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Tag Archives: nomadi
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Parioli: arrestati due razziatori di turisti – di Alessandro Pino

5 Set

[Roma] Due nomadi di 31 e 28 anni, nullafacenti e con precedenti penali per reati contro il patrimonio, sono stati arrestati dai Carabinieri ieri pomeriggio in via Pietro Raimondi con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso. I militari dell’Arma dopo alcune segnalazioni al 112 li hanno bloccati mentre tentavano di avviare il camper di una turista finlandese, rovistando inoltre tra gli effetti personali della proprietaria. Dopo l’arresto i due sono stati portati in caserma dove si è recata anche la vittima per formalizzare la denuncia.
Dagli accertamenti sembrerebbe che i due potrebbero essere i responsabili anche di una tentata rapina ai danni di un turista tedesco, avvenuta lo scorso 23 luglio nella stessa zona, in viale del Giardino Zoologico. Dopo l’arresto i due nomadi sono stati trattenuti in caserma a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo.
Alessandro Pino

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Anziana massacrata per rapina a Monte Sacro: cinque arresti – di Alessandro Pino

13 Mag

[Roma] Cinque rom – quattro di origine serba e uno bosniaco – sono stati fermati dai Carabinieri della Compagnia Roma Casilina unitamente a personale della Squadra Mobile della Questura di Roma e delle Compagnie Carabinieri di Moncalieri e Ventimiglia perchè ritenuti responsabili di rapina pluriaggravata in concorso e dell omicidio della novantenne Anna Tomasino avvenuto lo scorso 5 maggio, durante una rapina in abitazione di via Pizzo Bernina nel quartiere Città Giardino. La svolta alle indagini, che ha permesso di risalire alla identità dei soggetti, è arrivata quando uno dei componenti del gruppo ha manifestato la volontà di costituirsi, presentandosi presso la Stazione Carabinieri di Cinecittà.
I primi elementi indiziari raccolti hanno consentito di risalire ai suoi complici che nel frattempo, in fuga, si erano allontanati dalla Capitale.
L’intensa attività info-investigativa ha consentito ai Carabinieri, nel giro di poche ore, di rintracciare tutti i componenti della banda: uno di loro è stato rintracciato presso il campo nomadi di via Salviati, un altro nei pressi della stazione ferroviaria di Pomezia – Santa Palomba ed un terzo in provincia di Torino, quest’ultimo rintracciato grazie alla collaborazione fornita dai Carabinieri della Compagnia di Moncalieri. Le indagini svolte su un quinto componente della banda, di nazionalità serba, hanno consentito di verificare che lo stesso, nella mattinata di domenica, era stato arrestato dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia perché ad un controllo era risultato irregolare nel territorio nazionale, nel quale aveva fatto rientro dopo essere stato espulso. Secondo le prime ammissioni rese ai Carabinieri, la sera del 5 maggio scorso, i cinque avevano raggiunto via Pizzo Bernina per commettere il furto all’interno dell’abitazione dell’anziana donna, al secondo piano dello stabile. Dopo aver infranto il vetro di una finestra ed aver fatto irruzione, hanno sorpreso l’anziana, che nel frattempo, accortasi di quanto stava accadendo, era riuscita ad allertare una vicina di casa telefonandole. In quel frangente uno dei malviventi, nel tentativo di bloccare la richiesta d’aiuto della donna, l’avrebbe aggredita da dietro tramortendola. Tuttavia, come emerso dai primi accertamenti svolti dalla Polizia, le urla d’aiuto dell’anziana avevano attirato l’attenzione di alcuni vicini che avevano notato due soggetti scappare dall’abitazione della donna e dileguarsi a bordo di un’autovettura station wagon di colore grigio. Nel corso delle operazioni, i Carabinieri e la Polizia hanno recuperato e sequestrato la citata autovettura, trovata nella disponibilità di un soggetto bosniaco abitante nel campo di via Salviati. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le case circondariali dei luoghi in cui è avvenuta la cattura, in attesa dell’interrogatorio di convalida.
Alessandro Pino

