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Processo con rito immediato per Zippo. Condanna in primo grado a due anni e otto mesi con domicilio coatto

10 Lug

foto di repertorio – A. Pino

E’ giunto a conclusione ieri sera, con l’emissione della sentenza di condanna a 2 anni e 8 mesi, il processo con rito immediato che vedeva imputato Alberto Palladino “Zippo” il responsabile di Casapound Italia per il IV Municipio di Roma per l’aggressione e le lesioni subite da un gruppo di militanti dei “giovani democratici” avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 novembre 2011. Il Pm Francesco Minisci aveva chiesto la pena di 3 anni e 10 mesi per violenza aggravata e porto e uso di armi improprie. Il giudice monocratico Francesco Rugarli ha invece assolto Palladino dall’accusa di uso di armi improprie e violenza aggravata “perché il fatto non sussiste”, ritenendolo responsabile delle sole lesioni personali.
Data l’entità della pena, sono stati revocati gli arresti domiciliari ma è stato disposto l’obbligo del domicilio coatto a Ronciglione, luogo dell’ultima residenza. Inoltre, l’esponente di CPI dovrà versare una provvisionale di circa trentamila euro e pagare le spese processuali.

Il giudice ha anche disposto l’invio alla Procura della Repubblica del verbale di un confronto avvenuto durante le udienze tra la madre di Zippo e Paolo Emilio Marchionne, capogruppo del Pd in consiglio municipale, una delle vittime, l’unico ad aver riconosciuto il condannato durante gli attimi concitati dell’aggressione, al fine di indagare se quanto detto in quell’occasione possa presentare dei profili penalmente rilevanti.

I fatti per i quali Palladino è stato condannato in primo grado risalgono alla notte tra il 3 e il 4 novembre scorsi. Un gruppo di “giovani democratici” la formazione giovanile del Pd, guidato dall’esponente Paolo E. Marchionne stava facendo attacchinaggio nei dintorni di Prati Fiscali, a poca distanza della palazzina occupata da Casapound. All’improvviso una quindicina di persone a volto coperto, da quanto riportato agli atti, si materializzarono nella strada deserta dando vita ad un’aggressione a cui pose fine l’intervento di una pattuglia dei carabinieri in servizio di perlustrazione. Quattro persone riportarono lesioni di gravità diversa, per cui furono trasportati all’ospedale Sandro Pertini. Marchionne riconobbe uno degli assalitori in Alberto Palladino che fu arrestato un mese dopo, al ritorno da una missione di volontariato. Nella zona di Monte Sacro apparvero numerose scritte contro l’esponente Pd, peraltro ancora non cancellate, a distanza di mesi. Zippo, difeso dall’avvocato Giousé Naso, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Casapound si è sempre dichiarata estranea, minacciando querele.

Immediate le reazioni sul web alla notizia della condanna, da parte dei militanti della destra radicale.

(pubblicato su di-roma.com)

Luciana Miocchi

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