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Tag Archives: Ama Salaria
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Colonna di fumo dall’ impianto Ama di via Salaria – di Luciana Miocchi

11 Dic

Dalla diretta su fb di qualche minuto fa di Maria Teresa Maccarrone, residente e attivista per la chiusura dell’impianto, si vede una spessa colonna di fumo salire dall’impianto Tmb di Ama in via Salaria. Sconosciute al momento le cause, in un primo momento non si vedevano le fiamme ma dopo pochi minuti sono divenute chiaramente visibili anche dalla strada, come da fotogramma qui sotto:

Sul posto, sono arrivate immediatamente due pattuglie della polizia di Roma Capita le, i carabinieri e diversi mezzi dei Vigili del Fuoco. Si consiglia di evitare via Salaria, anche se al momento risulta aperta.

Dopo un’ora la situazione è visibilmente peggiorata, una spessa colonna di fumo nero, sospinta dalla corrente, si sta abbattendo sui quartieri limitrofi.

Dentro l’impianto sono entrati il presidente del Municipio Giovanni Caudo e l’assessore all’ambiente municipale Francesco Pieroni.

Alle otto e mezza di notano tre colori distinti nella colonna di fumo. Un’altra squadra di vigili del fuoco arriva sul posto

Dalle notizie che giungono, le fiamme sono divampate intorno alle quattro di notte. Nell’impianto presente anche l’assessore capitolino all’ambiente, Pinuccia Montanari.

Attorno a mezzogiorno la situazione pare ormai normalizzata.

Luciana Miocchi

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Assemblea pubblica per decidere sulla riconversione del Tmb Salaria – di Alessandro Pino

26 Set

Nel recente incontro tenutosi con l’assessore capitolino all’Ambiente Paola Muraro, la stessa aveva chiesto ai rappresentanto dei Comitati di quartiere intervenuti di formulare in breve tempo una

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proposta di riconversione del controverso stabilimento Ama di via Salaria, i cui miasmi come è  noto da anni affliggono i residenti delle zone circostanti. Per quanto possa lasciare perplessi il fatto che a presentare a dei professionisti una ipotesi alternativa siano chiamati dei cittadini che nella vita si occupano di altro e fermo restando l’orientamento dei Comitati per la chiusura della struttura, è stata dunque indetta per mercoledì 28 settembre alle ore 21 in largo Labia (di fianco al capolinea Atac) una nuova assemblea per decidere in tal senso.
Alessandro Pino

Una petizione in rete sull’impianto Ama Salaria – di Alessandro Pino

6 Lug

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La questione dell’impianto di trattamento rifiuti sito in via Salaria (nel territorio del Terzo Municipio della Capitale) e le roventi polemiche legate ai miasmi che da esso si diffondono nei quartieri circostanti è ormai annosa, si sono susseguite decine di manifestazioni e assemblee, fiumi di inchiostro sono  stati scritti al riguardo. Ultima – per adesso – iniziativa è una petizione in rete per chiederne la chiusura, sottoscrivibile sul sito http://www.change.org (basta cliccare direttamente la seguente stringa
https://www.change.org/p/regione-lazio-fermiamo-la-puzza?recruiter=59357713&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-share_petition-no_msg )

e i cui risultati, si dichiara, verranno poi consegnati al Comune di Roma e alla Regione Lazio.
Alessandro Pino

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Fuori dal Tmb Salaria: raccontare una puzza orrenda

20 Mag

13256340_838852442888142_2489689591375948901_nMetti un pomeriggio piovigginoso, senza il sole che batte. Metti che il candidato Sindaco del Pd Roberto Giachetti ha pubblicizzato l’incontro con i residenti che sono obbligati a convivere con i miasmi del Tmb Salaria da cinque anni, davanti ai cancelli dell’impianto…e vai a vedere cosa sarà capace di dire, con i rinvii e le emergenze dell’anno santo che hanno posposto la chiusura fino ad ora.

