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Tag Archives: Bonelli
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Elezioni in Terzo Municipio: le tante anime della destra e il dilemma candidato presidente di Montesacro

11 Apr

Il tavolo di decisione ancora non viene riunito, FI non si sbilancia, FdI vorrebbe..in mezzo l’incognita Lega. Il popolo della destra auspica una candidatura condivisa ma tra il dire e il fare..

fdiI Cinque stelle hanno riconfermato Roberta Capoccioni alla corsa per le elezioni di giugno, il Pd ha trovato l’accordo sul nome di Paola Ilari, anche se poi si è scelto di fare comunque le primarie ad Aprile, come da statuto e all’orizzonte non si vede nessun competitore. A destra invece, ad oggi sembra tutto ancora in una posizione niente affatto definita. Bocche cucite ovunque, FI potrebbe avanzare richieste per via del principio dell’alternanza, visto che da quando vi è l’elezione diretta del presidente non ha mai espresso un candidato in III Municipio.

borgheresiNei corridoi gira il nome di Roberto Borgheresi, presidente del consiglio municipale all’epoca della consiliatura Bonelli, insieme a quello di Riccardo Evangelista, new entry di Fi, precedentemente alla lista Marchini ma legato a Antonello Aurigemma, già assessore del Sindaco Alemanno, attualmente in Regione. Anche Marco Bentivoglio, ex consigliere Pdl fino al 2013, potrebbe rientrare nella corsa.bentivoglio

Fratelli d’Italia però ha delle aspirazioni, forte di aver avuto nella consiliatura appena decaduta ben quattro consiglieri: Di Giamberardino, Bono, Petrella e la ex pentastellata Geretto, fuoriuscita dalla maggioranza.

evangelistaSembra che il candidato precedente, Vincenzo Di Giamberardino non abbia intenzione di ripresentarsi, mentre accetterebbero ben volentieri sia Giordana Petrella che Emiliano Bono, con il secondo a figurare tra i fondatori del partito, quando il Pdl si sciolse dando vita al ritorno di FI e ad altre formazioni di diverse fortune.

filini Sempre che Francesco Filini, attualmente alla segreteria romana, non sciolga la riserva e decida di correre lui in prima persona.

In tutto ciò, si impone l’incognita Lega, che alle ultime politiche ha riscosso gran successo, soprattutto a spese di FI. Al momento non vi è neppure un coordinatore ufficiale sul territorio municipale.

bevilacquaL’esponente più conosciuto rimane Fabrizio Bevilacqua, assessore nella consiliatura Bonelli e già presentatosi per la Lega alle elezioni comunali del 2016, oggi propostosi per una candidatura municipale.  Nemmeno lui si sbilancia, come gli altri. La consegna è attendere fino all’ultimo, anche se ormai è questione di pochi giorni: all’appuntamento di giugno, ormai, mancano meno di due mesi.

Luciana Miocchi

 

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Roma-IV Municipio: sulla svolta a sinistra a Castel Giubileo il Pdl si astiene in blocco. Solo il Pd vota contro

22 Set

pubblicato su http://www.di-roma.com

Castel Giubileo svolta a sinistra: solo il Pd vota contro. Pdl astenuto in blocco sull’atto presentato dalla consigliera di maggioranza Jessica De Napoli

Nella seduta del consiglio di giovedì è arrivata finalmente a discussione la mozione presentata dalla consigliera Pdl Jessica De Napoli, che chiedeva l’annullamento del progetto della svolta a sinistra da via Salaria direzione entro quartiere e la revoca dei lavori che ad oggi, dopo molti mesi dalle prime proteste, risultano ancora sospesi, data la strenua opposizione della maggioranza dei residenti. Questo atto era stato presentato un anno fa, appena iniziata la cantierizzazione, ma non era stato mai calendarizzato. La settimana scorsa la mozione a favore della svolta, presentata dal consigliere Alfredo D’Antimi venne ritirata poco prima della discussione in aula e subito dopo il gruppo del Pd depositò un atto con il quale si dichiarava contrario alla viabilità contestata, atto a cui il Pd ha rinunciato poco prima dell’inizio della discussione per sottoscrivere quello a firma della De Napoli, inspirato anche da Bonelli che aveva dato la sua disponibilità ai residenti durante le manifestazioni in strada, per conciliare sicurezza e esigenze della circolazione.

