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Sangue, bottiglie, siringhe e piscio: l’ingresso della scuola Don Bosco a Monte Sacro teatro della mala vida notturna

17 Mag

Disgusto, rabbia, schifo, sdegno: queste sono le parole che per prime vengono in mente davanti alle immagini – diffuse in rete negli ultimi giorni – del portico di ingresso alla scuola elementare Don Bosco di piazza Monte Baldo, nel cuore di Monte Sacro, Terzo Municipio della Capitale. Durante la notte l’area viene popolata da un’umanità varia

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composta, a giudicare da quel che lasciano dietro di sè a testimonianza del proprio passaggio, da drogati, ubriachi e sbandati grazie alla mancanza di qualunque recinzione. Spesso, il mattino dopo in terra si ritrovano tracce di sangue, siringhe usate, bottiglie di birra in frantumi, deiezioni umane, che il personale scolastico deve ogni volta rimuovere prima dell’arrivo degli scolari. Il tutto a pochi metri dalla sede municipale di piazza Sempione, non esattamente un luogo periferico. Da tempo si parla della necessità di installare una cancellata che impedisca l’accesso nelle ore notturne,  ci vorrebbe davvero, a tutela degli studenti, anche se il problema, in una città sempre meno vigilata dalle forze dell’ordine a causa delle solite note “razionalizzazioni”, verrebbe spostato solo qualche metro più in là, al primo gradino libero, alla prima aiuola o panchina disponibile.
Luciana Miocchi e Alessandro Pino

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