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Archivio | Casa di riposo di Casal Boccone RSS feed for this section
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Ex ospizio di Casal Boccone: un arresto per tentato omicidio – di Alessandro Pino

23 Apr

[Roma] È stato rintracciato e arrestato dai Carabinieri nell’ex casa di riposo occupata in via Di Casal Boccone un ventiquattrenne di Subiaco per il tentato omicidio di un suo compaesano, ancora oggi in prognosi riservata. Secondo la ricostruzione dei fatti, nel pomeriggio dello scorso 18 aprile, nei pressi del capolinea Cotral di Subiaco, al culmine di una lite per futili motivi, l’aggressore aveva estratto un coltello e colpito ripetutamente al tronco la vittima, per poi far perdere le proprie tracce dopo essere salito a bordo di un bus diretto nella Capitale. Il malvivente è stato appunto trovato qualche giorno dopo in un appartamento ricavato dentro l’ex ospizio occupato da diversi anni in via Di Casal Boccone. La perquisizione ha permesso di rinvenire e sequestrare un coltello ritenuto essere l’arma utilizzata per il ferimento e i vestiti sporchi di sangue, indossati al momento dell’aggressione.

Alessandro Pino

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Casal Boccone: maxirissa a sprangate e coltellate nell’ex ospizio occupato – di Alessandro Pino

13 Ago

Maxi rissa a colpi di sprangate e coltelli la notte tra sabato e domenica scorsi nella ex casa di riposo in via di Casal Boccone 112 – occupata abusivamente da centinaia di individui ormai da parecchi anni dopo la dismissione da parte del Comune – tra gruppi di stranieri. Si legge su “Il Messaggero” che le forze dell’ordine, allertate da una telefonata, hanno trovato a terra un magrebino trentenne, preso a sprangate in faccia con una tale violenza da procurargli fratture alla mascella e a uno zigomo, con trasporto al pronto soccorso in codice rosso. All’arrivo dei poliziotti i partecipanti alla furibonda rissa – almeno una ventina – si sono dileguati ma uno è stato fermato: si tratta di un tunisino. Al momento si indaga sui motivi dello scontro che sembrerebbe forse originato da una aggressione da parte di uno degli occupanti, ubriaco, con successiva reazione a catena, anche se non si escludono implicazioni con traffici di droga. Nel frattempo infuria la polemica sulla presenza di una sacca di illegalità di tale consistenza tra le zone di Talenti e della Bufalotta.

Alessandro Pino

(foto d’archivio dell’autore)

Casal De’ Pazzi: anziana derubata mentre gettava i rifiuti – di Alessandro Pino

8 Nov

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Criminalità di strada sempre più aggressiva e insidiosa nelle nostre strade: il fatto più recente segnalato si è consumato la mattina del 7 novembre in zona Casal De’ Pazzi tra via Zanardini e la Nomentana, ai confini tra il Terzo e il Quarto Municipio. A quanto sembra, una anziana signora si era fermata con la propria vettura di fianco a una campana della raccolta vetri per gettarvi alcune bottiglie. Nella macchina c’era la borsa con documenti, carta bancomat e chiavi di casa. Pochi istanti per disfarsi dei rifiuti e quando si è voltata la borsa era già sparita, probabilmente trafugata da qualcuno appostato vicino al contenitore.
Alessandro Pino

una puntata di Serpentara Tv da rivedere

20 Gen

Se il Comune ne fa una questione di costi d’affitto improponibili per una struttura che necessiterebbe oramai di opere di ristrutturazione e manutenzione fatte come si deve, se si nomina un delegato per trattare con proprietà ed Ente gestore che porta delle soluzioni concordate che sembrano avere un senso, se le controparti non sembrano non rispondere o se ne lavano le mani, se la struttura viene occupata..

forse è il caso di rivedere questa puntata della trasmissione di Serpentara Tv dedicata alla ormai ex casa di riposo di Roma2. Il consigliere Arista avrebbe potuto non partecipare ed il programma nemmeno andare in onda. Ci mette le parole e la faccia, a testimonianza di un impegno formale. I privati, giustamente possono e devono fare quello che ritengono migliore per i propri interessi. La collettività ha il diritto di avere risposte convincenti

http://www.livestream.com/serpentara/video?clipId=pla_713abb76-2b55-4ace-bac3-60808363c6b3)

 