 

Il presidente Bonelli e la consigliera De Napoli però non sono stati presenti in consiglio durante i lavori. I tre consiglieri del Pd. Dionisi, Corbucci e Marchionne presenti – Rampini assente perché in viaggio di nozze – hanno espresso voto favorevole all’atto che era stato sottoscritto mentre i consiglieri del Pdl che erano presenti, Bentivoglio, Clavenzani, Ripanucci e Vaccaro si sono astenuti. Astenuti anche Iurescia, Cardente, Limardi e d’antimi nonché il presidente del consiglio Borgheresi. Non votando, nonostante la maggioranza dei voti fosse stata favorevole all’annullamento, l’atto non è passato perché a norma di regolamento se le astensioni (nove) sono superiori ai voti favorevoli (tre) l’atto non viene bocciato ma tecnicamente risulta non approvato.

 

Perché un’astensione di massa anziché un voto unanimemente contrario? La risposta è semplice ed ed è un piccolo capolavoro di tattica politica. Votando apertamente contro avrebbero sfiduciato apertamente il presidente del Municipio. L’atto infatti risulta essere presentato da un consigliere del Pdl e non dal Pd, perché i rappresentanti municipali l’hanno soltanto sottoscritto. In pratica, la gran parte dei consiglieri di maggioranza, sono favorevoli alla famigerata svolta o quanto meno indifferenti, poiché i lavori di realizzazione sono stati decisi dal dipartimento dei lavori pubblici della giunta Alemanno e politicamente non è un gesto opportuno andare contro le decisioni di un governo comunale del proprio colore in una questione circoscritta ad un piccolo quartiere di periferia dove non si hanno elettori, al contrario di Bonelli e De Napoli che a Castel Giubileo devono una bella fetta di preferenze.

La questione rimane dunque aperta e probabilmente non vedrà soluzione a breve.

 

Riccardo Corbucci, politicamente molto attivo nel quartiere ha così commentato subito dopo la chiusura della seduta: «il pd è l’unico partito ad essere contrario alla svolta e dopo la votazione di oggi e la fuga di Bonelli, abbiamo l’impressione che la maggioranza del Pdl non darà ascolto al volere dei cittadini»

Luciana Miocchi

Roma – IV Municipio : nessuna audizione in regione alla commissione ambiente per Villa Spada. Domani assemblea pubblica

22 Mag

E’ una settimana cruciale per gli abitanti di Villa Spada, quartiere che si trova sulla collinetta di fronte l’impianto Ama di via Salaria, dove vengono scaricati i rifiuti raccolti in città e che, dopo una lavorazione il cui ciclo dura una ventina di giorni, vengono trasformati in eco balle Cdr, combustibile da rifiuti, pronte per essere bruciate nei termovalorizzatori (pare che chiamarli inceneritori faccia brutto). A quasi un anno dall’inizio delle esalazioni nauseabonde e ad un mese dalla scadenza del termine ultimo che il Municipio si era dato per intervenire in merito, nonostante i lavori realizzati da Ama, la puzza resta.

Per oggi era prevista un’audizione in commissione Ambiente alla regione Lazio, con i vertici ama e i rappresentanti dei residenti ma è stata annullata per i troppi impegni in agenda, così almeno è stato fatto sapere. Rinviata a data da destinarsi.

Resta confermato il sopralluogo in via salaria del presidente del Municipio Cristiano Bonelli per domani, che dovrebbe essere accompagnato dal presidente dell’azienda. O, almeno, da un alto dirigente. In serata, alle 20,30 i cittadini si ritroveranno in assemblea presso la parrocchia di Villa Spada, per confrontarsi e decidere come continuare ad affrontare la situazione. Sono confermati gli interventi di Ferdinando Bonessio (Presidente dei Verdi Lazio), Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio del Municipio, Pd, Fabio Dionisi, consigliere municipale, Pd, Claudio Maria Ricozzi, presidente dell’assemblea municipale del Pd del IV Municipio, Romano Amatiello, de La Destra,  Massimiliano Iervolino, del comitato nazionale di Radicali Italiani e autore del libro “Con le mani nella monnezza”).

