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L’ambulatorio di Traumatologia Sportiva dell’Ospedale San Carlo di Nancy a Roma: un servizio specifico per gli atleti di tutti i giorni – di Alessandro Pino

20 Lug

Diretto dal dottor Carlo Felice De Biase, in passato nazionale di rugby, offre cure mirate per gli sportivi infortunati al costo del ticket

PINOMIOCCHItraumatologiadebiase

Il dottor Carlo Felice De Biase

Un ambulatorio pubblico dedicato – ma non riservato in esclusiva, si badi – agli sportivi che riportano infortuni nella loro attività, svolta a livello amatoriale come agonistico ma spesso fuori dalla portata dei riflettori e della folla degli stadi: è questo il concetto di fondo che ha spinto il dottor Carlo Felice De Biase a promuovere meno di un anno fa l’apertura  a Roma presso l’Ospedale San Carlo di Nancy dell’Ambulatorio di Traumatologia Sportiva da lui diretto. L’impegno del dottor De Biase in tal senso non è casuale: è stato un giocatore di rugby ad altissimo livello, militando anche nella nazionale A dal 1987 al 1991, molto prima che divenisse uno sport alla moda come è oggi. «In una partita al Flaminio nell’89 giocavamo con l’Australia – ricorda il dottor De Biase – e sugli spalti ci saranno stati quattro gatti, insomma gli amici e i parenti. A quel tempo quando ti facevi male non sapevi dove curarti perché praticavi uno sport per così dire minore. Ho vissuto da sportivo la difficoltà di cercare chi ti mettesse sulla strada giusta per recuperare dopo un infortunio». Perché è chiaro che gli sportivi hanno esigenze diverse rispetto ai pazienti generici: «Se sono impegnato in un campionato di pallavolo o pallacanestro e mi faccio male voglio tornare a giocare domani – spiega De Biase – magari anche se non perfettamente guarito e devo essere seguito, va capita anche la psicologia dello sportivo: hanno la volontà di recuperare il prima possibile ma alle volte bisogna frenarli nel senso che una volta messi sulla strada giusta per guarire bruciano le tappe». Proprio qui si arriva all’idea portante dell’Ambulatorio di Traumatologia Sportiva diretto da De Biase: «Anche se vengo dall’esperienza a Parma dove ero responsabile della Unità Operativa Chirurgia Spalla e Gomito dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedale Maggiore e avevo in gestione tutta la chirurgia della franchigia delle Zebre (ha operato anche la seconda linea Marco Bortolami alla spalla, ndr) non voglio che questo diventi un ambulatorio elitario né che venga conosciuto perché vi sono stati in cura grossi nomi dello sport. Questo è un ambulatorio realmente aperto a tutti dove vengono curati sportivi che non hanno la possibilità di andare da altre parti, sennò diventa una cosa elitaria: il calciatore di serie A trova mille strade per farsi curare in costose cliniche private, invece questo è un ambulatorio pubblico per le

L'Ospedale San Carlo di Nancy a Roma

L’Ospedale San Carlo di Nancy a Roma

persone comuni, per chi fa sport meno considerati oppure a livello amatoriale ma necessita comunque di cure mirate e specifiche». Il dottor De Biase spiega come ci si rivolge concretamente all’ambulatorio di Traumatologia Sportiva e quali sono i passi del percorso di cura: «L’ambulatorio si trova a Roma presso l’Ospedale San Carlo di Nancy in via Aurelia 275. L’apertura è il lunedì pomeriggio dalle quattordici alle diciotto, è preferibile telefonare per un appuntamento (allo 06 39706496)ma è possibile anche accedere d’urgenza se magari il sabato o la domenica ci si è infortunati giocando o in gara la prestazione viene fornita comunque.  Pagando semplicemente il ticket il paziente viene visitato, se è necessario un accertamento (ecografia, radiografia, risonanza magnetica) viene ovviamente proposto di farlo presso di noi, velocizzando il percorso e permettendoci di fare rapidamente una diagnosi in base alla quale viene impostato il programma riabilitativo o medico chirurgico. Ovviamente se il programma è chirurgico, l’intervento viene effettuato  dagli specialisti che si occupano di quella patologia: Essendo stato io stesso uno sportivo posso capirne meglio il trauma, perché se  uno lo ha vissuto sa individuare meglio anche casi particolari. Poi però all’interno dell’ospedale ci sono le diverse divisioni, ormai l’ortopedia è diventata  superspecialistica quindi se io ritengo che uno debba fare un intervento di artroscopia al collo piede c’è chi si occupa di quel settore. Per esempio qui sono anche responsabile della chirurgia dell’arto superiore. Il fatto che non ci sia il “tuttologo” è una garanzia per i malati».  Se invece viene disposto di effettuare un trattamento fisioterapico il paziente viene indirizzato verso strutture riabilitative sportive di fiducia che ovviamente sono specializzate rispetto a quelle normali perché anche in questo caso le esigenze degli sportivi sono particolari. Per il futuro c’è in progetto di  incrementare i servizi anche in altri giorni della settimana e la possibilità di attivare un percorso fisioterapico interno, offrendo non solo la parte diagnostica e clinica ma anche la parte riabilitativa specifica per il paziente. Gli sportivi sono dei pazienti particolari anche dopo la guarigione, secondo il dottor De Biase: «C’è una riconoscenza diversa rispetto al paziente normale quando si riprende la funzione, quando si guarisce e si possono riprendere le gare o l’attività sportiva in genere. Si apprezza di più quello che non si aveva rispetto al paziente normale».

Alessandro Pino

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