina – tra Città Giardino e Talenti – arrampicandosi sul muro fino al secondo piano e scassinando una finestra lo scorso 5 maggio, è uno di quei fatti che segna per sempre una comunità già angosciata dall’intollerabile sequenza di furti che da mesi flagellano il territorio. La povera signora Anna, trovatasi in casa gli energumeni aveva provato a chiedere aiuto telefonando a una vicina: i criminali a quel punto l’hanno aggredita selvaggiamente. Le sue urla però avevano allertato l’attenzione di altri vicini che hanno fatto in tempo a scorgere l’auto degli zingari allontanarsi, una familiare grigia trovata nella disponibilità di un bosniaco del campo di via Salviati. Iniziate le indagini di Carabinieri e Squadra Mobile di Roma, la svolta è arrivata quando uno dei rom si è costituito e da lì si è risaliti ai complici in fuga, fermati dai Carabinieri e dalla Squadra Mobile di Roma. Nessuno riporterà in vita la signora Anna, il dolore e la rabbia rimarranno, ma per Giove che una volta per tutte si ripristini un minimo di civile convivenza: le zone franche, le sacche di delinquenza ben conosciuta ma impunita, le okkupazioni e le prevaricazioni dei prepotenti spalleggiati da chi vuol farli passare da vittime non vanno più tollerate come se fossero inevitabili.
Alessandro Pino

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Anziana massacrata per rapina a Monte Sacro: cinque arresti – di Alessandro Pino

13 Mag

[Roma] Cinque rom – quattro di origine serba e uno bosniaco – sono stati fermati dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina unitamente a personale della Squadra Mobile della Questura di Roma e delle Compagnie Carabinieri di Moncalieri e Ventimiglia perchè ritenuti responsabili di rapina pluriaggravata in concorso e dell omicidio della novantenne Anna Tomasino avvenuto lo scorso 5 maggio, durante una rapina in abitazione di via Pizzo Bernina nel quartiere Città Giardino. La svolta alle indagini, che ha permesso di risalire alla identità dei soggetti, è arrivata quando uno dei componenti del gruppo ha manifestato la volontà di costituirsi, presentandosi presso la Stazione Carabinieri di Cinecittà.
I primi elementi indiziari raccolti hanno consentito di risalire ai suoi complici che nel frattempo, in fuga, si erano allontanati dalla Capitale.
L’intensa attività info-investigativa ha consentito ai Carabinieri, nel giro di poche ore, di rintracciare tutti i componenti della banda: uno di loro è stato rintracciato presso il campo nomadi di via Salviati, un altro nei pressi della stazione ferroviaria di Pomezia – Santa Palomba ed un terzo in provincia di Torino, quest’ultimo rintracciato grazie alla collaborazione fornita dai Carabinieri della Compagnia di Moncalieri. Le indagini svolte su un quinto componente della banda, di nazionalità serba, hanno consentito di verificare che lo stesso, nella mattinata di domenica, era stato arrestato dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia perché ad un controllo era risultato irregolare nel territorio nazionale, nel quale aveva fatto rientro dopo essere stato espulso. Secondo le prime ammissioni rese ai Carabinieri, la sera del 5 maggio scorso, i cinque avevano raggiunto via Pizzo Bernina per commettere il furto all’interno dell’abitazione dell’anziana donna, al secondo piano dello stabile. Dopo aver infranto il vetro di una finestra ed aver fatto irruzione, hanno sorpreso l’anziana, che nel frattempo, accortasi di quanto stava accadendo, era riuscita ad allertare una vicina di casa telefonandole. In quel frangente uno dei malviventi, nel tentativo di bloccare la richiesta d’aiuto della donna, l’avrebbe aggredita da dietro tramortendola. Tuttavia, come emerso dai primi accertamenti svolti dalla Polizia, le urla d’aiuto dell’anziana avevano attirato l’attenzione di alcuni vicini che avevano notato due soggetti scappare dall’abitazione della donna e dileguarsi a bordo di un’autovettura station wagon di colore grigio. Nel corso delle operazioni, i Carabinieri e la Polizia hanno recuperato e sequestrato la citata autovettura, trovata nella disponibilità di un soggetto bosniaco abitante nel campo di via Salviati. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le case circondariali dei luoghi in cui è avvenuta la cattura, in attesa dell’interrogatorio di convalida.
Alessandro Pino

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Scaraventò a terra una anziana per rapina usando subito la carta di credito: Rom arrestata – di Alessandro Pino