Ancora non vi è traccia della conferenza aperta anche ai giornalisti promessa da Ama per spiegare le migliorie apportate, anche se l’ufficio stampa sembra propendere per una data a fine mese.

Le uniche comunicazioni reperibili dell’azienda con l’esterno sono due: una dell’undici maggio, attraverso un comunicato diramato dall’agenzia DIRE il presidente Ama, Benventuti dichiarava : “Ci sono state una serie di valutazioni, sono stati realizzati dei lavori e non mi sembra che ci siano piu’ problemi. Penso proprio che la questione sia risolta”. E ancora, “stiamo portando avanti un confronto con tutti gli istituti che possono fare delle valutazioni, come l’ istituto ‘ Mario Negri’ o le universita’, per l’ innovazione su questa tematica. Recentemente abbiamo anche avuto anche un confronto con Jack Macy, di San Francisco, proprio per valutare ogni tipologia e ogni innovazione tecnologica sulla tematica della differenziata”. Peccato che le segnalazioni di cattivi odori siano continuate, nonostante che per Ama non esistano. L’altro contatto con l’utenza si ha dieci giorni dopo, con un comunicato, sempre riportato dall’agenzia Dire, con il quale ancora Benvenuti cerca di “aggiustare il tiro”, spendendo qualche parola in più per descrivere gli accadimenti: “I lavori migliorativi presso l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti di via Salaria sono stati ultimati come da impegni presi con il Municipio IV. Tutte le opere compiute sono state predisposte per diminuire ulteriormente l’impatto olfattivo sulla zona apportando miglioramenti all’arredo esterno, alla logistica, alla movimentazione dei mezzi e alle operazioni di trasbordo dei rifiuti. In particolare e’ stata conclusa la perimetrazione della tettoia sovrastante il piazzale adibito alla movimentazione dei flussi di rifiuti e di scarti oltre alla realizzazione di una barriera arborea di 400 alberi e 150 piante sempre verdi.  A testimonianza della validita’ degli interventi realizzati, i recenti monitoraggi effettuati dall’Istituto Mario Negri registrano una migliore qualita’ ambientale nell’intera area. Per tenere costantemente sotto controllo la situazione e’ stata poi installata una centralina meteo climatica. Ad ogni modo, nel corso della prossima settimana effettuero’ un sopralluogo presso l’impianto di via Salaria, insieme al presidente del IV municipio, Cristiano Bonelli, per rendermi conto personalmente della situazione, poiche’ alcuni residenti lamentano ancora cattivi odori”. Evidentemente, le proteste sono state talmente tante che non è stato possibile nasconderle completamente.

Luciana Miocchi

Controlli anti cacche ma le macchine sui marciapiedi?

16 Apr

E’ comparso legato su un palo della luce in via Salaria, poco prima della caserma dei Carabinieri. Un cartello per avvisare che vigili urbani in borghese hanno effettuato controlli per verificare il corretto comportamento dei proprietari dei cani (forse non ne faranno più?). Meno male che è specificato in borghese, così nessun residente potrà dire di non aver visto divise bianche in giro. Perchè sicuramente si sarebbe esposto il problema derivante dalla ripresa usanza di parcheggiare bellamente a cavallo del marciapiede dall’altro lato della via, dove vige il divieto di sosta.  Agenti della Polizia di Roma Capitale da queste parti però se ne vedono pochini, pare che non ce ne siano per farli arrivare fin qui per multare chi impedisce ai pedoni di usufruire dei marciapiedi.

Auto si ma cacche no, in quel tratto non se ne vedono. Dopo aver atteso per anni i marciapiedi ora è difficile che qualcuno faccia finta di niente, sembrerebbe come lasciar andare il cane in soggiorno dopo aver passato la cera. Mentre al parcheggio affianco al parco Nobile, li dove vengono portati a sgambare i cani, in barba al divieto di farli avvicinare a cento metri dai giochi dei bambini, ce ne sono e pure parecchie. Così come ce ne sono all’interno del parco stesso, alcuni entrano con gli animali senza nemmeno il collare. Tanto chi controlla, dicono facendo spallucce e sorrisini. Probabilmente gli agenti in borghese sono stati così bravi da passare inosservati..

