Archivio | giugno, 2012

Roma IV Municipio: Settebagni, sequestrata una giostra dopo un infortunio

27 Giu

L’ultimo giorno di festa in onore di S. Antonio, a Settebagni, quest’anno è stato funestato da un incidente occorso ad una signora, sulla giostra detta “buki buki” del piccolo lunapark ambulante che da circa venti anni si installa nel quartiere in concomitanza della ricorrenza.

L’attrazione, particolarmente gettonata dai ragazzi più grandi, è del tipo detto Tagatà e si basa sugli effetti della forza centrifuga. C’è chi balla in centro e chi rimane seduto nei seggiolini, protetto dalle sbarre di sicurezza.

La sera del 17 – fermi voi, tutti diversamente non superstiziosi – qualcosa non ha funzionato e, pare per aiutare una ragazzina in difficoltà, presumibilmente un familiare, la signora, residente nel quartiere, è caduta riportando gravi traumi.

L’attrezzatura è stata immediatamente posta sotto sequestro dai carabinieri della vicina stazione, che hanno provveduto anche a fare i rilievi di rito. Sull’accaduto è stato aperta un’indagine dalla procura di Roma, volta ad accertare la esatta dinamica e le eventuali responsabilità. Custode del bene è stato nominato lo stesso proprietario, che dovrà provvedere a mantenerlo nella sua integrità fino alla chiusura del procedimento. Molto probabilmente si giungerà a qualche conclusione non prima di un paio di mesi. Nel frattempo la struttura è assolutamente inamovibile dal terreno di proprietà comunale, preso in affitto dal gestore per il  periodo della festa.

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Luciana Miocchi – Alessandro Pino

Roma – V Municipio: dopo una lite spiana tutto a colpi di ruspa

26 Giu

quel che rimane dopo il passaggio del mezzo pesante

Un episodio di follia pura, una notizia a metà tra il comico e il drammatico talmente surreale che se non provenisse dall’Ufficio Stampa della Questura con tanto di foto allegate si stenterebbe a ritenerla vera: una lite tra vicini di casa per motivi legati a una vecchia causa civile al culmine della quale uno dei contendenti in preda alla rabbia sale su una ruspa e fa un vero macello prima di essere fermato dagli agenti della Polizia di Stato. È accaduto un paio di giorni fa in zona La Rustica, Quinto Municipio del Comune di Roma. Il motivo del contendere, secondo quanto appurato, sarebbe stato l’uso di un vialetto posto tra due villette in via Galatea, per il quale in passato erano intercorse reciproche comunicazioni legali. L’uomo arrestato, nonostante la veneranda età – ha quasi ottant’anni – in un primo tempo si è presentato a casa dei vicini armato di machete, dopodiché è salito sul bulldozer e ha demolito il muro di cinta della loro abitazione, devastando un gazebo e tre automobili parcheggiate in giardino. Al 113 sono arrivate numerose segnalazioni di cittadini terrorizzati ma nemmeno l’arrivo degli equipaggi è riuscito a calmare l’anziano, visto che ha tentato di investirli. Alla fine i poliziotti sono riusciti a salire sull’escavatore e a fermare lo scalmanato, che a un successivo controllo avvenuto negli uffici del Commissariato San Basilio è risultato avere piccoli precedenti oltre che destinatario in passato di un provvedimento di diniego alla detenzione di armi. L’epilogo di un pomeriggio a dir poco movimentato è stato l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e danneggiamento.

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Alessandro Pino

Roma IV Municipio: al Dima cerimonia inaugurale di Re Boat Race – una regata per il recupero dei materiali e della vita