Luciana Miocchi

Il consigliere Arista, delegato alla sanità racconta “la cronistoria di un’ordinaria italica follia nella gestione della Casa di riposo di via Casal Boccone – di Concetta Di Lunardo

20 Gen

(pubblicato anche su http://www.agoravox.it)

Ad un anno dall’inizio delle mobilitazioni contro la chiusura della casa di cura “Roma2” di via Casal Boccone in IV Municipio, il bilancio è fallimentare:  proteste, atti votati all’unanimità e raccolte di firme non hanno scongiurato la chiusura voluta dal sindaco Alemanno e la Belviso. Quanto pesa, su tutta questa vicenda, la trattativa in corso sulla cementificazione di Casal Boccone? Mentre è in atto l’occupazione della struttura da parte dei Blocchi Precari Metropolitani nel tentativo di sottrarla alla speculazione, alla rendita e al profitto, il consigliere Alfredo Arista, delegato alla sanità e Presidente alla Commissione Bilancio e patrimoni del gruppo di maggioranza ( Pdl) in IV Municipio ripercorre nell’intervista “la dettagliata cronistoria di un’ordinaria italica follia nella gestione di una casa di riposo”-
Quali i costi di gestione della struttura?
La Casa di riposo Roma2 di via di Casal Boccone 112, nel 2008 accoglieva circa 70 ospiti di cui 56 autosufficienti gli altri avevano bisogno di cure particolari,  i dipendenti circa 50. A fronte di tali numeri reali, il Comune di Roma, corrispondeva alla F.im.it al quale l’Enpals, ente proprietario, aveva affidato la gestione dell’immobile per circa 1.400.000 euro. I costi complessivi della struttura, notevolmente sottooccupata, pesano al  Comune 5 milioni di euro l’anno! L’edificio necessita di interventi di manutenzione,  tanto che nel primo incontro da noi avuto con i responsabili di F.im.it, gli stessi si sono resi disponibili ad intervenire per un importo di circa 4.000.000 di euro per la ristrutturazione che avrebbe permesso l’agibilità di tutto l’edificio, Oggi alcuni padiglioni sono impraticabili per incuria e mal gestione, sempre in presenza di un rinnovo del canone di locazione da parte del Comune non inferiore al 1.380.000 euro che a loro parere era affitto congruo per tale struttura(inferiore di circa l’8% a quanto da loro percepito nel 2010).
Perché i dirigenti Fimit erano così sicuri di essere nel giusto nel richiedere un affitto così congruo?
Lo erano in quanto in possesso di un parere di congruità, per una struttura di tali dimensioni (circa 11.500 mq),  espresso da una dirigente del III dipartimento Patrimonio del Comune di Roma, ad aprile 2008, quando cominciò la trattativa per il rinnovo dei canoni. Considerato che la legge regionale 41/2003, regola in 120 il numero massimo di ospiti per struttura di accoglienza, per poter reggere tale affitto la struttura andava incontro a lavori di ristrutturazione importanti, magari prevedendo l’intervento della Regione, convenzionando una parte dei posti con una R.S.A., per poter accogliere almeno 240 ospiti in due aree recettive distinte che avevano in comune solo il reparto cucine, la lavanderia, l’area per la sterilizzazione e quella dei locali caldaie. Facciamo un passo indietro e speriamo che sia l’ultimo.
Quali i costi medi mensili per assistiti di una struttura del genere e la relazione con la decisione di chiuderla?
Oscillano tra i 300-400 euro per il soggiorno e arrivano ad un costo mensile tra 1500-1800 euro quando si aggiungono i costi dei materiali del personale, dei servizi, delle manutenzioni, che salgono per le RSA a 2100-2300 per i maggiori costi di medici e paramedici. I nostri circa 70 accolti a ”Romadue” costavano al Comune di Roma circa 6190 euro al mese (5.200.000/70accolti/12 mesi). I numeri chiariscono il fallimento e  l’insostenibilità da parte del Comune dell’impresa.
