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Burocrazia kafkiana a Settebagni: una strada cambia nome e i residenti vengono multati

17 Feb

[ROMA] Un nostro lettore ci ha scritto per segnalare una vicenda dai contorni quasi kafkiani che sta coinvolgendo decine di cittadini nel quartiere di Settebagni.

A quanto riferisce il lettore (allegando foto a corredo) il Comune di Roma, tramite la società di riscossione Aequa Roma, sta inviando avvisi di accertamento Imu da migliaia di euro a persone residenti in via della Maremma, contestando il mancato pagamento di tale imposta su immobili situati in via Inviolatella Salaria.

La questione è che via della Maremma è l’attuale denominazione di via Inviolatella Salaria: si tratta della stessa strada alla quale era stato proprio il Comune, nel 2015, a modificare ufficialmente il nome.


Nonostante ciò, dunque, oggi i cittadini ricevono accertamenti per degli immobili  situati “in via Inviolatella Salaria”. A quanto ci scrive il lettore, in tutti i casi si tratta della prima casa (per la quale l’Imu non è dovuta) oppure di una seconda casa (per la quale l’Imu è stata regolarmente pagata come “via della Maremma”).

Una situazione paradossale in cui  proprio una modifica toponomastica risalente a oltre dieci anni fa produce oggi richieste di pagamento che per i cittadini si traducono nell’obbligo di fatto di avviare ricorsi con i comprensibili disagi economici e stress.


Chi è avvezzo a tecnicismi burocratico-fiscali potrà forse eccepire che gli uffici competenti alla toponomastica sono altra cosa dalla società di riscossione, però è chiaro che in tutto ciò c’è qualcosa che stride all’orecchio del cittadino medio.
A cura di Alessandro Pino

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