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precisazione della consigliera comunale Gemma Azuni riguardo il sit in alla casa di riposo di Casal Boccone del 23 novembre

23 Nov

dal post di Gemma Azuni pubblicato sulla condivisione fb  sul gruppo Comitato di quartiere di Serpentara dell’articolo di questo blog  http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwp.me%2Fp1ErPX-6R&h=sAQGMTC31AQGWEW4Z2JVO45mgSEVa4VOnQW269yVG4Paapg  “E’ iniziato il trasferimento degli ospiti della casa di riposo di Casal Boccone”

“forse ha dimenticato altre presenze che dalla mattina presto hanno vigilato affinchè non fossero trasferiti gli ospiti della casa contro il loro volere e cioè la sottoscritta, la segretaria regionale dello SPI Cgil, la CGIL regionale, alcune rappresentanze dei sindacati di base, molti operatori etc. L’informazione deve essere completa per essere credibile”

questa la mia risposta:

“Non  era mia intenzione dimenticare nessuno. Sono state indicate le persone riconosciute e si è cercato di fornire l’informazione più completa possibile, pur con i limiti dei tempi della presa diretta. Ringrazio per la precisazione, che renderà sicuramente più credibile la notizia”

(la prossima volta costringerò Alessandro Pino a chiedere le generalità a tutti i presenti)

Casa di riposo Casalboccone – aggiornamenti alle 13.45

23 Nov

sul posto sono giunti il senatore Idv Stefano Pedica, il vice sindaco di Roma Sveva Belviso e il vice presidente della commissione servizi sociali Daniele Ozzimo, Pd. La discussione si è fatta vivace, con uno intenso scambio di battute tra il vice sindaco e la consigliera Federica Rampini. Al momento risultano trasferiti soltanto quattro ospiti che avevano firmato la richiesta di trasferimento volontario.

A breve il resoconto dell’inviato sul posto Alessandro Pino

Questa sera su Serpentara tv, canale web, trasmissione sulla giornata di oggi con ospiti alcuni dei politici presenti oggi. Interventi in diretta possibili tramite chat

Luciana Miocchi

È iniziato il trasferimento degli ospiti della casa di riposo di Casal Boccone

23 Nov

Da questa mattina sono iniziate ale operazioni di trasferimento degli ospiti della casa di riposo di via di Casal Boccone, struttura gestita dal Comunew di Roma, che verrà definitivamente chiusa al 31 dicembre perchè considerata troppo costosa da mantenere a bilancio, soprattutto per via del canone di locazione da pagar all’Enpals, proprietario degli edifici.

Sul piazzale antistante in questo momento ci sono una trentina di persone, tra anziani ospitati, sostenitori e operatori. Il presidio è iniziato presto, con panchine messe di traverso e l’ex presidente del consiglio municipale Teresa Ellul che si è sdraiata per terra.

Alle 11 sono presenti i consiglieri municipali del Pd Riccardo Corbucci e Federica Rampini, nonchè la consigliera comunale del gruppo misto Gemma Azuni. Nessuno della maggioranza municipale nè comunale si è ancora visto.

All’interno dei cancelli è ancora presente il camioncino che dovrebbe provvedere al trasloco.

Molti degli anziani sono in lacrime, altri sono rassegnati. Chi tra loro accudiva dei piccoli animali in giiardino ha avuto la brutta notizia che non potrà portarli con se nella nuova destinazione. Una vecchina continua a ripetere che lei vuole morire li dentro, non vuole andare da nessun’altra parte.

Agli anziani, formalmente  è stata fatta fatta firmare una richiesta per essere trasferiti ma lamentano di essere stati quasi costretti, perchè gli è stato prospettato che a breve sarebbero state staccate le utenze di luce, acqua e gas.

