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III Municipio di Roma Capitale: l’impianto Ama chiuderà entro il 2015, parola di Presidente

11 Feb

Consiglio straordinario sul destino dell’impianto Ama di via Salaria a Villa Spada

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

consiglio6febbraioIl 6 febbraio la sala parrocchiale si è riempita fino all’inverosimile per il problema che avvelena la vita dei residenti e la complica non poco anche agli abitanti dei quartieri vicini. La seduta si è aperta con la protesta del centro destra per quanto accaduto in consiglio qualche giorno prima, quando i consiglieri di centro sinistra hanno abbandonato l’aula prima della votazione degli atti presentati dalla minoranza  che richiedeva il  ripristino dei fondi dei viaggi della memoria e per una serie di iniziative da prendere sul territorio per commemorare le vittime delle foibe. C’è stata l’esposizione di striscioni e l’ulteriore contestazione della consigliera di Sel Valeria Milita, che ha assistito impassibile. D’altra parte, ai primi due punti della convocazione vi era la proposta di odg sulla giornata nazionale del ricordo e una mozione sul giorno del ricordo, atti che non si era riusciti a votare nella seduta precedente.

E’ trascorsa più di mezz’ora prima che si riuscisse a passare all’argomento che aveva portato la seduta fuori dall’aula di piazza Sempione, con alcuni cittadini che hanno abbandonato i locali in aperta polemica con i consiglieri, rei ai loro occhi di perdere tempo nel mostrarsi le penne arruffate a vicenda, utilizzando la memoria di fatti terribili a fini politici.

Il primo intervento su Ama Salaria arriva poco dopo le diciotto, ad opera di Cristiano Bonelli, Ncd, che aveva presentato l’atto sulla delocalizzazione poi cassato. A seguire, la consigliera Leoncini, Pd, ha spiegato il perché del parere negativo all’odg dell’opposizione e cioè perché la maggioranza ha presentato un atto, quello in discussione, che traccia la strada per arrivare alla chiusura completa entro il 2015 dell’impianto: «C’è il nostro impegno preso davanti a tutti che dà a voi cittadini una prospettiva reale, concreta, attraverso degli atti ben concreti». A queste parole un cittadino ha interrotto il protocollo chiedendo a gran voce di sapere quali fossero i passi concreti ma non ha avuto risposta immediata.

Dopo il veloce intervento del consigliere Massacci, Pd, il presidente del Consiglio Municipale Riccardo Corbucciha ringraziato ironicamente Bonelli per l’atto da loro presentato, che anche la maggioranza avrebbe redatto, dopo che si fosse concluso l’iter intrapreso, non perdendo l’occasione per ricordare che «Questa battaglia l’abbiamo seguita dall’inizio, da quando Bonelli non sentiva tanto bene la puzza. Ho sempre detto che sarebbe stata molto dura e che non si sarebbe risolta in poco tempo, la lotta è arrivata dove doveva arrivare, anche in Europa». A questo punto il consigliere pronuncia delle parole di estrema importanza per chi vive assediato da più di due anni dai miasmi dell’impianto: «Il punto nodale è che il Tmb chiude. Con certezza perchè l’ha detto Zingaretti ( il Presidente della regione Lazio ndr). L’intenzione politica comunale e municipale è chiudere entro il 2015, una data fissa, vera. Una data importante perché allora si chiuderà il ciclo della raccolta differenziata e quel tipo di delocalizzazione non servirà più perché il tmb non servirà più. Il tema è che ci farà allora Ama di quel sito. Noi abbiamo scritto parcheggio automezzi uffici, abbiamo specificato che non vogliamo più rifiuti. Questa non è una battaglia che si chiude oggi. Dovremo essere presenti quando Ama deciderà di riutilizzare il sito».
L’intervento è stato interrotto da un battibecco sul sindaco Marino tra Bonelli, Corbucci e alcuni residenti. Il presidente dell’aula poi è riuscito a concludere il suo discorso ribadendo nuovamente che l’atto sulla delocalizzazione presentato in precedenza dall’opposizione è stato bocciato dalla maggioranza perché l’obiettivo del governo municipale e comunale non è la delocalizzazione ma la chiusura.

Poi è stata la volta di Gianna Le Donne, assessore municipale alle politiche ambientali, Sel, che ricostruisce gli avvenimenti che portano a poter affermare che l’impianto sarà chiuso nel 2015, ovvero che è stata finalmente chiusa definitivamente la discarica di Malagrotta, dove veniva portato l’indifferenziato mentre ora i quattro impianti lavorano a regime. Di questi si è scelto di chiudere via Salaria perché il più vicino al centro abitato; la data del 2015 è stata data dall’assessore di Roma Capitale Estella Marino e dal sindaco Marino e nel frattempo verranno abbattute le quantità di materiale trattato perché da luglio ad ottobre nella raccolta differenziata sono stati coinvolti altri 900.000 utenti in più e nel prossimo anno si uniranno altri cinque municipi, per una raccolta differenziata stimata nel 50%.
L’assessore ha fatto poi riferimento alla necessità di andare a regime con la differenziata per via delle sanzioni della UE e del costo insostenibile per conferire i rifiuti fuori regione, dopo la chiusura della discarica di Roma e ha dato notizie sul tritovagliatore di Rocca Cencia, che verrà mantenuto in funzione per consentire la chiusura di via salaria. «Tutto ciò che accadrà dopo non dovràportare alcun disagio sul territorio». Sulle ultime parole della Le Donne sono scattati gli applausi dei residenti.