17 Apr

[Roma] Una diciannovenne Rom (H. K. le iniziali) che nel dicembre scorso aveva rapinato un’anziana scaraventandola a terra, usando immediatamente le carte di credito presenti nella borsa, è stata arrestata dalla Polizia. I fatti si erano svolt in via Caio Canuleio, zona Tuscolano. La delinquente dopo aver avvicinato una donna anziana chiedendole dei soldi, l’aveva strattonata facendola cadere a terra e rapinandola del portafogli. La rom dopo aver preso le carte di credito aveva subito prelevato denaro in tre diversi istituti di credito, andando poi in un negozio sulla Tuscolana per comprare due cellulari sempre utilizzando la carta rubata. Gli investigatori del commissariato della Polizia di Stato Tuscolano, dopo aver analizzato i filmati della videosorveglianza installate su via Caio Canuleio, hanno trovato le immagini della rapina. Dopo aver controllato gli estratti conto della carta di credito, hanno acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza posti nelle adiacenze dei bancomat, ricostruendo le mosse della rapinatrice. L’identificazione della donna è stata effettuata dal Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica di Roma, che ha comparato le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza con le foto di donne pregiudicate per reati simili. A conclusione delle indagini la Rom diciannovenne è stata arrestata per rapina ai danni della anziana e indebito utilizzo di carte di pagamento.

Alessandro Pino

Vanno via i Rom dalla ex cartiera di via Salaria? (Terzo Municipio della Capitale) – di Alessandro Pino

18 Mar

Vanno via i rom alloggiati da alcuni anni nella ex cartiera di via Salaria nei pressi di Villa Spada (Terzo Municipio della Capitale)? Sembrerebbe di sì a quanto si legge nelle ultime ore: gli ospiti del centro starebbero ricevendo le notifiche di dimissione firmate dal dipartimento Politiche Sociali. La presenza dei (non più) nomadi nel centro ha suscitato sin dall’inizio aspre polemiche tra i  residenti dei quartieri limitrofi per le questioni ben note ai cittadini romani e anche recentemente in una riunione in Municipio con i maggiori comitati di zona era stata sollevata la
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questione  dei malandati veicoli utilizzati dai rom in sosta fuori la struttura nonostante i segnali di divieto (per quanto riguarda la situazione di revisione, Rc auto e pagamento del bollo chi scrive ritiene inopportuno esprimersi): certamente  va detto che la comprensibile insofferenza viene anche alimentata dal lassismo con cui vengono tollerate condotte illegali se non proprio criminose. Nel 2013, negli ultimissimi giorni della amministrazione Alemanno prima del ballottaggio con Ignazio Marino, sembrava si stesse provvedendo al trasferimento in una ex clinica a Torre Maura, bloccato all’ultimo momento per le proteste dei residenti di quella zona. Unico risultato fu dunque quello di scontentare gli abitanti di due Municipi. Da allora sono trascorsi altri tre anni, in tutto ne sono passati circa sette da quando si prese la decisione di ospitare nella ex cartiera (un edificio dotato anche di un suo teatro) i rom provenienti da campi non autorizzati smantellati, assicurando che la soluzione era solo temporanea.  Ora dunque sembra  che l’amministrazione commissariale capitolina stia procedendo alla dismissione del centro ma ci si chiede dove andrà chi fino a oggi risiedeva in via Salaria. «Capire che quel centro vada chiuso è un buon inizio, noi sono anni che lo diciamo – ha commentato Yuri Bugli, presidente della commissione municipale Politiche Sociali – però dovremmo capire un pochino meglio come pensano di muoversi , siccome questa è una questione gestita già normalmente in maniera dipartimentale (quindi dal Campidoglio, ndr). Immagino che al dipartimento abbiano in testa delle soluzioni alternative più valide. Adesso anche noi siamo interessati a capire cosa accadrà».

Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: gli sgomberati dal parco delle Valli lasciano il Municipio trasformato in Ostello – cronaca di una partenza vissuta in prima persona di Alessandro Pino

12 Lug

partenzePIAZZASEMPIONE(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Sbloccata l’inverosimile situazione ma ormai in città sembra definitivamente scoppiato il “bubbone rom”:  diluvio di critiche dai cittadini esasperati

Alla fine la sera dell’undici luglio sono stati portati nel centro ricavato negli spazi dell’ex Fiera di Roma sulla Colombo, gli zingari sgomberati un paio di giorni prima dagli accampamenti abusivi dietro via Val d’Ala e che subito dopo si era deciso di sistemare nella sede del III Municipio a piazza Sempione dove erano andati a protestare. Una mossa mai vista prima che aveva avuto del clamoroso anzi del paradossale e che non ha mancato di sollevare l’immancabile vespaio di polemiche sui social network, dove molti si sono chiesti come mai non si prendano analoghe iniziative quando a rimanere senza casa sono differenti categorie di persone.