Luciana Miocchi

Foto: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=311783558832627&set=p.311783558832627&type=1&ref=nf

Casa di riposo di Casal Boccone: rinvio trasferimenti

20 Nov

I primi trasferimenti degli ospiti della casa di riposo sono stati rinviati da lunedì 21 al mercoledì 23

il 21 novembre cominceranno i trasferimenti dalla casa di riposo di Casal Boccone. Chiude così una delle ultime strutture comunali

19 Nov

La notizia è riportata dal wall fb di Daniela Caramel.  Poche righe che concentrano mesi di incontri e trattative per cercare di salvare la struttura gestita dal Comune e che ospita anche un centro per la cura dell’Alzheimer, punto di riferimento fondamentale per tutta Roma Nord. Niente da fare, l’affitto costa troppo e la decisione presa da mesi, nonostante proteste e manifestazioni comincerà a mostrare i suoi effetti da lunedi prossimo, 21 novembre, con il trasferimetno dei primi ospiti della struttura. ” La CGIL sta preparando dei manifesti, e sarà presente davanti alla casa di riposo dalle 8,30. Sarebbe il caso di mobilitarsi – scrive Caramel – e mostrare solidarietà agli anziani, ovviamente tenendo conto delle loro condizioni di salute e quindi senza porre in essere azioni eclatanti. Tutti quelli che hanno aderito alla raccolta di firme sono invitati a partecipare”.

Luciana Miocchi

Salaria Sport Village: il sequestro alle nuove strutture resta. Probabile precedente anche per gli altri circoli coinvolti nel caso Mondiali di Nuoto

18 Nov

Salaria Sport Village: il sequestro alle nuove strutture resta. Probabile precedente anche per gli altri circoli coinvolti nel caso Mondiali di Nuoto.

Furto sventato nella notte alla Asl di via Lampedusa

14 Nov

Allertati da una telefonata che segnalava rumori sospetti provenenti dalla struttura asl Roma A di via Lampedusa,  i carabinieri del nucleo radiomobile di Roma hanno arrestato la scorsa notte due individui in flagranza di reato, che dopo gli accertamenti sono risultati essere cittadini moldavi di 32 e 33 anni, con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso.  La refurtiva, attrezzatura informatica ed elettronica, è stata recuperata per intero e restituita alla direzione.

Luciana Miocchi

Ottavo anniversario della strage di Nassirya

12 Nov

 

gli effetti dell'esplosione del 12 novembre 2003

Sono trascorsi otto anni dall’attentato alle basi militari italiane di Nassirya, città nel sud dell’Iraq, nel quale persero la vita ventotto persone – di cui diciannove di nazionalità italiana – e numerose altre rimasero gravemente ferite. Erano quasi le undici del mattino locali del 12 novembre 2003 quando  un autocarro pieno di esplosivo con a bordo due kamikaze  si diresse verso la base “Maestrale” dove era stanziata parte del contingente italiano impegnato nell’operazione di mantenimento della pace chiamata “Antica Babilonia”, seguita alla caduta del regime di Saddam Hussein. Per la reazione armata di uno dei carabinieri di guardia all’ingresso, Andrea Filippa, il pesante mezzo non riuscì a sfondare la barriera e saltò in aria sul cancello del complesso. La caserma – un edificio civile riadattato – riportò gravissimi danni e anche la non lontana base “Libeccio” venne investita da un’ onda d’urto che la lesionò in alcune parti. Delle diciannove vittime italiane diciassette erano militari di stanza nella base e due civili, il cooperatore internazionale Marco Beci e il regista Stefano Rolla che stava preparando uno sceneggiato sulla ricostruzione della città. L’attentato fu rivendicato da Al Qaeda. Alcuni giorni dopo, al rientro sul suolo italiano, i feretri vennero ospitati nella camera ardente allestita al Vittoriano. A differenza di altri funerali di Stato le esequie non vennero celebrate nella basilica di S. Maria degli angeli e dei martiri ma per motivi di spazio in quella di San Paolo fuori le mura il 18 novembre, con diretta televisiva e radiofonica. 

