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Roma IV Municipio: l’asilo nido Castello di Gelsomina chiuso perchè insalubre viene assegnato all’associazione ViviCastello

5 Ago

(articolo pubblicato su http://www.di-roma.com)

L’asilo nido fu chiuso perchè insalubre, ora i locali vengono affidati, senza lavori, temporaneamente ad un’associazione perchè vengano fruiti dalla popolazione. Guerra di comunicati stampa, solito pasticcio alla romana.

Giovedì 2 agosto, con una memoria di giunta firmata dal presidente del Municipio Cristiano Bonelli, un assessore assente – Francesco Filini, dei servizi sociali e scuola, quindi il competente per materia – un voto contrario, quello dell’assessore Rizzo, tre a favore, i locali dell’asilo nido “Castello di Gelsomina” sono stati assegnati “in via temporanea” all’associazione Vivi Castello, perché questa li utilizzi come «luogo di aggregazione dei cittadini di tutte le fasce d’età e per la realizzazione di iniziative culturali, eventi, laboratori volti a migliorare il quartiere e a promuovere il miglioramento del benessere di tutti i cittadini» (leggi qui l’estratto della memoria di giunta). Raggiunto telefonicamente il presidente della commissione scuola , Emiliano Bono, questi ha detto di non essere al corrente delle modalità che hanno portato all’assegnazione,perché lui come commissione non ha partecipato attivamente ai lavori che hanno portato all’emanazione del documento e di non avere potere di assegnare alcunché, perchè quella è una prerogativa della sola giunta.

L’asilo venne chiuso con una decisione presa a seguito di un documento stilato da un pediatra della Asl (leggi la nota del dirigente asl rmA), che chiedeva di prendere provvedimenti per l’umidità risalente, che obbligava in inverno ad accendere stufe elettriche supplementari e che allo stato i luoghi non erano idonei alla permanenza dei bambini. Però il dirigente del IV Distretto della Ausl RmA, Carlo Cristofanelli aveva chiarito di non essere responsabile della chiusura del nido perché a dover decidere in merito è sempre il Comune di Roma.

Ora però, seppur in via temporanea, la stessa struttura viene affidata ad un’associazione – il cui presidente è anche presidente del Comitato di quartiere di Castel Giubilieo, espressosi negativamente circa la chiusura del nido mentre ora sembra che ne usufruirà, a leggere la memoria di giunta – perché venga utilizzata e frequentata da “tutte le fasce d’età”. Si presuppone per evitarne il degrado, la chiusura e l’occupazione. Per raggiungere lo scopo dovrà essere sempre presidiata ed utilizzata, si suppone ancora. Quindi, se era malsano per operatori e bambini ora non lo sarebbe per volontari ed utilizzatori. Se era così nocivo, deve rimanere precluso alla fruizione anche ora, limitandosi l’assegnazione alla custodia esterna. Se nocivo non è, tanto da poter essere utilizzato, allora non era necessario chiuderlo e al quartiere non andava sottratto un servizio, sostituito si con un altro ma distante e soprattutto non raggiungibile con i mezzi pubblici dalla stessa utenza di prima.

Nel merito, nessuno sa quanto sarà temporanea questa soluzione. Infatti, nel bilancio preventivo triennale del Municipio non vi è traccia di stanziamento alcuno per i lavori all’asilo nido Castello ed il patto di stabilità impedisce gli investimenti, cioè spendere per una manutenzione straordinaria quale quella che dovrebbe essere fatta sulla struttura. La notizia è confermata anche dagli uffici tecnici.

In una nota, Riccardo Corbucci, consigliere Pd che già si era occupato della vicenda dichiara “Finalmente appare evidente quello che abbiamo sempre denunciato. L’asilo nido di Castel Giubileo è stato chiuso, su richiesta esplicita della dirigente scolastica, che ha voluto prendere possesso del nuovo asilo nido di via Cerusico, penalizzando i cittadini di Castel Giubileo e Settebagni. Bonelli non soltanto ha consentito la chiusura di un servizio essenziale per i cittadini, ma ha avuto anche l’ardire di consegnare pochi giorni dopo quella struttura ai soliti amici, dimenticandosi che se gli ambienti fossero davvero insalubri, lo sarabbero ovviamente per tutti”.

