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Tag Archives: pizza
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Trastevere: scippa la pizza e prende a calci i Carabinieri – di Alessandro Pino

12 Set

[Roma] Un marocchino quarantanovenne senza fissa dimora e con numerosi precedenti alle spalle è stato arrestato dai Carabinieri con le accuse di furto aggravato, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. L’uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, si è avvicinato ad uno dei tavoli esterni di un ristorante a piazza Trilussa e ha sfilato rapidamente dal piatto di un cliente la pizza che il cameriere gli aveva appena servito. Ne è nato un putiferio, con il titolare del ristorante che ha chiamato il “112”: ma alla vista dei Carabinieri, il marocchino si è rifiutato di fornire le proprie insultandoli e tentando di colpirli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi all’identificazione. Alla fine è stato immobilizzato e portato in caserma, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito direttissimo.

Alessandro Pino

(foto di repertorio)

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Sfida al Nashville tra i big della pizza – Terzo Municipio della Capitale

16 Giu

Si è tenuta gli scorsi sei e sette giugno presso l’omonimo locale di Bel Poggio (nel Terzo Municipio della Capitale) la prima edizione del “Nashville’s Pizza e Pinsa Trophy”, gara aperta ai migliori specialisti del settore. Organizzatori della manifestazione, il patron del

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Nashville, Abramo Fini – vincitore del “Premio Montesacro 2015” assieme alla compagna Anna Maria Marconi: difficile trovare qualcuno più qualificato di loro, essendo entrambi istruttori della Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli di Roma e competitori in gare di livello mondiale: la più recente, i Campionati tenutisi a Parma in cui Anna Maria si è piazzata al secondo posto. Circa image

quaranta i concorrenti giunti da tutta Italia e anche dall’estero, suddivisi per categorie: Pizza classica e alla pala (anche senza glutine), calzone e ripiene, pinsa romana classica e dolce. Alla fine, la giuria coordinata da Enrico Bianchini ha decretato i vincitori:  Salvatore Lioniello per la pizza classica, Camillo Caddeo per la pinsa, Gennaro Nappi per la pizza alla pala, Rocco Pino per il calzone e Matteo Specchio per la senza glutine. Premiato inoltre Antonio Cuomo, concorrente arrivato
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dall’Austria. Il commento di Abramo e Anna Maria dice tutto sulla riuscita dell’iniziative e sull’impegno profuso in essa: «Siamo stanchi morti ma contenti e soddisfatti, è andato tutto secondo le nostre aspettative. Speriamo di aver trasmesso il nostro amore per questo evento, abbiamo cercato di realizzarlo con il massimo della trasparenza e professionalità con l’obiettivo di mettere ogni concorrente a proprio agio». Beh, saranno pure stanchi morti ma Abramo e Anna Maria di fermarsi non ci pensano proprio: «Stiamo già lavorando alla prossima edizione!».
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

Anna Maria Marconi, vicecampionessa del Mondo di pizza: con le mani in pasta pensando anche ai celiaci – di Alessandro Pino

30 Apr

Sfatiamo subito un luogo comune: perché uno legge “vicecampione del mondo di pizza”, immagina la classica figura del pizzaiolo partenopeo in magliettina bianca pure a dicembre e invece si trova di fronte a una graziosa e sorridentissima ragazza sempre con il suo camicione da chef stellato e che vive e lavora al “Nashville” di Bel Poggio, nel Terzo Municipio della Capitale: si chiama Anna Maria Marconi e il titolo – il più recente di una prestigiosa serie lo ha ottenuto ai Campionati tenutisi a Parma questo aprile con una pizza molto saporita (si chiama “Al coccetto” ed è condita con mozzarella,  asparagi, due tipi di formaggio caprino e guanciale toscano) ma soprattutto preparata con un impasto privo di glutine: quindi la può mangiare anche chi è affetto da celiachia, una malattia dell’intestino tenue – causata dalla reazione a una proteina del glutine presente nel grano – studiata da anni ma che solo recentemente ha assunto notorietà presso il grande pubblico. L’impegno di Anna Maria con un impasto per celiaci non è casuale: lei stessa è celiaca ed è proprio quando ha scoperto di esserlo, quattro anni fa, che ha cominciato a mettere “le mani in pasta”:  «Lavoravo già al Nashville ma solo in sala – ricorda Anna Maria – e Abramo ha iniziato a sperimentare sulle farine per trovare la miscela giusta e potermi fare mangiare una pizza gustosa senza avere problemi. Così mi sono messa a impastare anche io, un po’ per gioco e un po’ per fargli compagnia». “Abramo” è il suo compagno da quasi quindici anni nonché titolare del Nashville, Abramo Fini: come suo biglietto da visita basti dire che lo scorso dicembre ha ricevuto il “Premio Montesacro” proprio per la sua attività di

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imprenditore nel campo della ristorazione. Da allora i successi che Abramo aveva già riscosso ha iniziato a collezionarli assieme alla sua Gigia, come la chiama lui («Perché mi piacevano le canzoni di Gigi D’Alessio» confessa Anna Maria) e al fianco di un maestro di tale livello non poteva andare diversamente: sono entrambi istruttori della Snip (Scuola Nazionale Italiana Pizzaioli) sia per le pizze tradizionali che senza glutine e alle image

competizioni del settore partecipano assieme in squadra con il nome di “Fiaba Romana” scelto anche per simboleggiare la loro storia. Tra gli altri risultati conseguiti da Anna Maria in gare di livello internazionale, il primo posto a Massa Carrara nel 2015 per la “pizza mai vista” con una ricetta da lei chiamata “Violetta’s”, nello stesso anno il terzo posto all’Europeo di Rimini.  Da notare che la sua pizza senza glutine è stata giudicata superiore anche a pizze ottenute con farine normali ed effettivamente assaggiando due pizze preparate da lei con gli impasti diversi (quello normale e quello per celiaci) non si riesce a capire quale sia l’uno e quale l’altro: il gusto è identico e questo è proprio quello che Anna Maria vuole: «Voglio che la pizza senza glutine sia una pizza normale – spiega lei – che il celiaco possa
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mangiare con gusto senza considerarsi un malato ma una persona come tante che può mangiare ingredienti di qualità. Il celiaco ti chiede solo la margherita perché la vede come una restrizione e invece non deve essere così».
Alessandro Pino
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