 La nazione sotto shock sembrò fermarsi. Venne proclamato il lutto nazionae. Venne poi il momento delle indagini, delle inchieste e anche delle polemiche: si mise in discussione la collocazione della base e il suo sistema di sicurezza, che, si disse, l’avrebbero resa più facilmente esposta al rischio di attacchi. Ci fu chi chiese subito il ritiro immediato delle truppe dall’Iraq; successivamente persino i parenti delle vittime protestarono contro il conferimento ai loro congiunti di una onorificenza appositamente istituita, la Croce d’Onore, in luogo della Medaglia d’oro al Valor Militare. Fu anche chiamato pretestuosamente in causa anche il caso di Fabrizio Quattrocchi, la guardia di sicurezza privata trucidata in Iraq, alla cui memoria fu invece concessa la Medaglia d’oro al Valor Civile.

Alessandro Pino – Luciana Miocchi

 

agguato in pieno centro. Cosa sta succedendo a Roma?

9 Nov

Attorno alle 23 l’ennesimo fatto sangue di una Roma violenta. Un uomo è stato ferito all’addome da alcuni colpi d’arma da fuoco a p.zza Nicosia in centro a Roma. Secondo alcuni passanti due uomini su uno scooter avrebbero esploso contro l’uomo,che scendeva da una Cinquecento nera,3 colpi di arma da fuoco.L’agguato si è verificato all’angolo con Via di Ripetta. Il ferito è stato portato via in ambulanza

Monte Sacro: un anno in un’auto con il suo cane dopo la perdita del lavoro e lo sfratto – di Alessandro Pino

9 Nov

Monte Sacro: un anno in un’auto con il suo cane dopo la perdita del lavoro e lo sfratto – di Alessandro Pino.

7 Nov

Pulizia tombini a Settebagni. Si poteva farla prima?

7 Nov

Pulizia tombini a Settebagni. Si poteva farla prima?.

Attaccano manifesti contro la mafia, vengono aggrediti. Capogruppo Pd del Municipio e quattro Giovani democratici finiscono all’ospedale

3 Nov

Attaccano manifesti contro la mafia, vengono aggrediti. Capogruppo Pd del Municipio e quattro Giovani democratici finiscono all’ospedale.

Attaccano manifesti contro la mafia, vengono aggrediti. Capogruppo Pd del Municipio e quattro Giovani democratici finiscono all’ospedale

3 Nov

E’ accaduto questa notte, mentre attaccavano manifesti contro la mafia in zona via delle Valli, dove alcuni mesi fa fu un gruppo di attivisti di Casapound occcupò il palazzo lasciato vuoto dall’Enel. Quattro ragazzi dei giovani democratici e il capogruppo del Pd in consiglio municipale, Paolo Marchionne, sono stati aggrediti da una dozzina di individui armati di bastoni e spranghe. Notizie più precise ancora non se ne hanno, se non che le vittime sono state trasportate parte al policlinico Umberto I e parte all’ospedale Sandro Pertini

chiude la BMW a Settebagni

28 Set

Da fonti sindacali si apprende che lo stabilimento Bmw di via Salaria, causa crisi, verrà dismesso. Circa quaranta dipendente verranno posti in cassa integrazione. In zona sono ancora in via di completamento i lavori per la realizzazione del nuovo show-room della Citroen, in quello che è ormai un polo importantissimo nella vendita delle auto. A settebagni sono infatti presenti i maggiori marchi, anche di lusso quali Lamborghini e Infiniti.