Roma III Municipio: i nomadi che nessuno vuole per vicini di casa – cronaca di un trasferimento annunciato e rinviato sine die

5 Giu

PROTESTAMUNICIPIOVIASALARIA1(pubblicato su http://www.di-roma.com)

La quasi chiusura del centro, la protesta e il capolavoro di equilibrismo pre-elettorale del Sindaco Alemanno

 

Il trasferimento annunciato dei 350 nomadi ancora presenti nella struttura di via Salaria questa mattina era iniziato regolarmente, senza nessun clamore. Saliti sui pulman del V dipartimento di Roma Capitale, sono rimasti li in attesa fin quando non sono stati fatti scendere perché era sopraggiunto l’ordine contrario. Per oggi il centro di prima accoglienza non chiude. Nessuno aveva pensato di avvertire nemmeno la presidenza del Municipio, che è stata allertata dalle telefonate dei residenti che hanno visto la scena. Sul posto sono poi giunti il Presidente Cristiano Bonelli, l’assessore Francesco Filini e i consiglieri Jessica De Napoli, Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo.

 

E’ accaduto che nell’VI Municipio, ex VIII, gli abitanti del quartiere intorno alla struttura, l’ex clinica di via Codirossi a Torre Maura, già utilizzata per dare ricovero a poche decine di rifugiati politici, avvertiti dell’imminente arrivo degli sfollati della ex cartiera sono scesi in strada a manifestare contro il provvedimento, supportati a livello politico dal presidente di centro destra Massimiliano Lorenzotti.

 

Un collega di Tv1 ha raccontato che fuori dall’edificio si era radunata una tale folla che qualcuno in Campidoglio si è convinto che la scelta effettuata non fosse stata la più giusta e quindi ha annullato l’ordine di trasferimento.

 

Nel pomeriggio dal Comune è stato diramata la seguente nota: “Il trasferimento in corso da questa mattina dall’ex cartiera di via Salaria a via dei Codirossoni a Torre Maura è stato sospeso. Lo sgombero era stato disposto del dipartimento V a seguito dei gravi problemi igienico sanitari riscontrati nella zona. Questo sgombero dovrà comunque essere effettuato. Come struttura alternativa non può però essere avallata quella di via dei Codirossi a Torre Maura perché, come rappresentato dal presidente del Municipio VI (ex VIII) Massimiliano Lorenzotti, sono evidenti i disagi dei cittadini della zona rispetto all’arrivo di un così consistente numero di persone senza fissa dimora. Per questo lo sgombero è stato sospeso in attesa che, d’intesa con la prefettura, il dipartimento V identifichi una soluzione alternativa che non presenti queste problematiche”.

 

La comunicazione rappresenta un capolavoro di equilibrismo pre-elettorale, dopo la decisione maldestra, partita dal V dipartimento su evidente indicazione politica, di procedere al trasferimento, senza riuscirvi, nell’imminenza del ballottaggio. Da una parte si promette la restituzione della struttura carente dal punto di vista igenico sanitario, ad un territorio governato da una giunta di centro destra, lo stesso colore del Sindaco, quindi particolarmente sensibile alle sue azioni, dall’altra si rassicurano anche gli abitanti ed elettori di Torre Maura, la cui municipalità è altresì retta da un’altra giunta di centro destra – che giustamente fa pressione sul Sindaco perché non si perda il consenso faticosamente conquistato – unica sede individuata in tre anni, che non si prenderanno loro lo sgradito pacco regalo, rinviando tutto ad una nuova futura individuazione di una sede alternativa. Dati i tempi stretti, quindi, la patata bollente passerà di mano alla prossima amministrazione, dopo le elezioni dell’8 e 9 giugno.