A settembre 2011 l’incontro voluto dai dirigenti di Fimit, che realizzano della chiusura al 31 dicembre 2011;
All’incontro è presente il Presidente Bonelli, con il quale lavoravo da mesi per trovare soluzioni sia di gestione che di abbattimento della lista d’attesa e ribadiamo che la struttura per riqualificarsi doveva accogliere un adeguato numero di ospiti, o non sarebbe stato possibile mantenerla aperta. A fine riunione ci viene chiesto di formalizzare una nuova proposta nuova di affitto che formuliamo a fine ottobre in sinergia col V dipartimento e l’Assessore competente, che ci hanno sostenuto, mettendo a disposizione le economie necessarie per poter portare a 240 il numero delle persone accolte in un posto che, finalmente ripristinato e ristrutturato, sarebbe stato reso fruibile anche da parte dei parenti degli accolti in visita.
Risposta mai arrivata, visto che gli anziani sono stati trasferiti
Attendevamo una risposta entro il 20 di novembre, termine ultimo datomi dal Comune per non iniziare le pratiche di trasferimento degli ospiti fino ad allora accolti. Il 10 novembre mi reco all’Enpals, proprietà della struttura,  per cercare un appoggio e  poter esercitare una qualche pressione positiva sulla Fimit.
Qual è stato il riscontro della proprietà?
L’incontro si concluse con gentili convenevoli e con la conferma del fatto che la Fimit aveva sì stipulato con loro un contratto di gestione e quindi il problema era di loro competenza, ma che in  tutto ciò avrebbero preferito lavarsene le mani. Realizzavo che il territorio avrebbe perso una struttura e che quanto mi stava a cuore, non era per Enpals una questione della quale curarsi!
La risposta da parte di  Fimit, alle vostre proposte per scongiurare la chiusura della casa di cura?
“La proposta da voi formulata non è accettabile perché più bassa di circa il 35% di quanto da noi richiesto (1.380.000 a fronte 860.000- 890.000 euro)  e in secondo luogo deve essere il Comune e non un ente terzo il nostro unico interlocutore privilegiato”.
Evidente che gli interessi in quell’area convergono in altre direzioni
I dilemmi dell’amara riflessione sono: è possibile vanificare un lavoro di mesi per non voler esporsi negli interventi necessari per poter rendere la struttura fruibile ad un numero congruo di ospiti? E’ possibile mandare in malora un edificio così importante per incuria, vista la presenza di un vincolo che non permette altre destinazioni d’uso della struttura almeno a breve termine? Si può essere così miopi da non capire che una struttura con un teatro reso un ripostiglio, una piscina tombata e quasi un ettaro tra parco e parcheggio mai soggetto a manutenzione negli ultimi 12 anni, debba avere un fondo di ammortamento per le manutenzioni ordinarie? Si può essere così trascurati e ottusi tanto da chiudere un piano per infiltrazioni di acqua (il 4° piano), senza ripararlo, in una struttura che ha reso oltre 15 milioni di euro di soli affitti, in 12 anni? Questo purtroppo accade anche se nutro speranza in un ripensamento e che il nuovo anno porti consiglio. Noi, da parte nostra, ci prodigheremo affinché, anche fuori tempo massimo, la casa di riposo “Roma2” di Via di Casal Boccone, possa tornare ad essere quell’importante polo di accoglienza per la terza età di cui i residenti e il territorio hanno ancora bisogno.