L’ambulatorio asl di Settebagni non riapre dopo la pausa estiva

20 Set

Sul cartello affisso al cancello del poliambulatorio Asl di Settebagni, alla Salita della Marcigliana, era scritto che il servizio prelievi sarebbe ripreso oggi, dopo la consueta pausa estiva. Invece, qualcuna delle numerose persone in fila,, dopo aver visto trascorrere inutilmente l’orario di apertura indicato, con il malumore che aumentava, ha telefonato al recapito presente per ricevere una notizia più volte temuta per via dei tagli ai servizi sanitari essenziali ma sempre scongiurata: il poliambulatorio non riaprirà, oggi. Non riaprirà affatto. Anzi, la voce dall’altro filo del telefono annunciava la venuta di un impiegato per togliere la tabella degli orari d’apertura. Una battagliera signora ha provveduto in proprio, con l’intento di portarlo alla vicina stazione dei Carabinieri per redigere un esposto.

Luciana Miocchi

Se improvvisamente esplode la violenza. Quali le cause dei fatti di cronaca che hanno insanguinato l’estate – di Alessandro Pino

19 Set

 La cronaca estiva ha riferito svariati episodi di folle violenza metropolitana: si pensi al ragazzo romano finito in coma dopo una lite per schiamazzi degenerata in rissa o al pensionato milanese accusato di avere investito uno scooterista per vendicarsi delle offese ricevute per una questione di precedenza. Sempre a Milano, ad agosto, un automobilista, sceso dalla macchina per discutere con un altro, viene da questi investito e trascinato per cinquanta metri finendo all’ospedale in condizioni gravissime. Un episodio simile è accaduto in Toscana: un conducente dopo aver litigato animatamente con i partecipanti a una manifestazione sportiva che ingombravano la strada, accelera e ne investe quattro, mentre nella stessa regione un uomo è stato stato malmenato da alcuni giovani che aveva rimproverato per le loro imprudenze in bicicletta. Anche nel IV Municipio del Comune di Roma accadde un fatto analogo quando sulla Salaria un uomo fu selvaggiamente pestato da alcuni ciclisti per motivi di viabilità perdendo un occhio a causa delle percosse ricevute. L’origine da banali diverbi tra individui che non tengono abitualmente dei comportamenti devianti è l’elemento comune di tali fatti eclatanti che rappresentano solo la punta dell’iceberg. Basta osservare un qualunque incrocio cittadino per assistere di continuo a scene il cui copione è tristemente collaudato: una frenata, il clacson percepito come un affronto, insulti che volano. E la rabbia che monta, il sangue va alla testa mentre la vista si annebbia e talvolta la follia esplode. Ma c’è davvero più aggressività rispetto al passato come sostiene la maggioranza del centinaio di intervistati nel sondaggio effettuato per questo articolo o è un’impressione data dalla visibilità garantita dai nuovi media? Attenendosi ai dati forniti da professionisti del campo lo si direbbe un fenomeno costante: per il professor Giuseppe Marenga, specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso, negli ultimi anni non sono aumentati gli interventi dovuti a percosse e comunque in questi casi si ha a che fare con soggetti caratterizzati da una latente propensione all’atto violento; anche il numero di denunce presentate al riguardo ai Carabinieri della stazione di Roma Talenti è stabile. Si potrebbe ipotizzare però che chi resta coinvolto in alterchi violenti tema strascichi penali dall’esito incerto ed è restio a formalizzare l’accaduto con verbali e referti medici. Quindi rimane sul banco degli imputati l’accresciuta cattiveria percepita nel sentire comune, causata secondo quasi tutti gli intervistati da uno stato di stress, frenesia e pressione. In particolare una buona metà lo collega alla crisi economica e alla precarietà che rendono difficile arrivare a fine mese e predisporrebbero al nervosismo. La sociologa Alessandra Petrucci è d’accordo con la tesi della aumentata rissosità: «Anche io inizialmente ho pensato semplicemente a un aumento della visibilità degli episodi di violenza piuttosto che all’effettiva crescita del loro numero. A farmi cambiare idea è stata banalmente la vita di tutti i giorni: la maggioranza delle persone che conosco può raccontare un episodio nel quale un’offesa o un fraintendimento ha dato luogo a conseguenze ben al di sopra dell’immaginazione». La sociologa corregge il tiro però sulle origini di questa situazione: «L’impennata di violenza effettivamente deve avere una causa di carattere psico-sociale. Ho creduto a lungo che il fattore economico fosse fondamentale. Però bisogna arrendersi all’evidenza: in molti casi i protagonisti hanno un lavoro e uno stipendio dignitosi. Vedo quindi più un fattore derivante dal peso delle aspettative sociali che da reali bisogni primari. Ovunque siamo oggetto di aspettative. Ci hanno insegnato che non vanno deluse. Il loro peso può essere terribile e generare stress». Una tesi, questa, che comprende al suo interno un’ampia casistica fatta sì di scadenze (anche fiscali) e orari da rispettare, ma anche una sorta di competizione ingaggiata con gli altri per non sentirsi socialmente inferiori ad essi. Da qui la ricerca incessante di una perfezione identificata con il possesso di oggetti di consumo (come l’ultimo tipo di telefono cellulare) la cui rapida e studiata obsolescenza spinge a procurarsene sempre di nuovi. Nella sfrenata corsa a un edonismo che in realtà inaridisce risulta intollerabile ogni contrattempo e chi è giudicato non conforme a uno standard accettabile viene visto come una “non persona” e in quanto tale ogni cattiveria nei suoi confronti viene legittimata fino all’omicidio; si veda il caso di quel ragaazzo trucidato a colpi di pistola in una pizzeria vicino Roma, si pensa da teppisti che volevano fargli pagare quello che a loro era apparso uno sgarro da lavare col sangue: averli ripresi per il loro comportamento nella piscina dove aveva lavorato come bagnino. Giunti a questo punto forse solo una forzata austerità potrà insegnare ciò che davvero conta.