 

Si potrebbe discutere sull’opportunità o meno dell’iniziativa presa a ridosso del ballottaggio e soprattutto a pochi giorni dalla fine dell’anno scolastico e degli esami. Si potrebbero tirare in ballo sentimenti di accoglienza o di intolleranza, più o meno giustificati, andando comunque fuori strada. Le reazioni così nette, sia da parte dei residenti del III che del VI hanno una loro logicità.

 

Fu proprio un ordine della Prefettura ad individuare nella struttura di via salaria, abbandonata e sgomberata dagli occupanti abusivi negli ultimi mesi del 2009, il centro in cui accogliere 160 nomadi provenienti dai campi non autorizzati smantellati. I residenti non ne furono affatto felici ma la presidenza Bonelli incassò la riconoscenza del sindaco Alemanno per aver accettato di collaborare e soprattutto, la sua conferma che ai primi di marzo 2010 le famiglie ospiti sarebbero state traferite altrove, stante l’inadeguatezza per la qualità della vita soprattutto dei più piccoli. Il presidente Bonelli rilasciò anche un’intervista, alla Voce del Municipio, in cui si spingeva ad illustrare i progetti della sua giunta per i locali una volta liberati, cioè una struttura di prima accoglienza per le emergenze abitative e ampi spazi da dedicare alla polizia municipale, con annesso dopolavoro. Come fidarsi delle promesse di temporaneità se da quelle rassicurazioni sono passati circa 1400 giorni e la struttura di via salaria, già museo dotato anche di teatro, è ormai fatiscente, lasciata in balia del degrado, con le finestre murate e i piazzali invasi da spazzatura di ogni tipo, tanto che passare sul marciapiede di fronte nel giorno del trasferimento mancato espone ad una puzza pungente che non si è avvertita nemmeno passando davanti all’entrata del centro Ama quando rientrano i compattatori lordi. Possono fidarsi gli abitanti del VI Municipio che non capiti anche a loro una simile esperienza di degrado nell’ambiente circostante?

 

PROTESTAMUNICIPIOMONNEZZAIn ultima analisi è sbagliato anche prendersela esclusivamente con gli ospiti del centro. I loro furgoni sono parcheggiati in pieno divieto di sosta e di fermata ma nessuna autorità li ha mai sanzionati o non lo ha fatto seriamente. Lo stato dei luoghi visibili è indecente ma la struttura è gestita da associazioni scelte dal V dipartimento del Comune, il quale dovrebbe poter intervenire in caso di inadempienza nell’assistenza, così come dovrebbe potere e dovere intervenire in caso di comportamenti scorretti degli assistiti. Insomma, l’insofferenza viene alimentata anche da quegli eccessi di tolleranza che finiscono poi per sfociare nel lassismo, agli occhi di chi guarda e sottostà quotidianamente a restrizioni ed obblighi.

 

L’argomento è spinoso da trattare, soprattutto sotto scadenza elettorale. Se da una parte il presidente Bonelli, presente nella protesta contro il mancato trasferimento dei Rom, riconosce l’impotenza di Municipio e Comune in mancanza di una regolamentazione nazionale sempre omessa dai governi di ogni colore, dall’altra lo sfidante presidente Paolo Marchionne si è guardato dall’intervenire in maniera esplicita, evitando ogni contatto con la stampa, forse per paura di dire qualcosa di sbagliato. L’unico esponente locale del Pd, al momento di andare in rete, ad intervenire è Riccardo Corbucci, ex vice presidente del consiglio Municipale, ex sfidante alle primarie per la presidenza del municipio del centro sinistra e primo degli eletti del Pd. Attraverso il suo blog prende posizione sulla manifestazione di Bonelli dicendo che “il centrodestra ormai litiga con se stesso. Nel misero tentativo di prendere in giro i cittadini, cercando di spostare gli ospiti del centro di accoglienza di via Salaria qualche giorno prima del ballottaggio, Bonelli ha ottenuto un effetto boomerang. A far saltare un’operazione meramente elettorale sono stati i suoi stessi colleghi di partito. Il Sindaco Alemanno e il candidato del centrodestra nell’ex VIII Municipio Lorenzotti, che hanno fatto capire, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, quanto Bonelli non contasse nulla a Roma. Il centro di via Salaria venne messo in III Municipio (ex IV) da Alemanno e Bonelli, vicino ai quartieri di Castel Giubileo e Settebagni, perchè nessun altro municipio voleva accoglierli. Questa è la verità. Con buona pace di Bonelli che adesso protesta, sempre più nel suo “nuovo” ruolo di oppositore, piuttosto che di presidente di un municipio”. Per le ore 21,30 è stata indetta una fiaccolata di protesta davanti la struttura di via salaria