Ci si preoccupa del benessere e della salute dei bambini, insomma. Per l’aumentato numero di bronchiti e mal di gola nella struttura di Castel Giubileo si è pensato di chiudere e trasferire tutti nel nuovo edificio di via di casale Redicicoli. Per la scuola dell’infanzia Giovanni Paolo I e i bambini che la frequentano non si è dimostrata la stessa solerzia, nonostante la dirigenza scolastica sia la medesima. Oltre che ai muri fradici per un tubo rotto, al piano di sopra, proprio a fianco di aule utilizzate per la didattica vi sono stoccati dei resti di eternit (vedi qui le foto). Con le finestre perennemente aperte, probabilmente per abbassare la possibile concentrazione di polveri nocive nell’ambiente, disperdendole però all’esterno, dove ci sono i giardini utilizzati dai bambini.

In serata le repliche del presidente del Municipio, Cristiano Bonelli sono state affidate ad una nota diffusa dall’agenzia stampa Omniroma: “La decisione di chiudere l’ asilo Gelsomina di Castel Giubileo è stata presa dopo certificati rilasciati dalla Asl, dall’Ufficio Tecnico del IV Municipio e dopo aver approfondito accuratamente insieme alla dirigente scolastica, alle maestre e ai genitori dei bimbi ospiti della struttura tutte le problematiche e le eventuali conseguenze di tale coraggiosa scelta. Un processo di condivisione, quindi, che ha raccolto i pareri dei tecnici, dei medici del personale e soprattutto dei genitori che, dopo due assemblee, hanno accettato il trasferimento in una nuova struttura non distante da Castel Giubileo. Tutto ciò per chiarire e tirare fuori la verità che evidentemente qualcuno, per un minuto di visibilità , evita di dire. Assegnarlo alle realtà locali vuol dire riconoscere il ruolo attivo ed iI  radicamento che hanno nel territorio le associazioni, il locale comitato di quartiere e, tra le richieste ricevute, anche  la banda musicale del confinante quartiere di Settebagni: tutto questo con l’ obiettivo di non lasciare nell’  abbandono una struttura che manterrà la destinazione scolastica, per dar modo all’ amministrazione di finanziare il nuovo asilo.

Di vergognoso non c’è veramente nulla, anzi c è la volontà di nonlasciare una struttura in mano ad eventuali male intenzionati (come occupanti) o nel degrado e nell’  abbandono”. Lo dichiara in una nota il presidente del Municipio IV Cristiano Bonelli. “Inoltre, si tratta di una assegnazione temporanea che non prevede la presenza prolungata (ci dormivano) dei piccoli, come accadeva fino all’ anno scorso. Inoltre, in questo modo ci sarà la possibilità di sviluppare dentro la struttura attività di aggregazione; una assegnazione di locali pubblici assolutamente gratuita che potrà quindi tutelare l’ immobile e che è identica a quella fatta alcuni anni fa dalla passata amministrazione municipale in quella che oggi è la sede del Municipio a via Fracchia, quando il consigliere del Pd era in maggioranza e presidente di commissione. Infine ci piacerebbe sapere se il Consigliere del PD che spaccia come vergognosa una normale ed opportuna assegnazione temporanea alle realtà locali, abbia mai condiviso questa sua posizione visto che il gruppo del quale fa parte ha, in più occasioni, avallato ( seppur non formalmente) la scelta di chiudere l’ asilo. E’ ormai noto l’  isolamento nel quale opera il Consigliere municipale che non perde occasione di dichiarare cose o fatti lontano dalla linea del suo stesso gruppo”, aggiunge il presidente della Commissione Scuola del IV Municipio Emiliano Bono (Pdl).