Alessandro Pino

Puzza a Villa Spada? Saranno mica scorreggine?

31 Ago

Si è costituito perfino un comitato di residenti, nel tentativo di trovare una soluzione al tanfo che da qualche mese è peggiorato al punto tale da impedire di aprire le finestre . Da un articolo su Repubblica si è venuto a scoprire che la Procura indaga da tempo sulla questione, che sono stati fatti almeno quattro esposti. Tutti ad oggetto impianto Ama di Via salaria 981. Qui si trasporta la spazzatura e la si tratta per farla diventare combustibile da cui ricavare energia.

 

Costruzione e messa in funzione, in verità, sono avvenute nel silenzio generale, anzi, finchè non si sono cominciate a diffondere tutta una gamma di fragranze più o meno putrescenti e la popolazione limitrofa non ha manifestato disturbi respiratori e di lacrimazione, i più ignoravano perfino l’esistenza di un simile impianto, mentre tutti conoscono bene il depuratore che si trova dietro l’aeroporto dell’Urbe da una trentina d’anni, che quando il vento tira in direzione Colle Salario fa sentire, anche se in maniera discreta, la propria presenza.

 

Il gruppo facebook “Quelli che abitano a Villa Spada” ha ottenuto anche una risposta da parte della polizia municipale :

“Salve, abbiamo ricevuto la Sua segnalazione, La informiamo che dal 2010 è in corso un procedimento penale che riguarda l’attività di compostaggio dei rifiuti trattati dallo stabilimento AMA di Via Salaria n. 981, per il quale sono state eseguite attività di indagine da parte di questo Comando.
Si rende noto che a partire dal mese di luglio di quest’anno, sono pervenute ex-novo numerose segnalazioni riguardanti il disagio provocato dalle esalazioni e che questo Comando ha richiesto, con nota n. 55601 dell’08/08/2011, sia alla ASL RM/A SISP che all’ARPA LAZIO, gli opportuni interventi di competenza.
In data 09/08 c.a., l’ARPA LAZIO comunicava a questa U.O., di aver inoltrato gli esposti alla Regione Lazio e di aver presenziato nel mese di luglio alle attività di prelievo del biofiltro dell’impianto del quale è in attesa di riscontro. Tutte le segnalazioni, ivi compresa la nota dell’ARPA LAZIO, sono state altresì inoltrate alla Procura della Repubblica in attesa di ulteriori disposizioni.  F.P. CURZI Daniela”. La polizia di Roma Capitale, insomma,  ha preso la questione molto sul serio.
 

