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Tag Archives: Fabrizio Montanini
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Notte di tensione al Tiburtino III: centro di accoglienza assediato – di Luciana Miocchi

30 Ago

 Problemi di ordine pubblico questa notte in via del Frantoio, al Tiburtino III, quartiere del IV Municipio di Roma Capitale: sotto al centro di accoglienza per migranti, la cui presenza è da sempre contestata da una parte dei residenti, si è radunata una folla di persone, sembrerebbe a seguito della diffusione della voce del sequestro di una donna e del figlio, all’interno del centro di accoglienza dove si erano recati per lamentarsi in seguito a una lite tra gli immigrati e i ragazzi del quartiere.

A darne notizia, attraverso un comunicato, Fabrizio Montanini,  portavoce del coordinamento dei comitati e associazioni del IV Municipio, nel quale afferma che si tratta dello ” stesso centro per cui sono anni che organizziamo proteste e tavoli con le Istituzioni per chiederne la chiusura prima che scoppiasse la bolla sociale. Ma come al solito le Istituzioni preferiscono gli interessi economici legati all’accoglienza dei finti profughi rispetto alla dignità di noi cittadini” . Prosegue poi il Montanini: “solo l’intervento massiccio della Polizia con numerose camionette anti sommossa ha frenato l’esasperazione dei cittadini”.

Si preannuncia un settembre impegnativo per le Istituzioni, riguardo alle problematiche legate al l’accoglienza e alla convivenza con i romani. Dopo i fatti di piazza Indipendenza, la circolare con i protocolli da seguire per gli sgomberi delle occupazioni emanata dal Ministero dell’Interno e la linea di intenti manifestata dal Campidoglio, le tensioni sociali sono destinate ad acuirsi, sbagliare una mossa in campo di ordine pubblico potrebbe rivelarsi molto pericoloso.

Luciana Miocchi 

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Il grido dei cittadini contro i fumi tossici del campo nomadi a via Di Salone – di Alessandro Pino

7 Apr

Si è svolta il sette aprile a Settecamini (nella Quarto Municipio della Capitale) una manifestazione di protesta contro i fumi tossici provenienti dai roghi che vengono accesi dai nomadi nel vicino campo in via Di Salone e gli insediamenti abusivi. Sono intervenuti circa un centinaio di cittadini che indossavano 

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provocatoriamente maschere antigas ed erano accompagnati da numerosi bambini che hanno liberato nel cielo dei palloncini con la scritta BASTA ROGHI.

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《Ci auguriamo vivamente che le Istituzioni intervengano per porre fine a tutto questo. Altrimenti in un modo o nell’altro lo faremo noi cittadini. Non è una minaccia, è una promessa》ha dichiarato Fabrizio Montanini, presidente del Comitato Beltramelli – Meda.
Alessandro Pino

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Roma Capitale: al Tiburtino ci si protegge dalle rapine anche con il passaparola

3 Ago

13626527_1729340730674046_2625135247522541839_nSulla bacheca fb di Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio, qualche giorno fa è apparso un post, rigirato da un messaggio che ha ricevuto da una ragazza: “Volevo segnalare questo volantino trovato poco fa dietro la metro Monti Tiburtini. Proprio lunedì sera sono stata protagonista di questo evento per fortuna senza conseguenze grazie all’avvertimento di un Signore in motorino che mi ha urlato di andare via perché era una strada pericolosa indicandomi degli uomini. Due di questi banditi (sono 3) sono stati fermati dai carabinieri dietro la Metro dopo la segnalazione di questo signore che abita lì vicino e da giorni seguiva questa faccenda. Io abito proprio lì dietro quindi da giorni ho molta paura a tornare a casa perché anche se accompagnata questi non hanno vincoli, chiedono telefoni, rubano, e mi hanno detto che provano anche a violentare…
Quindi volevo avvisare lei che so può far divulgare e magari informarsi su quanto accaduto e accade, così da prevenire altre spiacevoli situazioni e affinché le persone che molto spesso parcheggiano la macchina lì dietro facciano attenzione. Grazie!”
Interpellato, Montanini aggiunge: «l’insicurezza è sempre più presente nella vita degli abitanti e dei commercianti del IV Municipio. Si susseguono furti e rapine da parte di quei balori che vivono di microcriminalità. I parcheggi, i parchi e tutti gli spazi pubblici continuano ad essere abbandonati dalle istituzioni e a essere sprovvisti di telecamere di videosorveglianza e di illuminazione soddisfacente. Da parte nostra continuaimo a fronteggiare questa emergenza con i nostri pochi mezzi ad esempio tramite passeggiate di sicurezza notturne. In attesa che la nuova amministrazione inizi ad interessarsi veramente della cittadinanza e a riqualificare in maniera drastica i nostri quartieri»