Concetta Di Lunardo

I Blocchi precari metropolitani occupano la struttura dell’ex casa di riposo di Casal Boccone

9 Gen

Domenica 8 gennaio la struttura di via di Casal Boccone che ospitava la casa di riposo Roma2, ufficialmente chiusa e smantellata al 31 dicembre 2011 è stata occupata da un centinaio di attivisti dei Blocchi precari metropolitani con un’operazione  studiata nei minimi particolari.

Hanno coperto tutte le superfici vetrate con lamine metalliche e steso vari striscioni stampati. Sul posto sono intervenuti blindati di carabinieri e guardia di finanza. Alle 15 la situazione sembrava essere di calma apparente. I furgoni dei reparti anti sommossa dei Cc e della polizia erano schierati lungo la rotonda, poco distante quindi, in attesa di ordini ulteriori.

All’entrata solo poche macchine “ufficiali” e alcune civette. Alcuni occupanti entravano ed uscivano liberamente ma mantenevano la consegna del silenzio. Tra di loro molti immigrati.

Tra i politici locali, immediata è arrivato il commento dei consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Fabio Dionisi, che si sono detti contrari ad ogni genere di occupazione.

Questo il testo del comunicato diffuso dai Blocchi Precari Metropolitani e pubblicato dal sito http://www.contropiano.org :

“Per 42 anni la casa di riposo Roma II di via Casal Boccone ha fornito un servizio importante per il territorio e per la città. Nel mese di dicembre la struttura che ospitava 69 anziani (16 ultranovantenni), un polo geriatrico, un centro Alzhaimer e dove prestavano servizio 60 lavoratori, ha chiuso.
Gli anziani sono stati “deportati” altrove, gli operatori ricollocati e i macchinari smantellati.
Il tutto torna nelle mani della FIMIT e di Ligresti verso nuove lottizzazioni, nuovi profitti e nuove speculazioni immobiliari. Gli interessi sono molti e le mire quelle consuete dei signori del mattone.
Il ruolo svolto dal Comune e dal Sindaco è stato a dir poco superficiale. Sia nella gestione del trasferimento degli anziani, sia nell’approfondimento di possibili soluzioni che mantenessero il bene come servizio pubblico. Si è voluto mettere l’accento sull’onerosità dell’affitto piuttosto che sulla fondamentale funzione svolta dalla struttura socio-sanitaria.
La nostra iniziativa intende riaprire la questione. Molti e molte hanno lottato per difendere lo spazio senza riuscirci. Ora dopo la riappropriazione discutiamo insieme su come strapparlo alla rendita e alla speculazione finanziaria.
La crisi che tutti noi viviamo e il debito che ci vogliono imporre è costituito anche da queste privazioni. L’idea che dismissioni, privatizzazioni, liberalizzazioni, siano la panacea per uscire dalle difficoltà finanziarie di questo paese ci sta togliendo ogni sovranità sui beni comuni. Il patrimonio pubblico e strutture come quella di Casal Boccone non possono andare perdute e vanno difese ad ogni costo.
Noi non decidiamo più su come deve essere usato il territorio e ciò che è costruito. Assistiamo ad un consumo di suolo costante e vorace, ad un saccheggio delle risorse e dell’ambiente, senza che nulla serva per affrontare l’emergenza alloggiativa o la mancanza di spazi sociali e culturali. In più subiamo una precarizzazione costante del lavoro e tra gli altri soprattutto gli operatori sociali impegnati sul territorio e in strutture come questa ne pagano le conseguenze. Le nostre esistenze divengono sempre più precarie e il nostro presente sempre più sotto ricatto. Per non parlare del futuro con redditi incerti e diritti malfermi.
La mobilitazione intende riaprire in città un conflitto per la difesa dei beni comuni, della sovranità territoriale, della democrazia e della difesa dei diritti . alla casa, al reddito, ad un welfare di cittadinanza per autoctoni e migranti. Questa è la sicurezza che dobbiamo vogliamo e non quella del controllo di polizia sul territorio, utile solo a limitare gli spazi di democrazia e la libertà di movimento.”

Per martedì 10 gennaio i Blocchi hanno annunciato un’assemblea pubblica.

Si attendono ora le reazioni del resto del mondo politico.


Luciana Miocchi (testo) – Alessandro Pino (foto)

Casa di riposo “Roma 2”: ultimo atto – trasferito anche il centro Alzheimer, restano solo i vigilantes

5 Gen

(pubblicato su http://www.europagiovani.com/index.php?module=loadRubriche&IdCategoria=32&IdRubriche=317)

La casa di riposo di via di Casal Boccone è ormai ex. Corridoi silenziosi, arredi dismessi. Trasferito anche il centro Alzheimer. Tra poco, dietro i cancelli chiusi cominceranno a crescere rigogliose le erbacce che si impossessano di tutti i luoghi disabitati. La struttura intitolata a Italia Talenti a fine novembre era stata al centro di accese dispute politiche, suscitate dalla decisione del Comune di Roma di chiuderla perché ritenuta troppo onerosa per le casse cittadine, rispetto a soluzioni assistenziali alternative.

In quei giorni, le proteste iniziate mesi prima dai lavoratori delle cooperative impiegate nella struttura vennero rilanciate da un tam tam sui principali social network ad opera di alcuni comitati di quartiere, di semplici cittadini, di sindacati ed esponenti di partito che avevano capito la potenzialità dirompente dell’argomento. Invecchiare è una tappa d’obbligo per tutti, l’alternativa non è preferibile, come non immedesimarsi in un anziano che crede di aver raggiunto la stabilità affettiva e di routine di vita tanto necessari in un periodo dell’esistenza così delicato mentre invece viene invitato a cambiare di nuovo abitudini, compagni, ambiente.

