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Tag Archives: Giorgio Limardi

Soldi in cambio di promesse di posti di lavoro. A processo cinque persone

4 Lug

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(pubblicato su www.di-roma.com)

Rinviato a giudizio Giancarlo Battista che denunciando Italo Bocchino fece scattare le indagini. Con lui altre quattro persone

L’illecita attività sarebbe iniziata nel 2007 per finire nel 2011, poco prima dell’inizio delle indagini, provocate dalla denuncia del giornalista Giancarlo Battista, ex militante del Msi, che accusava Italo Bocchino, all’epoca vice presidente di Fli, di ricevere pagamenti in cambio della promessa di assunzione presso la Camera dei Deputati o in altre ambite posizioni, autoaccusandosi di essere il braccio operativo dell’intero meccanismo…

In poco tempo i carabinieri appurarono l’estraneità del deputato, mettendo però in luce un l’esistenza di una truffa del giro di un paio di milioni euro, rastrellati in circa quattro anni, con l’utilizzo di false carte intestate, timbri e biglietti da visita.

Più di cinquanta le costituzioni di parte civile all’udienza preliminare per il rinvio a giudizio dei cinque indagati dalla Procura.

Grande scalpore ha fatto nel territorio del III Municipio la notizia che l’ex consigliere Giorgio Limardi – eletto nel 2008 nelle fila del Pdl, transitato nel Pd, approdato al gruppo misto per concludere poi la consiliatura nel Pdl, dopo un breve passaggio in FdI – è rimasto coinvolto nella vicenda. Si era sempre professato innocente ed estraneo ai fatti ma la sua tesi difensiva non ha convinto il Gip di piazzale Clodio, che insieme al Battista, a Massimiliano Polselli, Gianfranco Trionfetti e Raffaelo Zaval lo ha accusato di truffa e associazione per delinquere. Alle ultime elezioni non si era ripresentato, consapevole che il suo avviso di garanzia avrebbe potuto nuocere alla corrente politica che lo avesse candidato anche nel caso non avesse portato a nulla.

Raggiunto telefonicamente, Limardi non si nega. Risponde con un filo di voce, fino a poco prima era convinto di essere riuscito a dimostrare la sua estraneità ai fatti, dice che nei suoi conti non è stato trovato nulla di anormale. È rassegnato ad andare a processo ma confida nella giustizia italiana, ché alla fine la sua innocenza verrà dimostrata. Aggiunge solo una cosa, di aver deciso di allontanarsi dalla politica e dall’attività sindacale perché l’ambiente oramai lo ha “schifato”.

Luciana Miocchi

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IV Municipio di Roma Capitale: fotogallery di Giorgia Meloni e FdI al mercato Serpentara 2

22 Feb

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Roma Montesacro: il consigliere Giorgio Limardi esce dal gruppo misto e aderisce a Fratelli d’Italia

14 Gen

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(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Novità al consiglio municipale di Montesacro. Con l’adesione odierna di Giorgio Limardi, il consigliere che all’ultima tornata elettorale si era presentato tra le fila del Pdl e nel corso della consiliatura passò, a causa di alcune incomprensioni, tra le fila del Pd per poi approdare al gruppo misto, dove è rimasto finora, il neonato gruppo di “Fratelli d’Italia” può già contare su tre consiglieri e un assessore.

Emiliano Bono, capogruppo di FdI, nonché responsabile del partito sul territorio municipale così commenta il nuovo acquisto: «accetto con piacere l’ingresso in Fratelli d’Italia dell’amico Giorgio Limardi, la sua adesione è una dimostrazione del buon lavoro che ci ripromettiamo di fare sul territorio. Ora più che mai ribadiamo il nostro totale appoggio al Pdl e alla maggioranza e all’attuale giunta Bonelli». Dice Gorgio Limardi, che a questo punto sembra aver trovato finalmente l’espressione politica più vicina alle sue idee: «questa è una sfida che faccio con me stesso, mi rimetto in gioco. La scelta è stata maturata a partire da un nuovo modo di fare politica, che parte dalla base. Rispecchia i miei ideali. Ringrazio l’assessore Filini e il presidente  bono e la consigliera Tancioni per accolto in maniera entusiasta nel gruppo».

