Quando Gesù nasce ogni anno nella “Sedia del Diavolo” – di Alessandro Pino

28 Dic

È ormai da una quarantina d’anni che durante le festività natalizie viene allestito un presepe all’interno della cosiddetta “Sedia del Diavolo”, il rudere di tomba risalente al II secolo che si trova a Roma in piazza Elio Callistio, quartiere Trieste. Artefice dell’installazione è fin dall’inizio Gaetano Chiacchio, proprietario di un bar proprio di fronte al monumento, assieme al gestore di un altro esercizio commerciale della piazza. Gaetano, di ascendenze partenopee (quindi con il presepe nel Dna), spiega come ebbe l’idea: «Appena mi stabilii qui pensai di fare il presepe, perché è bello farlo, valorizza la piazza e poi perché il monumento, con i resti della copertura a volta, mi ha sempre ricordato una grotta. Mi è sembrata anche una sfida al diavolo mettere una scena della Natività proprio nel rudere che tradizionalmente porta il suo nome». Per collocare le statuine (una decina in tutto, alte trenta centimetri circa) Gaetano inizialmente scavalcava l’acuminata recinzione posta attorno alle rovine, successivamente le autorità comunali – nella persona della funzionaria Antonella Gallitto che ne ha in custodia le chiavi – hanno concesso di aprirgli la cancellata in alcune occasioni come appunto l’allestimento del presepe o la pulizia periodica del sito archeologico. A fronte infatti di chi come il barista tiene alla cura e alla valorizzazione del monumento e della piazza, ci sono troppi incivili che scambiano la minuscola area verde per una pattumiera riempiendola di cartacce, situazione aggravata– a detta del consigliere del Secondo Municipio Massimo Inches – da un rimpallo di competenze tra Ama e Ufficio Giardini per quanto riguarda la manutenzione e la pulizia della stessa. Per supplire a questa carenza alcuni cittadini – tra cui anche Gaetano – hanno dunque creato una onlus chiamata “Solidarietà Benessere Natura” alla quale – caso unico a Roma – è stata dato in affidamento il complesso della Sedia del Diavolo. I membri dell’associazione – tutti residenti nella zona – non sono interessati solo a tenere in ordine l’area ma anche a diffonderne la conoscenza. Molti romani ignorano la storia di un edificio appena un secolo più giovane del Colosseo, cosa che stride in maniera imbarazzante con la competenza dimostrata, come ricorda Gaetano, da numerosi turisti stranieri che allontanandosi dal centro vengono qui apposta per vederlo. Periodicamente quindi vengono organizzate delle giornate di divulgazione alle quali partecipano eminenti cultori della storia romana, come l’attore Dino Ruggiero. Anche una targa esplicativa sulla cancellata servirebbe senz’altro allo scopo. Nell’attesa che si possa affiggerne una, Gaetano tiene esposto nel suo caffè un tabellone illustrato con la storia della Sedia del Diavolo.
Alessandro Pino

Una Risposta a “Quando Gesù nasce ogni anno nella “Sedia del Diavolo” – di Alessandro Pino”

  1. Denise Cecilia S. 28 dicembre 2011 a 17:21 #

    Appunto: vabbeh che non sono romana di nascita nè ci vivo più, ma della Sedia del diavolo proprio non avevo mai sentito parlare. Tzè -.-
    Bella cosa, e bella idea, comunque! 🙂

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