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Roma Capitale: comitati di quartiere e cittadini si organizzano per dire NO ai roghi tossici

3 Feb

All’ennesimo annunciato blocco del traffico per via dell’aumento delle polveri sottili oltre il livello di guardia si è alzata la protesta, partita dai quartieri della Capitale più colpiti dal fenomeno dei roghi accesi ad ogni ora del giorno e della notte per recuperare in prevalenza il rame contenuto nei cavi elettrici e rivestito di plastica. Lenzuoli sono stati esposti ovunque e rimarranno appesi fuori ad oltranza.

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〈〈Vittime dei roghi tossici e del silenzio istituzionale. Delle colonne di fumo nero alla diossina che si alzano nel cielo delle nostre periferie quotidianamente. A pochi metri dalle nostre case. E non più di 10 km dal Quirinale.
Monta la protesta di migliaia di cittadini. Per questo, numerosi comitati di quartiere e associazioni di Roma, sulla spinta delle continue e persistenti proteste da parte degli abitanti più colpiti dal fenomeno dei roghi tossici provenienti spesso dai campi nomadi disseminati in ogni angolo della città, hanno deciso di attuare una serie di proteste che puntano a sollevare l’attenzione a quella che è ormai una vera e propria emergenza.
Non è più tollerabile il silenzio da parte delle autorità e delle istituzioni, alle quali si chiede di mettere una volta per tutte la parola “fine”.
Le esalazioni nocive sono prodotte in gran parte dagli stessi abitanti degli insediamenti abusivi, o dei villaggi attrezzati della Capitale. Provengono dalla combustione dei rifiuti smaltiti illegalmente o per recuperarne rame e ferro, mettendo in pericolo la salute nostra e dei nostri figli.〈Questa attività illegale, attualmente viene svolta nella più totale indifferenza da parte delle istituzioni che dovrebbero avere a cuore l’incolumità dei cittadini: Prefettura, Regione, Campidoglio e Governo. Quello che a gran voce da anni viene chiesto è il più sacrosanto dei diritti: quello alla salute sancito anche nella Costituzione.
Finora la città ha assistito solo a reazioni timide, saltuarie, inefficaci e dispendiose. Per questo, i cittadini, ormai stremati da tanto immobilismo, hanno deciso di alzare la voce, sotto un unico coordinamento di comitati dal nome “Basta roghi criminali”, mettendo in essere una serie di proteste che si svolgeranno in diversi punti della Capitale.
L’esposizione degli striscioni con la scritta “Basta roghi criminali”, o di semplici lenzuoli bianchi, rappresenta solo l’inizio. La prima di una lunga serie di manifestazioni con l’unico scopo di obbligare le autorità competenti a porvi rimedio. Ci chiediamo dove siano il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario straordinario di Roma Capitale Paolo Tronca. Sicuramente distanti dalla grave situazione in cui versano le periferie romane.
L’unica via d’uscita, secondo il coordinamento che ha natura totalmente apartitica, è il superamento del “sistema campi nomadi”, che sono ormai dei “lager di Stato”. Contrastare il traffico illegale di rifiuti, quelli che alimentano anche le industrie italiane, e che di fatto hanno creato nei nostri quartieri una “terra dei fuochi bis”. URGONO Provvedimenti in nome della legalità. Disponibili ad un tavolo di confronto con le istituzioni di questa città. ROMA E I ROMANI, non hanno più tempo.〉〉

Dice Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda: 〈〈Ci siamo coordianta la settimana scorsa con buona parte dei comitati su tutto il territorio romano. Seguiranno altre azioni coordinate, se le isituzioni non prenderanno provvedimenti e on dialogheranno con noi〉〉

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