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III Municipio di Roma Capitale: al via la raccolta firme contro la legge Merlin. Promotore Riccardo Corbucci, presidente del consiglio di Piazza Sempione

27 Set

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

Dopo Sveva Belviso, l’ex assessore Pdl della giunta Alemanno, anche Riccardo Corbucci, presidente del consiglio del III Municipio di Roma Capitale, aderisce alla campagna per il referendum popolare che mira ad abolire parzialmente la legge Merlin, quella che nel 1958 chiuse ufficialmente le case di tolleranza senza prevedere che il fenomeno si sarebbe poi trasferito in strada.

 

Passeggiataantilucciole preservativo 2La delicatezza della questione è evidenziata dal fatto che entrambe le figure politiche, nello sposare l’iniziativa partita dall’azione di alcuni comitati di spontanei di residenti in Veneto, agiscono al momento a livello personale. Troppo alto il rischio di provocare malumori negli ambienti cattolici ma il fenomeno non può essere ignorato ancora a lungo, visto che le stime parlano della presenza sulle strade italiane tra le cinquanta e le settantamila prostitute con una decina di milioni di clienti ed un giro d’affari che può arrivare ai quindici miliardi di euro all’anno…

 

 

 

Tutto denaro esentasse pronto per essere reinvestito in traffici illeciti. Nel territorio di Monte Sacro la questione è particolarmente sentita, strade come la Salaria o Prati Fiscali, dove i residenti si trovano a dover rientrare in casa facendo lo slalom tra i resti generati dalla fiorente attività e per questo sono scesi varie volte in strada a protestare, sono invase dalle prostitute e dai loro sfruttatori, la questione è annosa. Nella seduta del consiglio odierna, a Piazza Sempione, verrà discusso un atto presentato dalla consigliera Pdl De Napoli, al quale verranno sicuramente presentati degli emendamenti da parte della maggioranza, avente ad oggetto proprio la prostituzione per le strade del Municipio. Il documento presenta la richiesta per una legge il cui iter si è fermato nei meandri del parlamento, forse lasciata indietro da norme giudicate più impellenti da chi magari abita lontano anni luce dal problema.

 

prostitua 1Dice Riccardo Corbucci, «La prostituzione in strada è acclarato che vive di sfruttamento e criminalità. Oltre una legge nazionale occorre dare maggior impulso alle forze di polizia, dare una maggiore applicazione delle norme che già esistono»

 

Il Municipio come intende muoversi?

 

«Chiediamo un tavolo interistituzionale con il Sindaco Marino, per avere iniziative tipo il progetto roxenne, con il quale si faceva opera di convincimento direttamente sul marciapiede, cercando di strappare le prostitute agli sfruttatori, aiutandole ad uscire fuori dal giro. Poi Alemanno smantellò tutto, sostituendovi delle ordinanze che non sono state altro che un paliativo in assenza di leggi specifiche, tanto per far pensare all’opinione pubblica che si stava facendo qualcosa, quando invece il numero delle operatrici è rimasto costante».

 

Sembra che Lei non abbia una grande considerazione di questi provvedimenti

 

«È impensabile pensare di poter combattere lo sfruttamento della prostituzione, che è in mano ad organizzazioni criminali transnazionali, con delle semplici ordinanze che impongono divieti di fermata e decoro nel vestire. E’ chiaro che la cosa più importante in assoluto è ottenere una legge nazionale vera, per questa ragione, personalmente, da domani sottoscriverò i referendum per la abrogazione parziale della legge Merlin, e farò in modo di avviare sul territorio banchetti per far firmare le persone perché ritengo che bisogna mettere al centro dell’attenzione il dibattito pubblico contro lo sfruttamento della prostituzione in strada.»

 

È sicuro che questo referendum sia una soluzione valida?

 

«Il referendum non può essere la soluzione definitiva perché è abrogativo soltanto di alcune parti . L’iniziativa quindi serve finalmente a portare il dibattito in parlamento e nelle nostre città che vivono ormai condizioni di degrado e mancanza di sicurezza insopportabile»

 

Il risultato referendario avrebbe bisogno di essere integrato con dei provvedimenti ad hoc?

 

«Credo che una legge nazionale dovrebbe prevedere il divieto della prostituzione in strada ed in tutti i luoghi pubblici e regolare un fenomeno che non è eliminabile con la previsione di un controllo sanitario costante affinché si possa contrastare il contagio da malattie sessualmente trasmissibili, che stanno diventando una piaga della nostra società, provvedere all’assoggettamento fiscale e previdenziale dei compensi percepiti, per contrastare il flusso di denaro nero che arricchisce la criminalità organizzata ed ovviamente anche per tutelare la sicurezza dei cittadini».

 

Non rischiamo che di togliere la prostituzione dalla strada soltanto per ritrovarcela vicina di pianerottolo, trasportando semplicemente il problema?