Per la cronaca e per tutti quelli che non seguono troppo assiduamente le vicende politiche di piazza Sempione, il consigliere a cui si fa riferimento senza citarlo è proprio Riccardo Corbucci.

Pronta la replica del Pd locale, con una nota pubblicata dall’agenzia Dire: “Il Partito Democratico é da sempre contrario alla chiusura dell’asilo nido “Il castello di Gelsomina”, figuriamoci dopo aver scoperto che i locali, secondo Bonelli, non sarebbero salubri per i bimbi dell’Asilo, ma sono invece perfetti per tutte le fasce d’età dell’associazione ViviCastello, una delle realtà a cui sono stati assegnati i locali, ovviamente senza alcun bando di evidenza pubblica” lo dichiarano in una nota Claudio Ricozzi, presidente del Pd del IV municipio e Fabio Dionisi, vicepresidente della commissione lavori pubblici. “La decisione di Bonelli non ha alcun valore legale perché non spetta al municipio chiudere l’asilo nido ed assegnare locali comunali” spiegano i membri del Pd “per questa ragione interesseremo Roma Capitale e faremo tutto quanto in nostro potere per non togliere un servizio al territorio. Circostanza contestata persino da pezzi della maggioranza che si sono espressi negativamente su questa decisione”. Intanto nei bar del quartiere già si parla di un esposto alla Procura della Repubblica.

Luciana Miocchi

Roma – Villa Spada: i residenti chiedono un’azione dimostrativa per il problema della puzza

24 Mag

Arrabbiati e delusi per la mancanza di comunicazioni ufficiali nonostante sia scaduto il termine ultimo il fine lavori, il presidente del Municipio Bonelli ispeziona l’impianto ma non interviene all’assemblea all’assemblea

foto A. Pino

Era prevedibile, da come gli abitanti di Villa Spada avevano reagito ai comunicati stampa del presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti, che nell’assemblea pubblica di ieri sera tutti si aspettassero la comunicazione di iniziative sul campo. La sala teatro della parrocchia di via Radicofani era piena di gente venuta a discutere su cosa fare visto che il termine che si erano presi Municipio e azienda per portare a compimento i lavori per l’eliminazione della puzza è scaduto ma gli odori sono rimasti e nessuna conferenza stampa è stata indetta, anche se il responsabile comunicazione di Ama la da per imminente.

L’atmosfera carica di attesa e resa elettrica dalla constatazione, man mano che il tempo passava, che in platea non c’erano né il presidente Bonelli, che pure in mattinata aveva compiuto un sopralluogo presso lo stabilimento di via salaria insieme a Benvenuti e ad alcuni consiglieri municipali, né nessun esponente della maggioranza che governa il Municipio. Un segno che è stato interpretato molto negativamente dai presenti, che si sono sentiti snobbati, come se ci fosse la volontà di fuggire da un confronto aperto con la popolazione.

I primi a parlare sono stati i rappresentanti del comitato spontaneo, ovvero il presidente Adriano Travaglia, il suo vice Daniele Poggiani ed il segretario, Salvatore Cangialosi. I tre hanno riassunto rapidamente gli eventi degli ultimi mesi, dopo che il Travaglia ha letto l’atto costitutivo del comitato, il cui fine è perseguire con ogni mezzo legale l’obiettivo di tornare alla vita serena di prima che arrivasse l’impianto Ama, possibilmente ottenendone la delocalizzazione. Stanno lavorando all’organizzazione di una grande manifestazione di strada, seguendo tutto l’iter richiesto dalla Questura, perché non vogliono che qualcuno si debba poi trovare a dover far fronte anche a spese legali e ammende, aggiungendo la beffa anche al danno.

