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 30 all’ora sulla Salaria, il Comune risolve così il problema delle buche (e la responsabilità civile in caso di incidente)

20 Mar

La sorpresa arriva di lunedì, anticipata da un articolo del Messaggero ma molti se ne saranno accorti da soli, percorrendo la Salaria. Durante il fine settimana sono spuntati sulla statale, a partire dal semaforo di Castel Giubileo, ove inizia la traversa in consegna al Comune di Roma, tanti bei cartelli con il limite a 30 all’ora, sormontati dal segnale di pericolo e la motivazione, ovvero strada dissestata. Per intenderci, simile a quelli che si trovano sulla via di Santa Cornelia, al confine con Formello, su una strada secondaria  deformata dalle radici dei Pini. Soltanto che la Salaria è una strada statale, un’arteria che convoglia  in città le auto che provengono dalle Sabine, da Rieti e da tutto il circondario che non ha facilmente accesso all’autostrada Roma Firenze. E’ una delle porte di ingresso alla Capitale, dovrebbe essere un biglietto da visita non una carta sporca.

Chi scrive questa mattina è salita in auto dalla parte del passeggero per poter fare liberamente foto e filmati di ordinanza e tentare un piccolo esperimento: velocità rigorosamente a trenta all’ora, per vedere cosa significhi andare effettivamente su strada a quella velocità, se è un’impresa fattibile e i rischi, se ce ne sono, che una scelta del genere comporta. Venti metri prima del cartello di inizio 30 ce ne è un altro che invita a salire sulle rampe del Gra non oltrepassando la velocità di 40 all’ora ed è già teneramente comico che su una rampa di accesso, a curvatura costante  e facente parte di un quadrifoglio (ben accentuata quindi) si possa andare a dieci km in più che su una strada fondamentalmente dritta. Le buche profonde  si vedevano anche prima e si cercava di evitarle, perché a 30 o a 50 sempre male fanno ai cerchioni e al portafogli. L’asfalto sconnesso, mal rattoppato o sovrapposto ad mentula è inevitabile e provoca un rollio fastidiosissimo, per cui già prima si rallentava preventivamente. La questione è annosa e sarebbe già stata pure risolta se…

..era il 2015 e le ultime piogge cadute avevano compromesso fortemente il manto stradale di alcune statali di accesso a Roma, come la Nomentana e la Salaria nel quadrante nord-est e con un provvedimento urgente l’allora Sindaco Marino stanziò dei fondi per il rifacimento dell’asfalto. Non sull’intero tratto, bisogna dire, soltanto su alcuni pezzi che erano particolarmente rovinati e che corrispondono più o meno a quelli che lo sono tutt’ora. Poi il dimissionamento del primo cittadino spalancò le porte al Commissario. Nel 2016, reggente ancora Tronca però, i fondi per la Nomentana vengono spesi e della Salaria nessuna notizia. Fino alla sorpresa di questa mattina. C’è da dire che le zone 30 si istituiscono sul territorio comunale prevalentemente nel centro abitato,  quando si vuole far rallentare il traffico in punti ritenuti pericolosi per l’incolumit° dei pedoni, in prossimità di scuole o centri di aggregazione. Come effetto collaterale, portano il divieto di sosta. Che nel caso della Salaria potrebbe essere perfino vantaggioso, visto il ritorno scostumato delle prostitute a ogni ora del giorno e della notte, con la conseguente possibilità di multa per chi si ferma a contrattare. Chissà cosa ne penseranno i proprietari delle auto parcheggiate nei dintorni di Sky e della motorizzazione civile, quando cominceranno ad arrivare le prime sanzioni..

Ritornando al racconto del percorso a rigor di ordinanza. Una zona trenta lunga quasi otto chilometri non si era mai vista. Il limite, anche per un’utilitaria è difficile da mantenere, su una strada dritta e priva di curve; significa andare a passo d’uomo o quasi. Infatti la vettura viene superata, pure con una certa spavalderia, da un paio di ciclisti in uscita di allenamento: il tachimetro segna 30 tondo, loro andranno intorno ai 40, se gli autovelox fossero già posizionati li farebbero scattare.

Mantenere la velocità, con il ciclista sghignazzante diventa un punto di orgoglio. Fino all’Hotel Romulus gli altri veicoli continuano ad andare ai 50 e anche qualcosina in più, come da precedenti limiti e mantenendosi sulla corsia di sorpasso nemmeno si incontrano buche. Lo spostamento d’aria si fa notare, l’umore del guidatore peggiora, non ci sono macchine davanti, quelle che sorpassano si allontanano velocemente e il dissesto si sente tutto, ugualmente. Poi la notizia deve essere passata in radio o il sesto senso dell’autista romano è talmente allenato che se si nota qualcuno andare piano senza le quattro frecce inserite il significato viene interpretato in maniera univoca: attenzione, polizia in agguato. E anche se si ha tutto in ordine, solo cappuccino nello stomaco, revisione appena fatta..scatta la velocità da bimbo innocente. Comunque sorpassano lo stesso. Almeno lo fanno senza strombazzare ed è già tanto. Ma dentro l’abitacolo la sensazione è simile a quella di qualcuno che si butta con la tuta alare: non essendo abituati a andare piano circondati da chi va veloce, l’adrenalina scorre. Specialmente quando il sorpasso è effettuato da una bisarca.

Questa amministrazione ha già adottato la zona trenta in maniera creativa, sotto la galleria Pio XI, dopo averla tenuta chiusa parzialmente al traffico per diverse settimane per problemi di dissesto al manto stradale. Posto che non si riusciva a intervenire per non meglio specificati problemi e le proteste montanti dei residenti della zona della Camilluccia si erano fatte ingombranti, la riapertura si è avuta abbassando la velocità e se andate più forte eravate stati avvisati,  prendete la multa, perdete punti e se vi fate male il Comune non può essere chiamato a risarcire nessuno. Un po’ come la pubblicità sui pacchetti di sigarette: li vendono ma se ve li fumate le conseguenze sono solo colpa vostra, con buona pace dello Stato che da un lato incassa la concessione e dall’altro spende soldi per curare cancri e silicosi.

Sul blog di Beppe Grillo è apparso un paio di giorni fa un post a firma di Virginia Raggi (la formula dubitativa è figlia di quanto affermato dal comico, ovvero che non è proprietario del sito né responsabile dei suoi contenuti, quindi potrebbe essere stato scritto pure da Pippo, Pluto o chiunque altro, vi avverto) che annuncia che nel corso dell’anno si apriranno cantieri stradali per 85 milioni di euro. Ma non essendo specificato né quali strade interesseranno, né da quali capitoli di entrate arriveranno, non è dato sapere se la Salaria rimarrà buona per allenarsi alla Maratona o verrà rifatta a breve, a medio, a lungo periodo oppure sta bene così, con una fava due piccioni, risolto anche il problema di allontanare le prostitute verso lidi con meno buche.

Luciana Miocchi

 

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