 

«Una nuova legge deve essere in grado di tenere insieme la libertà del singolo e al tempo stesso la convivenza di tutti. E’ chiaro quindi che dovranno essere valutate le condizioni in cui poter fare esercitare nel rispetto delle regole già esposte, senza che questo crei disagi insopportabili per i cittadini».

 

Un’ultima domanda. Perché per un problema così sentito un’iniziativa personale? Il Pd ed il presidente del Municipio, Paolo Marchionne, non sono d’accordo con Lei?

 

«Perché su temi sociali, di natura morale ed etica ognuno di noi risponde alla propria coscienza e alle legittime istanze dei cittadini che rappresenta, superando le divisioni e gli steccati politici. Mi auguro che anche altri colleghi si uniscano per contribuire alla riuscita della raccolta firme per il referendum».

 

Giovedi 27 giugno 2013, ore 17. A Monte Sacro inizia ufficialmente l’era Marchionne

28 Giu

 

(pubblicato su http://www.di-roma.com)

discorsoMARCHIONNEXLa prima seduta del nuovo consiglio di Monte Sacro è stata presieduta da Riccardo Corbucci nella qualità di consigliere “anziano” – avendo lui riportato il maggior numero di preferenze allo spoglio delle urne.

 

Alle 17 la sala consiliare di piazza Sempione era già piena di parenti, amici ed elettori per assistere ai primi passi del nuovo parlamentino municipale.

 

Tra il pubblico spiccava la presenza di Marco Palumbo, ex consigliere, eletto poco prima all’assemblea capitolina, a causa della chiamata ad assessore di tre consiglieri eletti che lo precedevano nelle liste del Pd. Pochi gli ex componenti della maggioranza del precedente parlamentino presenti in aula a bere l’amaro calice della sconfitta elettorale…

 

Un emozionatissimo Paolo Marchionne ha tenuto un brevissimo discorso, il primo ufficiale come presidente del Municipio, mentre tra gli scranni già si potevano notare i primi malumori. Tranquillamente agitati come al primo giorno di scuola i consiglieri eletti per la prima volta, tra i veterani della maggioranza spiccava un irrequieto Fabio Dionisi, che forse sperava in una maggior valorizzazione della sua esperienza (nella giunta Cardente era stato assessore ai lavori pubblici). Tra i banchi occupati dal Pdl invece, non era seduto nessuno: l’ex presidente Cristiano Bonelli e i suoi sono entrati soltanto dopo l’appello nominativo e qualcuno già sperava nel colpo di scena, come fino cinque anni fa, quando, all’opposizione, consegnavano buste di immondizia simbolica o si arrampicavano sul balcone della presidenza di via Monte Rocchetta.

 

Nonostante le assenze però l’assemblea è stata dichiarata validamente costituita e sono iniziate immediatamente le votazioni. Dopo circa due ore di lavoro i risultati sono stati i seguenti.

 

Riccardo Corbucci, con quattordici voti è stato eletto presidente del consiglio municipale e dato che i consiglieri in quota Pd sono sedici, almeno due devono aver votato scheda bianca o nulla. Vice presidente vicario Valeria Milita, Sel, per l’opposizione , Roberto Borgheresi, Pdl, già presidente del consiglio con la consiliatura Bonelli, che ha ottenuto otto voti – mentre il suo gruppo è composto da cinque consiglieri.

 

Segretari d’aula sono stati eletti Gianlcula Colletta, Lista civica Marino, con tredici voti e Manuel Bartolomeo, neo eletto Pdl,  con 9 voti.

 

Nessun incarico costituzionale per il movimento 5 stelle, per la Lista civica Marchini e per Fratelli d’Italia.

 

Paolo Marchionne ha poi presentato gli assessori che compongono la sua Giunta. Si tratta di Vittorio Pietrosante, già segretario del Pd di Montesacro, al Commercio e alle attività produttive; Antonio Comito, già consigliere municipale fino al 2008, eletto anche in questa consiliatura con la Lista Civica Marino, al Personale e al Patrimonio; Federica Rampini, consigliera Pd eletta fin dal 2006, al Bilancio, alla trasparenza e allo Sport; Pierluigi Sernaglia, Pd, assessore alle Politiche educative e scolastiche; Gianna Le Donne, di Sel, vice presidente del Municipio con delega alle Politiche ambientali e al Commercio; Eleonora Di Maggio, Sel, assessore alle Politiche sociali, servizi alla persona e politiche sanitarie.

 

Raggiunto telefonicamente, dopo che alla chiusura dei lavori si era rapidamente allontanato dall’aula, Riccardo Corbucci, nonostante fosse stato appena eletto alla seconda carica del Municipio non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Il fatto, da parte di un esponente di solito ben disposto nei confronti della stampa, lascia pensare che anche lui sia tra quelli non esattamente soddisfatti dalla composizione della giunta Marchionne.