Dalla presidenza del Municipio ieri è stato diramato un comunicato del seguente tenore “Alle 13 circa di oggi 30 agosto, il Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli si è recato presso la struttura dell AMA di via Salaria 981 per verificare di persona se l’odore “putrescente misto
tra il chimico e l’organico” piu volte segnalato dai residenti dei quartieri limitrofi provenga da quella struttura. Bonelli: “ Dal sopralluogo che è durato circa un ora durante il quale ho visitato la struttura ed ho parlato con alcuni operatori ho riscontrato che i forti cattivi odori non provengono da quest’area, ho chiesto ad alcuni responsabili dell’Ama di poter ripetere il sopralluogo insieme ad alcuni rappresentanti di cittadini che ormai da tempo segnalano forti disagi. Mettiamo a disposizione dei residenti il numero della mia presidenza per poter ricevere segnalazioni piu precise in merito alla zona di provenienza ed in tempi utili a poter effettuare tempestivamente sopralluoghi nelle zone segnalate.”

 

Però i residenti denunciano il peggioramento delle condizioni soprattutto alla sera tardi e alla mattina presto, non all’ora di pranzo, come facilmente si può rilevare facendo un giro su facebook, sulle pagine che trattano del caso o mettendo mano alle numerose segnalazioni inviate. Peccato che il maldestro comunicato dica soltanto che il Presidente ha riscontrato che i cattivi odori non provengono da quell’area, offrendo il fianco a ben più di un appunto. Se non si sprigionano da via salaria 981, le esalazioni da dove arrivano? Perchè nessun accenno all’impegno a trovare la causa delle esalazioni? Se a lume di naso si è esclusa la paternità dello stabilimento Ama, lo stesso rilevatore poteva ben essere impiegato per seguire l’olezzo fino alla fonte di provenienza.  Intanto, le reazioni indispettite di centinaia di residenti alla dichiarazione bonelliana si possono leggere su facebook, sparse un pò ovunque, sulle pagine di giornalisti e tv locali, sui gruppi che cercano di contrastare la puzza.

 

Inevitabile e prevedibile   la risposta al comunicato della presidenza, ad opera del vicepresidente del consiglio municipale, Riccardo Corbucci, Pd, molto attivo in zona, che replica: “Le parole del Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli farebbero morire dal ridere, se non fosse che l’aria irrespirabile su via Salaria, all’altezza di Villa Spada, fa lacrimare gli occhi e crea problemi quotidiani di respirazione per i cittadini ormai da diversi mesi” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. “Bonelli oggi sarebbe andato alle 13 in visita alla struttura Ama di via Salaria riscontrando che i forti cattivi odori non provengono da quell’area. Di fronte a queste parole ci si sarebbe aspettati che il Presidente indicasse, quindi, la ragione del cattivo odore. Bonelli invece liquida il problema chiedendo ai cittadini di inviare al fax della presidenza segnalazioni più precise” spiega Corbucci “oltre al danno anche la beffa. Non solo Bonelli fa finta di non sapere delle notizie sugli esposti e sull’inchiesta avviata sull’impianto dell’Ama, ma addirittura prende per i fondelli i cittadini che coabitano con il problema, chiedendo segnalazioni più precise”. “Davvero Bonelli pensa di poter prendere in giro i cittadini glissando sulle responsabilità della sua amministrazione che ha reso la zona della Salaria, alle porte della città, più sporca, insicura e invivibile. Oltre agli odori e all’aria irrespirabile, il fenomeno della prostituzione é raddoppiato, l’amministrazione ha portato in una struttura inadeguata centinaia di nomadi, senza promuovere alcuna integrazione. Per non parlare dell’abusivismo edilizio del notorio Salaria Sport Village a Settebagni. Ci vuole il coraggio di Bonelli per dichiarare certe cose” conclude Corbucci che rilancia “promuoveremo un sopralluogo a sorpresa con i cittadini per dare ulteriori prove al municipio”.