Luciana Miocchi

Giorgio Limardi. Espulso dal gruppo consiliare si scopre non essere iscritto al partito

1 Apr

Una storia che si tinge di mistero, quella dell’esclusione di Giorgio Limardi dal gruppo consiliare del Pd. Sembra che il nostro non sia nemmeno iscritto al partito.

Ma andiamo con ordine.

Come già raccontato nell’articolo dedicato all’approvazione del bilancio da parte del consiglio del IV Municipio, dopo la seduta di giovedì 29, una nota del capogruppo Paolo Emilio Marchionne rendeva di dominio pubblico la decisione presa poco prima: «Dopo l’ennesimo voto in difformità dal gruppo del Partito Democratico sulla delibera di bilancio 2012, che segue quello favorevole sul Piano Sociale di Zona, contestato dalle opposizioni, il gruppo del Pd del IV Municipio si é riunito e ha deliberato l’espulsione del consigliere Giorgio Limardi dal gruppo del Pd».

Seguiva un comunicato di solidarietà dei consiglieri comunali del Pd Coratti, Zambelli, Panecaldo e Policastro, nonché del consigliere Dionisi e al Presidente dell’assemblea del PD del IV Municipio» che contestavano la decisione, presa «senza alcuna consultazione con la Segreteria». Prosegue la nota: «Non possiamo che stigmatizzare con fermezza- sostengono- un provvedimento preso dal Gruppo in assenza di qualsiasi confronto con la dirigenza del Partito».

A ruota, malumori e parole dette a mezza voce negli ambienti del Pd locale, qualche indiscrezione sul fatto che Limardi addirittura non fosse tesserato con i democratici nonostante l’adesione al gruppo in consiglio municipale.

Anche un sito di solito informatissimo sulle questioni del Pd come www.roma2013.org (  http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=4432:il-pd-espelle-il-consigliere-limardi&catid=49:editoriale&Itemid=64) scrive semplicemente “il Pd espelle il consigliere del IV municipio Giorgio Limardi”, senza chiarire bene se si tratta di espulsione dal gruppo consiliare o dal partito o da entrambi.

La questione sembrerebbe di una certa serietà. Tanto che sulla questione tesseramento si o no pare sia stato interpellato il presidente dei garanti, che avrebbe comunicato al segretario di zona che no, Limardi non risulta essere iscritto al Pd. Può essere verosimile che la mancata iscrizione di Limardi sia una notizia di cui non era al corrente nemmeno Coratti, per stessa ammissione del neo espulso, suo punto di riferimento politico?

Ragionando per assurdo, se non fosse necessaria l’iscrizione al partito per far parte del medesimo gruppo consiliare, perfino il presidente del Municipio, senza cambiare colore politico potrebbe chiedere di aderire al gruppo Pd in consiglio, con conseguenze tutte da scoprire. Sull’adesione successiva poi, c’è ancora una polemica aperta se i componenti del gruppo debbano o no ratificare la decisione o possano soltanto prendere atto dell’accaduto.

Per sgombrare il campo da ogni possibile congettura è bastato chiedere al diretto interessato di dire le cose come stanno. Ebbene si, Giorgio Limardi non è iscritto al Pd – e non ne fa mistero, risponde liberamente – quindi non può essere espulso dal partito. Si iscriverà. Nel frattempo si occupa di articolo 18, argomento che gli sta particolarmente al cuore, continuando nelle sue iniziative politiche e aspetta la riunione di partito dei prossimi giorni. Come tutti. A questo punto, la telenovela del Pd locale comincia a farsi interessante

Luciana Miocchi

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