Così l’abituale quiete del posto era stata rotta da animate manifestazioni. La serietà della faccenda era testimoniata anche dal calibro sempre crescente dei politici che si avvicendavano nel cortile, esprimendosi contro o a favore della dismissione, secondo il rispettivo orientamento. Diversi tra gli anziani residenti avevano voluto dire la propria ai giornalisti accorsi, raccontando i percorsi di una vita che li aveva portati a vivere in una struttura nel quale tutto sommato si trovavano a loro agio e che consideravano come una vera casa, con gli altri ospiti divenuti parte di una ricostituita famiglia e l’angoscia di dover ricominciare da capo ancora una volta.

Ad un certo punto era sembrato anche che potesse aprirsi uno spiraglio nelle trattative tra il Comune e la proprietà. Il consigliere municipale Alfredo Arista, Pdl, delegato a trattare con la proprietà ed il gestore aveva proposto di affiancare alla casa di riposo una struttura per anziani non autosufficienti, in modo tale da poter abbassare il costo di permanenza per ogni singolo utente, con i necessari lavori di manutenzione straordinaria a carico della proprietà. Il progetto era stato illustrato dallo stesso Arista durante la trasmissione di Serpentara Tv dedicata alla vicenda ( vedi http://www.livestream.com/serpentara/video?clipId=pla_713abb76-2b55-4ace-bac3-60808363c6b3)Stessa soluzione proposta dal Sindacato.

Il tutto, purtroppo,  si è risolto in nulla di fatto. Le volontà delle parti non si sono incontrate.I trasferimenti degli ospiti erano iniziati comunque, proseguendo mentre l’interesse per la vicenda dimostrato da quegli stessi politici che sembravano considerare la “Roma 2” il centro del mondo calava tanto repentinamente quanto era cresciuto poco prima. L’ultima partenza, quella che ha svuotato definitivamente la struttura è avvenuta il 31 dicembre. Ora della concitazione di quei giorni non è rimasto nulla: il piazzale antistante la costruzione è deserto, eccezion fatta per le auto delle guardie giurate che vigilano a scongiurare le probabili occupazioni e di un paio di pulmini che erano adibiti al trasporto disabili. Viene da chiedersi dove si trovano ora quegli anziani che avevano confidato a volti a loro sconosciuti la loro storia, la preoccupazione e anche la rabbia per essere stati dipinti in qualche articolo come dei disadattati dai capelli arruffati e dalla bocca sdentata.

Viene da chiedersi anche dove siano quei politici che avevano fatto a gara nell’apparire al fianco degli ospiti della “Roma 2”, alcuni dei quali si risentivano platealmente se non trovavano il proprio nome tra quelli citati negli articoli. E, infine, passando sulla strada che scorre ai piedi della collinetta, ci si chiede che fine farà lo stesso edificio, stretto d’assedio tra due ali di nuove costruzioni. Al momento l’area è vincolata dalla donazione Talenti. Gli edifici, già in parte inagibili, rischiano di divenire irrecuperabili. La proprietà per quanto sosterrà i costi di una vigilanza che sorveglia un bene che non produce nulla?

Luciana Miocchi e Alessandro Pino

Casa di riposo di Casal Boccone: tra proteste, malori e esposti alla Procura della Repubblica, si attende l’arrivo di Di Pietro

30 Nov

Prosegue il presidio davanti la casa di riposo di Casal Boccone.

è iniziato lo sgombero delle sale comuni (foto A. Pino)

Nella notte, colto da malore e prontamente trasporato in ambulanza a Villa Domelia, è deceduto uno degli ospiti che non sono ancora stati trasferiti. Questa mattina, un comunicato congiunto di Riccardo Corbucci, vice presidente del consiglio municipale, Pd,  e Teresa Ellul, coordinatrice del circolo Nuovo Salario del Pd, informa del fatto che un’altra anziana, “la Signora Cecilia ha accusato un malore dopo che le era stato tolto il letto per prepararla al trasferimento in un’altra struttura ed é stata attaccata alla bombola dell’ossigeno seduta su una sedia. Queste sono le condizioni degli anziani della Casa di riposo di Casal Boccone in IV Municipio dove procede senza sosta la deportazione degli anziani, nonostante le proteste e le sceneggiate del vicesindaco Sveva Belviso riprese in un video pubblicato su youtube”.