foto A. Pino

Molti i politici presenti e semplici cittadini che hanno preso la parola: Riccardo Corbucci, vicepresidente del municipio e Fabio Dionisi, consigliere municipale, entrambi del Pd – partito presente anche con i presidenti di circolo Teresa Ellul e Silvia Di Stefano – hanno presenziato al sopralluogo insieme al presidente Bonelli e ne hanno riferito ai presenti, svelando che al biofiltro mancherebbe la copertura, in quanto non sono arrivate ancora tutte le autorizzazioni a costruire (evidentemente per la fattispecie non è prevista una deroga simile a quella di cui si è servito il commissario per l’emergenza rifiuti dell’epoca,  Marrazzo,  per autorizzare l’impianto); Massimiliano Iervolino, autore del libro “Con le mani nella monnezza”, Nando Bonessio, presidente dei Verdi Lazio, Claudio Maria Ricozzi, dirigente locale del Pd; Romano Amatiello per La Destra del IV municipio – partito non ancora rappresentato nell’aula consiliare –  ha riferito che che il capogruppo in Campidoglio, Rossin ha presentato mesi addietro un’interrogazione al Sindaco circa l’impianto di via Salaria, rimasta lettera morta. La segreteria tornerà a sollecitare la risposta ma comunque la posizione de La Destra  è per la delocalizzazione. L’attivista politico – accompagnato dal consigliere Ld del II Municipio Roberto Cappiello – si spinge oltre, fino a criticare l’assenza di qualsiasi rappresentante della maggioranza, in contrasto con l’opposizione municipale: “non basta seguire la vicenda istituzionalmente, bisogna essere presenti tra la gente e non fuggire il confronto con essa”.

I consiglieri Corbucci e Dionisi (foto A. Pino)

Tra gli interventi dei cittadini sono da segnalare quelli dell’ingegner Emilio Santa Maria, che ha spiegato gli studi presentati dall’istituto Negri di Milano, anche mettendone in luce le incongruenze. Peraltro, l’istituto prende a riferimento la normativa contro le emissioni odorigene vigente in Lombardia, perché il Lazio non ha legiferato in materia (quindi in teoria non si può violare un tetto massimo di emissioni perché il tetto massimo in questione…non c’è!, almeno per la nostra regione), dell’avvocato Cristiano Manni, che ha evidenziato come una strada possa portare anche direttamente alla Commissione Europea, il presidente del comitato di Fidene, quartiere immediatamente alle spalle di Villa Spada e dunque sotto vento-sotto puzza come i vicini, Peppe Maio, che con la sua veracità “popolana” tra il romanesco e l’inflessione lontana del dialetto d’origine, ha spiegato benissimo il concetto cardine dell’intera serata: la puzza, se anche non facesse male, rovina la vita e gli averi dei residenti, perché tra l’altro, le case qui, non hanno più mercato. La decisione di mettere una produzione di eco balle a meno di 200 metri dal primo abitato è stata sbagliata e forse illegale, sicuramente avventata. La magistratura già sta indagando sull’impianto, “probabilmente qualcuno andrà in galera, ma ci deve andare chi ha sbagliato, non noi se facciamo qualche cazzata per protestare. Tutti calmi, tutti entro le regole ma dobbiamo protestare, mo basta”. Sono le parole che tutta l’assise voleva sentire:  basta aspettare. Vogliono scendere in strada a manifestare, fare uscire la questione dai confini locali. Ma tranne le emittenti e la stampa locale, né Rai ne Sky hanno ritenuto di mandare qualcuno. Eppure Nino Santarelli, giornalista di Teleradiostereo ha suscitato un vespaio pubblicando un’intervista alla dottoressa Muraro, dirigente Ama, la quale ha affermato che gli odori che ora provengono dallo stabilimento sono paragonabili  a quelli che si percepiscono in una rivendita di frutta e verdura. In risposta sul palco è stata allestita una cassetta di prodotti vegetali assortiti. A dire il vero il cavolo era un po’ molesto. Ed era uno solo. Probabilmente se ce ne fossero stati un paio in più non avrebbero creato un’essenza profumata, figuriamoci qualche quintale di prodotti ortofrutticoli in decomposizione…no, decisamente non è stata un’uscita fortunata, quella della funzionaria. Sembra quasi un’ammissione, a voler esser pignoli.

il presidente del comitato di Fidene, Peppe Maio (foto A. Pino)