 

Le chiacchiere se le porta il vento, come la puzza. E come la puzza si spandono intorno. Attualmente, la brezza di fine estate porta che l’impianto ha dei problemi al sistema dei filtri che nonostante gli interventi non si riesce a risolvere..

 

Elogio di un provocatore

17 Ago

Enrico Pazzi viene identificato - foto A. Pino

Enrico Pazzi - foto da Fb

l’audizione pubblica dell’assessore alla mobilità di Roma Capitale, Antonello Aurigemma, tenutasi il primo agosto nell’aula consiliare di Piazza Sempione e riguardante il prolungamento della metro B1 fino a Bufalotta, è stata interrotta per alcuni minuti dal presidente del consiglio Roberto Borgheresi perchè tra il pubblico, il giornalista Enrico Pazzi continuava a riprendere i lavori con una piccola telecamerina, con l’intento di mettere on line il filmato sul suo sito, registrato regolarmente come testata giornalistica presso il Tribunale di Roma, così come ci informano i credits. Io ero presente, insieme a Nicola Sciannamè, Giuseppe Grifeo e Alessandro Pino, tutti per il giornale locale “La Voce del Municipio”: l’evento era troppo importante, al di là di chi poi ne avrebbe scritto. Pino con la sua inseparabile reflex, impossibile da nascondere, ha goduto dell’autorizzazione rilasciata al giornale per fare le foto nell’aula consiliare. Tanto è vero che nessuno, nè in divisa nè in borghese ci ha chiesto di smettere. A dire la verità nessuno ha chiesto nulla neanche a chi tra il pubblico ha impugnato il proprio smartphone per fare foto o filmati, chissà, senza visionare la scheda non è possibile stabilirlo.Il particolare non è di poco conto, perché il presidente Borgheresi, scrivendo un post a commento dell’accaduto, ha addotto come negazione all’autorizzazione che questa viene rilasciata soltanto a chi scrive per testata registrata, quindi ai privati non spetterebbe,se la logica non mi fa difetto. Pazzi è molto conosciuto nell’ambiente politico locale e municipale come un cronista puntiglioso, molte volte fastidioso per alcuni, quindi sull’intento divulgativo delle sue riprese non ci potevano essere dubbi. Alla fine, Pazzi è stato l’unico ad essere allontanato da carabinieri e polizia municipale, senza che si arrivasse a capire da chi ne fosse stato richiesto l’intervento. Non nuovo a simili dimostrazioni, il giornalista mise in rete qualche tempo fa un filmato in cui si vedeva il meccanismo delle votazioni in campidoglio utiliazzato dai famosi “pianisti”. Quella volta aveva l’autorizzazione. Il nostro è restio a chiederne, perchè convinto del dettato costituzionale della libertà di informazione. Anche il primo agosto, richiese l’autorizzazione nell’immediatezza dell’audizione, presentandola direttamente al presidente Borgheresi, saltando tutta la prassi burocratica, che può essere giusta o ingiusta ma che tanto è cara alla presidenza. Già, Borgheresi ci tiene molto alla buona creanza e al cerimoniale. In fin dei conti basta prenderlo per il verso giusto, il più delle volte. Gran conoscitore del regolamento municipale – che contribuì a compilare – sa perfettamente come muoversi all’interno dei suoi articoli. Al presidente dell’aula consiliare va dato atto di essere un politico fedele alla propria linea. Ed ecco l’allontanamento di Pazzi viene disposto con generici “motivi d’ordine”, gli stessi per cui anche se si ha un’autorizzazione alle riprese questa può venire momentaneamente sospesa. Sarà stata una questione di inosservanza delle procedure o magari l’esigenza di tutelare una posizione politica sulla b1 che non sembra molto chiara, con il presidente del Municipio che parla di project financing, l’assessore alla mobilità che dichiara non trattarsi assolutamente di questo ma di valorizzazione mobiliare di una quota dell’housing sociale, con il sindaco che poco dopo torna a parlare di project financing. Sta di fatto che il consiglio ha abboccato appieno all’amo del provocatore del IV municipio per eccellenza. Infatti, la cronaca dell’incontro è stata pubblicata comunque, anche se la forza del racconto non è minimamente confrontabile con l’impatto di una registrazione video completa. Dopo poco, anche la parte videoripresa da Pazzi è stata pubblicata su youtube. Soprattutto, roma2013 ha inondato il web con gli articoli sul giornalista allontanato dall’aula contro la libertà di informazione, numerosi politici hanno emanato comunicati stampa per testimoniare solidarietà al martire della censura mediatica e, c’è da giurarci, prima o poi accorrerà anche qualche giornale nazionale, dopo che la notizia è arrivata su “affari italiani” e “giornalisti di calabria”.Un clamoroso autogol, in parole povere, anche perché l’argomento prolungamento b1 non è uno di quelli destinanti a sgonfiarsi nell’afa estiva. Il rischio valanga di cemento è qualcosa più di una probalità remota e l’attenzione della cittadinanza è allertata proprio dalle continue incongruenze che si registrano nel leggere i comunicati che provengono dalle varie amministrazioni coinvolte.
Enrico Pazzi, nomen omen o scaltro provocatore dalle idee ben chiare? La fazione di chi considera corretto l’operato del presidente Borgheresi si appella all’esistenza degli articoli del regolamento Municipale e Comunale che richiedono un’autorizzazione preventiva scritta, gli altri si appellano alla trasparenza degli atti pubblici e al diritto di cronaca sancito dalla Costituzione. A volersi togliere lo sfizio, basterebbe un ricorso al Tar per avere un’interpretazione autentica. Sarebbe sufficiente una mossa semplice e disarmante: che sia la stessa municipalità a mettere on line le sedute del consiglio, realizzando il principio di trasparenza di cui sempre più cittadini sentono l’esigenza, abbattendo gli episodi in cui alcuni consiglieri si assentano strategicamente al momento delle votazioni, anche se si tratta di una fontanella in un parco pubblico o della potatura degli alberi di un viale, e, come effetto collaterale, spuntare l’arma preferita di un intelligente giornalista provocatore, segnando tra l’altro una vittoria strategica in termini di ritorno d’immagine.