 

Luciana Miocchi

 

Roma IV Municipio Montesacro: corteo per la scuola. Chi c’era? – di Alessandro Pino

27 Gen

pubblicato su http://www.abitarearoma.net

PINOscuolegennaiotrediciSi  è svolto  per le strade di Monte Sacro nel pomeriggio dello scorso 25 un corteo indetto dal “Coordinamento Scuole IV Municipio” – così si è letto negli annunci rimbalzati in rete come è ormai consuetudine –  per protestare contro i disagi e i tagli al settore sia a livello nazionale che dello stesso Quarto Municipio. La partenza era stata annunciata per le sedici e trenta da via Stampalia con arrivo a piazza Sempione, sede degli organi di governo municipali. Una piazza per la maggior parte deserta, tenuta sgombera dalle macchine solitamente parcheggiate e delimitata dal nastro della Polizia di Roma Capitale; deserta in apparenza anche la stessa sede del Municipio, con il portone sbarrato e le tapparelle pressoché tutte abbassate. Scriviamo in apparenza perché successivamente sul profilo Facebook dello stesso presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, si è data notizia di un corso per padroni di cani tenutosi nel medesimo pomeriggio proprio nell’aula consiliare. Fatto sta che i manifestanti – per la felicità del cronista semiassiderato per la lunga attesa – sono arrivati in piazza solo per le sette meno venti circa, mentre al loro passaggio il traffico veniva bloccato dai vigili replicando spiacevolmente scene viste finora in occasione dei cortei che a Roma in pratica ogni settimana paralizzano strade ben più centrali. Negli annunci visti in rete si era letto della partecipazione di insegnanti, studenti, famiglie e lavoratori della scuola in genere.

PINOscuolegennaiotredici2Sarà, ma forse visto il freddo queste persone si sono perse per strada, perché i presenti in piazza Sempione – nemmeno un centinaio a occhio e croce –  per età e sembiante davano più che altro l’idea di  abituèe dei centri sociali, con tanto di pulmino d’epoca Volkswagen in livrea da figli dei fiori. Per carità, compostissimi – forse anche loro sul punto del congelamento – tanto da far sembrare del tutto fuori luogo il nutrito spiegamento di forza pubblica messo in campo per l’occasione; solo ci si domanda a chi avranno mai gridato gli slogan, chi mai degli amministratori locali avrà letto gli striscioni, visto che come detto dalla sede del Municipio non si affacciava nemmeno un cane, inclusi quelli che stavano dentro a seguire il corso.

Alessandro Pino

Roma IV Municipio: corteo per la scuola pubblica

25 Gen

scuolapubblicaOggi in corteo da via Stampalia a piazza Sempione il coordinamento scuole IV Municipio: studenti, genitori e insegnanti per protestare contro i disservizi e i tagli alla scuola pubblica.

Nessuna bandiera di partito o di sindacato, a rimarcare che la scuola è una priorità di tutti, non un’occasione per fare una strumentalizzazione con poco sforzo.

Dice Antonietta Principe, rappresentante rsu Usi Enti locali, che «l’interessamento e le comunicazioni a norma di legge si sono rese necessarie per consentire al personale scolastico di poter partecipare al corteo ma che nessuna bandiera apparirà per rispetto all’organizzazione spontanea che ha voluto una manifestazione pacifica e apartitica in un periodo pre elettorale, facile terreno per chi volesse mostrarsi in vetrina facilmente impegnandosi poco o nulla. Si tratta di un momento importante di mobilitazione dal basso, anche in prosecuzione delle segnalazioni e interventi fatti sia a livello municipale sia a livello centrale nella Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro e sul territorio e nello snodo romano del “Comitato 5 aprile”, su sicurezza e salute, nonché per il collegamento tra lavoratori e lavoratrici con l’utenza e le famiglie, per la scuola e i servizi educativi e scolastici PUBBLICI e per la regolarizzazione e assunzione dei precari e del personale dei servizi esternalizzati (Aec, operatori dei servizi integrativi…). Non era più tollerabile il continuo taglio alle risorse delle nostre scuole, la retorica dell’austerità che elimina i servizi sociali essenziali, il sistema sanitario pubblico, ecc., finalizzata a privatizzare tutto. Per queste ragioni è stato importante l’impegno ad organizzare in maniera unitaria un coordinamento sempre più forte e partecipato delle scuole del 4 municipio – studenti, lavoratori della scuola, genitori, in collegamento con le realtà sociali del territorio per difendere un bene comune importante come la scuola. Importante partecipare tutti  perchè i municipi devono provvedere alla sicurezza delle scuole e i fondi a nostro avviso vengono investiti male e con priorità dettate da favoritismi. Partecipo come sindacalista e soprattutto come lavoratrice. Ora sono in una struttura nuovissima e bellissima, completamente a norma perché appena consegnata ma per anni ho lavorato presso una struttura con più di trent’anni, con molte criticità, la scuola Giovanni Paolo I, della quale ancora mi occupo facendo continue segnalazioni per renderla a norma di sicurezza per utenza e lavoratrici che ancora vi operano. Purtroppo non si tratta di un caso isolato.»

Luciana Miocchi