Per questa mattina è prevista la consegna alla direzione della casa di riposo di copia dell’esposto presentato presso la lla Procura della Repubblica, ad opera del senatore Idv Stefano Pedica, con il quale si portano in evidenza le presunte irregolarità emerse nelle modalità di richiesta di trasferimento volontario firmate dagli anziani assistiti. Nel documento il senatore richiama peraltro il parere negativo espresso dal IV municipio alla chiusura della struttura, fa riferimento ai filmati girati il 23 novembre durante la manifestazione tenuta sul piazzale attiguo e ne allega alcuni a sostegno dei punti esposti. Tra le altre cose vengono contestate nero su bianco le cifre delle voci di spesa presentate dalla direzione, in quanto nella casa di riposo non vi è adsl di libero accesso agli anziani né vigilanza notturna, mentre per l’assistenza psicologica viene evidenziata la differenza delle ore dichiarate.

Sono iniziati i lavori di sgombero delle parti comuni.

Nelle prossime ore dovrebbe arrivare l’onorevole Antonio Di Pietro.

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Aggiornamento:  sono giunti in visita agli anziani della casa di riposo il

L'arrivo del senatore Stefano Pedica, Idv, alla casa di riposo (foto A. Pino)

senatore Stefano Pedica, buona parte dei consiglieri Pd municipali, la consigliera comunale  Gemma Azuni, ex Sel,una delegazione dello Spi Cgl.

Per venerdì due dicembre il Pd ha organizzato una fiaccolata di solidarietà che da piazza Talenti partirà alle ore 18,30 e arriverà fino alla casa di riposo in via di Casal Boccone.

Luciana Miocchi

Casa di riposo di Casalbertone : prosegue il sit in

28 Nov

Continua anche oggi il sit in di protesta davanti la Casa di riposo per cui Comune, proprietà e gestore non hanno trovato un accordo che salvaguardi gli anziani presenti nella struttura.

Luciana Miocchi

Casa di riposo di Casal Boccone: cronaca della mattina del 23 novembre, giorno di inizio dei traferimenti degli ospiti – di Alessandro Pino

24 Nov

Per tutta la mattina del 23 novembre un posto solitamente tranquillo e isolato come la Casa di Riposo che si trova al civico 112 della via di Casal Boccone è diventato il centro della vita politica cittadina, luogo di animate manifestazioni che hanno visto anche la presenza di diversi equipaggi delle Forze dell’Ordine. Era previsto infatti l’inizio dei trasferimenti – formalmente su base volontaria – degli anziani ospiti in altre strutture di alloggio comunali. Il trasloco era dovuto alla annunciata dismissione della struttura, sottoutilizzata negli spazi a causa della legge regionale

foto A. Pino

41/2003 e il cui canone di affitto – la proprietà è dell’Enpals che lo ha dato in amministrazione alla società Fimit – mesi addietro era stato giudicato dalla giunta Alemanno troppo oneroso per le casse cittadine rispetto al costo di soluzioni assistenziali alternative da proporre agli interessati, ivi compreso il trasferimento in sistemazioni gestite da privati.

Nei giorni immediatamente precedenti, sulle pagine Facebook di alcuni comitati di quartiere c’era stato una sorta di tam tam per attirare l’attenzione di cittadini, stampa locale e politici sulla sorte dei residenti. Il risultato è stato – in parte – quello sperato: una trentina di persone – semplici cittadini, rappresentanti sindacali della Cgil, lavoratori impiegati nella struttura, oltre alla coordinatrice del circolo Pd Nuovo Salario Maria Teresa Ellul – è arrivata praticamente insieme ai furgoni per caricare gli effetti personali di chi doveva partire.

foto di A. Pino

 Sulle  ringhiere dei balconi erano appesi – presumibilmente non da persone anziane, vigorose nello spirito ma non nel corpo – numerosi striscioni con su scritte come “Voglio morire qui” o “Da qui non ci muoviamo”. L’atmosfera si è riscaldata quasi immediatamente nonostante si fosse a fine novembre quando la Ellul si è sdraiata a terra davanti al cancello a simboleggiare la volontà di non fare uscire i veicoli, le cui operazioni di carico sono proseguite in altra parte del complesso. Nel mentre, stimolati anche dai rappresentanti sindacali, i più determinati tra gli ospiti esprimevano ai cronisti presenti il loro stato d’animo, raccontando i percorsi di una vita che –  magari agiata come nel caso di Giuliana, novantenne di aspetto tanto delicato quanto d’animo combattivo, per anni residente ai Parioli – li avevano portati a vivere in una casa di riposo. Storie toccanti che prendevano forma liquida nelle lacrime di chi adesso ai tanti addii dati negli anni  si vedeva costretto a salutare anche gli amici a quattro zampe conosciuti qui: una colonia di gattoni ormai abituati a prendere il cibo da mani rugose. Parole cariche di stanchezza accumulata da chi finalmente aveva messo radici qui dopo aver vissuto tanti, troppi stravolgimenti e sente, come affermato da Enzo, «di essere diventato un pacco postale». 

