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Gregna Sant’Andrea: individuato il vandalo che era salito sul tetto di un’auto della Polizia dopo Italia-Spagna | di Alessandro Pino

10 Lug

[ROMA] É stato individuato dalla Polizia
il soggetto che lo scorso 6 luglio durante i festeggiamenti dopo la partita di calcio era salito sul tetto di una macchina della Polizia, apparendo in un video dilagato via social in cui si vedevano altre persone incitarlo durante il teppistico gesto. Si tratta di un venticinquenne rintracciato in zona Gregna Sant’Andrea: durante la perquisizione in casa gli investigatori hanno trovato anche abbastanza droga per procedere all’arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Il giovane è stato anche denunciato a piede libero per il reato di vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze Armate. Nei suoi confronti verrà emesso anche il D.a.c.u.r. (divieto d’accesso alle aree urbane) da parte del Questore e dovrà risarcire gli eventuali danni causati alla macchina di servizio che sembrerebbero essere di alcune centinaia di euro.

Alessandro Pino

(Foto dalla pagina Instagram “Welcome to favelas”)

Roma Capitale abbandonata: Gregna Sant’Andrea e il sottopasso della vergogna

3 Ago

Essere costretti a una quotidiana immersione nel degrado scendendo nei sottopassi che collegano le sponde di un quartiere attraversato da quel fiume di veicoli che è il Raccordo Anulare: è quanto accade ai residenti in zona Gregna Sant’Andrea, quadrante sud est della città, Decimo Municipio del Comune di Roma Capitale. I camminamenti in questione sono quelli di via Michele Migliarini, via Lucrezia Romana e via Pietro Crostarosa: da circa un anno e mezzo si trovano in condizioni indecenti perché nessuno viene a pulire i rifiuti qui lasciati dai troppi incivili che li hanno scambiati per immondezzaio. Le immagini sono eloquenti e documentano quel disgustoso campionario già visto in situazioni analoghe, ammorbato per giunta – così testimonia la lettrice che ha inviato le foto – dai miasmi rivoltanti delle deiezioni umane sparse dappertutto.  Se si aggiunge a questo che la galleria di via Migliarini è completamente al buio e che i sottopassi sono frequentati da un gruppo di zingari occupante una villa disabitata che sorge nei pressi, ben si comprende l’urgenza di un intervento di risanamento che però non sia occasionale. Ma chi dovrebbe occuparsene? Le informazioni ricevute dalla lettrice presso Ama e Comune chiamano in causa l’Anas, alla quale ha dunque mandato una mail con allegate parte delle immagini qui presentate. Al momento però la pratica sarebbe sospesa. Sembra dunque dura a morire l’abitudine italiana a lasciare fuori controllo sacche di imbarbarimento e potenziale pericolo, almeno fin quando non avviene qualcosa di eclatante, drammatico, tragico. Sarebbe allora il caso  di intervenire prima, invece che installare una lapide commemorativa dopo. Il caso di Giovanna Reggiani dovrebbe aver avere insegnato qualcosa. Dovrebbe, appunto.

Alessandro Pino