Una proposta per istituire l’area cani anche a Settebagni c’è stata, presentata dal consigliere Riccardo Corbucci, qualche tempo fa. Approvata. Non finanziata per mancanza di fondi. Evidentemente la realizzazione di nuove aree cani a cui fa riferimento il cartello fotografato in via salaria non è una affermazione rivolta a questo quartiere. Nemmeno l’istallazione di macchinette distributrici di sacchetti.  La convenzione con la Lav onlus non è dato da sapere cosa preveda, da queste parti. Come dire, vi guardiamo senza farci vedere, comportatevi bene. Ma siccome siete tanto bravi, attrezzatevi in proprio come potete.  Come sempre, verrebbe da dire…

Luciana Miocchi

Aperto oggi al traffico il prolungamento di via Ugo Ojetti – di Alessandro Pino

20 Feb

– in tempo reale –

La bretella lungamente attesa collega via di Casal Boccone con la Nomentana

L’attesa è stata lunga ma alla fine la bretella a quattro corsie – realizzata dall’impresa Mezzaroma a scomputo delle cospicue realizzazioni immobiliari nella zona – che collega via di Casal Boccone con la Nomentana è stata aperta al traffico: pochi minuti prima di mezzogiorno del venti febbraio una Volvo coupè è stato il primo veicolo che non fosse di servizio a percorrere la nuova arteria che è in pratica il proseguimento di via Ugo Ojetti, anche se non vi sono ancora targhe toponomastiche che lo attestino. Non ci sono state cerimonie ufficiali, brindisi o tagli di nastri anche se il presidente del Quarto Municipio Cristiano Bonelli non è voluto mancare assieme ai consiglieri di maggioranza Giordana Petrella e Stefano Ripanucci – che presiedono rispettivamente le commissioni Lavori Pubblici e Urbanistica – scoprendo personalmente la tabella che indica la svolta in direzione Bufalotta  e improvvisandosi fotoreporter scattando alcune istantanee dell’avvenimento. Prima dell’effettiva apertura è stato provato il semaforo che regola il nuovo incrocio con la Nomentana, con la Polizia di Roma Capitale che dirigeva il traffico manualmente. Proprio la realizzazione di un incrocio con la consolare a fronte di un generale fiorire di rotatorie anche dove non servirebbero potrebbe destare qualche perplessità. «Abbiamo dato consigli e indicazioni per fare una rotatoria – ha ribattuto Bonelli –  ma la competenza si ferma a due metri dalla Nomentana. Abbiamo fatto una serie di richieste, ora saranno i tecnici a valutare se o no fare una rotatoria». I fan delle rotonde possono però consolarsi, perché effettivamente ve n’è una molto grande a metà percorso che permette l’accesso alla preesistente via Sandro Giovannini. Si vedrà rapidamente, una volta diffusasi la novità, quali saranno i reali benefici sul traffico apportati dalla neonata arteria.

Alessandro Pino

IV Municipio: seduta del 16 febbraio dedicata all’impianto Cdr Ama di via Salaria. La cronaca

16 Feb

C’era un nutrito gruppo di persone stamattina in piazza Sempione. Per il consiglio municipale era stato presentato un ordine del giorno incidentale avente ad oggetto la “risoluzione disagi e dislocazione dell’impianto Ama di via Salaria 981”. Cittadini venuti a chiedere conto della rassicurazione ottenuta ad ottobre che al 31 gennaio si sarebbe fatto il punto sulla situazione dello stabilimento dove si produce il Cdr a prezzo di miasmi che mai vi erano stati in zona.