foto di A. Pino

Man mano che trascorreva il tempo il piazzale antistante si è gradualmente riempito di persone e altri esponenti dell’opposizione municipale e capitolina: la consigliera comunale Gemma Azuni e dopo di lei i consiglieri municipali Riccardo Corbucci, Federica Rampini e Paolo Marchionne. Alcune anziane sono state fatte accomodare su due panchine messe di traverso all’ingresso ed è stato lì che sono iniziati gli screzi che hanno poi caratterizzato il resto della mattina. I primi a prendersi di petto, mentre una stizzita assistente sociale invitava a non filmare la scena, sono stati la Azuni e il direttore della Unità Organizzativa per la terza età e le case di riposo del Comune di Roma, l’economista Michele Guarino, rimasto fino a quel momento defilato. Da quel momento è stato un crescendo di alterazione, alimentato probabilmente dalle dichiarazioni di alcuni ospiti che hanno suscitato qualche dubbio – fermamente respinto da Guarino – sul modo in cui si sarebbero ottenute da loro le richieste di trasferimento in altra sede.

foto di A. Pino

Fatto sta che alcune delle attempate manifestanti hanno voluto che una funzionaria municipale mettesse a verbale la loro volontà di rimanere a Casal Boccone. Che il crescere dei toni andasse di pari passo con il calibro dei politici in campo, lo si è visto quando a rappresentare la maggioranza capitolina è arrivata  la vicesindaco (nonché assessore alle Politiche Sociali) Sveva Belviso che ha esordito chiedendo chi fossero gli organizzatori della sceneggiata; forse resasi conto della battuta non proprio felice si è seduta sulla panchina con le attempate manifestanti, probabilmente in segno di distensione. I battibecchi non sono cessati,  e mentre l’opposizione metteva in campo addirittura il senatore Stefano Pedica si sono viste così la Belviso e la Rampini scambiarsi  battute piccate come «Lei chi é ?» e «No, chi è lei», tanto che solo a tratti nell’accavallarsi di voci si è riuscito a carpire ai vari protagonisti qualche frase priva di aggressività: «Io mi rendo conto del trauma che questi signori subiranno – ha affermato il vicesindaco Belviso –  perché loro ormai qua sono abituati e quindi hanno paura del cambiamento. Una cosa  che invece non ammetto è la strumentalizzazione, la cattiveria di tutti quelli che consapevoli che a loro non mancherà nulla, gli mettono il terrore. Mi dispiace che c’è chi fa leva su quel timore per mettere in evidenza il proprio ruolo». Al vicesindaco hanno replicato gli esponenti dei sindacati, contestando proprio le cifre in base alle quali si è stabilito di chiudere la struttura di Casal Boccone. Sembrava un muro contro muro quando un timido spiraglio è arrivato da una proposta avanzata da Daniele Ozzimo, consigliere comunale del Pd e vicepresidente della Commissione Politiche Sociali: destinare al mantenimento e a un uso più intensivo della casa di riposo i sei milioni di euro previsti per il prossimo acquisto di un palazzo in via Assisi che dovrebbe essere destinato a ricovero di senza tetto. Rivolgendosi alla Belviso ha detto «Fermo restando che è giusto che l’amministrazione si ponga il problema dei costi, sfaldare questo nucleo di persone che vivono insieme mi pare un atto di cattiveria. Cogliamo quest’opportunità e quel servizio lo portiamo qui. Tu Sveva, fatti carico di questa proposta e facciamo tutti contenti».

Il vicesindaco Belviso non ha rifiutato la proposta di Ozzimo, riservandosi di verificarne la fattibilità. Nel frattempo però, a differenza di quanto richiesto da chi ne augurava la sospensione, pare che i trasferimenti da Casal Boccone nei prossimi giorni proseguiranno. 