A stringere, la serata si è conclusa con l’annuncio dei preparativi per una grande manifestazione, con tutte le autorizzazioni e le prescrizioni in regola, per chiedere la delocalizzazione dell’impianto, peraltro cosa ardua, vista la gran quantità di euro che si dicono spesi. Probabilmente l’unica via, al di là della politica e della contabilità di bilancio, è quella indicata dai legali: costringere al risarcimento dei danni l’Ama, tanto che sia più conveniente spostare la produzione piuttosto che pagare i danni. Rimane un pizzico di delusione per la mancata presenza degli amministratori di maggioranza, perché l’assemblea non è stata per nulla schierata, anzi, a tratti è sembrato che qualcuno fosse presente per cercare di fare anche un po’ di passerella, consapevole che la questione è seria, la strada in salita e se mai questo pugno (confronto la popolazione totale di Roma) di disperati ‘ncazzati dovesse ottenere qualcosa manterrebbe memoria davvero molto lunga in merito a chi ha dato un supporto oppure no, quindi è meglio esserci perché, alla fine, nel peggiore dei casi, si potrà sempre dire “io però c’ero”. Alcune volte è necessario scendere tra la gente, confrontarsi anche con chi è esasperato per una situazione piovuta tra capo e collo in una sera d’estate, prendere magari qualche fischio ma mettere faccia e cuore. Ieri sera di fischi non ne sarebbero volati sicuramente. Questa ormai è gente troppo informata sui fatti per poter accusare il Municipio di alcunché, visto che l’amministrazione municipale poteri in merito non ne ha, se non quello di riferire e trasmettere le istanze degli amministrati, facendo pressioni nella scala gerarchico-politica, cosa che sta avvenendo, per altro. Allora perché non essere presenti?

L’emergenza rifiuti, se non risolta, scoppierà a Roma più grave che a Napoli. Malagrotta straborda, la Ue non sente ragioni, nessuno vuole il pacco-bomba di una nuova discarica sul proprio territorio, a ragion veduta, viste le note vicende di quella romana. Rispetto ai quasi tre milioni di abitanti di Roma, le poche decine di migliaia di residenti della zona potrebbero essere considerati come il male minore, un sacrificio “accettabile”.

Romano Amatiello (foto A. Pino)

L’inceneritore ha un appetito vorace, che viene alimentato a eco balle. Non si può interromperne la produzione di colpo senza rischiare di venire sommersi dall’immondizia. Lo sa la Regione, lo sa il Comune, lo sa il Municipio. Tutti e tre governati dagli stessi colori. Non ci si può sottrarre alle direttive superiori senza rischiare la “morte politica”.

L’alternativa ci sarebbe, la raccolta differenziata spinta. Ma bisogna attrezzarsi, crederci, riconvertirsi. Con costi e spostamento di interessi economici considerevoli. E queste sono tutte cose difficili da spiegare e da ammettere, quando si ha la responsabilità di amministrare.

Intanto il piccolo Davide si appresta ad affrontare Golia. Non resta che vedere come andrà a finire

Luciana Miocchi

Roma – IV Municipio : nessuna audizione in regione alla commissione ambiente per Villa Spada. Domani assemblea pubblica

22 Mag

E’ una settimana cruciale per gli abitanti di Villa Spada, quartiere che si trova sulla collinetta di fronte l’impianto Ama di via Salaria, dove vengono scaricati i rifiuti raccolti in città e che, dopo una lavorazione il cui ciclo dura una ventina di giorni, vengono trasformati in eco balle Cdr, combustibile da rifiuti, pronte per essere bruciate nei termovalorizzatori (pare che chiamarli inceneritori faccia brutto). A quasi un anno dall’inizio delle esalazioni nauseabonde e ad un mese dalla scadenza del termine ultimo che il Municipio si era dato per intervenire in merito, nonostante i lavori realizzati da Ama, la puzza resta.