25 Giu

Far comprendere l’utilità di ciò che a torto viene generalmente ritenuto inutile: questo il significato della duplice iniziativa presentata lo scorso 21 giugno presso il centro commerciale Dima Shopping Bufalotta. Due progetti concomitanti che troveranno compimento a settembre – dal 19 al 23 – quando sulle acque del laghetto dell’Eur si svolgerà la “Re Boat Race”, prima regata di imbarcazioni costruite con materiali riciclabili. Tra gli equipaggi iscritti ce ne sarà uno speciale, composto da ragazzi seguiti dalla associazione Anagramma Onlus, che assiste chi deve convivere con disabilità di vario tipo. Ecco dunque il punto di contatto tra due modi di intendere il recupero, quello più tangibile ottenuto tramite raccolta differenziata dei rifiuti e quello simbolico ma non meno importante della normalità nella vita quotidiana sia da parte dei disabili sia da chi ha vissuto l’esperienza del carcere: armatore dell’imbarcazione chiamata “Vascello Anagramma” sarà infatti  Rebibbia Fashion, marchio di prodotti di moda realizzati da detenuti. La regata ha ottenuto il patrocinio di numerose istituzioni ed è probabilmente per questo che la presentazione è stata in pratica una sfilata di politici del centrodestra locale (ma non solo), tanto che ad elencarli tutti si corre il rischio di trasformare un articolo in una guida telefonica: preceduti da una esibizione canora di una rappresentanza del gruppo “Ladri di carrozzelle”, sono intervenuti la vicepresidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli, i presidenti dei Municipi Quarto e Quinto Cristiano Bonelli e Ivano Caradonna, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Aldo Forte e il consigliere municipale Fabrizio Clavenzani. Assieme a loro il presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti e Cristiano Ceccato e Pietro Rossi, rispettivamente presidenti di Anagramma e ideatore del marchio Rebibbia Fashion. Tutti insieme hanno simbolicamente assemblato un primo componente dell’imbarcazione – formato da bottiglioni di plastica – davanti agli obiettivi della stampa convocata per l’occasione, finendo forse per rubare un pochino la scena a coloro che sarebbero dovuti essere i veri protagonisti dell’evento: i ragazzi e le ragazze di Anagramma che avranno comunque modo di rifarsi nelle prossime settimane quando costruiranno il loro natante sotto gli occhi dei frequentatori del Dima Shopping.

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Alessandro Pino

Salta il sequestro preventivo delle strutture oggetto del processo per i presunti abusi edilizi. Ma il Salaria Sport Village rimane sotto sequestro conservativo

23 Giu

E’ stato reso noto ieri dai legali della società che gestisce il Salaria Sport Village, il centro sportivo che sorge a Settebagni, teatro tra l’altro delle intercettazioni di Guido Bertolaso, gli avvocati Cesare Placanica, Antonio Barbieri e Giovanni Aricò, che in data 13 giugno, Il Tribunale del Riesame di Roma, ha accolto la loro istanza, dando ordine di dissequestrare le palazzine e la piscina olimpionica realizzate ex novo con l’autorizzazione del commissario straordinario che gestiva l’evento, in deroga a tutti i vincoli gravanti sulla zona, area di fuoriuscita dal letto programmata del Tevere.Il sequestro delle strutture era avvenuto a maggio del 2009 per ordine del Gip Pavone, su richiesta del Pm Sergio Colaiocco nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti durante l’organizzazione dei mondiali di nuoto, perché ritenuti edificati contravvenendo al piano urbanistico di Roma Capitale.

Questa la dichiarazione riportata da la Repubblica: “Il dissequestro – ha detto l’avvocato Placanica – ci soddisfa in modo particolare, perché vede riconosciute le nostre tesi. Il Salaria sport village a questo punto recupera la piena funzionalità, senza alcun vincolo rispetto a qualsiasi utilizzo”.Allo stato non sono state diffuse le motivazioni che hanno portato il Tribunale del Riesame a concedere il dissequestro, già richiesto vanamente in un’altra occasione.L’impianto sportivo, tuttavia, rimane interamente sotto sequestro conservativo, quindi aperto e con la gestione regolare nell’interesse dell’erario, disposto dalla Guardia di Finanza il 17 maggio scorso, a seguito di un’indagine per un presunto giro di fatture false per un valore di venti milioni di euro. Anche altri beni intestati alla famiglia Anemone sono stati colpiti dallo stesso provvedimento, per un importo complessivo che sembrerebbe superare i 30 milioni di euro.  Il processo per i presunti abusi edilizi rimane comunque in essere e la prossima udienza è fissata per il 5 luglio prossimo. Dietro l’angolo però c’è lo spettro della prescrizione breve. In questo caso il termine scade nel 2014.

