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Tag Archives: Aurigemma

alla ex centrale Montemartini va in scena “Il coraggio di cambiare” mozione promossa da Progetto Roma e dall’on. Baccini. Nel Pdl si cerca di correre ai ripari

2 Mar

Roma è ormai nel pieno dell’organizzazione della prossima campagna per le amministrative del 2013. Non c’è forza politica che in questo momento non sia alle prese con riorganizzazioni ed aggiustamenti.

Il 21n febbraio, il complesso archeoindustriale della ex centrale elettrica “Giovanni Montemartini” di via Ostiense ha fatto da suggestiva cornice alla presentazione, in vista del congresso di partito, della mozione “Il coraggio di cambiare”, organizzata da quella parte del Pdl romano che fa capo al movimento “Laboratorio Roma” di Antonello Aurigemma insieme a Mario Baccini, leader dei cristiano popolari poi confluiti nel Pdl. Durante i lavori è stato spiegato al pubblico presente, una partecipazione talmente vasta da aver preso l’organizzazione di sorpresa, che  l’obiettivo del cambiamento è la gestione del partito stesso, in forte calo di consensi e bisognoso, secondo i relatori, in vista delle amministrative del prossimo anno, di un urgente riavvicinamento alla massa. Tra gli intervenuti sul palco, l’assessore Antonello Aurigemma, che tra un intervento è l’altro è stato chiamato in Campidoglio per gestire le dimissioni, poi rientrate, dell’ad di Rom metropolitane, mentre l’ex ministro Franco Frattini è intervenuto per telefono. Tra il pubblico diverse personalità della vita politica del Quarto Municipio – l’assessore ai Lavori Pubblici Antonino Rizzo e il consigliere Marco Bentivoglio – mentre da Settebagni è arrivata una rappresentanza della locale squadra di calcio. Discorsi scorrevoli e molto diplomatici, volti distesi e parole serene, abbracci e strette di mano nel darsi al congresso del prossimo aprile. Ma l’aria sembra inesorabilmente quella di una resa dei conti ormai improrogabile. Qualcuno si spinge a dire che dalle ceneri del Pdl potrebbero rinascere An e Fi.

 

 

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

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Conca d’Oro: cade l’ultimo diaframma in stazione. L’apertura a fine anno, forse

22 Feb

E’ caduto stamattina l’ultimo diaframma nella stazione Conca d’Oro della linea metro B1, alla presenza tra gli altri dell’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma e dei vertici di Roma Metropolitane, compreso l’ad Federico Bortoli protagonista nella serata di ieri a causa di dimissioni date e poi ritirate dopo un vertice con il Sindaco Alemanno a cui ha partecipato lo stesso Aurigemma, richiamato in fretta e furia mentre partecipava all’evento per la presentazione della mozione  “un cambiamento per Roma” da lui stesso promossa, alla centrale Montemartini, in via Ostiense.

Per il governo municipale erano presenti l’assessore Antonino Rizzo, i consiglieri Giordana Petrella e Stefano Ripanucci in rappresentanza della maggioranza. Per l’opposizione  il vice presidente del consiglio Riccardo Corbucci, i consiglieri Fabio Dionisi e Paolo Marchionne , tutti   Pd.

Si prevede che la stazione, capolinea provvisorio della tratta che verrà prolungata fino a Bufalotta, possa aprire nel giro di poco meno di un anno.

Luciana Miocchi

Il Sindaco a Settebagni. E anche il presidente dell’Ama. E l’assessore alla mobilità del Comune

6 Feb

Ma anche il consigliere municipale Marco Bentivoglio e l’esercito

Settebagni è un posto tranquillo. Nonostante sia in una posizione strategica, tra l’uscita dell’autostrada Roma Firenze, la bretella con il Gra e la Salaria, ci devi proprio venire, non capiti per caso. Il Vallo di Adriano del Comune di Roma. Nonostante negli ultimi anni non sia stato risparmiato dalla speculazione edilizia, da ex borgata qual era è comunque rimasto un po’ “paese”, se non sei un residente non passi inosservato, nel caso di una personalità cinque minuti e la notizia diventa di dominio pubblico. Sabato infatti, il tam tam dava per imminente l’arrivo di Alemanno o già addirittura sul posto “per vedere di persona, dicono, la situazione sul Monte – così è denominata la parte collinare del quartiere – visto che pare si tratti di una delle condizioni più critiche di Roma Nord”.