Per oggi era prevista un’audizione in commissione Ambiente alla regione Lazio, con i vertici ama e i rappresentanti dei residenti ma è stata annullata per i troppi impegni in agenda, così almeno è stato fatto sapere. Rinviata a data da destinarsi.

Resta confermato il sopralluogo in via salaria del presidente del Municipio Cristiano Bonelli per domani, che dovrebbe essere accompagnato dal presidente dell’azienda. O, almeno, da un alto dirigente. In serata, alle 20,30 i cittadini si ritroveranno in assemblea presso la parrocchia di Villa Spada, per confrontarsi e decidere come continuare ad affrontare la situazione. Sono confermati gli interventi di Ferdinando Bonessio (Presidente dei Verdi Lazio), Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio del Municipio, Pd, Fabio Dionisi, consigliere municipale, Pd, Claudio Maria Ricozzi, presidente dell’assemblea municipale del Pd del IV Municipio, Romano Amatiello, de La Destra,  Massimiliano Iervolino, del comitato nazionale di Radicali Italiani e autore del libro “Con le mani nella monnezza”).

Ancora non vi è traccia della conferenza aperta anche ai giornalisti promessa da Ama per spiegare le migliorie apportate, anche se l’ufficio stampa sembra propendere per una data a fine mese.

Le uniche comunicazioni reperibili dell’azienda con l’esterno sono due: una dell’undici maggio, attraverso un comunicato diramato dall’agenzia DIRE il presidente Ama, Benventuti dichiarava : “Ci sono state una serie di valutazioni, sono stati realizzati dei lavori e non mi sembra che ci siano piu’ problemi. Penso proprio che la questione sia risolta”. E ancora, “stiamo portando avanti un confronto con tutti gli istituti che possono fare delle valutazioni, come l’ istituto ‘ Mario Negri’ o le universita’, per l’ innovazione su questa tematica. Recentemente abbiamo anche avuto anche un confronto con Jack Macy, di San Francisco, proprio per valutare ogni tipologia e ogni innovazione tecnologica sulla tematica della differenziata”. Peccato che le segnalazioni di cattivi odori siano continuate, nonostante che per Ama non esistano. L’altro contatto con l’utenza si ha dieci giorni dopo, con un comunicato, sempre riportato dall’agenzia Dire, con il quale ancora Benvenuti cerca di “aggiustare il tiro”, spendendo qualche parola in più per descrivere gli accadimenti: “I lavori migliorativi presso l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti di via Salaria sono stati ultimati come da impegni presi con il Municipio IV. Tutte le opere compiute sono state predisposte per diminuire ulteriormente l’impatto olfattivo sulla zona apportando miglioramenti all’arredo esterno, alla logistica, alla movimentazione dei mezzi e alle operazioni di trasbordo dei rifiuti. In particolare e’ stata conclusa la perimetrazione della tettoia sovrastante il piazzale adibito alla movimentazione dei flussi di rifiuti e di scarti oltre alla realizzazione di una barriera arborea di 400 alberi e 150 piante sempre verdi.  A testimonianza della validita’ degli interventi realizzati, i recenti monitoraggi effettuati dall’Istituto Mario Negri registrano una migliore qualita’ ambientale nell’intera area. Per tenere costantemente sotto controllo la situazione e’ stata poi installata una centralina meteo climatica. Ad ogni modo, nel corso della prossima settimana effettuero’ un sopralluogo presso l’impianto di via Salaria, insieme al presidente del IV municipio, Cristiano Bonelli, per rendermi conto personalmente della situazione, poiche’ alcuni residenti lamentano ancora cattivi odori”. Evidentemente, le proteste sono state talmente tante che non è stato possibile nasconderle completamente.

Luciana Miocchi

Giorgio Limardi. Espulso dal gruppo consiliare si scopre non essere iscritto al partito

1 Apr

Una storia che si tinge di mistero, quella dell’esclusione di Giorgio Limardi dal gruppo consiliare del Pd. Sembra che il nostro non sia nemmeno iscritto al partito.

Ma andiamo con ordine.

