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Ladri scatenati: il Terzo Municipio ha paura – di Alessandro Pino

15 Feb

[Roma] Il resoconto sui furti in appartamento segnalati – senza smentita – in diverse zone del Terzo Municipio nelle ultime settimane somiglia a uno sconfortante bollettino di guerra: le testimonianze di chi è stato derubato trovandosi la casa devastata da delinquenti spavaldi che scassinano inferriate e porte blindate si susseguono con una progressione angosciante. Si è arrivati persino a scene da arancia meccanica, con una ragazza abitante in via Gaspara Stampa, nascostasi terrorizzata in un armadio mentre i banditi le rovistavano in casa nel pieno pomeriggio dello scorso 12 gennaio. In aggiunta a un quadro così angosciante, altri fatti criminosi come i frequenti furti di ruote e altre parti dalle automobili parcheggiate in strada o il maxicolpo presso un noto negozio di biciclette in via Delle Vigne Nuove, svaligiato per la seconda volta nel giro di pochi mesi (cui si riferisce l’immagine sulla destra). Sul tema interviene da esperto Francesco Maria Bova, oggi capogruppo della Lega in Terzo Municipio e per anni dirigente alla guida del commissariato Fidene Serpentara: «La recrudescenza dei furti è un problema serio, non può essere considerato un reato minore in quanto invadendo la sfera intima diventa particolarmente invasivo e che tocca la psiche di ognuno di noi…i ladri si sentono autorizzati a fare come vogliono tant’è che ultimamente entrano in qualsiasi ora del giorno con i proprietari all’interno senza nessuna remora». Il dottor Bova prosegue indicando alcune soluzioni: «Penso che la nuova normativa riguardante la legittima difesa potrebbe essere utile ma ci dovrebbe essere una maggiore attenzione da parte della magistratura per i recidivanti, dovrebbero essere trattati in modo più severo». Infine un suggerimento pratico: «Da parte delle forze di polizia vengono effettuati servizi di prevenzione ma considerata la vastità del territorio non è facile presidiare in modo efficiente e quindi è importante il ruolo dei cittadini e i condomini si sono organizzati, penso che sia da favorire questo tipo di aggregazione con chat per allarmare i vicini di eventuali presenze di persone sospette».
Alessandro Pino

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