Il Sindaco Alemanno a Settebagni

Ed effettivamente, Gianni c’è.  Un indizio poteva essere il pulmino pieno di militari in ferma breve (deduzione portata dai volti che denunciano la giovane età) che han fatto un paio di volte il giro della Salaria, ma quando ci si concentra sulla neve ghiacciata dei marciapiedi per non finire gamballaria anche una freccia con le luci al neon non si recepisce subitaneamente. Su per la strada innevata qualche pedone per-forza scrolla le spalle, dicono che «c’è Alemanno però io devo scendere sulla Salaria prima che cominci a gelare, dopo chi mi riporta su» o anche «si, si mo pulisce la via neve con uno sguardo» ma non gli danno peso, sono quasi le sedici e trenta ed è rimasta meno di un’ora di luce per sbrigare commissioni e tornare a casa prima che cominci a gelare sul serio, il cielo sereno non promette clemenza. Più su, in via delle lucarie altezza parrucchiera Simona, il mezzo dell’esercito riesce a parcheggiare in un piazzale privato, con un po’ di difficoltà per via della quindicina di centimetri di neve. C’è un piccolo capannello di gente, attirata dalla presenza del primo cittadino con il cellulare perennemente incollato all’orecchio. Sembra quasi rassegnato. Qualche stretta di mano, qualche sorriso tirato, la gente è più che altro incredula, ognuno chiede che venga liberata la propria via. Il clima è gelido  e non sembra solo per il freddo. E’ chiaro a tutti che i militi armati di pale da neve, con la poca luce che resta non potranno liberare tutte le strade né avere ragione dei tratti che stanno inesorabilmente ghiacciando. Chi scrive chiude gli occhi un istante per fare mente locale, i punti critici sono vari, sempre in ombra anche d’estate, le salite ripide, nemmeno se fossero il triplo e con le pale di ferro ce la farebbero. Ma almeno sono qua e la cosa deve avere un significato.

l'esercito in azione in via delle Lucarie

l'esercito in via delle LucarieC’è il presidente di Ama, Piergiorgio Benvenuti, Antonello Aurigemma, l’assessore alla mobilità di Roma Capitale e Marco Bentivoglio, consigliere municipale del Pdl. Quest’ultimo fa parte di una delle famiglie storiche di Settebagni, lavora qui, nessuno si chiede che ci faccia, è normale la sua presenza. Infatti viene fermato da molti, come anche Aurigemma che si scopre essere molto conosciuto da queste parti, che chiedono rassicurazione sul fatto che prima o poi arriveranno sale e mezzi. Dopo una mezz’ora Alemanno va via con l’autista, gli altri rimangono e percorrono le strade fino al punto di ritrovo sulla Salaria. Non c’è stato il bagno di folla, forse non l’hanno nemmeno cercato, sarebbe stato rischioso, ché anziché riconoscenza sarebbero arrivate critiche, perché si, la situazione è grave dappertutto ma quando uno è in difficoltà non è che si senta meglio nel sapere che ci sono anche altri che nelle stesse condizioni non sono ancora stati aiutati. Perché intervenire proprio qui, allora? «Perché è una delle situazioni più critiche di Roma Nord» la laconica risposta. Al termine del giro viene chiarita anche la presenza di Benvenuti: è l’Ama che dovrà spargere il sale a ripulitura effettuata. Diventa buio nel volgere di pochi minuti, dopo una breve sosta per i saluti ed una telefonata per impartire istruzioni alla squadra di spalatori la seduta è sciolta, hanno altre riunioni a cui presenziare. Lasciano la promessa che arriveranno spazzaneve e spargisale nel più breve tempo possibile. Rimane solo il rumore dei passi ponderati sulla neve gelata dei marciapiedi. Il Sindaco nelle ore successive lo ritroveremo in ogni trasmissione giornalistica. Sempre teso, con la consapevolezza che l’unica difesa possibile è attaccare tutto e tutti, finchè dura. Ma perché è venuto proprio a Settebagni? Tentativo di tastare il polso degli umori della gente in un posto defilato? Dimostrazione di forza del potente Assessore alla mobilità e di riconoscenza nei confronti di un suo pupillo? Ogni congettura può essere valida ma non c’è da aspettarsi che venga confermata da nessuno degli interessati. In politica, una delle parole d’ordine è no comment.

l’assessore alla mobilità di Roma Capitale Antonello Aurigemma

All’indomani, segni evidenti dello spalamento meccanico sulla Salaria. Il sale no, quello lo stiamo ancora aspettando. Non si sa chi l’abbia o se sia finito prima di arrivare qua. Le notizie dei lastroni a Viale Somalia e piazza Gondar ancora al proprio posto, nonostante la centralità rispetto alla città, le rampe di accesso al Gra chiuse per ghiaccio unite alle immagini degli artisti di piazza Navona che armati di martello spaccano via il ghiaccio notturno dalla propria postazione, tolgono la voglia di domandare oltre. Il sole, in fin dei conti, è dalla nostra parte.