Già quando ho appoggiato il piede fuori dall’auto, qualche centinaio di metri prima, ho capito che sarebbe stato un lungo pomeriggio: sottovento, vengo investita da un odore simile a quello di un cassonetto pieno di verdura marcia dimenticato per giorni sotto al sole di agosto. Davanti ai cancelli si scherza un po’ per sdrammatizzare l’attesa: dopo cinque anni, ci si conosce un po’ tutti, residenti, politici locali, aspiranti tali, giornalisti. Siamo tutti qui in attesa che arrivi Giachetti, dirottato all’ultimo minuto dalla notizia della morte di Marco Pannella. C’è un puzzo talmente forte e nauseabondo che faccio fatica a mettere insieme i pensieri. Mi sfottono pure. Dice che la pioggia e il vento hanno disperso il grosso del fetore. In anni di cronache, di visite agli impianti, di sit in e manifestazioni non mi ero mai scontrata con questa puzza particolare. Avevo sempre sentito quella chimica del biofiltro, quella di “zozzo” derivante dallo scarico dell’indifferenziata ma questa no. Gli odori sono l’unica cosa che al momento la tecnologia non è in grado di riprodurre nè in realtà virtuale nè in realtà aumentata e sono sicura di non riuscire a parole a descrivere l’immondo bouquet. Dicono che poi ci si abitua. Non credo, altrimenti i residenti non ci farebbero più caso dopo cinque anni. Mi domando come fanno i dipendenti, gli autisti dei camion, gli addetti dell’impianto. Le frasi fanno fatica ad uscirmi di bocca, mi devo concentrare. Dall’altro lato della strada, dopo la ferrovia ci sono già le prime case, un asilo. Penso di essere fortunata, posso andarmene via tra poco, fuggire lontano da qui, portare in salvo il mio naso e la ragione.

Le puzze sono sincere, non nascondono la loro origine. Oggi qui, è l’umido in gran quantità quello che si fa sentire. Ci sono zone in cui gli abitanti hanno lamentato che appunto, sono dieci giorni che gli avanzi di cucina si accumulano nei cassonetti appositi. Quindi, o han cominciato a buttare tutto nell’indifferenziato o…alla fine l’umido l’han portato qua anziché al centro preposto, per un motivo qualsiasi. Chissà.

Passa in bicicletta la nostra famosa “bocca di rosa” e offre uno show fuori programma, approfittando del fatto che due tir dell’Ama stanno entrando e uscendo dallo stabilimento, rallentando di fatto il traffico: volteggia varie volte in tondo davanti a noi, offrendosi ai flash con una gran sfrontatezza condita da un pizzico di esibizionismo. Per alcuni istanti non penso alla puzza che mi stordisce e mi vien da ringraziarla. Poi entro nella scia di un profumo femminile e parto alla ricerca della portatrice. La sfrutto biecamente, mi metto sottovento a respirare credo un Tendre poison e realizzo che sto applicando il rimedio che aveva proposto Ama in una delle prime riunioni: l’utilizzo di deodoranti per l’ambiente. Certo come no…

Arriva la comunicazione ufficiale che Giachetti passerà alla tappa successiva, la sua tabella di marcia è rigida e compressa, tanto il Tmb, ahimè, non sparirà nella notte. Rompiamo le file, chi può, lontano da questo cassonetto gigante. I forzati, gli abitanti nelle zone limitrofe, a tapparsi in casa, cercando di sopravvivere.

(Si ringrazia Maria Teresa per la foto)

III Municipio di Roma Capitale – incendio all’impianto Ama di via Salaria

2 Giu

Un vasto incendio é scoppiato stamattina all’alba nello stabilimento di via Salaria, nella zona del Tmb ove sono stoccati i rifiuti indifferenziati in attesa di essere lavorati. Come da
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comunicato diffuso dal presidente del consiglio municipale, Riccardo Corbucci, nel grande capannone sarebbe giá crollata la sala macchine. “I vigili del fuoco sono impegnati nello spegnere l’incendio, ma alte colonne di fumo nero si innalzano dall’impianto ed hanno già raggiunto viale Somalia e la Salaria” spiega Corbucci
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“moltissimi cittadini sono costretti a stare con le finestre chiuse edh abbiamo già consigliato di fare altrettanto agli abitanti di Villa Spada, Fidene e Castel Giubileo-Settebagni, mentre sono preoccupato per la salute dei dipendenti in servizio”. “Questo ennesimo grave episodio dimostra come Ama debba fare in fretta e provvedere alla chiusura dell’impianto, che si trova troppo vicino ad abitazioni, scuole e luoghi lavoro, entro il 31 dicembre di quest’anno, come già
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preannunciato dal Sindaco Marino”. Anche se gli addetti dichiarano che l’incendio é stato domato, una colonna di fumo denso é ancora ben visibile dalla strada, l’odore acre suggerisce la presenza nell’aria di sostanze nocive per la salute. Automezzi dei VVFF continuano ad affluire all’interno della struttura, interdetta a quanti si recano sul posto a chiedere informazioni. Nessuno degli operatori sembra essere preoccupato. Nessuna ipotesi viene esclusa sulle cause, inclusa la eventuale presenza di una bombola esausta di gas tra i rifiuti (la cui dispersione nei cassonetti è peraltro vietata dalla normativa vigente).
Luciana Miocchi – Alessandro Pino