Io a vedere che aria tirava ci sono andato, approfittando di una serata (incredibilmente) libera: arrivo a piazza Sempione  e  lascio le accompagnatrici davanti al palco posto a centro del piazzale, su cui si esibiscono gli attori dello spettacolo “Voci nel deserto”.  Poco più dietro, sotto i portici, un altro genere di spettacolo a base di danze zingaresche.  Per i miei gusti non proprio da fan dell’etnia in questione già sarebbe troppo ma ricordandomi che sono un giornalista procedo e in mezzo agli zing…pardon ai rom, incontro il presidente del Municipio  Paolo Marchionne.  Devo dire che in passato l’ho visto in forma migliore, stasera è il ritratto dell’imbarazzo e si capisce bene: dopo aver ripetuto per mesi dal suo insediamento che l’orientamento della sua maggioranza era quello di non effettuare sgomberi, alla fine si trova gli sgomberati praticamente nella casa dei cittadini (e che in rete sbottano platealmente, inclusi  alcuni di quelli che lo avevano sostenuto in campagna elettorale, segno che si è passato ogni limite di sopportazione).

Gli chiedo se esiste qualche portavoce del gruppo di accampati con cui parlare ma pare di no;  continuo allora da solo passando in mezzo a gente che mangia piatti di pasta, ragazzini che dorme a terra e mi chiedo – come già ho fatto  più volte in precedenti articoli –  se tenessi io i figli in quelle condizioni quanti secondi passerebbero prima di vedermeli tolti  da quei servizi sociali che in altri casi si sono dimostrati solerti e zelanti (vedasi i genitori ritenuti troppo anziani o troppo affettuosi).

Affettando cordialità e interesse mi siedo  con un gruppetto, un giovanotto calvo e robusto ha voglia di parlare mentre quelli attorno, più anziani, mangiano ascoltando: sembra quasi uno di quegli spot sull’integrazione, con lui che spiega all’interessato interlocutore come non  fosse facile la vita nel villaggio ricavato in mezzo alle fratte di via Val d’Ala ma che è sempre meglio della Romania dove “i prezzi sono troppo alti”. E a questo punto mi sembra di sentire in sottofondo una risata registrata come nelle sit-com americane degli anni Ottanta, gli faccio presente che notoriamente in Romania a essere pesante semmai è la mano della polizia con chi sgarra, lui cambia discorso dicendo che da loro sono stati arrestati ministri e manager calcistici (cosa c’entrino non si sa).  Insiste che bisogna conoscere la “cultura rom” e tutti sono prevenuti  contro di loro (chissà come mai), tutti bei discorsi che potrebbero anche trovare d’accordo chi provenga da Marte o Saturno, non certo un qualunque cittadino  che viva una  impietosa quotidianità fatta di scippi, borseggi, furti con scasso, aggressioni, accattonaggio molesto e fumi tossici innalzati dagli insediamenti dove si scioglie la plastica di fili elettrici  e copertoni dalla provenienza dubbia: situazioni che una volta si provava a bollare come “luoghi comuni razzisti” ma che in tempi di pagine Facebook a tema vengono puntigliosamente documentate e condivise  massicciamente valicando i confini dell’esperienza del singolo. Anzi a pensarci bene anche il viaggiatore (non marziano ma più comunemente giapponese, tedesco o inglese) si rende troppo spesso conto di come stiano realmente le cose in una città dove difficilmente metterà piede di nuovo, con tanti saluti al “turismo come petrolio d’Italia”.

Continuando ad ascoltare il sapiente monologo, vengo a sapere che di lì a minuti verranno portati in autobus all’ex Fiera di Roma e alcuni all’ex cartiera sulla Salaria (notate che a Roma è tutto un “ex”, ma questa è un’altra storia), circostanza confermata poco dopo anche dal presidente Marchionne che incrocio nuovamente salutandolo mentre mi allontano dal portico per raggiungere le accompagnatrici che immaginavano di vedermi tornare lessato di mazzate.

In effetti verso le ventitrè arriva un autobus blu dell’Atac su cui salgono di buon grado – sicuramente pagando il biglietto…come no – tra i saluti di alcuni presenti, tra  cui lo scrivente in vena di spiritosaggini: ma ormai la scelta è appunto tra un riso amaro e il pianto dirotto per un città che ormai somiglia disastrosamente a quella sudicia, violenta e inefficiente vista trent’anni fa nei fumetti di Ranxerox.

Alessandro Pino

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