I lavori del’aula a questo punto sono stati interrotti  per consentire di parlare a Adriano Travaglia, del comitato spontaneo Villa Spada e a Pino D’Aloisio, presidente del neo eletto comitato di quartiere, il quali hanno assicurato che si occuperanno dell’impianto Ama coordinandosi tra di loro

Dice Travaglia: «Contestiamo alcune date sull’atto da votare oggi. Vorremmo cambiare il chiusura impianto fissa nel 2015 a 28 febbraio 2015, aggiungere il punto terzo bis con il non pagamento della tarsu per il 2014 per i cittadini di Villa Spada», probabilmente come piccola forma di risarcimento morale.
E’ stata poi la volta dell’europarlamentare Roberta Angelilli, una dei quattordici vice presidenti del parlamento europeo, in forza al PPE, che ha fatto arrivare una delegazione del comitato spontaneo fino a Bruxelles, insieme ad altri comitati che si battono a vario titolo per la questione dei rifiuti nel Lazio. Nel suo intervento l’Angelilli ha detto: «La procedura di infrazione va avanti, questo vuol dire che non sono state date delle risposte perchè la Comunità Europea dà un tempo entro il quale rispondere e se il riscontro è positivo, la procedura si ferma e questo non è accaduto. Noi parliamo di raccolta differenziata ma su Roma la situazione è di stallo rispetto agli obiettivi ambiziosi che il Comuni si è dato. Se non c’è una accelerazione straordinaria la cosa non può avvenire. La situazione emergenziale c’è ma durante questo consiglio ho udito due cose che non sapevo che mi sembrano rivoluzionarie, ci sono atti del Comune di Roma e regione Lazio  che dicono chiusura nel 2015? Bisogna anche avere un piano per la differenziata. Ci sono o non ci sono gli atti formali o sono solo dichiarazioni alla stampa? A me questo interessa perché  abbiamo fatto un gruppo di lavoro a Bruxelles, se ci sono gli atti li vorrei avere. Ci vuole un piano, la data fissa non serve senza piano».

Conclude l’europarlamentare: «Se mi posso permettere fate una mozione comune a tutti i consiglieri, non importa chi ha cominciato prima e chi ha cominciato dopo, voi dovute parlare con una voce sola, istituzione e cittadini, questo vi da forza contrattuale».
Dal pubblico a questo punto si sono levate molte voci a chiedere di avere visione degli atti di Regione e Comune e il mormorio è durato un bel po’.
Ferdinando Bonessio, presidente dei Verdi nel Lazio, chiede di evitare di entrare nella questione generale dei rifiuti perchè si rischia di perdere di vista la questione dell’impianto di via salaria, diventato purtroppo strategico perché l’Italia era sotto infrazione, a causa del conferimento dei rifiuti non trattati in discarica. Auspica un tavolo immediato tra Comune, Municipio, Regione e Comitati perché i cittadini devono sempre sapere cosa si sta facendo per risolvere il problema. Tra le altre cose per lui «La seconda questione è che quanto oggi viene indicato venga recepito con un atto della giunta comunale, le eventuali date devo no essere riprese da questo documento municipale al documento comunale, che è l’istituzione proposta».
Finalmente è la volta della presentazione dell’ordine del giorno incidentale del movimento Cinque stelle, ad opera del consigliere Massimo Moretti, il quale propone di separare e privilegiare immediatamente la raccolta dell’umido, in quanto causa principale dei cattivi odori.
Immediatamente dopo Bonelli propone, se possibile, di prendere parte ad un lavoro comune che produca un documento unico sull’impianto tmb di via Ama via Salaria: «L’unica cosa che dico di politico questa sera; mantengo nei miei interventi lo stile che mi sono imposto un anno fa ed invito allo stile di responsabilità e non allo stile comizio elettorale – riferendosi a Corbucci, ricambiando così il favore al presidente del consiglio che lo aveva nominato nel suo intervento  -. Non dirò qui Alemanno ha fatto questo e Marino no, non lo faccio, mettiamoci alle spalle destra sinistra e lavoriamo per i cittadini».
Alla risposta – ovvia – della maggioranza si scatena una nuova gazzarra cui si uniscono Giordana Petrella e Manuel Bartolomeo, Ncd. Il Presidente del Consiglio, spiega che l’ordine del giorno incidentale è un atto a parte e non si può estrapolarne un pezzo ed aggiungerlo ad un altro per un mero motivo tecnico, che per la maggioranza l’atto va bene tranne il rigo che ritiene possa ingenerare confusione. Eliminato quello non ci sono motivi per non votarlo. Dopo una breve interruzione richiesta da Moretti per consultazioni, il consigliere ha accettato di fare la modifica richiesta.
L’intervento del Presidente del Municipio, Paolo Marchionne è stato breve e conciso, facente riferimento alla richiesta di esibizione degli atti che sanciscono la chiusura degli impianti fatta da Roberta Angelilli: «non si vive di slogan, se uno la deve sparare grossa la spara a ridosso delle elezioni. Invece veniamo qua, non ci sono elezioni in vista, a dire delle cose molto precise. Quello che è scritto su questo atto è stato ragionato».
Francesco Filini, consigliere Fdi:«Avevo evitato di intervenire perché sembrava ci fosse qualcosa di concreto . Quando ho sentito parlare il presidente ho capito che non c’è nulla. Vi sfido a produrre degli atti che sostengano, certifichino quello che voi sostenete. Altrimenti è troppo facile dire tra qualche mese ci sono stati dei problemi, non ce la facciamo per il 2015, ci vediamo nel 2016».
L’intervento di Yuri Bugli viene interrotto dalle urla dei consiglieri di Ncd. A quel punto i cittadini presenti hanno cominciato a chiedere a gran voce di sapere se esistano o no questi atti ufficiali. I consiglieri di opposizione hanno centrato il nervo scoperto dei residenti, che sono disposti ancora a dare credito ma non a credere sulla parola e soprattutto non sopportano più di sentire battibecchi e schermaglie politiche, provati da anni di promesse di Ama e di rimandi a Commissioni e Studi e rimpalli di responsabilità. Vogliono fatti concreti.
Bonelli si rivolge al pubblico: «L’hanno aperta loro l’ama di via Salaria!!». Nella sala si urla, si urla e si urla ancora. La gente non si fida più delle parole, non facendo distinzione tra chiacchiere da bar e impegno preso in pubblico da parte di presidente del Municipio e consiglieri di maggioranza.