Alessandro Pino

precisazione della consigliera comunale Gemma Azuni riguardo il sit in alla casa di riposo di Casal Boccone del 23 novembre

23 Nov

dal post di Gemma Azuni pubblicato sulla condivisione fb  sul gruppo Comitato di quartiere di Serpentara dell’articolo di questo blog  http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwp.me%2Fp1ErPX-6R&h=sAQGMTC31AQGWEW4Z2JVO45mgSEVa4VOnQW269yVG4Paapg  “E’ iniziato il trasferimento degli ospiti della casa di riposo di Casal Boccone”

“forse ha dimenticato altre presenze che dalla mattina presto hanno vigilato affinchè non fossero trasferiti gli ospiti della casa contro il loro volere e cioè la sottoscritta, la segretaria regionale dello SPI Cgil, la CGIL regionale, alcune rappresentanze dei sindacati di base, molti operatori etc. L’informazione deve essere completa per essere credibile”

questa la mia risposta:

“Non  era mia intenzione dimenticare nessuno. Sono state indicate le persone riconosciute e si è cercato di fornire l’informazione più completa possibile, pur con i limiti dei tempi della presa diretta. Ringrazio per la precisazione, che renderà sicuramente più credibile la notizia”

(la prossima volta costringerò Alessandro Pino a chiedere le generalità a tutti i presenti)

È iniziato il trasferimento degli ospiti della casa di riposo di Casal Boccone

23 Nov

Da questa mattina sono iniziate ale operazioni di trasferimento degli ospiti della casa di riposo di via di Casal Boccone, struttura gestita dal Comunew di Roma, che verrà definitivamente chiusa al 31 dicembre perchè considerata troppo costosa da mantenere a bilancio, soprattutto per via del canone di locazione da pagar all’Enpals, proprietario degli edifici.

Sul piazzale antistante in questo momento ci sono una trentina di persone, tra anziani ospitati, sostenitori e operatori. Il presidio è iniziato presto, con panchine messe di traverso e l’ex presidente del consiglio municipale Teresa Ellul che si è sdraiata per terra.

Alle 11 sono presenti i consiglieri municipali del Pd Riccardo Corbucci e Federica Rampini, nonchè la consigliera comunale del gruppo misto Gemma Azuni. Nessuno della maggioranza municipale nè comunale si è ancora visto.

All’interno dei cancelli è ancora presente il camioncino che dovrebbe provvedere al trasloco.

Molti degli anziani sono in lacrime, altri sono rassegnati. Chi tra loro accudiva dei piccoli animali in giiardino ha avuto la brutta notizia che non potrà portarli con se nella nuova destinazione. Una vecchina continua a ripetere che lei vuole morire li dentro, non vuole andare da nessun’altra parte.

Agli anziani, formalmente  è stata fatta fatta firmare una richiesta per essere trasferiti ma lamentano di essere stati quasi costretti, perchè gli è stato prospettato che a breve sarebbero state staccate le utenze di luce, acqua e gas.

Luciana Miocchi

Foto: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=311783558832627&set=p.311783558832627&type=1&ref=nf

Casa di riposo di Casal Boccone: rinvio trasferimenti

20 Nov

I primi trasferimenti degli ospiti della casa di riposo sono stati rinviati da lunedì 21 al mercoledì 23

il 21 novembre cominceranno i trasferimenti dalla casa di riposo di Casal Boccone. Chiude così una delle ultime strutture comunali

19 Nov

La notizia è riportata dal wall fb di Daniela Caramel.  Poche righe che concentrano mesi di incontri e trattative per cercare di salvare la struttura gestita dal Comune e che ospita anche un centro per la cura dell’Alzheimer, punto di riferimento fondamentale per tutta Roma Nord. Niente da fare, l’affitto costa troppo e la decisione presa da mesi, nonostante proteste e manifestazioni comincerà a mostrare i suoi effetti da lunedi prossimo, 21 novembre, con il trasferimetno dei primi ospiti della struttura. ” La CGIL sta preparando dei manifesti, e sarà presente davanti alla casa di riposo dalle 8,30. Sarebbe il caso di mobilitarsi – scrive Caramel – e mostrare solidarietà agli anziani, ovviamente tenendo conto delle loro condizioni di salute e quindi senza porre in essere azioni eclatanti. Tutti quelli che hanno aderito alla raccolta di firme sono invitati a partecipare”.

Luciana Miocchi

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