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Nonostante il caldo torrido, è stato un successo

20 Giu

Manifestazione in stazione a Settebagni: i cittadini chiedono un gesto di civiltà atteso da troppo tempo.

Scorcio di una parte dei manifestanti

Nonostante il caldo torrido sopra la media delle temperature del periodo che ha scoraggiato molti, la manifestazione per richiamare l’attenzione sull’eliminazione delle barriere architettoniche nella stazione fl1 di settebagni, tenutasi il 19 giugno al binario 4 si è conclusa con un gran successo di partecipazione, tanto che il direttivo del comitato di quartiere di Settebagni ha emesso un comunicato in tal senso.
L’organizzazione è stata curata fin nei minimi particolari, dalla comunicazione alla Questura ai cartelloni impugnati dai partecipanti, che hanno dato voce ai cittadini anche durante il passaggio dei convogli, quando il rumore impediva l’ascolto delle voci. L’intento d’altra parte, dichiarato da subito, era proprio quello di uno svolgimento educato, civile e pacifico. Il comunicato emesso dal Cdq al termine dell’evento ha evidenziato, tra le altre cose, il supporto e la collaborazione prestati dalle forze dell’ordine. Il sit in si è dovuto necessariamente disporre in modo da non valicare la linea gialla di sicurezza, risultando quindi più un serpentone che una concentrazione di persone ma è stato solo un particolare di un bellissimo quadro fatto di consapevolezza, orgoglio di comunità e impegno civile.
Sono intervenuti, parlando sulla banchina il deputato Andrea Casu, che aveva in precedenza portato le istanze del Comitato di quartiere in Commissione Trasporti della Camera, procurando la risposta del vice Ministro Rixi; il consigliere di Roma Capitale Riccardo Corbucci, da sempre attento alle vicende del III Municipio; la vice presidente del Municipio III Paola Ilari; il presidente del consiglio del Municipio III Filippo Maria Laguzzi; l’assessore ai lavori pubblici del III Municipio Matteo Pietrosante.
Nel chiudere l’incontro, l’on. Casu ha preso l’impegno a ripresentare la richiesta per conoscere la data certa dell’inizio dei lavori in stazione, in quanto il termine reso noto dall’interrogazione del 2025 era fissato ad una generica estate 2026.
Luciana Miocchi

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Venerdì 19 giugno a Settebagni i cittadini scendono in Stazione per chiedere che vengano eliminate le barriere architettoniche e contro il silenzio di FS

16 Giu

La manifestazione, pacifica e autorizzata, in quanto il Comitato di Quartiere di Settebagni, che ha promosso e organizzato la manifestazione, ha provveduto a tutti gli adempimenti previsti per tali iniziative, vuole richiamare l’attenzione su una carenza che si trascina ormai da troppo tempo: dalla stazione fs di settebagni, chi ha problemi di deambulazione o ha al seguito passeggini o carrozzine può viaggiare solo in direzione centro e aeroporto. Non può tornare a casa nè andare in direzione fuori Roma. Certo può tornare.. se fosse partito. Questo perché il binario 4 è a piano stradale, entrando da via dello scalo di settebagni mentre gli altri binari necessitano del sottopasso, non servito da sistemi di abbattimento delle barriere architettoniche.

Dal direttivo del Cdq tengono a ribadire che in nessun modo verrà tentato di interrompere il servizio, l’intento è solo quello di richiamare l’attenzione su una tematica che prima o poi nella vita può riguardare tutti ed quindi alla base dei diritti di una società civile e inclusiva. Si è deciso di arrivare a tanto in quanto dopo otto anni, nonostante varie interlocuzioni di tono positivo, non si è ancora arrivati ad avere una data certa. L’impegno preso da Andrea Casu, deputato, durante l’assemblea pubblica indetta dal Cdq nel 2025 ha portato ad una sua interrogazione parlamentare alla quale ha risposto il viceministro Rixi, in maniera sì positiva ma in contrasto con Fs e i suoi troppi silenzi sull’inizio dei lavori previsti entro l’estate 2026.
Al momento hanno già dato la disponibilità a partecipare l’On.le Andrea Casu – deputato della Repubblica Italiana, Vicepresidente della Commissione Trasporti Camera dei deputati, in continuità con l’impegno preso con la presentazione dell’interrogazione parlamentare e il consigliere di Roma Capitale Riccardo Corbucci, Presidente della Commissione di Roma Capitale “Statuto e Innovazione Tecnologica”, anche lui in continuità con l’impegno preso durante l’assemblea del 2025 tenutasi presso i locali della locale parrocchia.
L’appuntamento, al quale il Cdq invita caldamente chiunque sia interessato a dar voce a un diritto civile fondamentale è fissato quindi per il 19 giugno, venerdì, al binario 4 della stazione ferroviaria di settebagni, ore 17,30.