Come già raccontato nell’articolo dedicato all’approvazione del bilancio da parte del consiglio del IV Municipio, dopo la seduta di giovedì 29, una nota del capogruppo Paolo Emilio Marchionne rendeva di dominio pubblico la decisione presa poco prima: «Dopo l’ennesimo voto in difformità dal gruppo del Partito Democratico sulla delibera di bilancio 2012, che segue quello favorevole sul Piano Sociale di Zona, contestato dalle opposizioni, il gruppo del Pd del IV Municipio si é riunito e ha deliberato l’espulsione del consigliere Giorgio Limardi dal gruppo del Pd».

Seguiva un comunicato di solidarietà dei consiglieri comunali del Pd Coratti, Zambelli, Panecaldo e Policastro, nonché del consigliere Dionisi e al Presidente dell’assemblea del PD del IV Municipio» che contestavano la decisione, presa «senza alcuna consultazione con la Segreteria». Prosegue la nota: «Non possiamo che stigmatizzare con fermezza- sostengono- un provvedimento preso dal Gruppo in assenza di qualsiasi confronto con la dirigenza del Partito».

A ruota, malumori e parole dette a mezza voce negli ambienti del Pd locale, qualche indiscrezione sul fatto che Limardi addirittura non fosse tesserato con i democratici nonostante l’adesione al gruppo in consiglio municipale.

Anche un sito di solito informatissimo sulle questioni del Pd come www.roma2013.org (  http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4432:il-pd-espelle-il-consigliere-limardi&catid=49:editoriale&Itemid=64) scrive semplicemente “il Pd espelle il consigliere del IV municipio Giorgio Limardi”, senza chiarire bene se si tratta di espulsione dal gruppo consiliare o dal partito o da entrambi.

La questione sembrerebbe di una certa serietà. Tanto che sulla questione tesseramento si o no pare sia stato interpellato il presidente dei garanti, che avrebbe comunicato al segretario di zona che no, Limardi non risulta essere iscritto al Pd. Può essere verosimile che la mancata iscrizione di Limardi sia una notizia di cui non era al corrente nemmeno Coratti, per stessa ammissione del neo espulso, suo punto di riferimento politico?

Ragionando per assurdo, se non fosse necessaria l’iscrizione al partito per far parte del medesimo gruppo consiliare, perfino il presidente del Municipio, senza cambiare colore politico potrebbe chiedere di aderire al gruppo Pd in consiglio, con conseguenze tutte da scoprire. Sull’adesione successiva poi, c’è ancora una polemica aperta se i componenti del gruppo debbano o no ratificare la decisione o possano soltanto prendere atto dell’accaduto.

Per sgombrare il campo da ogni possibile congettura è bastato chiedere al diretto interessato di dire le cose come stanno. Ebbene si, Giorgio Limardi non è iscritto al Pd – e non ne fa mistero, risponde liberamente – quindi non può essere espulso dal partito. Si iscriverà. Nel frattempo si occupa di articolo 18, argomento che gli sta particolarmente al cuore, continuando nelle sue iniziative politiche e aspetta la riunione di partito dei prossimi giorni. Come tutti. A questo punto, la telenovela del Pd locale comincia a farsi interessante

Luciana Miocchi

Partecipazione democratica vince in IV Municipio. Intervista al capolista, Riccardo Corbucci

26 Feb

(pubblicato su http://www.europagiovani.com)

Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio municipale di Monte Sacro. La vittoria, in controtendenza rispetto all’andamento generale riscontrato sulla piazza di Roma, della lista di cui fa parte, gli ha regalato una nuova posizione di evidenza all’interno del Pd, che non potrà essere ignorata. Consigliere Corbucci, come legge i dati di questa consultazione in vista delle prossime elezioni amministrative?