Riccardo Corbucci, vice presidente Pd del consiglio del IV Municipio, che tanto si è speso per far riconoscere gli abusi ed si è fatto promotore per una petizione che in caso di riconoscimento dell’illecito porti le strutture in seno al patrimonio pubblico, previa messa in sicurezza delle stesse –  vista la qualifica del terreno su cui sorgono, destinato ad essere allagato preventivamente nel caso che una piena del Tevere metta in pericolo il cuore di Roma, i cui argini sono stati tutti rialzati – al posto della demolizione paventata, ha così commentato la notizia: «abbiamo fiduca nella magistratura e osserviamo con attenzione gli esiti processuali, convinti che il Salaria sia abusivo e pericolo per i cittadini perché costruito in zona esondabile»

Luciana Miocchi

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Strettamente Confidenziale, la nuova fatica teatrale di Paolo Silvestrini al Teatro Manhattan

22 Giu

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

foto L. Miocchi (Paolo Silvestrini e Valentina Lombardi sul palco del Teatro Manhattan)

E’ andato in scena il 15 ed il 16 giugno al teatro Manhattan, nel cuore del rione Monti, “Strettamente confidenziale” l’ultimo lavoro scritto e diretto da Paolo Silvestrini, il prolifico autore di Settebagni, poco più che trentenne e già con all’attivo cinque libri – scritti in soli cinque anni di attività – e diversi lavori per il cinema e teatrali (la sua ultima fatica d’autore, andata in scena pochi giorni addietro sempre al Manhattan “letterine per Silvia” ha avuto l’onore dell’interpretazione di Elio Pandolfi).

La piece tratta delle stagioni di una donna vissute a ritroso fino all’amaro epilogo (non senza aver prima riso, a volte di cuore, a volte cinicamente): l’infanzia, gli amori, brevi ritratti, cartoline mai spedite, osservazioni fulminanti, sogni, versi”.

La sera della prima del monologo interpretato da Valentina Lombardi, brava attrice livornese che lavora per il cinema, il teatro e la tv, il parterre della piccola sala – impegnativa, perché ogni bisbiglio anche dell’ultima fila arriva fin sul palco e anche il click degli scatti del fotografo può risultare di disturbo – era ricco di nomi illustri, artisti del calibro di Maurizio Micheli – alle prese con i postumi di un dispettoso incidente – , Lino Patruno – in splendida forma -, Franco Oppini – inseparabile dalla compagna, l’astrologa Ada Alberti – il Maestro Manuel De Sica – figlio del grande Vittorio e già candidato all’oscar per le musiche de Il Giardino dei Finzi contini – .

Nascosta tra il pubblico anche la giovane madre di Silvestrini, Elena, tutta in rosso ma con la capacità di non risultare appariscente, che segue con discrezione la carriera in ascesa del figlio, talmente discreta da non essere riconosciuta se non dai collaboratori più stretti.

Luciana Miocchi

le foto della serata sono visibili su: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4140783328103.2173248.1539288292&type=1

 

Eataly di Roma in anteprima per la stampa. Nel tempio del made in Italy culinario

22 Giu

Un lunedì mattina, squilla il telefono: «C’è una presentazione alla stampa questo pomeriggio all’ex Air Terminal Ostiense e io non posso andare, ti andrebbe di partecipare al posto mio?». La risposta, complici la mia solita incapacità a dire no unita al fatto che appena svegli non si è molto coscienti, non può che essere  «Ma certo». Ma certo anche se se non ho la minima idea di cosa si tratti, ricevo solo la rassicurazione che è un evento legato al cibo e si prevedono parecchi assaggi: quindi non  la solita soporifera assemblea di quartiere o sulle scaramucce tra consiglieri in municipio – già questo mi solletica – ma mi prendono proprio per la gola, mio punto debole, anzi debolissimo.