Alle 10,45 in aula c’erano ancora solo pochi consiglieri ma le sedie per il pubblico erano ormai tutte occupate. Presenti anche le telecamere di T9 e di Teleroma56 che poi avranno qualche problema con le autorizzazioni a riprendere la seduta, per non aver chiesto il permesso preventivo, pratica che sembra in uso in pochi Municipi, a detta degli operatori.
Nel crescendo dell’attesa l’ex presidente del Municipio, Alessandro Cardente, ora consigliere Idv dichiara: «dal nostro punto di vista a priorità va  ai cittadini e al disagio che patisce la zona. Bisogna fare in modo che la soluzione avvenga realmente, non con passaggi che fanno solo notizia perché il problema deve essere spostato verso le Istituzioni che possono intervenire, il Municipio non può nulla. Bisogna lavorare verso la regione Lazio. Invito perciò tutti i partiti ed i consiglieri che condividono la medesima necessità, a riunirsi per prendere una posizione comune che possa portare ad una soluzione veloce. In più, se l’impianto non può essere chiuso deve essere garantito a noi e ai cittadini che sia a norma di legge e tecnologicamente evoluto, perché e vicino alle zone abitate. Non per un fattore estetico ma per un fattore di salute della popolazione stanziale».

Appena presentato l’Odg incidentale, la maggioranza ha chiesto una pausa di 10 minuti per discuterne tra loro, pausa poi andata oltre i 40 minuti. Alle 11.30 la seduta non è ancora ricominciata, manca anche il presidente del consiglio, Borgheresi. Cinque minuti dopo i lavori cominciano sotto la direzione del vice presidente Walter Scognamiglio. Voci di corridoio danno per molto probabile il fatto che il consigliere Ripanucci possa presentare un emendamento.

Tra il pubblico Romano Amatiello, esponente de La destra del IV Municipio, comunica di aver chiesto di mettere a verbale un’interrogazione del gruppo consiliare de La destra in Campidoglio, a firma di Dario Rossin, capogruppo e Francesco Storace, presentata il 6 settembre 2011 al Sindaco Alemanno per chiedere delucidazioni sui miasmi ed il funzionamento dell’impianto, rimasta ancora inevasa.

Finalmente, alle ore 11.49, con l’intervento del consigliere Riccardo Corbucci, Pd, iniziano i lavori, dopo un lungo conciliabolo in capannello dei consiglieri di maggioranza.

Cinque minuti dopo entra l’attesissimo presidente del Municipio, Cristiano Bonelli. Alle 11.54 sono presenti in aula: per la maggioranza i consiglieri Bono, De Napoli, Ripanucci, Tancioni, Arista, Clavenzani, Vaccaro,  capogruppo Pdl municipale, nonché l’Assessore Bevilacqua. Alfredo d’Antimi per il gruppo misto, Iurescia e Cardente per l’Idv, Rampini, Corbucci, Limardi, Dionisi e il capogruppo Marchionne, per il Pd.
Bonelli riferisce che i lavori all’impianto Ama non sono conclusi affatto, che i vertici hanno detto davanti all’assessore all’ambiente di Roma Capitale Visconti di avere bisogno di due/cinque mesi per completare i lavori. Il massimo tempo quindi, i cinque mesi nello specifico, scadrà a marzo. Allora si potrà provvedere a esaminare seriamente la situazione.

La seduta ha avuto termine attorno alle 13,30, con l’emissione di un documento congiunto maggioranza-opposizione votato all’unanimità, con il quale si chiede all’Ama di completare i lavori entro il 31 marzo 2012 e se a quell’epoca i disagi fossero ancora insostenibili si procederà alla richiesta di delocalizzazione dell’impianto fuori dal centro abitato, attuando nel frattempo una riduzione del carico dell’immondizia lavorata. Con impegno di Prefetto, Regione, Comune e Provincia, ognuno per la propria competenza.

Questa sera servizi giornalistici andranno in onda su T9 alle ore 19.00 e su Teleroma56, canale 15, alle ore 19,30

Luciana Miocchi

(foto A. Pino)

Il consigliere Arista, delegato alla sanità racconta “la cronistoria di un’ordinaria italica follia nella gestione della Casa di riposo di via Casal Boccone – di Concetta Di Lunardo

20 Gen

(pubblicato anche su http://www.agoravox.it)