Come non capirli, due anni di odori snervanti che li inseguono fin dentro le stanze più interne delle loro case hanno logorato ogni pensiero, ogni credo. Non possono non ricordare di quando non venivano creduti, di quando all’inizio ogni istituzione faceva lo scaricabarile, Municipio, Comune e Regione pressati tra il giusto diritto dei residenti e le esigenze di una città che rischiava una paralisi peggiore di quella patita da Napoli al tempo dell’emergenza rifiuti. Al tempo ancora non vi erano stati gli arresti eccellenti in regione e del patron di Malagrotta e dei suoi dirigenti, non era ancora emerso il sistema per cui non si riusciva a chiudere la discarica e a far partire la raccolta differenziata. Se sono arrivati a questo consiglio a Villa Spada lo devono alla caparbietà che li ha portati a riunirsi in comitato spontaneo, a chiedere aiuto a tutti i politici che hanno voluto ascoltarli, qualcuno si è defilato immediatamente, qualcun altro si è unito dopo, qualcuno si è messo a disposizione dal primo momento rimanendo sempre prezioso riferimento. Sono arrivati fino a Bruxelles, le loro istanze raccolte in maniera bipartisan dagli eurodeputati Roberta Angelilli e Niccolò Rinaldi, arrivando ad ottenere l’interessamento e la visita di una Commissione. Da quel momento, qualcosa ha cominciato a muoversi, anche le istituzioni italiane non hanno più potuto ignorare questo pezzo di Roma Nord.

Ristabilito il silenzio, sono intervenuti i consiglieri Fabio Dionisi per il Pd e Jessica De Napoli per il Ncd. Poi il presidente del consiglio Corbucci ha preso nuovamente la parola per dire che «Non ci sono protocolli da ricercare ma impegni da rispettare. L’Angelilli è in campagna elettorale (tra poco ci sono le elezioni europee, ndr). Noi prendiamo questa sera l’impegno di chiudere nel 2015. Chi ci ha preceduto non ha fatto il proprio dovere, è evidente che noi vogliamo fare il nostro dovere che oggi è questo atto e con ulteriori atti in futuro».
L’intervento di Fabrizio Cascapera, Lista Civica Marchini: «Sono contento che sia arrivato un atto comune. Vorrei però spostare l’attenzione su un altro problema. Sono convinto che possiamo fare il piano migliore del mondo ma se non mettiamo mano ad Ama non ne usciremo mai. Credo nella loro buona fede ma quante volte abbiamo visto “consegna lavori metro entro il ..” e poi i termini non sono stati rispettati. Dobbiamo richiedere la ristrutturazione totale di Ama, bisogna abbattere il sistema Ama».

Prende la parola per l’ultima volta Cristiano Bonelli per ribadire che bisogna continuare sul percorso avviato e che l’opposizione ci sta.

Tutti i consiglieri presenti hanno votato all’unanimità l’atto condiviso.

La volontà politica del Municipio dal tardo pomeriggio del 6 febbraio è ufficialmente nero su bianco. E’ stato sottoscritto che lo stabilimento Ama per la produzione di Tmb di via Salaria verrà chiuso entro il 2015. L’Amministrazione ci ha messo la faccia. Ora sarà difficile tornare indietro.

 Luciana Miocchi

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