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Settebagni manifesta per riavere Asl e 118 – servizio webTg di Alessandro Pino

28 Gen

 

 

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Cliccando qui  potrete vedere il servizio video realizzato da Alessandro Pino

Roma IV Municipio Montesacro: corteo per la scuola. Chi c’era? – di Alessandro Pino

27 Gen

pubblicato su http://www.abitarearoma.net

PINOscuolegennaiotrediciSi  è svolto  per le strade di Monte Sacro nel pomeriggio dello scorso 25 un corteo indetto dal “Coordinamento Scuole IV Municipio” – così si è letto negli annunci rimbalzati in rete come è ormai consuetudine –  per protestare contro i disagi e i tagli al settore sia a livello nazionale che dello stesso Quarto Municipio. La partenza era stata annunciata per le sedici e trenta da via Stampalia con arrivo a piazza Sempione, sede degli organi di governo municipali. Una piazza per la maggior parte deserta, tenuta sgombera dalle macchine solitamente parcheggiate e delimitata dal nastro della Polizia di Roma Capitale; deserta in apparenza anche la stessa sede del Municipio, con il portone sbarrato e le tapparelle pressoché tutte abbassate. Scriviamo in apparenza perché successivamente sul profilo Facebook dello stesso presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, si è data notizia di un corso per padroni di cani tenutosi nel medesimo pomeriggio proprio nell’aula consiliare. Fatto sta che i manifestanti – per la felicità del cronista semiassiderato per la lunga attesa – sono arrivati in piazza solo per le sette meno venti circa, mentre al loro passaggio il traffico veniva bloccato dai vigili replicando spiacevolmente scene viste finora in occasione dei cortei che a Roma in pratica ogni settimana paralizzano strade ben più centrali. Negli annunci visti in rete si era letto della partecipazione di insegnanti, studenti, famiglie e lavoratori della scuola in genere.

PINOscuolegennaiotredici2Sarà, ma forse visto il freddo queste persone si sono perse per strada, perché i presenti in piazza Sempione – nemmeno un centinaio a occhio e croce –  per età e sembiante davano più che altro l’idea di  abituèe dei centri sociali, con tanto di pulmino d’epoca Volkswagen in livrea da figli dei fiori. Per carità, compostissimi – forse anche loro sul punto del congelamento – tanto da far sembrare del tutto fuori luogo il nutrito spiegamento di forza pubblica messo in campo per l’occasione; solo ci si domanda a chi avranno mai gridato gli slogan, chi mai degli amministratori locali avrà letto gli striscioni, visto che come detto dalla sede del Municipio non si affacciava nemmeno un cane, inclusi quelli che stavano dentro a seguire il corso.

Alessandro Pino

Roma – Villa Spada: i residenti chiedono un’azione dimostrativa per il problema della puzza

24 Mag

Arrabbiati e delusi per la mancanza di comunicazioni ufficiali nonostante sia scaduto il termine ultimo il fine lavori, il presidente del Municipio Bonelli ispeziona l’impianto ma non interviene all’assemblea all’assemblea

foto A. Pino

Era prevedibile, da come gli abitanti di Villa Spada avevano reagito ai comunicati stampa del presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti, che nell’assemblea pubblica di ieri sera tutti si aspettassero la comunicazione di iniziative sul campo. La sala teatro della parrocchia di via Radicofani era piena di gente venuta a discutere su cosa fare visto che il termine che si erano presi Municipio e azienda per portare a compimento i lavori per l’eliminazione della puzza è scaduto ma gli odori sono rimasti e nessuna conferenza stampa è stata indetta, anche se il responsabile comunicazione di Ama la da per imminente.