 

Luciana Miocchi

 

Dalla tenda sotto il cavalcavia al set cinematografico scambiato per un insediamento abusivo

21 Mag

il centro di accoglienza e le macchine parcheggiate in divieto

Continua a produrre accese polemiche la presenza dei nomadi sul territorio del IV Municipio. Risale a pochi giorni addietro la notizia, riportata anche da http://www.affaritaliani.it, di proteste espresse di un gruppo di residenti della Cesarina, dove – quasi all’incrocio con la Nomentana – si trova un ex campeggio da tempo convertito a campo nomadi. I cittadini puntano il dito contro i veicoli che gli ospiti lasciano parcheggiati lungo la strada, stretta e senza marciapiedi,  che spesso finiscono per ostacolare la circolazione, specie quando transitano automezzi di grandi dimensioni come gli autobus della linea Atac  308. Altro motivo di lamentela sono i cumuli di rifiuti ai bordi della carreggiata – tra l’altro adiacente la riserva naturale della Marcigliana –  verosimilmente depositati dagli stessi zingari. Qualche chilometro più in là invece si torna a parlare di insediamenti abusivi lungo la Salaria, nelle immediate vicinanze della ex cartiera da tempo adibito a “centro di permanenza temporanea per l’emergenza abitativa” ma nei fatti sistemazione pressochè  definitiva – degli stessi nomadi: proprio di fronte al centro, sotto la rampa dell’adiacente cavalcavia di Villa Spada da qualche giorno è comparsa una tenda.

la tenda sotto il cavalcavia

Chi ci sia dentro non si sa ancora con certezza ma alcuni mesi addietro era sorta un vero e proprio accampamento nella boscaglia alle spalle della struttura, formato dai familiari di chi aveva trovato sistemazione all’interno, che premevano per entrare a loro volta, non volendosi separare dal resto del nucleo. Anche all’epoca molti cittadini espressero il proprio disagio, riferendo di persone che rovistavano in ogni cassonetto e salivano sugli autobus in condizioni igieniche imbarazzanti. Si sparse inoltre la voce secondo cui nella tendopoli fossero custodite diverse armi da fuoco, che tra le baracche si nascondessero, sotto mentite spoglie, alcuni pregiudicati dell’est europeo. Alla fine l’insediamento fu sgomberato, stessa sorte toccata poi a uno molto più piccolo ma ben nascosto da un recinto di lamiere a Settebagni. I cittadini hanno fatto la loro parte segnalando situazioni anomale, la palla adesso passa alle istituzioni. Nel frattempo sale la frustrazione e il risentimento di chi percepisce che le proprie preoccupazioni vengono ignorate dalle autorità competenti, anche perchè al momento, un vero e proprio piano per risolvere le situazioni di degrado non c’è. Gli sgomberi avvengono ma gli agglomerati risorgono immediatamente, gli abitanti di tanto squallore non hanno nulla da perdere, la maggior parte degli sfollati ha passaporto europeo e non può ricevere fogli di via.

il set cinematografico scambiato per l’ennesimo accampamento

Tanto che si creano anche falsi allarmi, come accaduto di recente in zona Vigne Nuove, dove un gruppo di malconce roulotte adoperate per un set cinetelevisivo è stato scambiato per un accampamento abusivo sorto nell’unico spazio verde rimasto tra gli edifici di edilizia residenziale pubblica.

Luciana Miocchi –  Alessandro Pino

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