Dobbiamo dire che queste erano consultazioni per eleggere l’assemblea regionale del Pd. Molti cittadini hanno capito che per poter esprimere delle classi dirigenti adeguate alle loro aspettative devono partecipare alla elezione di quei dirigenti che hanno il compito di scegliere i futuri amministratori e le future linee politiche del partito. Il successo della lista Partecipazione Democratica in IV Municipio e a Roma è stato costruito presentando candidature rappresentative di tutti i territori: ci sono rappresentati di quartieri come Colle Salario, Castel Giubileo, Settebagni che hanno animato in questi anni le più importanti battaglie contro l’amministrazione di centro destra, dagli abusi dei mondiali di nuoto allo spostamento dell’impianto ama di via Salaria

Quindi questo risultato non é stato un voto a Corbucci?

Sono convinto sia stato un voto ad un gruppo di persone che in questi anni stanno costruendo con il lavoro volontario e la fatica un’idea di un centro sinistra capace di essere rappresentativo dei territori e non degli intessi di qualcuno. Se le persone elette in assemblea regionale porteranno all’interno del più importante organismo politico del partito democratico gli interessi dei cittadini e non ad esempio quelli dei grandi costruttori o degli imprenditori poco trasparenti, sono sicuro che ne gioverà tutta l’azione del Pd che tornerà a essere un partito sempre più credibile

Mi sta dicendo che questo è stato un voto di sfiducia verso l’attuale dirigenza municipale del partito?

Ho molto apprezzato la scelta del segretario Vittorio Pietrosanti di non candidarsi in nessuna lista per cercare di rimanere super partes e dedicarsi al buon andamento delle primarie. Nonostante le grandi difficoltà organizzative che hanno costretto i circoli ed i volontari a fare gli straordinari per fare andare bene le primarie, abbiamo sentito tutti l’assenza di chi si sarebbe dovuto occupare dell’organizzazione e non della propria campagna personale. Bisogna smetterla con chi interpreta i ruoli di dirigenza di partito come vetrina personale per facili ascese. Il voto delle primarie dimostra il contrario. Le persone seguono coloro che ogni giorno stanno nel territorio e seguono i problemi, non chi cerca di imporsi con altri mezzi. L’anno che ci aspetta sarà difficilissimo, perché nonostante i fallimenti delle giunte Alemanno e Bonelli, il Pd deve dimostrare di avere un’alternativa valida e convincente che deve trovare le persone credibili che la sappiano incarnare. Quindi, credo che sarebbe bello poter fare una riflessione seria per il bene del quarto municipio che coinvolga tutti. Dopo queste primarie come sono cambiati, se lo sono, gli equilibri politici all’interno del Pd locale? Ho sempre detto che in quarto municipio ci sono molte figure in grado di rappresentare a pieno titolo pezzi di territorio. I consiglieri comunali Mirko Coratti e Fabrizio Panecaldo sono un punto di riferimento e meritano di poter portare le istanze del territorio in istituzioni ancora piu importanti. Credo che Marco Palumbo rappresenti un pezzo importante della storia di questo partito, è stato il mio primo segretario quando avevo 22 anni e da consigliere provinciale sta facendo bene. I colleghi consiglieri Rampini, Marchionne e Dionisi sono stati in questi anni compagni di strada veri con cui abbiamo condiviso un opposizione ferma e intransigente contro l’incapacità dell’amministrazione Alemanno-Bonelli. I coordinatori di circolo Maria Teresa Ellul, Silvia Di Stefano, Luisa Palumbo, Francesca Leoncini, Yuri Bugli e Romolo Moriconi hanno tenuto in piedi il partito nei territori nonostante le difficoltà economiche che attraversano i circoli. Il presidente del Pd municipale Claudio Maria Ricozzi ha avuto il merito di lavorare alla composizione di tutti quelli che sono stati i contrasti di questi ultimi anni. Per questa ragione credo che il vero cambiamento non sia tanto nei sempre mutevoli equilibri politici, ma nel rispetto di quello che ognuno di noi rappresenta per il territorio, cioè la capacita di rappresentare altre persone che ci chiedono di essere uniti e finalmente di riconquistare Roma e il quarto municipio

Lei, dove vuole arrivare, ora?

Sono a disposizione del mio partito, come ho sempre fatto.

Luciana Miocchi

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