L’atmosfera carica di attesa e resa elettrica dalla constatazione, man mano che il tempo passava, che in platea non c’erano né il presidente Bonelli, che pure in mattinata aveva compiuto un sopralluogo presso lo stabilimento di via salaria insieme a Benvenuti e ad alcuni consiglieri municipali, né nessun esponente della maggioranza che governa il Municipio. Un segno che è stato interpretato molto negativamente dai presenti, che si sono sentiti snobbati, come se ci fosse la volontà di fuggire da un confronto aperto con la popolazione.

I primi a parlare sono stati i rappresentanti del comitato spontaneo, ovvero il presidente Adriano Travaglia, il suo vice Daniele Poggiani ed il segretario, Salvatore Cangialosi. I tre hanno riassunto rapidamente gli eventi degli ultimi mesi, dopo che il Travaglia ha letto l’atto costitutivo del comitato, il cui fine è perseguire con ogni mezzo legale l’obiettivo di tornare alla vita serena di prima che arrivasse l’impianto Ama, possibilmente ottenendone la delocalizzazione. Stanno lavorando all’organizzazione di una grande manifestazione di strada, seguendo tutto l’iter richiesto dalla Questura, perché non vogliono che qualcuno si debba poi trovare a dover far fronte anche a spese legali e ammende, aggiungendo la beffa anche al danno.

foto A. Pino

Molti i politici presenti e semplici cittadini che hanno preso la parola: Riccardo Corbucci, vicepresidente del municipio e Fabio Dionisi, consigliere municipale, entrambi del Pd – partito presente anche con i presidenti di circolo Teresa Ellul e Silvia Di Stefano – hanno presenziato al sopralluogo insieme al presidente Bonelli e ne hanno riferito ai presenti, svelando che al biofiltro mancherebbe la copertura, in quanto non sono arrivate ancora tutte le autorizzazioni a costruire (evidentemente per la fattispecie non è prevista una deroga simile a quella di cui si è servito il commissario per l’emergenza rifiuti dell’epoca,  Marrazzo,  per autorizzare l’impianto); Massimiliano Iervolino, autore del libro “Con le mani nella monnezza”, Nando Bonessio, presidente dei Verdi Lazio, Claudio Maria Ricozzi, dirigente locale del Pd; Romano Amatiello per La Destra del IV municipio – partito non ancora rappresentato nell’aula consiliare –  ha riferito che che il capogruppo in Campidoglio, Rossin ha presentato mesi addietro un’interrogazione al Sindaco circa l’impianto di via Salaria, rimasta lettera morta. La segreteria tornerà a sollecitare la risposta ma comunque la posizione de La Destra  è per la delocalizzazione. L’attivista politico – accompagnato dal consigliere Ld del II Municipio Roberto Cappiello – si spinge oltre, fino a criticare l’assenza di qualsiasi rappresentante della maggioranza, in contrasto con l’opposizione municipale: “non basta seguire la vicenda istituzionalmente, bisogna essere presenti tra la gente e non fuggire il confronto con essa”.

I consiglieri Corbucci e Dionisi (foto A. Pino)

Tra gli interventi dei cittadini sono da segnalare quelli dell’ingegner Emilio Santa Maria, che ha spiegato gli studi presentati dall’istituto Negri di Milano, anche mettendone in luce le incongruenze. Peraltro, l’istituto prende a riferimento la normativa contro le emissioni odorigene vigente in Lombardia, perché il Lazio non ha legiferato in materia (quindi in teoria non si può violare un tetto massimo di emissioni perché il tetto massimo in questione…non c’è!, almeno per la nostra regione), dell’avvocato Cristiano Manni, che ha evidenziato come una strada possa portare anche direttamente alla Commissione Europea, il presidente del comitato di Fidene, quartiere immediatamente alle spalle di Villa Spada e dunque sotto vento-sotto puzza come i vicini, Peppe Maio, che con la sua veracità “popolana” tra il romanesco e l’inflessione lontana del dialetto d’origine, ha spiegato benissimo il concetto cardine dell’intera serata: la puzza, se anche non facesse male, rovina la vita e gli averi dei residenti, perché tra l’altro, le case qui, non hanno più mercato. La decisione di mettere una produzione di eco balle a meno di 200 metri dal primo abitato è stata sbagliata e forse illegale, sicuramente avventata. La magistratura già sta indagando sull’impianto, “probabilmente qualcuno andrà in galera, ma ci deve andare chi ha sbagliato, non noi se facciamo qualche cazzata per protestare. Tutti calmi, tutti entro le regole ma dobbiamo protestare, mo basta”. Sono le parole che tutta l’assise voleva sentire:  basta aspettare. Vogliono scendere in strada a manifestare, fare uscire la questione dai confini locali. Ma tranne le emittenti e la stampa locale, né Rai ne Sky hanno ritenuto di mandare qualcuno. Eppure Nino Santarelli, giornalista di Teleradiostereo ha suscitato un vespaio pubblicando un’intervista alla dottoressa Muraro, dirigente Ama, la quale ha affermato che gli odori che ora provengono dallo stabilimento sono paragonabili  a quelli che si percepiscono in una rivendita di frutta e verdura. In risposta sul palco è stata allestita una cassetta di prodotti vegetali assortiti. A dire il vero il cavolo era un po’ molesto. Ed era uno solo. Probabilmente se ce ne fossero stati un paio in più non avrebbero creato un’essenza profumata, figuriamoci qualche quintale di prodotti ortofrutticoli in decomposizione…no, decisamente non è stata un’uscita fortunata, quella della funzionaria. Sembra quasi un’ammissione, a voler esser pignoli.