Ad un anno dall’inizio delle mobilitazioni contro la chiusura della casa di cura “Roma2” di via Casal Boccone in IV Municipio, il bilancio è fallimentare:  proteste, atti votati all’unanimità e raccolte di firme non hanno scongiurato la chiusura voluta dal sindaco Alemanno e la Belviso. Quanto pesa, su tutta questa vicenda, la trattativa in corso sulla cementificazione di Casal Boccone? Mentre è in atto l’occupazione della struttura da parte dei Blocchi Precari Metropolitani nel tentativo di sottrarla alla speculazione, alla rendita e al profitto, il consigliere Alfredo Arista, delegato alla sanità e Presidente alla Commissione Bilancio e patrimoni del gruppo di maggioranza ( Pdl) in IV Municipio ripercorre nell’intervista “la dettagliata cronistoria di un’ordinaria italica follia nella gestione di una casa di riposo”-
Quali i costi di gestione della struttura?
La Casa di riposo Roma2 di via di Casal Boccone 112, nel 2008 accoglieva circa 70 ospiti di cui 56 autosufficienti gli altri avevano bisogno di cure particolari,  i dipendenti circa 50. A fronte di tali numeri reali, il Comune di Roma, corrispondeva alla F.im.it al quale l’Enpals, ente proprietario, aveva affidato la gestione dell’immobile per circa 1.400.000 euro. I costi complessivi della struttura, notevolmente sottooccupata, pesano al  Comune 5 milioni di euro l’anno! L’edificio necessita di interventi di manutenzione,  tanto che nel primo incontro da noi avuto con i responsabili di F.im.it, gli stessi si sono resi disponibili ad intervenire per un importo di circa 4.000.000 di euro per la ristrutturazione che avrebbe permesso l’agibilità di tutto l’edificio, Oggi alcuni padiglioni sono impraticabili per incuria e mal gestione, sempre in presenza di un rinnovo del canone di locazione da parte del Comune non inferiore al 1.380.000 euro che a loro parere era affitto congruo per tale struttura(inferiore di circa l’8% a quanto da loro percepito nel 2010).
Perché i dirigenti Fimit erano così sicuri di essere nel giusto nel richiedere un affitto così congruo?
Lo erano in quanto in possesso di un parere di congruità, per una struttura di tali dimensioni (circa 11.500 mq),  espresso da una dirigente del III dipartimento Patrimonio del Comune di Roma, ad aprile 2008, quando cominciò la trattativa per il rinnovo dei canoni. Considerato che la legge regionale 41/2003, regola in 120 il numero massimo di ospiti per struttura di accoglienza, per poter reggere tale affitto la struttura andava incontro a lavori di ristrutturazione importanti, magari prevedendo l’intervento della Regione, convenzionando una parte dei posti con una R.S.A., per poter accogliere almeno 240 ospiti in due aree recettive distinte che avevano in comune solo il reparto cucine, la lavanderia, l’area per la sterilizzazione e quella dei locali caldaie. Facciamo un passo indietro e speriamo che sia l’ultimo.
Quali i costi medi mensili per assistiti di una struttura del genere e la relazione con la decisione di chiuderla?
Oscillano tra i 300-400 euro per il soggiorno e arrivano ad un costo mensile tra 1500-1800 euro quando si aggiungono i costi dei materiali del personale, dei servizi, delle manutenzioni, che salgono per le RSA a 2100-2300 per i maggiori costi di medici e paramedici. I nostri circa 70 accolti a ”Romadue” costavano al Comune di Roma circa 6190 euro al mese (5.200.000/70accolti/12 mesi). I numeri chiariscono il fallimento e  l’insostenibilità da parte del Comune dell’impresa.
