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A Settebagni hanno vinto il ricorso in commissione tributaria provinciale: riduzione del 20% della Ta.ri. per il 2017 e il 2018 a causa dei disservizi nella raccolta porta a porta – di Luciana Miocchi

19 Feb

E’ finalmente arrivato a sentenza il ricorso incardinatato da trentatré residenti di Settebagni, III Municipio di Roma Capitale, davanti alla Commissione Tributaria provinciale di Roma, per vedersi ridurre la Ta.ri. a causa dei disservizi riscontrati nella raccolta differenziata porta a porta, in vigore nel quartiere. La sezione 37, a cui era stato assegnato il ricorso, ha riconosciuto valide le motivazioni rappresentate dall’avvocato Mario Costanzo, legale dei ricorrenti, condannando il Comune di Roma Capitale al pagamento delle spese legali e a rifondere il 20% di quanto pagato dai contribuenti negli anni 2017 e 2018.

Tecnicamente, le somme sono state riconosciute non a titolo di risarcimento per i danni patiti ma proprio come quantificazione di servizio non reso: la commissione tributaria infatti, ha rigettato la tesi difensiva di Roma Capitale, ritenuta non convincente, stabilendo così: «diversamente da quanto affermato dall’ amministrazione comunale non è prevista dalla legge nella descrizione della fattispecie di riduzione di responsabilità dell’ente… quest’ultima spetta per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito ed attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità… ed alla frequenza della raccolta; così da far venire meno le condizioni d ordinaria ed agevole fruizione del servizio da parte dell’utente» e ancora: «La riduzione tariffaria non opera, infatti, quale risarcimento del danno… bensì al diverso fine di ripristinare… un tendenziale equilibrio impositivo … tra l’ammontare della tassa comunque pretendibile ed i costi generali del servizio nell’area municipale».

La notizia della vittoria è stata diffusa da un comunicato stampa rilasciato dal Comitato di Quartiere di Settebagni, attraverso il suo direttivo, nella serata del 19 febbraio, con il quale viene espressa la piena soddisfazione  nell’ apprendere l’esito del ricorso presentato con l’appoggio dell’associazione Don Chisciotte, che viene sentitamente ringraziata della preziosa assistenza fornita, per ottenere la riduzione della Ta.ri. per gli anni 2017 e 2018 a seguito dei continui disservizi «provati in maniera inconfutabile attraverso l’app Junker, con l’invio di foto georeferenziate, data e orario certificati». La nota così prosegue: «Nonostante la raccolta porta a porta – PAP – nel nostro quartiere sia in vigore dal 2012, il servizio gestito dalla municipalizzata AMA è ancora irregolare e i ritiri vengono omessi per giorni di seguito, causando l’accumulo dei sacchetti di rifiuti in strada, con gravi disagi, soprattutto nei periodi estivi e durante le festività. Esperiti tutti i tentativi in sede amministrativa istituzionale, non ci è rimasto che  giocare la carta del ricorso alla commissione tributaria. Qualcuno lo giudicò un passo azzardato, senza speranza alcuna di vittoria. In effetti, a credere fino in fondo che un giorno ce l’avremmo fatta, a dimostrare che qualche volta Davide batte ancora Golia, sono stati trentatré utenti domestici, consci che si trattava di difendere più un principio di civiltà e democrazia che ottenere una somma adeguata ai danni subiti. Ringraziamo l’avvocato  Mario Costanzo che ha studiato le azioni più idonee da intraprendere, aprendo di fatto una nuova strada mai tentata prima e che ha dato vita all’iter giudiziario nel settembre 2018. Ringraziamo la stampa per aver dato spazio alla nostra vicenda e l’ex consigliere municipale Emiliano Bono, citato anche in sentenza, per l’interrogazione a risposta scritta presentata all’assessore municipale all’ambiente dell’epoca relativa ai disservizi di Settebagni».

L’avvocato provvederà ad avvisare ciascuno dei ricorrenti.

 

Le prime impressioni a caldo del presidente e del vice presidente del Comitato di Quartiere

Francesco Fusar Poli, presidente del Comitato di Quartiere di Settebagni così dichiara:«Posso solo esprimere la mia più grande soddisfazione per il risultato ottenuto , soprattutto perché è la prima volta che vengono accolte le istanze di un gruppo di cittadini, creando così un precedente che potrebbe essere utile per tutto il quartiere, da anni ostaggio di una raccolta differenziata mai entrata davvero in funzione e, anzi, peggiorata nel corso del tempo».

Silvia De Rosa, vice presidente del CdQ, aggiunge: «ci tengo a ringraziare i cittadini residenti che hanno creduto nella nostra iniziativa in un momento in cui nessuno sembrava darci fiducia, consapevoli che la strada sarebbe stata lunga».

 

Il commento del legale

Gran merito va riconosciuto all’avvocato Mario Costanzo, tra i fondatori dell’associazione Don Chisciotte, nata con l’intento di tutelare le istanze legittime dei cittadini, tradizionalmente parte debole e soccombente nei confronti delle istituzioni territoriali e delle municipalizzate. Il legale, subito dopo aver ricevuto la comunicazione dell’emissione della sentenza ha commentato: «siamo particolarmente orgogliosi di aver visto vincere la nostra linea difensiva su quella del Comune di Roma. Ci auguriamo che la strada da noi aperta possa essere vantaggiosamente perseguita da altri cittadini ma anche dagli esercizi commerciali. Noi come associazione rimaniamo a disposizione di chiunque voglia difendere le proprie istanze nei confronti di qualunque disservizio».