il presidente del comitato di Fidene, Peppe Maio (foto A. Pino)

A stringere, la serata si è conclusa con l’annuncio dei preparativi per una grande manifestazione, con tutte le autorizzazioni e le prescrizioni in regola, per chiedere la delocalizzazione dell’impianto, peraltro cosa ardua, vista la gran quantità di euro che si dicono spesi. Probabilmente l’unica via, al di là della politica e della contabilità di bilancio, è quella indicata dai legali: costringere al risarcimento dei danni l’Ama, tanto che sia più conveniente spostare la produzione piuttosto che pagare i danni. Rimane un pizzico di delusione per la mancata presenza degli amministratori di maggioranza, perché l’assemblea non è stata per nulla schierata, anzi, a tratti è sembrato che qualcuno fosse presente per cercare di fare anche un po’ di passerella, consapevole che la questione è seria, la strada in salita e se mai questo pugno (confronto la popolazione totale di Roma) di disperati ‘ncazzati dovesse ottenere qualcosa manterrebbe memoria davvero molto lunga in merito a chi ha dato un supporto oppure no, quindi è meglio esserci perché, alla fine, nel peggiore dei casi, si potrà sempre dire “io però c’ero”. Alcune volte è necessario scendere tra la gente, confrontarsi anche con chi è esasperato per una situazione piovuta tra capo e collo in una sera d’estate, prendere magari qualche fischio ma mettere faccia e cuore. Ieri sera di fischi non ne sarebbero volati sicuramente. Questa ormai è gente troppo informata sui fatti per poter accusare il Municipio di alcunché, visto che l’amministrazione municipale poteri in merito non ne ha, se non quello di riferire e trasmettere le istanze degli amministrati, facendo pressioni nella scala gerarchico-politica, cosa che sta avvenendo, per altro. Allora perché non essere presenti?

L’emergenza rifiuti, se non risolta, scoppierà a Roma più grave che a Napoli. Malagrotta straborda, la Ue non sente ragioni, nessuno vuole il pacco-bomba di una nuova discarica sul proprio territorio, a ragion veduta, viste le note vicende di quella romana. Rispetto ai quasi tre milioni di abitanti di Roma, le poche decine di migliaia di residenti della zona potrebbero essere considerati come il male minore, un sacrificio “accettabile”.

Romano Amatiello (foto A. Pino)

L’inceneritore ha un appetito vorace, che viene alimentato a eco balle. Non si può interromperne la produzione di colpo senza rischiare di venire sommersi dall’immondizia. Lo sa la Regione, lo sa il Comune, lo sa il Municipio. Tutti e tre governati dagli stessi colori. Non ci si può sottrarre alle direttive superiori senza rischiare la “morte politica”.

L’alternativa ci sarebbe, la raccolta differenziata spinta. Ma bisogna attrezzarsi, crederci, riconvertirsi. Con costi e spostamento di interessi economici considerevoli. E queste sono tutte cose difficili da spiegare e da ammettere, quando si ha la responsabilità di amministrare.

Intanto il piccolo Davide si appresta ad affrontare Golia. Non resta che vedere come andrà a finire

Luciana Miocchi