Luciana Miocchi

Primo agosto in Municipio per la questione Metro B1

3 Ago

foto di Alessandro Pino

Nonostante la richiesta di spostarla a settembre, l’audizione dell’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, si è tenuta regolarmente il primo agosto. Insieme a lui tecnici e dirigenti di Roma Metropolitane. Assente il presidente del Municipio Cristiano Bonelli, che ha lasciato delega a rappresentarlo al suo vice Pierleoni, per ben dieci giorni. Qualcuno dei consiglieri di opposizione ha voluto vedere in questo un modo per defilarsi dallo scontro con l’Assessore, ché tra i due sono volati più volte dei comunicati stampa diplomaticamente mordaci.
Numerosi cittadini e comitati seduti tra il pubblico.
Imprevisto prevedibile, la presenza del giornalista Enrico Pazzi che alcuni giorni prima aveva già messo sulla sua testata online la registrazione dell’ultima seduta consiliare e tempo addietro anche una dell’aula Giulio Cesare, quando svelò il segreto di pulcinella della malapratica dei consiglieri “pianisti”. Il suo atto di registrare nuovamente la seduta non è stato accettato dalla presidenza del consiglio e per un po’ la seduta è stata sospesa e lui allontanato dai Carabinieri. In merito a questo episodio si tornerà con un post specifico.
Interessante è stata la spiegazione del finanziamento della costruzione della metro B1 e del perché si è deciso di cambiare tracciato.
Dagli studi di fattibilità effettuati, la fermata “val Melaina” avrebbe comportato difficoltà a causa di un’autorimessa e dello scavo al centro della strada. Mentre a “monte Cervialto” il tracciato sarebbe finito sotto due palazzi e un’autorimessa in costruzione. In entrambi i casi, per tutti ci sarebbero state delle difficoltà statiche. Per “Serpentara”, prevista come nodo di scambio, il prg aveva diminuito sensibilmente lo spazio a disposizione, non più sufficiente. Al contrario, “Bufalotta” era stata pensata in una area vicino ad un parco e “Mosca” si presentava bene riguardo la vicinanza dell’uscita sul Gra, utilizzabile senza rifacimenti. Secondo il tecnico di Roma Metropolitane, il nuovo tracciato ha un impatto minore e gli studi condotti prevedono un flusso di utenza maggiore.
Dal pubblico è arrivata l’obiezione che essendoci meno difficoltà costruttive perché ci sono meno case nell’area prescelta non si spiega come possa essere possibile un afflusso maggiore di utenti. Al che il tecnico ha spiegato che il “nuovo tracciato presenta delle aree libere da poter utilizzare come cubature da costruzione”. Qui sono cominciati i rumoreggiamenti, proseguiti al momento della rivelazione che due delle stazioni della B1 sarebbero state costruite con il rilascio di 110.000 mq di cubature a stazione, più altri 110.000 in aree di riserva previste già per l’housing sociale. In questo caso specifico, le aree destinate ad housing sociale verrebbero vendute per il 40% dal proprietario direttamente con tale scopo, ma il restante 60% di quando previsto dal bando verrebbe rimesso sul mercato, venduto dal Comune agli stessi costruttori che possono edificare senza i vincoli previsti dal progetto housing, in aree che altrimenti non sarebbero state utilizzabili, come ad esempio nel caso di terreni agricoli. Un modo per agirare il prg, insomma. Non si conosce allo stato dove verrebbero localizzati questi nuovi metri cubi di costruzioni, sempre all’interno del territorio comunale. In pratica, si tratterebbe di accettare a scatola chiusa le aree di riserva, incrociando le dita nella speranza che non ricadano tutte nel territorio del IV Municipio. Per completezza di informazione bisogna richiamare il fatto che le cubature previste dal piano dell’housing sociale verranno realizzate comunque, sia che il progetto B1 venga realizzato o meno. Con un piccolo particolare che potrebbe fare la differenza, però. Nel caso B1, le abitazioni a prezzo sociale vengono decurtate drasticamente del 60%, regalando la possibilità ai costruttori di edificare in zone precluse altrimenti e di vendere a prezzo di mercato.
Infine, dopo la valorizzazione mobiliare, potrebbe comunque rimanere una parte di costo scoperto, che sarebbe da finanziare con un mutuo acceso dal Comune.
L’assessore Aurigemma ha inteso poi specificare che la realizzazione della metro non rientra nella tipologia del project financing ma trattasi di valorizzazione immobiliare e che è dato conoscere ancora le cifre assolute e i dettagli tecnici perché il bando per il reperimento delle aree da destinare ad housing sociale è ancora in corso.
Alcuni cittadini hanno contestato cifre e numeri, cubature paventate e costi stimati, in aperto contrasto con quanto riferito fin qui nelle vari sedi ed incontri, non ultimo anche con quanto indicato nel sondaggio promosso dal Municipio e pubblicato dal periodico Di.re., quando si è sempre parlato di alcuni milioni invece di alcune centinaia di migliaia di mc. In effetti, gli uffici intervenuti hanno preferito schivare la domanda su quanto corrisponderebbero in metri cubi i 110.000 metri quadrati a stazione dichiarati come costi. Potrebbe sembrare conveniente, quasi a costo zero. Si è parlato di un 330.000 mc, ma questo sarebbe vero se si trattasse di costruzioni alte tre metri, cioè un solo piano. In genere i palazzi ne hanno almeno tre o quattro. Ipotizzando un’altezza di quattro piani, cioè 12 metri, ecco che si arriva ad una stima di circa 4 milioni di metri cubi. La questione insomma, è ancora lontana dall’essere ben chiarita.
Appuntamento a Settembre con altre audizioni pubbliche, in applicazione del principio della concertazione.

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