 

La dichiarazione dell’assessore municipale

Francesco Pieroni, assessore del III Municipio con delega all’ambiente, quindi ai rapporti con Ama: «l’accoglimento del ricorso dei residenti di Settebagni, rispetto ai disservizi sui rifiuti deve essere un monito per l’amministrazione Raggi. Non è più possibile far finta di nulla di fronte al disastro della raccolta, soprattutto del porta a porta nei quartieri più periferici. Molte zone ama sono costantemente sotto organico di oltre un terzo, rispetto alle esigenze di servizio e in alcuni giorni non funzionano quasi l’80% dei mezzi in dotazione. Se a ciò si unisce il nulla nelle strategie di conferimento e trattamento è chiaro che senza scelte coraggiose, a partire dall’approvazione dei bilanci e di un piano industriale chiaro, non sarà mai possibile uscire dall’emergenza. Per quanto riguarda il quartiere di Settebagni, da oltre un anno come Terzo Municipio attendiamo le modifiche concordate per il passaggio dal porta a porta a un sistema misto. Questo darebbe respiro ai cittadini esasperati e consentirebbe agli operatori di lavorare meglio. Per attuare queste modifiche basterebbe trovare qualche decina di cassonetti. Neanche questo riescono a fare da un anno dentro una società destinata ad incassare 800 milioni di euro l’anno dalle nostre tasche»

Luciana Miocchi

 

 

 

 

 

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Christian Raimo a gamba tesa contro Veltroni sulla morte di Ramelli

19 Feb

di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

[ROMA] Christian Raimo torna a far parlare di sé per alcune sue dichiarazioni a gamba tesa che analogamente al passato non hanno mancato di suscitare polemiche. Il discusso intellettuale di sinistra, assessore alla Cultura del Terzo Municipio nonché docente in una scuola superiore nello stesso territorio, è infatti intervenuto polemicamente su Twitter, a proposito di un recentissimo articolo di Walter Veltroni sul Corriere della Sera che ricordava Sergio Ramelli, studente diciottenne, attivista di destra morto nel 1975 a Milano dopo oltre un mese di agonia in ospedale causata da una brutale aggressione a colpi di chiave inglese per mano di militanti di estrema sinistra.
L’articolo di Veltroni è stato definito da Raimo “agiografico” mentre lo scomparso Ramelli “icona del peggiore neofascismo”. Insomma, benzina sul fuoco anziché avallare il tentativo veltroniano – persona non certo sospettabile di nostalgie del Ventennio – di contribuire alla ricomposizione di fratture dalle quali il corso del tempo porta sempre più lontani e che andrebbero sempre più stemperate. L’assessore ha poi pubblicato anche diversi post su fb, dove sembra aggiustare leggermente il tiro, richiamando il fatto che il Ramelli “sia stato preso a simbolo dai peggiori neofascisti”, che è cosa ben diversa dall’essere definito icona tout court. Anche Il Che è stato per alcuni versi “espropriato” da Cp e forse il Comandante argentino non ne sarebbe stato proprio contento, così come è facile pensare che Ramelli avrebbe preferito di gran lunga invecchiare mediamente bene o male, piuttosto che ritrovarsi assurto a simbolo, ucciso per aver espresso delle idee in un tema scolastico, cosi come le altre giovani vittime di quegli anni scellerati. Mentre anche un altro giornalista di sinistra come Giovanni Fasanella pur senza nominarlo ha preso le distanze dall’atteggiamento di Raimo, a livello politico locale è apparsa in Rete una dichiarazione congiunta di Francesco Filini e Giordana Petrella (rispettivamente dirigente romano e capogruppo in Terzo Municipio di Fratelli d’Italia) con cui chiedono al presidente del Terzo Municipio Giovanni Caudo di ritirare le deleghe conferite a Raimo.

Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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Il cinghiale di Parco Talenti investito da una macchina- di Alessandro Pino

19 Feb

[ROMA] È morto investito da una macchina in via Di Casal Boccone il cinghiale che nei giorni scorsi era apparso in diverse foto scattate nelle adiacenze del parco Talenti. A darne notizia in rete è stato Manuel Bartolomeo, esponente locale di Fratelli d’Italia. Il povero animale non aveva mai dato segni di aggressività, brucando tranquillo a bordo marciapiede e in molti gli si erano affezionati al punto da trovargli anche un nome: Ugo, probabilmente come lo scrittore e giornalista Ojetti cui è intitolata la strada principale di Talenti. Nell’incidente – che comunque rilancia anche il tema della sicurezza stradale su via Di Casal Boccone, da troppi scambiata per autodromo- fortunatamente il conducente della vettura è rimasto illeso. Ugo era uno dei tanti cinghiali che negli ultimi anni a Roma si sono avvicinati alle zone abitate, sconfinando dalle riserve naturali. Certo con la morte del mite cinghialotto non finirà il dibattito sulla loro presenza tra chi propone di cacciarli per farne salsicce manco abitasse nel villaggio di Asterix e Obelix, chi vorrebbe fossero lasciati in pace e chi ritiene necessario mettere in sicurezza le persone ma senza nuocere agli animali.
Alessandro Pino

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