III Municipio di Roma Capitale: Galleria fotografica della manifestazione No Puzza del 19 giugno 2014 – Villa Spada / stabilimento Ama Salaria

19 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Giovedì 19, l’annunciata assemblea di via Cortona, a Villa Spada, organizzata dai comitati di quartiere di Villa Spada, Colle Salario, Serpentara, Val Melaina e al comitato spontaneo No Puzza è proseguita, dopo aver preso la decisione al momento, in una protesta davanti allo stabilimento Ama di via Salaria. Tutto volutamente apartitico, senza simboli politici di nessun genere, per testimoniare la delusione nei confronti delle istituzioni, dalle quali i residenti si sentono abbandonati al proprio destino di agnelli sacrificali in quello che considerano un tentativo di salvare Roma dall’immondizia senza far decollare seriamente la raccolta differenziata.

Hanno rallentato il traffico sulla via Salaria, senza creare screzi con gli automobilisti, che una volta letti i cartelli, hanno compreso e solidarizzato.

Due volanti dei carabinieri, probabilmente chiamate dall’interno dello stabilimento, sono rimaste a discretamente a bordo strada, pronte ad intervenire.

Ci sono stati momenti di tensione quando il commento di alcuni dipendenti Ama “andatevene, questa è casa nostra e hanno detto che è tutto a norma” è stato udito chiaramente da diversi residenti. La risposta urlata: “no, questa non è casa vostra, la sera tornate alle vostre abitazioni lontane dalla puzza”. A norma o meno, l’odore nauseabondo era presente e chiaramente percepibile già in via Cortona, davanti lo stabilimento è stata una presenza costante e sgradevole, fastidiosa al naso e allo stomaco.

La testimonianza di due donne ospiti del centro accoglienza, in proposito, è illuminante: “spesso siamo costrette ad andare alla fermata atac successiva ché qui davanti molti autisti non fermano, dicono che puzza troppo. Tante volte, quando siamo al centro, siamo costrette a tapparci dentro come possiamo, la puzza è insopportabile”.

Tra i manifestanti c’erano la ex europarlamentare Roberta Angelilli, che segue da tempo la vicenda, il presidente del consiglio municipale Riccardo Corbucci, i consiglieri Cristiano Bonelli, ex presidente del Municipio, Jessica De Napoli, Fabrizio Cascapera e Simone Proietti. Il consigliere Angelo Massacci, residente in zona, è rimasto in via Cortona.

Dopo alcuni minuti c’è stato il blocco temporaneo di due camion di Ama in entrato allo stabilimento. Il primo conducente è riuscito in poco tempo a guadagnare la sbarra, attendendo con pazienza che le persone si scansassero, il secondo ha reagito uscendo dal mezzo, ne è nato un alterco e chi si è messo in mezzo per sedare gli animi ne ha riportato i segni.

Nel frattempo i politici locali si schieravano davanti al camion, a fianco dei manifestanti, mentre l’autista, che aveva riguadagnato la cabina, tentava di passare ugualmente.

La presenza tra i manifestanti della Angelilli e dei cinque consiglieri municipali, intervenuti senza simboli di partito, come richiesto, a quel punto è stata determinante perché la situazione si risolvesse senza degenerare, schierandosi davanti l’ingresso, andando a parlare con le forze dell’ordine, prendendo le difese di un uomo accusato ingiustamente di aver cagionato dei danni d un mezzo.

Alla fine è giunto anche il parroco di Villa Spada, a portare sostegno ai manifestanti. Il suo gesto è stato molto apprezzato e ha fatto sottolineare a tanti il fatto che lui fosse presente, al contrario del presidente del Municipio e dell’assessore municipale all’ambiente, da cui si aspettavano una presenza solidale con il loro disagio. Bisogna dire che ufficialmente nessun politico è stato invitato, quelli che sono giunti lo hanno fatto per iniziativa personale, dopo aver appreso dell’assemblea dai gruppi e dalle pagine facebook dedicate all’annoso problema. Ma questo, la folla non lo vede, percepisce solo le assenze e le presenze.