Dunque si parte col piede giusto, come conferma anche il fatto che per strada incontro poco traffico e una volta giunto sul posto riesco a trovare subito un posto per la macchina, per giunta con le strisce bianche quindi non a pagamento (c’è la crisi, anche l’eurino l’ora risparmiato ha il suo porco fascino). Raggiunto l’ingresso dell’Air Terminal vedo che non è più la struttura abbandonata di un tempo, simbolo dei peggiori sprechi di casa nostra e soprattutto noto sulle facciate in vetro una scritta enorme: “EATALY”, che è chiaramente un anglofono gioco di parole tra “eat” (mangiare, pronunciato “it”) e Italy. Promette bene insomma, un bell’esempio di riqualificazione urbana. Abbasso lo sguardo trovo un capannello di persone in attesa di entrare mentre gli addetti della vigilanza  spuntano i loro nomi da una lista. Il mio di nome non risulta, ma una telefonata a Marica di Santo – efficientissima addetta stampa di Slow Food, associazione di settore che è partner nell’iniziativa- risolve rapidamente la situazione: esce dalla struttura e mi porta dentro sotto gli occhi di quelli ancora attendono di passare e che un minuto prima mi guardavano con aria di sufficienza perché non avevo l’accredito.

All’interno attendo con tutti gli altri che inizi la presentazione – ospite d’onore Renata Polverini, presidente della Regione Lazio – e nel frattempo mi rendo rapidamente conto di dove mi trovo: l’intera struttura di quattro piani e diciassettemila metri quadri è stata trasformata in un vero e proprio tempio dedicato al cibo in tutte le sue forme, dalla ristorazione in piccoli locali interni affidati a imprenditori selezionati, al normale acquisto di cibi e ingredienti o anche di libri di cucina – c’è un intero reparto dedicato – e di strumenti per la preparazione, senza dimenticare iniziative come corsi di cucina, convegni e incontri a tema. Tutto all’insegna del tricolore nazionale, non solo per quanto riguarda il palato: anche gli arredi sono un omaggio a quanto ancora rimane dell’operosità italiana, come testimoniano le sedie trasparenti di Kartell presenti in tutti i piccoli esercizi presenti. Insomma, quello che già avviene nelle altre diciotto sedi di Eataly, di cui nove in Giappone e una a New York. Viene il momento di iniziare tutti insieme un giro per i quattro piani, guidati da Oscar Farinetti, il “dominus” di Eataly che, microfono e miniamplificatore alla mano, guida la maxicomitiva con Renata Polverini in testa.

A ogni reparto, ad ogni piccolo locale – ce n’è pure uno in cui si produce una mozzarella che nemmeno a Mondragone – Farinetti si ferma per una breve presentazione, con la presidente che saluta banconisti e commessi. E mi rendo conto tutto ad un tratto – facendo parte del medesimo spettacolo, lo ammetto – che ben pochi sono quelli che tengono dietro al tour presidenziale tra i banconi e gli scaffali in parte ancora da riempire: la stragrande maggioranza dei partecipanti, taccuini in tasca e fotocamere al fianco, si attarda in pantagruelici assaggi dando letteralmente l’assalto alle pietanze pronte per gli ospiti. Compassati giornalisti col papillon ed eleganti croniste con borsa ultrafirmata si accalcano come cavallette davanti ai salumi, le salsicce, i fritti, i sedanini cacio e pepe ( “eh ma sono crudi”), ai dolci; c’è pure la rosticceria con l’abbacchio a scottadito. Il tutto annaffiato da vini di qualità e – per gli astemi come il sottoscritto – acqua minerale a fiumi. Insomma uno spettacolo forse non elegantissimo ma che è un efficace segno di questi tempi di crisi, visto che tra gli addetti ai lavori la voce degli assaggi gratis si doveva essere sparsa da tempo. Anche Renata Polverini si adegua e rallentato il passo si concede qualche boccone e un paio di sorsate, compiacendosi evidentemente di alimentare non solo sé stessa ma l’immagine di persona verace.

Alla fine si giunge satolli nella sala delle conferenze dove le domande scarseggiano, le menti ancora rivolte alle delizie assaggiate poco prima. La domanda più gettonata: «Ma quando apre?». «Attorno al 18 giugno». Forse.  Il motivo di tanta genericità? «A noi piace non essere sicuri di niente».

Alessandro Pino

Le strisce blu intorno alla fermata metro di Conca d’oro

20 Giu

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Settebagni: biglietti vincenti lotteria di S. Antonio 2012

18 Giu

Ed ecco i sette biglietti estratti alla fine della serata di ieri.