Nuova rubrica: l’angolo delle querele. La inaugura Riccardo Corbucci

4 Ago

dal blog di Riccardo Corbucci del 3 agosto 2011:  “Questa mattina  ho presentato regolare querela e richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’agenzia Dire, editrice insieme con la Com.E Comunicazione & Editoria srl, del mensile Dire Lazio Municipi di luglio-agosto 2011, sul quale é stato pubblicato un articolo a pagina dieci, lesivo della mia immagine e altamente diffamatorio nel quale sono riportate circostanze passate mai accadute, notizie assolutamente false ed addirittura comportamenti futuri. Il tutto senza portare alcuna prova di quello che viene diffamatoriamente scritto da un giornale che in questi mesi si é comportato da ufficio stampa della presidenza del IV Municipio” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del Pd in IV Municipio. “Appare assai curioso inoltre che il direttore responsabile Giuseppe Pace che ha firmato questo numero del giornale sia stato sostituito proprio il 1 agosto dal vicedirettore Nicola Perrone. Per questa anomala circostanza sono stato costretto ad adire le vie legali contro entrambi per difendere la mia immagine e quella del corretto gionalismo”.  Al momento l’esponente Pd non aggiunge altro, forse in attesa di smaltire un pò della collera provocata dall’articolo incriminato. D’altra parte, a sinistra sono sempre molto attenti alla tutela della propria immagine agendo per vie legali.