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Salaria a 30 all’ora dal GRA a Prati Fiscali nei due sensi di marcia

14 Apr

pubblicato su La Voce del Municipio del 14 aprile 2017

30allora* * *

Manto stradale dissestato sulla statale, un ricorso al Tar blocca il rifacimento

Salaria a 30 all’ora dal GRA a Prati Fiscali nei due sensi di marcia

Monta la protesta verso il provvedimento provvisorio fino a giugno

La sorpresa è arrivata di lunedì. A seguito di un’ordinanza del Comandante dei Vigili del III gruppo, la via Salaria da Prati Fiscali al Gra nei due sensi di marcia, a causa del dissesto della strada, è percorribile con un limite di velocità a 30 orari. Al momento si tratta di un provvedimento a termine, fino a giugno. Se volete provare l’ebrezza della velocità, invece, le rampe di accesso presenti sulla stessa, sono a 40, come già era previsto dal Cds, lì non si è ritenuto di dover intervenire. Non si tratta dell’unico tratto del Comune di Roma con simile limite ma è di certo l’unica via statale, arteria che porta automobilisti dalla provincia e da Rieti, che ha un tratto di circa 8 chilometri a tale velocità. E’difficilissimo rispettare il limite: si rischiano tamponamenti, insulti e colpi di clacson, nonché le sghignazzate dei ciclisti che per una volta sorpassano le auto di gran carriera. La fila infatti, si forma solo in determinati orari di punta. Come effetto collaterale, ora vi è anche il divieto di sosta, che le zone a 30 portano con sé. Ciò ovviamente espone al rischio multa, legittimo, chi parcheggia lungo la statale. Sono apparsi i primi autovelox mobili e le proteste sui social si sono moltiplicate. Il problema è che in alcuni punti l’asfalto ha ormai l’aspetto bombardato – anche se per altre strade altrettanto disastrate non si è provveduto nella stessa maniera – sono quasi dieci anni che non viene rifatto. Il provvedimento che stanziava i fondi, del 2015, a firma del Sindaco Marino, dapprima è stato rallentato dal Commissariamento in seguito alle sue dimissioni, poi una delle ditte che partecipò alla gara di appalto ha fatto ricorso al Tar, sospendendolo fino a decisione. Non resta che andare a passo d’uomo o aggirare la Salaria. Almeno fino a giugno.

Luciana Miocchi

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Guerra a Cinque Stelle in III Municipio. Volano gli stracci a piazza Sempione e sui Social

14 Apr

Articolo pubblicato su La Voce del Municipio del 14 aprile 2017.

Nel frattempo, uno degli attivisti firmatari, in calce al post sul gruppo fb di “MoVimento 5 Stelle Roma III Municipio” ha chiarito di aver firmato credendo si trattasse di un foglio rilevamento presenze, non della lettera di sfiducia. A lui il consiglio di leggere sempre bene prima dove appone i suoi autografi, chè questa volta era “solo” un atto politico: altrimenti, in altri luoghi e in altre occasioni, a vedersi recapitare a casa un’enciclopedia in 74 volumi e una batteria di pentole da 174 pezzi è un attimo…

Luciana Miocchi

sfiducia consigliera Burri

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E’ ormai contrapposizione aperta tra la presidente del Municipio Roberta Capoccioni e la consigliera Francesca Burri

Una guerra tutta a Cinque Stelle. Volano gli stracci a piazza Sempione e sui social

L’evoluzione della vicenda potrebbe disegnare scenari politici inediti

Sul gruppo fb “MoVimento 5 Stelle Roma III Municipio”, corredato dalle firme dei proponenti, la prima delle quali è della presidente del Municipio Roberta Capoccioni, un comunicato stampa che sfiducia apertamente l’operato della consigliera penta stellata Francesca Burri. Nel preambolo si legge, tra le altre cose:«la rappresentanza del Movimento 5 Stelle del Municipio III portavoce e attivisti intendono esprimere la totale sfiducia nei confronti della consigliera Francesca Burri» Alla stessa si ascrive una difformità di voto “nelle riunioni di maggioranza, i ripetuti ed inaccettabili attacchi personali ai portavoce attraverso i social o in sede di commissione” nonché “il comportamento tenuto all’interno dell’aula consiliare”. Prosegue la nota: «Per quanto oggi espresso il M5S del Municipio III non intende più essere associato alle azioni alla persona della consigliera Francesca Burri che, con proprio agire si pone completamente al di fuori del progetto politico elaborato con i cittadini». Lo scritto arriva al termine di un lungo braccio di ferro, spesso emerso anche nelle aule di piazza Sempione e sui social. Nulla di strano, ogni consialiatura ha visto “irregolari” più o meno contro alcune posizioni della propria parte politica ma fino all’era cinque stelle, gli screzi o le vere e proprie guerre rimanevano relegati al “si dice” e ufficialmente era tutto sotto controllo, anche se le urla si alzavano alte dietro le porte. L’atto di oggi, firmato tra gli altri anche da assessori in carica e ex, nonché da consiglieri e attivisti apre scenari politici fin qui mai esplorati. Un consigliere municipale viene eletto e non può essere cacciato in alcun modo legale. Certamente sapere di non essere persona gradita può portare ad aderire al gruppo misto ma questo deve essere una propria decisione, perché è cosa che possa essere fatta d’ufficio: tale passaggio, infatti, deve essere proclamato in consiglio e ratificata da questo. Per assurdo, la Burri potrebbe decidere di rimanere nel gruppo pentastellato e nessuno potrebbe impedirglielo. Potrebbe dimettersi ma spontanemente, lasciando il posto al primo dei non eletti della lista. O scenario ancora più inedito: potrebbe essere espulsa dal suo partito e rimanere comunque nel gruppo originario, creando non pochi dissidi e guerre. Rimarrebbe un’altra ipotesi da fantascienza: le dimissioni in blocco della maggioranza. Per l’intanto, nessuno risponde, né la presidente del Municipio né la consigliera Burri, che è rimasta sorpresa dal post, di cui si diceva ignara, prima di chiudersi nel riserbo. Studiare le prossime mosse è essenziale.