Luciana Miocchi

 

Furti, risse e incendi: cittadini impauriti e esasperati nel Quarto Municipio della Capitale – di Alessandro Pino

13 Apr

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La zona adiacente la fermata della metro B “Monti Tiburtini” (nel Quarto Municipio della Capitale) sembra diventata ostaggio della criminalità: nell’ultimo periodo si sono avuti diversi furti di autovetture, risse notturne e – nella notte tra il 12 e il 13 aprile – l’incendio di sei veicoli nel parcheggio del mercato Meda. È quanto denuncia

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Fabrizio Montanini, presidente del Comitato Beltramelli – Meda – Portonaccio. 《Le persone sono esauste – dichiara Montanini, che sta organizzando una lista civica per le elezioni con la sicurezza tra i primi punti del programma – sempre più ci chiedono di organizzare passeggiate notturne di controllo. Siamo pronti a tutto, anche a girare per il nostro quartiere armati di buona volontà e non solo. Ora denunciateci pure per istigazione alla violenza, ma per noi verrà sempre prima la tutela di noi cittadini e dei nostri figli》.
Alessandro Pino

Roma Capitale: comitati di quartiere e cittadini si organizzano per dire NO ai roghi tossici

3 Feb

All’ennesimo annunciato blocco del traffico per via dell’aumento delle polveri sottili oltre il livello di guardia si è alzata la protesta, partita dai quartieri della Capitale più colpiti dal fenomeno dei roghi accesi ad ogni ora del giorno e della notte per recuperare in prevalenza il rame contenuto nei cavi elettrici e rivestito di plastica. Lenzuoli sono stati esposti ovunque e rimarranno appesi fuori ad oltranza.

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〈〈Vittime dei roghi tossici e del silenzio istituzionale. Delle colonne di fumo nero alla diossina che si alzano nel cielo delle nostre periferie quotidianamente. A pochi metri dalle nostre case. E non più di 10 km dal Quirinale.
Monta la protesta di migliaia di cittadini. Per questo, numerosi comitati di quartiere e associazioni di Roma, sulla spinta delle continue e persistenti proteste da parte degli abitanti più colpiti dal fenomeno dei roghi tossici provenienti spesso dai campi nomadi disseminati in ogni angolo della città, hanno deciso di attuare una serie di proteste che puntano a sollevare l’attenzione a quella che è ormai una vera e propria emergenza.
Non è più tollerabile il silenzio da parte delle autorità e delle istituzioni, alle quali si chiede di mettere una volta per tutte la parola “fine”.
Le esalazioni nocive sono prodotte in gran parte dagli stessi abitanti degli insediamenti abusivi, o dei villaggi attrezzati della Capitale. Provengono dalla combustione dei rifiuti smaltiti illegalmente o per recuperarne rame e ferro, mettendo in pericolo la salute nostra e dei nostri figli.〈Questa attività illegale, attualmente viene svolta nella più totale indifferenza da parte delle istituzioni che dovrebbero avere a cuore l’incolumità dei cittadini: Prefettura, Regione, Campidoglio e Governo. Quello che a gran voce da anni viene chiesto è il più sacrosanto dei diritti: quello alla salute sancito anche nella Costituzione.
Finora la città ha assistito solo a reazioni timide, saltuarie, inefficaci e dispendiose. Per questo, i cittadini, ormai stremati da tanto immobilismo, hanno deciso di alzare la voce, sotto un unico coordinamento di comitati dal nome “Basta roghi criminali”, mettendo in essere una serie di proteste che si svolgeranno in diversi punti della Capitale.
L’esposizione degli striscioni con la scritta “Basta roghi criminali”, o di semplici lenzuoli bianchi, rappresenta solo l’inizio. La prima di una lunga serie di manifestazioni con l’unico scopo di obbligare le autorità competenti a porvi rimedio. Ci chiediamo dove siano il Prefetto Franco Gabrielli e il Commissario straordinario di Roma Capitale Paolo Tronca. Sicuramente distanti dalla grave situazione in cui versano le periferie romane.
L’unica via d’uscita, secondo il coordinamento che ha natura totalmente apartitica, è il superamento del “sistema campi nomadi”, che sono ormai dei “lager di Stato”. Contrastare il traffico illegale di rifiuti, quelli che alimentano anche le industrie italiane, e che di fatto hanno creato nei nostri quartieri una “terra dei fuochi bis”. URGONO Provvedimenti in nome della legalità. Disponibili ad un tavolo di confronto con le istituzioni di questa città. ROMA E I ROMANI, non hanno più tempo.〉〉

