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Christian Raimo a gamba tesa contro Veltroni sulla morte di Ramelli

19 Feb

di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

[ROMA] Christian Raimo torna a far parlare di sé per alcune sue dichiarazioni a gamba tesa che analogamente al passato non hanno mancato di suscitare polemiche. Il discusso intellettuale di sinistra, assessore alla Cultura del Terzo Municipio nonché docente in una scuola superiore nello stesso territorio, è infatti intervenuto polemicamente su Twitter, a proposito di un recentissimo articolo di Walter Veltroni sul Corriere della Sera che ricordava Sergio Ramelli, studente diciottenne, attivista di destra morto nel 1975 a Milano dopo oltre un mese di agonia in ospedale causata da una brutale aggressione a colpi di chiave inglese per mano di militanti di estrema sinistra.
L’articolo di Veltroni è stato definito da Raimo “agiografico” mentre lo scomparso Ramelli “icona del peggiore neofascismo”. Insomma, benzina sul fuoco anziché avallare il tentativo veltroniano – persona non certo sospettabile di nostalgie del Ventennio – di contribuire alla ricomposizione di fratture dalle quali il corso del tempo porta sempre più lontani e che andrebbero sempre più stemperate. L’assessore ha poi pubblicato anche diversi post su fb, dove sembra aggiustare leggermente il tiro, richiamando il fatto che il Ramelli “sia stato preso a simbolo dai peggiori neofascisti”, che è cosa ben diversa dall’essere definito icona tout court. Anche Il Che è stato per alcuni versi “espropriato” da Cp e forse il Comandante argentino non ne sarebbe stato proprio contento, così come è facile pensare che Ramelli avrebbe preferito di gran lunga invecchiare mediamente bene o male, piuttosto che ritrovarsi assurto a simbolo, ucciso per aver espresso delle idee in un tema scolastico, cosi come le altre giovani vittime di quegli anni scellerati. Mentre anche un altro giornalista di sinistra come Giovanni Fasanella pur senza nominarlo ha preso le distanze dall’atteggiamento di Raimo, a livello politico locale è apparsa in Rete una dichiarazione congiunta di Francesco Filini e Giordana Petrella (rispettivamente dirigente romano e capogruppo in Terzo Municipio di Fratelli d’Italia) con cui chiedono al presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo di ritirare le deleghe conferite a Raimo.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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