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“Echi Argentini” a Roma: omaggio a Luis Bacalov con la Age&Scarpelli Suite

24 Nov


[ROMA] Tornano nella Capitale gli eventi musicali che contano: lunedì 29 novembre nella prestigiosa sede della Casa Argentina (Ufficio Culturale dell’Ambasciata Argentina presso la Repubblica Italiana) in via Vittorio Veneto l’appuntamento è con “Echi Argentini”, omaggio al grande compositore Luis Bacalov.

A esibirsi sarà il Felix Ensemble (Riccardo Bonaccini, violino; Matteo Scarpelli, violoncello; Catia Capua pianoforte; Diego di Paolo, contrabbasso; Amedeo Ariano, batteria) proponendo le proprie “Age&Scarpelli Suite – Sceneggiature in musica”: si tratta di suite (insieme di brani pensati per essere suonati in sequenza) che uniscono le più belle colonne sonore dei film sceneggiati dal celebre duo Age&Scarpelli (Agenore Incrocci e Furio Scarpelli), quelle che hanno fatto la storia del cinema italiano e in particolare della cosiddetta Commedia all’Italiana.

E proprio Luis Bacalov scrisse le colonne sonore  per molte pellicole girate durante quella grande stagione, trovandosi in compagnia- per citarne alcuni- di altri mostri sacri come Nino Rota, Ennio Morricone e  Armando Trovajoli ai quali viene ora unito proprio nel progetto  Age&Scarpelli Suite.

Si tratta di una riuscita amalgama in cui una ensemble classica per eccellenza dialoga con due strumenti tipicamente jazzistici come il contrabbasso e la batteria.
É un progetto che nasce da un’idea del violoncellista Matteo Scarpelli (figlio di Furio) e della pianista Catia Capua e vede la presenza di musicisti affermati che vantano collaborazioni e partecipazioni nelle più prestigiose istituzioni e rassegne musicali e sinfoniche come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, esibendosi in sale del calibro della Carnegie Hall di New York e l’Auditorium Parco della Musica di Roma e che hanno lavorato a stretto contatto con autentici padreterni della bacchetta come Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli e Antonio Pappano, registrando- fra l’altro- per etichette come la Emi e la Rca.

Casa  Argentina è a Roma via Vittorio Veneto 7 (angolo piazza Barberini).
Scrivere a associazioneamade@libero.it
per informazioni.
L’inizio è previsto per le ore 19 e 30.

(A cura di Alessandro Pino)

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Dopo la zingarata trionfale va in scena il disastroso teatrino alla romana – di Alessandro Pino

23 Ago

IMG-20150823-WA0000[1]I fatti sono ormai arcinoti, avendo compiuto il giro del mondo per uno sputtanamento a livello planetario: lo scorso 20 agosto si sono svolti a Roma nella chiesa intitolata a San Giovanni Bosco i funerali di Vittorio Casamonica, principale esponente della famiglia di zingari stanziali nota per le sue attività criminose. Una cerimonia non esattamente di basso profilo: il tiro a sei cavalli per la carrozza funebre – si dice la stessa usata per le esequie di Totò e di Lucky Luciano – le note composte da Nino Rota per  “Il Padrino” suonate da una banda musicale, i manifesti affissi fuori la chiesa inneggianti allo scomparso quale “re di Roma”, la Polizia di Roma Capitale accusata di aver scortato il corteo di oltre duecentocinquanta vetture bloccando il traffico, l’ormai famosissimo lancio di petali di rosa da un elicottero sono diventati in poche ore argomento di discussione sia al bar sotto casa che sui quotidiani stranieri. Mancavano solo le Frecce Tricolori per coronare degnamente un trionfo dell’arroganza a braccetto con il cattivo gusto che però dal punto di vista dei protagonisti è stato un enorme successo mediatico e di clan. In tempi di social network imperanti poi viene proiettato su scala mondiale tutto quello che a Roma era arcinoto da decenni e che una volta sarebbe rimasto confinato al si sa ma non si dice, regalando IMG-20150823-WA0001[1] l’ennesima  figura di palta a chi la amministra a ogni livello. A lato, la polemica contro la Chiesa cattolica che anni or sono nella stessa chiesa aveva negato i funerali a Piergiorgio Welby, “reo” agli occhi delle gerarchie ecclesiastiche di aver scelto l’eutanasia per porre fine al suo calvario di malato. Il giorno dopo, a gettare benzina sul fuoco provvedeva l’atteggiamento da pesci in barile tenuto dalle autorità che si rimpallavano la responsabilità di non avere impedito siffatta cerimonia, lamentando inoltre di non essere stati informati, assicurando altresì fermezza e rigore: la classica scena della stalla che viene chiusa solo quando i buoi sono scappati da un pezzo.  Al momento l’unico provvedimento adottato dalle Autorità sarebbe la sospensione della licenza di volo al pilota dell’elicottero che non avrebbe chiesto alcuna autorizzazione, ciliegina sulla torta della inettitudine di chi puntualmente lascia che la città Eterna diventi non tanto la “terra di nessuno” quanto quella di un ben identificabile “qualcuno”. A proposito del sorvolo non autorizzato, viene spontanea la considerazione che se l’Isis non ci ha ancora sterminato con un bombardamento aereo è solo perché evidentemente non ne ha voglia o forse non ci ritiene nemmeno un bersaglio degno di nota. Insomma è stato l’ennesimo, disastroso, mortificante teatrino all’italiana, anzi alla romana. Da parte nostra ci permettiamo un modesto suggerimento: visto che la sobria cerimonia sarà costicchiata qualcosina, non sarebbe forse il caso che le Forze dell’Ordine procedessero con un controllino allo spesometro dei personaggi coinvolti,  per confrontarlo in base alle spese sostenute? Si sa mai che finisca come per Al Capone…

Alessandro Pino

 

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