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La II edizione del Trofeo Internazionale Nashville Pinsa & Pizza Trophy 2017 va in trasferta a Sabaudia

3 Apr

17692275_10211095600899745_1696476137_oil 28 marzo si e’ concluso il secondo “Trofeo internazionale NASHVILLE PINSA & PIZZA TROPHY 2017”, organizzato da Abramo Fini e Anna Maria Marconi, pizzaioli campioni pluripremiati della bisteccheria pizzeria Nashville di via Monte di Casa e Franco Noia, patron del ristorante “DA FRANCO…e tutto il resto e’ Noia “che ha ospitato la manifestazione a Sabaudia.

La due giorni ha visto la partecipazione di circa sessanta concorrenti, impegnati a sfidarsi nella preparazione di pizze, pinse, calzoni, ripiene, nelle categorie teglia, pala, senza glutine, dessert, classica e con esibizioni spettacolari di pizza larga e free style. Dieci le nazionalità dei concorrenti: oltre che dall’Italia i concorrenti sono giunti da Romania, Georgia, Ucraina, Egitto, Francia, Spagna, Tunisia Marocco e Canada.

Presentatore Enrico Bianchini, anche coordinatore delle giurie.

In palio, oltre i trofei, attrezzature per pizzeria dell’azienda Lilly Codroipo, tre forni elettrici della ditta Rinaldi Superforni, quintali di farine della azienda Di Marco, pomodori DESCO, latticini Granarolo e altre aziende del territorio .

Con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo, della Pro Loco di Sabaudia, le giornate di gara sono state occasione di formazione sul campo anche per gli operatori del servizio in sala e ai tavoli,  a cura dagli studenti dall’ Istituto Alberghiero di Pollena Trocchia e di Cave.

Qui sotto, i vincitori delle varie categorie:

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Luciana Miocchi

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Sfida al Nashville tra i big della pizza – Terzo Municipio della Capitale

16 Giu

Si è tenuta gli scorsi sei e sette giugno presso l’omonimo locale di Bel Poggio (nel Terzo Municipio della Capitale) la prima edizione del “Nashville’s Pizza e Pinsa Trophy”, gara aperta ai migliori specialisti del settore. Organizzatori della manifestazione, il patron del

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Nashville, Abramo Fini – vincitore del “Premio Montesacro 2015” assieme alla compagna Anna Maria Marconi: difficile trovare qualcuno più qualificato di loro, essendo entrambi istruttori della Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli di Roma e competitori in gare di livello mondiale: la più recente, i Campionati tenutisi a Parma in cui Anna Maria si è piazzata al secondo posto. Circa image

quaranta i concorrenti giunti da tutta Italia e anche dall’estero, suddivisi per categorie: Pizza classica e alla pala (anche senza glutine), calzone e ripiene, pinsa romana classica e dolce. Alla fine, la giuria coordinata da Enrico Bianchini ha decretato i vincitori:  Salvatore Lioniello per la pizza classica, Camillo Caddeo per la pinsa, Gennaro Nappi per la pizza alla pala, Rocco Pino per il calzone e Matteo Specchio per la senza glutine. Premiato inoltre Antonio Cuomo, concorrente arrivato
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dall’Austria. Il commento di Abramo e Anna Maria dice tutto sulla riuscita dell’iniziative e sull’impegno profuso in essa: «Siamo stanchi morti ma contenti e soddisfatti, è andato tutto secondo le nostre aspettative. Speriamo di aver trasmesso il nostro amore per questo evento, abbiamo cercato di realizzarlo con il massimo della trasparenza e professionalità con l’obiettivo di mettere ogni concorrente a proprio agio». Beh, saranno pure stanchi morti ma Abramo e Anna Maria di fermarsi non ci pensano proprio: «Stiamo già lavorando alla prossima edizione!».
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Anna Maria Marconi, vicecampionessa del Mondo di pizza: con le mani in pasta pensando anche ai celiaci – di Alessandro Pino

30 Apr

Sfatiamo subito un luogo comune: perché uno legge “vicecampione del mondo di pizza”, immagina la classica figura del pizzaiolo partenopeo in magliettina bianca pure a dicembre e invece si trova di fronte a una graziosa e sorridentissima ragazza sempre con il suo camicione da chef stellato e che vive e lavora al “Nashville” di Bel Poggio, nel Terzo Municipio della Capitale: si chiama Anna Maria Marconi e il titolo – il più recente di una prestigiosa serie lo ha ottenuto ai Campionati tenutisi a Parma questo aprile con una pizza molto saporita (si chiama “Al coccetto” ed è condita con mozzarella,  asparagi, due tipi di formaggio caprino e guanciale toscano) ma soprattutto preparata con un impasto privo di glutine: quindi la può mangiare anche chi è affetto da celiachia, una malattia dell’intestino tenue – causata dalla reazione a una proteina del glutine presente nel grano – studiata da anni ma che solo recentemente ha assunto notorietà presso il grande pubblico. L’impegno di Anna Maria con un impasto per celiaci non è casuale: lei stessa è celiaca ed è proprio quando ha scoperto di esserlo, quattro anni fa, che ha cominciato a mettere “le mani in pasta”:  «Lavoravo già al Nashville ma solo in sala – ricorda Anna Maria – e Abramo ha iniziato a sperimentare sulle farine per trovare la miscela giusta e potermi fare mangiare una pizza gustosa senza avere problemi. Così mi sono messa a impastare anche io, un po’ per gioco e un po’ per fargli compagnia». “Abramo” è il suo compagno da quasi quindici anni nonché titolare del Nashville, Abramo Fini: come suo biglietto da visita basti dire che lo scorso dicembre ha ricevuto il “Premio Montesacro” proprio per la sua attività di

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imprenditore nel campo della ristorazione. Da allora i successi che Abramo aveva già riscosso ha iniziato a collezionarli assieme alla sua Gigia, come la chiama lui («Perché mi piacevano le canzoni di Gigi D’Alessio» confessa Anna Maria) e al fianco di un maestro di tale livello non poteva andare diversamente: sono entrambi istruttori della Snip (Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli) sia per le pizze tradizionali che senza glutine e alle image

competizioni del settore partecipano assieme in squadra con il nome di “Fiaba Romana” scelto anche per simboleggiare la loro storia. Tra gli altri risultati conseguiti da Anna Maria in gare di livello internazionale, il primo posto a Massa Carrara nel 2015 per la “pizza mai vista” con una ricetta da lei chiamata “Violetta’s”, nello stesso anno il terzo posto all’Europeo di Rimini.  Da notare che la sua pizza senza glutine è stata giudicata superiore anche a pizze ottenute con farine normali ed effettivamente assaggiando due pizze preparate da lei con gli impasti diversi (quello normale e quello per celiaci) non si riesce a capire quale sia l’uno e quale l’altro: il gusto è identico e questo è proprio quello che Anna Maria vuole: «Voglio che la pizza senza glutine sia una pizza normale – spiega lei – che il celiaco possa
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mangiare con gusto senza considerarsi un malato ma una persona come tante che può mangiare ingredienti di qualità. Il celiaco ti chiede solo la margherita perché la vede come una restrizione e invece non deve essere così».
Alessandro Pino
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