A settembre 2011 l’incontro voluto dai dirigenti di Fimit, che realizzano della chiusura al 31 dicembre 2011;
All’incontro è presente il Presidente Bonelli, con il quale lavoravo da mesi per trovare soluzioni sia di gestione che di abbattimento della lista d’attesa e ribadiamo che la struttura per riqualificarsi doveva accogliere un adeguato numero di ospiti, o non sarebbe stato possibile mantenerla aperta. A fine riunione ci viene chiesto di formalizzare una nuova proposta nuova di affitto che formuliamo a fine ottobre in sinergia col V dipartimento e l’Assessore competente, che ci hanno sostenuto, mettendo a disposizione le economie necessarie per poter portare a 240 il numero delle persone accolte in un posto che, finalmente ripristinato e ristrutturato, sarebbe stato reso fruibile anche da parte dei parenti degli accolti in visita.
Risposta mai arrivata, visto che gli anziani sono stati trasferiti
Attendevamo una risposta entro il 20 di novembre, termine ultimo datomi dal Comune per non iniziare le pratiche di trasferimento degli ospiti fino ad allora accolti. Il 10 novembre mi reco all’Enpals, proprietà della struttura,  per cercare un appoggio e  poter esercitare una qualche pressione positiva sulla Fimit.
Qual è stato il riscontro della proprietà?
L’incontro si concluse con gentili convenevoli e con la conferma del fatto che la Fimit aveva sì stipulato con loro un contratto di gestione e quindi il problema era di loro competenza, ma che in  tutto ciò avrebbero preferito lavarsene le mani. Realizzavo che il territorio avrebbe perso una struttura e che quanto mi stava a cuore, non era per Enpals una questione della quale curarsi!
La risposta da parte di  Fimit, alle vostre proposte per scongiurare la chiusura della casa di cura?
“La proposta da voi formulata non è accettabile perché più bassa di circa il 35% di quanto da noi richiesto (1.380.000 a fronte 860.000- 890.000 euro)  e in secondo luogo deve essere il Comune e non un ente terzo il nostro unico interlocutore privilegiato”.
Evidente che gli interessi in quell’area convergono in altre direzioni
I dilemmi dell’amara riflessione sono: è possibile vanificare un lavoro di mesi per non voler esporsi negli interventi necessari per poter rendere la struttura fruibile ad un numero congruo di ospiti? E’ possibile mandare in malora un edificio così importante per incuria, vista la presenza di un vincolo che non permette altre destinazioni d’uso della struttura almeno a breve termine? Si può essere così miopi da non capire che una struttura con un teatro reso un ripostiglio, una piscina tombata e quasi un ettaro tra parco e parcheggio mai soggetto a manutenzione negli ultimi 12 anni, debba avere un fondo di ammortamento per le manutenzioni ordinarie? Si può essere così trascurati e ottusi tanto da chiudere un piano per infiltrazioni di acqua (il 4° piano), senza ripararlo, in una struttura che ha reso oltre 15 milioni di euro di soli affitti, in 12 anni? Questo purtroppo accade anche se nutro speranza in un ripensamento e che il nuovo anno porti consiglio. Noi, da parte nostra, ci prodigheremo affinché, anche fuori tempo massimo, la casa di riposo “Roma2” di Via di Casal Boccone, possa tornare ad essere quell’importante polo di accoglienza per la terza età di cui i residenti e il territorio hanno ancora bisogno.