A manifestazione ormai finita, Bonelli si è così espresso: “ero, sono e sarò sempre per l’unica via risolutiva, la delocalizzazione dell’impianto. A questo ho lavorato concretamente quando ero presidente e questo continuo a chiedere, in tutte le forme che posso, da cittadino, da consigliere, da manifestante!”.

Il presidente del consiglio municipale, Corbucci: “cambiano i ruoli e le responsabilità di ognuno di noi ma non può mai mancare il sostegno incondizionato a tutti i cittadini che da anni subiscono i danni dell’Ama di via Salaria. Personalmente sarò sempre al loro fianco per risolvere il problema più gravoso del Municipio”.

Luciana Miocchi

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Ama Salaria: avviso di chiusura indagini per cinque presidenti

28 Giu

amacartellifuori(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Si è conclusa con l’avviso di chiusura indagini ai cinque presidenti Ama che si sono succeduti dal 2008 e cioè Piergiorgio Benvenuti, attuale amministratore delegato pro tempore, Giovanna Anelli, Salvatore Cappello, Franco Panzironi e Marco Daniele Clarke, l’inchiesta impiantata dalla Procura di Roma,  incentratata sull’ipotesi di reato di “getto di cose pericolose“.

 

Si tratta di un atto che il pm deve notificare agli indagati prima di rinviarli a giudizio, al fine di consentire agli stessi di esprimere le proprie facoltà di difesa, soprattutto quella di richiedere, entro venti giorni, l’interrogatorio di garanzia dinanzi al pubblico ministero per sollecitare allo stesso, eventualmente, la richiesta di archiviazione o la derubricazione del reato.

 

Le indagini iniziarono a seguito delle denunce e delle segnalazioni – più di duemila – fatte dai residenti, dal comitato spontaneo Villa Spada e dai lavoratori degli uffici attigui all’area di via Salaria in cui Ama possiede un impianto di selezione e primo trattamento rifiuti, definitivamente operativo dall’agosto 2011, periodo in cui la cittadinanza ha cominciato ad avvertire odori nauseabondi e fastidi fisici.

 

Della vicenda si era occupata anche la commissione istanze della comunità europea che arrivò a caldeggiare una pronta risoluzione al problema nonché lo spostamento dell’impianto, visitato a più riprese anche dalla commissione sanità del comune di Roma.

 

Le deduzioni finali porterebbero a riconoscere che gli odori avvertiti dalla popolazione sono reali e nauseanti e che la responsabilità dell’Ama sarebbe evidente, con l’emissione odorigena nell’aria superiore alla soglia della normale tollerabilità.

 

A seguito delle indagini, nel tempo sono stati individuate altre due possibili fonti di disagio olfattivo come il depuratore Acea di Roma Nord, su via Flaminia, dall’altra parte del Tevere e l’aeroporto dell’Urbe, poco più avanti sulla via Salaria ma per questi ultimi due sono ancora in corso le consulenze tecniche.

 

Dice Daniele Poggiani, vice-presidente del Comitato spontaneo Villa Spada:A nome del comitato dichiaro la nostra soddisfazione per le conclusioni a cui si è giunti. Questo dimostra che le nostre lamentele e la nostra battaglia per lo spostamento dell’impianto Tmb di via Salaria ha ricevuto finalmente la giusta considerazione da parte della magistratura, alla quale i cittadini di diversi quartieri intorno all’impianto si erano rivolti con la denuncia del settembre 2011. La perseveranza dei cittadini ha portato il Gip a confermare le nostre rimostranze mediante il ricorso fatto insieme all’avvocato Fragale contro la possibile chiusura dell’inchiesta avanzata tempo addietro della dott.ssa Barborini. I fastidi ed i problemi di qualità dell’aria e della vita continuano ad essere più che mai presenti e si accentuano con l’arrivo dell’estate e del caldo. Ci auguriamo pertanto che tale importantissima presa di posizione della Procura induca le istituzioni e la controllata Ama ad intraprendere immediatamente tutte le azioni volte ad eliminare il fastidio ed il disturbo ai cittadini e ai lavoratori limitrofi”.

Luciana Miocchi

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