1 premio: automobile C1                                 1247

2 premio: televisore                                          0073

3 premio: bicicletta                                           0659

4 premio: pianta                                                 1516

5 premio: banconota da Euro 100              2035

6 premio: Phon                                                   2602

7 premio: bilancia                                             2387

 

Auguri ai vincitori : )

17 Giu

Galleria Fotografica della presentazione di Eataly alla Stampa. Servizio realizzato da Alessandro Pino

 

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Roma: I precari della giustizia ovvero la crisi dove meno te l’aspetti

13 Giu

In tempi di crisi nei quali per il settore privato praticamente si parla solo di licenziamenti e disoccupazione, si può supporre che chi opera in una struttura pubblica come un Tribunale si trovi in una situazione di relativo privilegio: tra questi, tutti quegli addetti lavorano nelle cancellerie, assistono i giudici nelle udienze, preparano o archiviano i fascicoli e si occupano della informatizzazione delle pratiche. Supposizione errata, perché proprio molte di queste persone – circa cinquecento in tutto il Lazio – hanno già vissuto il dramma della perdita dell’impiego e sono stati assegnati agli uffici giudiziari per svolgere una sorta di tirocinio nell’ambito di  un percorso di formazione e reinserimento lavorativo della durata di due anni, organizzato prima con la Provincia e poi con la Regione attraverso i Fondi Sociali Europei. Quindi non sono dipendenti pubblici: se per quanto riguarda gli ordini di servizio dipendono dagli uffici ai quali sono stati assegnati, in pratica vengono pagati dall’Inps e il progetto del quale fanno parte è organizzato dalla Regione. Il problema – oltre a una mancanza di puntualità dei pagamenti mensili lamentata da alcuni di loro – è che per questa esperienza sta volgendo al termine e a quanto pare non c’è intenzione di proseguirla da parte delle istituzioni, non quantomeno con le stesse persone, al più una specie di ricambio che sembra una lotteria della disperazione: dentro nuovi precari – o forse i praticanti di ordini professionali – e gli altri arrivederci e grazie, insomma. Gli interessati giustamente non ci stanno,  vorrebbero quel minimo di serenità che la sicurezza di un lavoro può dare e all’angoscia di un futuro incerto si unisce un senso di presa in giro per quello che viene percepito come un voltafaccia. Per farsi ascoltare da chi di dovere e sensibilizzare coloro che gravitano nel settore (magistrati e legali) si sono allora organizzati in un collettivo chiamato Unione Precari Giustizia che ha organizzato manifestazioni davanti Montecitorio o fuori gli uffici nei quali prestano servizio, arrivando a decidere una sospensione della loro attività durante una assemblea tenutasi lo scorso 29 maggio presso la Sala della Musica del Tribunale Civile di Roma. «Una formazione dentro i Tribunali non si può spendere tranquillamente nel mercato del lavoro, è molto specifica – afferma Emiliano Viti, uno dei portavoce – per cui il turn over è sbagliato». Il problema sembrerebbe dunque insito nella stessa natura di una iniziativa che per la sua specificità ha immesso queste persone in un vicolo cieco creando inoltre delle aspettative andate in fumo in chi – dopo essere stato formato e inserito in una struttura – sta per essere rispedito a casa. Ma ora che la situazione si è creata e non si può tornare indietro, come rimediare? Prosegue al proposito Emiliano Viti: «Gradiremmo che lo stesso senso di responsabilità che abbiamo dimostrato andando anche a lavorare la mattina senza percepire un euro lo dimostrassero anche il ministero e la ministra Severino e la Regione Lazio nelle figure di Renata Polverini e dell’assessore al Lavoro Mariella Zezza, aprendo un tavolo dove si possano trovare delle soluzioni ponte che ci garantiscano una continuità lavorativa per portarci fino all’indizione di un bando di concorso dandoci almeno la possibilità di spenderci un domani in un concorso pubblico le competenze acquisite».