Concetta Di Lunardo

Primo agosto in Municipio per la questione Metro B1

3 Ago

foto di Alessandro Pino

Nonostante la richiesta di spostarla a settembre, l’audizione dell’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, si è tenuta regolarmente il primo agosto. Insieme a lui tecnici e dirigenti di Roma Metropolitane. Assente il presidente del Municipio Cristiano Bonelli, che ha lasciato delega a rappresentarlo al suo vice Pierleoni, per ben dieci giorni. Qualcuno dei consiglieri di opposizione ha voluto vedere in questo un modo per defilarsi dallo scontro con l’Assessore, ché tra i due sono volati più volte dei comunicati stampa diplomaticamente mordaci.
Numerosi cittadini e comitati seduti tra il pubblico.
Imprevisto prevedibile, la presenza del giornalista Enrico Pazzi che alcuni giorni prima aveva già messo sulla sua testata online la registrazione dell’ultima seduta consiliare e tempo addietro anche una dell’aula Giulio Cesare, quando svelò il segreto di pulcinella della malapratica dei consiglieri “pianisti”. Il suo atto di registrare nuovamente la seduta non è stato accettato dalla presidenza del consiglio e per un po’ la seduta è stata sospesa e lui allontanato dai Carabinieri. In merito a questo episodio si tornerà con un post specifico.
Interessante è stata la spiegazione del finanziamento della costruzione della metro B1 e del perché si è deciso di cambiare tracciato.
Dagli studi di fattibilità effettuati, la fermata “val Melaina” avrebbe comportato difficoltà a causa di un’autorimessa e dello scavo al centro della strada. Mentre a “monte Cervialto” il tracciato sarebbe finito sotto due palazzi e un’autorimessa in costruzione. In entrambi i casi, per tutti ci sarebbero state delle difficoltà statiche. Per “Serpentara”, prevista come nodo di scambio, il prg aveva diminuito sensibilmente lo spazio a disposizione, non più sufficiente. Al contrario, “Bufalotta” era stata pensata in una area vicino ad un parco e “Mosca” si presentava bene riguardo la vicinanza dell’uscita sul Gra, utilizzabile senza rifacimenti. Secondo il tecnico di Roma Metropolitane, il nuovo tracciato ha un impatto minore e gli studi condotti prevedono un flusso di utenza maggiore.
Dal pubblico è arrivata l’obiezione che essendoci meno difficoltà costruttive perché ci sono meno case nell’area prescelta non si spiega come possa essere possibile un afflusso maggiore di utenti. Al che il tecnico ha spiegato che il “nuovo tracciato presenta delle aree libere da poter utilizzare come cubature da costruzione”. Qui sono cominciati i rumoreggiamenti, proseguiti al momento della rivelazione che due delle stazioni della B1 sarebbero state costruite con il rilascio di 110.000 mq di cubature a stazione, più altri 110.000 in aree di riserva previste già per l’housing sociale. In questo caso specifico, le aree destinate ad housing sociale verrebbero vendute per il 40% dal proprietario direttamente con tale scopo, ma il restante 60% di quando previsto dal bando verrebbe rimesso sul mercato, venduto dal Comune agli stessi costruttori che possono edificare senza i vincoli previsti dal progetto housing, in aree che altrimenti non sarebbero state utilizzabili, come ad esempio nel caso di terreni agricoli. Un modo per agirare il prg, insomma. Non si conosce allo stato dove verrebbero localizzati questi nuovi metri cubi di costruzioni, sempre all’interno del territorio comunale. In pratica, si tratterebbe di accettare a scatola chiusa le aree di riserva, incrociando le dita nella speranza che non ricadano tutte nel territorio del IV Municipio. Per completezza di informazione bisogna richiamare il fatto che le cubature previste dal piano dell’housing sociale verranno realizzate comunque, sia che il progetto B1 venga realizzato o meno. Con un piccolo particolare che potrebbe fare la differenza, però. Nel caso B1, le abitazioni a prezzo sociale vengono decurtate drasticamente del 60%, regalando la possibilità ai costruttori di edificare in zone precluse altrimenti e di vendere a prezzo di mercato.
Infine, dopo la valorizzazione mobiliare, potrebbe comunque rimanere una parte di costo scoperto, che sarebbe da finanziare con un mutuo acceso dal Comune.
L’assessore Aurigemma ha inteso poi specificare che la realizzazione della metro non rientra nella tipologia del project financing ma trattasi di valorizzazione immobiliare e che è dato conoscere ancora le cifre assolute e i dettagli tecnici perché il bando per il reperimento delle aree da destinare ad housing sociale è ancora in corso.
Alcuni cittadini hanno contestato cifre e numeri, cubature paventate e costi stimati, in aperto contrasto con quanto riferito fin qui nelle vari sedi ed incontri, non ultimo anche con quanto indicato nel sondaggio promosso dal Municipio e pubblicato dal periodico Di.re., quando si è sempre parlato di alcuni milioni invece di alcune centinaia di migliaia di mc. In effetti, gli uffici intervenuti hanno preferito schivare la domanda su quanto corrisponderebbero in metri cubi i 110.000 metri quadrati a stazione dichiarati come costi. Potrebbe sembrare conveniente, quasi a costo zero. Si è parlato di un 330.000 mc, ma questo sarebbe vero se si trattasse di costruzioni alte tre metri, cioè un solo piano. In genere i palazzi ne hanno almeno tre o quattro. Ipotizzando un’altezza di quattro piani, cioè 12 metri, ecco che si arriva ad una stima di circa 4 milioni di metri cubi. La questione insomma, è ancora lontana dall’essere ben chiarita.
Appuntamento a Settembre con altre audizioni pubbliche, in applicazione del principio della concertazione.

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