Dice Fabrizio Montanini, presidente del comitato Beltramelli-Meda: 〈〈Ci siamo coordianta la settimana scorsa con buona parte dei comitati su tutto il territorio romano. Seguiranno altre azioni coordinate, se le isituzioni non prenderanno provvedimenti e on dialogheranno con noi〉〉

Quarto Municipio di Roma: proteste e occupazioni attorno a due centri culturali – di Alessandro Pino

8 Gen

È una complessa vicenda quella che in questi giorni si sta vivendo nel Quarto Municipio di Roma Capitale, incentrata su due centri culturali (quello di largo  Beltramelli in zona Pietralata e quello di via Corinaldo nel quartiere San Basilio, intitolati rispettivamente a Gabriella Ferri e ad Aldo Fabrizi) e alla loro

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sopravvivenza. Le due strutture erano infatti accomunate dalla gestione affidata alla società Zètema fino allo scorso aprile, quando è scaduto l’appalto e hanno seguito sorti differenti: per il “Gabriella Ferri”  sotto la pressione di vari comitati (tra cui quello “Beltramelli – Meda” presieduto da Fabrizio Montanini) era stata accordata una proroga alla gestione Zètema, arrivata fino alla fine di dicembre (per poi terminare definitivamente) durante la quale le attività erano proseguite con spettacoli e altre iniziative. Al momento il centro “Ferri” è chiuso e le chiavi sono state date in consegna al Quarto Municipio. Al momento non ci sarebbero certezze sul destino della struttura e si starebbe creando una cordata di associazioni che avevano partecipato alle iniziative durante la gestione Zètema per poterne ottenere l’affidamento ma dall’amministrazione municipale non sarebbero giunte risposte al riguardo.  Per quanto riguarda il centro “Aldo Fabrizi”, ad aprile era passato in gestione alle Biblioteche di Roma ma i frequentatori notarono alcuni  cambiamenti negativi: la chiusura del punto ristoro annesso alla struttura, la riduzione degli orari di apertura e la cessazione delle attività per i bambini. La vicenda avrebbe allora spinto alcuni residenti a riunirsi in un“Comitato spontaneo cittadini di San Basilio” presieduto dalla signora Maria Verzola e che ha ricevuto il supporto del Comitato Beltramelli Meda. Dopo aver inizialmente svolto un presidio in orari di apertura, si è deciso gli ultimi giorni di dicembre di occupare il punto di ristoro giorno e notte per evitare che diventi terra di nessuno diventando l’ennesimo ritrovo di sbandati o zingari. Una nota “gialla” è stata aggiunta alla vicenda da un episodio che si sarebbe verificato ieri l’altro: alcune persone giunte sul posto avrebbero invitato gli occupanti a terminare ogni collaborazione con il comitato Beltramelli Meda, ricevendo però un rifiuto. Non si è fatta attendere la reazione dei due presidenti di comitato: «Presso la nostra occupazione – ha dichiarato Maria Verzola – ogni persona che viene a supportarci  è ben gradita e noi non chiediamo quale sia il suo colore politico. Fabrizio Montanini ha dato il suo personale contributo alla nostra apolitica battaglia senza mai esternare le sue eventuali bandiere politiche di riferimento, quindi non ci lasciamo intimidire da queste persone che vogliono politicizzare la nostra protesta». A sua volta Fabrizio Montanini ha aggiunto: «Non accettiamo che vengano contrastate quelle sane proteste di quartiere solamente perchè non ci sono i soliti colori politici» ricordando inoltre che si sta promuovendo «una raccolta alimentare presso l’occupazione per le famiglie indigenti del quartiere».
Alessandro Pino

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