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Galleria

Andrea Gandini, lo scultore delle opere lignee di via prati Fiscali

17 Mar

Il racconto di una mattinata nello spartitraffico che è divenuto una galleria d’arte a cielo aperto

 

65gandiniInizio marzo, vengo a conoscere lo scultore ingaggiato dall’associazione DeDesign vita a ciò che resta degli alberi abbattuti nello spartitraffico di via di prati fiscali: il servizio giardini non ha la disponibilità per rimuoverli, così, l’unica alternativa alla loro presenza un po’ triste é quella di dargli una nuova vita. Le opere di questo ragazzo le avevo giá viste in via cola di Renzo e mi erano piaciute ma, pur avendolo incrociato, non avevo fatto caso a quanto giovane fosse. Invece qui, nel mezzo delle carreggiate, con il rumore delle auto in fila, inginocchiati sull’erba, il cielo che promette pioggia, davanti a un tronco rinsecchito ho tutto il tempo di osservarlo mentre con uno scalpello da sgrosso abbozza il primo dei suoi lavori. Parla mentre lavora, si ferma a spiegare e a ascoltare. E’ ancora un teen ager, ha diciannove anni Andrea Gandini, (qui la galleria fotografica del lavoro finito, foto di Alessandro Pino https://lucianamiocchi.com/2017/03/09/ecco-i-tronchi-rinati-dello-scultore-andrea-gandini-ai-prati-fiscali-di-alessandro-pino/romano, diploma di liceo artistico e una passione per la scultura su legno. Ha cominciato due anni fa nel garage di casa. I primi rudimenti li ha appresi a scuola, con la modellazione della creta ma per il resto é un autodidatta. Gli piace definirsi artista di strada, perché da quando é uscito dal suo garage ha scoperto che stare tra la gente mentre lavora gli piace molto. Delle sue opere dice che vengono accolte sempre molto bene dai cittadini, perché porta creatività in un oggetto che per definizione é morto. Ci tiene a ribadire che lui opera solo con tutte le autorizzazioni a posto, la burocrazia vuole i suoi rituali.

Bastano pochi minuti per capire cosa intenda questo ragazzo che ha giá ricevuto commesse di una certa importanza, come quella per un grande albergo di Grottaferrata, alta ben venti metri: tranne che per un brevissimo periodo, non siamo mai stati soli, gruppetti di curiosi vengono a vedere, a chiacchierare, a ringraziare perché di sculture nuove ormai in giro se ne vedono poche. Arrivano anche i rappresentanti dell’associazione dei commercianti che ha deciso di riqualificare la zona in cui lavorano, convinti che pulizia e un pizzico di bellezza faranno bene al quartier e alle attività. Nel frattempo, apprezzamenti giungono anche dalle persone alla guida delle auto che rallentano per la fila. Vengo via con un animo sereno come mi capita raramente. L’arte attira attenzione e rispetto, merita di esistere anche qui, in periferia.

(articolo pubblicato su La Voce del Municipio, numero di Marzo 2017)

Luciana Miocchi

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I consigli dei Carabinieri per difendersi dalle truffe agli anziani – di Alessandro Pino e Luciana Miocchi

17 Mar

Le cronache riportano quotidianamente episodi di truffe perpetrate in vario modo ai danni di persone anziane. Sono reati particolarmente odiosi perché colpiscono persone apprensive e vulnerabili, magari non più lucidissime, minando il senso di appartenenza a una comunità. Il fenomeno non sembra calare nonostante sia stata introdotta recentemente una aggravante specifica nel Codice Penale. Per questo motivo il CdQ Settebagni ha organizzato lo scorso 13 marzo una conferenza con il Comandante della locale stazione Carabinieri, luogotenente Fiumarella, che ha illustrato le più diffuse modalità adoperate dai delinquenti. «Come Carabinieri ci teniamo a mettere in guardia le persone» ha detto il luogotenente, specificando che nei casi più frequenti i truffatori hanno un aspetto insospettabile, si avvicinano  alle vittime in giacca e cravatta.

Primo caso: alla vittima viene comunicato che il figlio ha comprato qualcosa da loro (per esempio un computer o un telefono) e ha detto che avrebbero anticipato i genitori il pagamento. Non di rado in qualche modo conoscono anche il nome del figlio. La vittima si fida e consegna il denaro.                                           Il consiglio dei Carabinieri: non va mai pagato nulla. Dire che prima si vuole chiedere conferma al proprio congiunto e se loro propongono di chiamarlo – ovviamente telefonerebbero a un loro complice – rifiutare. Se insistono dire che si va da un amico o un vicino di casa per chiamare il figlio.  

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Secondo caso: le potenziali vittime vengono seguite fino a casa dall’ufficio postale o dalla banca dove i delinquenti erano appostati in attesa che qualcuno prelevasse del contante.  I truffatori si presentano quindi come impiegati o funzionari dello stesso ufficio, incaricati di controllare le banconote prelevate per qualche motivo. Una volta ricevuto in mano il denaro sono abilissimi a sostituirlo con altro contraffatto senza che il malcapitato se ne accorga.                                                                                                                           Il consiglio: non aprire mai, da dietro la porta dire che si chiamerà prima in banca o alla posta per controllare.

Terzo caso: suonano alla porta dicendo che sono delle Forze dell’ordine oppure operai del gas o della luce. Mentre la persona è distratta da uno l’altro fa razzia in casa.                                                                                                             Il consiglio: anche qui non aprire specie se si hanno cancelli comandati a distanza. Telefonare per controllo, ovviamente NON a numeri forniti dai personaggi in questione.

Quarto caso: nel parcheggio del supermercato mentre si carica la spesa spesso si appoggia la borsa su un sedile. Passa una persona e avvisa che sono cascate le chiavi. Mentre la vittima è distratta guardando aa terra un complice porta via la borsa.

Quinto caso:  i truffatori si presentano come incaricati di un notaio annunciando alla vittima di aver ereditato una forte somma. Ovviamente scatta la richiesta di un anticipo per poter procedere con la pratica.

Tra le raccomandazioni del luogotenente Fiumarella anche quella di superare imbarazzi e timori  presentando sempre la denuncia completa del codice Imei (si trova sulla confezione) anche per il furto del cellulare e fare attenzione alle telefonate in cui vengono proposti contratti per le utenze domestiche: nel dubbio chiamare i propri gestori del servizio, ovviamente al numero vero e non a quello fornito da chi propone qualcosa.
Alessandro Pino e Luciana Miocchi

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