Alessandro Pino

 

 

Roma IV Municipio: Stupefacente! Il maxisequestro di due mesi fa in via Cimino si è rivelato essere una potentissima e letale droga per diabetici: glucosio, in gergo…zucchero

7 Giu

Vi ricordate? Erano i primi giorni d’aprile e le cronache locali furono invase dalla notizia del ritrovamento, fortunato e fortuito, durante un controllo su un’auto con segni di scasso (risultata poi rubata) parcheggiata in Via Cimino, al Tufello, IV Municipio di Roma Capitale, da parte degli agenti di polizia del commissariato Fidene – Serpentara di una sacca contenente trenta panetti da un chilo di “polvere”. Certi di trovarsi davanti ad un’ingente quantitativo di stupefacente – altrimenti perché incartare farina o zucchero o gesso o borotalco in quella maniera –  lo sequestrano. Quasi due mesi dopo i colleghi della scientifica svelano che tutta quella po’ po’ di roba altro non è che….comunissimo zucchero (ma una volta non si analizzava empiricamente, assaggiandola?): se non fosse accaduto davvero potrebbe tranquillamente essere la scena di un copione dei film di Lino Banfi anni 70,  del tipo “Vai avanti tu che mi vien da ridere”. Per il supposto maxisequestro giunsero al dirigente del Commissariato le congratulazioni dell’assessore municipale alle politiche giovanili, Francesco Filini che oramai avrà appreso di essersi complimentato per il ritrovamento di trenta chili di glucosio. Da prassi, di solito la droga sequestrata viene poi bruciata, ma ci si chiede cosa faranno i poliziotti con il dolce carico. Forse lo useranno per rendere meno amare un buon numero di tazzine di caffè. Meglio decaffeinato…

Battuta a parte – una è consentita, visto l’eco suscitato, i comunicati di plauso e…il tempo che ci è voluto per svelare la composizione chimica della sostanza sequestrata – rimane il fatto che trenta chili di roba innocua – per tutti tranne che per i diabetici – non si camuffano da partita di droga senza un perché. Scherzo a carnevale finito o tentativo di bidone tra organizzazioni rivali? Dilettanti allo sbaraglio? C’è quel piccolo particolare della macchina rubata che non depone a favore della tesi di una goliardata. In ogni caso, l’intervento della polizia ha probabilmente scongiurato il rischio che si innescasse tutta una serie di rivalse in ambienti…poco tranquilli. Si attendono con fiducia i risultati delle indagini.

LM e AP

Roma IV Municipio: l’assessore alla mobilità a Cinquina per illustrare le modifiche apportate alle linee degli autobus

5 Giu

Assieme all’imminente apertura della prima tratta della metropolitana B1  verranno introdotte alcune importanti novità nel trasporto di superficie, mirate a integrarsi con la diramazione della ferrovia sotterranea. Già da tempo sono in corso degli incontri con i residenti dei quartieri interessati, l’ultimo dei quali si è tenuto venerdi scorso a Cinquina – IV Municipio del Comune di Roma – nei locali della parrocchia San Domenico di Guzman. Come nelle precedenti occasioni è intervenuto direttamente l’assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma, affiancato da un funzionario della preposta agenzia avente il compito di spiegare nel dettaglio i cambiamenti: stavolta è toccato all’ingegnere Stefano Brinchi armeggiare con calcolatore elettronico e diapositive delle mappe con i nuovi percorsi. Gli itinerari, è stato spiegato, sono state studiate per non portare più gli autobus fino a Termini ma alla stazione Conca d’Oro, ottenendo così anche un accorciamento del tragitto su gomma e una conseguente intensificazione delle corse, incentivando l’uso del mezzo pubblico da parte di chi di solito preferisce altrimenti. Questo almeno in teoria: per l’appunto le novità arrivano nel periodo delle ferie – per chi può permettersele, almeno –  nei quali l’utenza è meno numerosa, in modo da rendere meno disagevoli eventuali modifiche “in corso d’opera” ed essere pronti a settembre con l’assetto definitivo.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: bus 302 distrutto dalle fiamme poco prima di entrare a Settebagni

1 Giu

Paura ma per fortuna niente danni alle persone nell’incendio che questa mattina ha completamente distrutto un autobus della linea Atac 302. La vettura ha preso fuoco all’incirca verso le undici proprio in corrispondenza della fermata antistante gli uffici della Anonima Petroli Italiana sulla Salaria poco prima di entrare a Settebagni. Sul posto sono intervenuti la Polizia Stradale, i Carabinieri oltre a personale della società di trasporto. Il sinistro ha causato una lunga fila di veicoli sulla consolare in direzione fuori Roma anche perché molti conducenti – come  accade in questi casi-  hanno rallentato per dare un’occhiata.

Alessandro Pino

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