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Roma capitale – IV Municipio. Assemblea sulla raccolta differenziata al mercatino di Conca d’Oro e lunedì si parte davvero

17 Nov

Un’assemblea che ha visto una partecipazione notevole nonostante le difficoltà di spostamento dovute all’esondazione di Aniene e Tevere, quella organizzata dal Comitato di quartiere di Serpentara e Legambiente, al mercatino delle Valli, allo scopo di interagire con Ama sulla questione della raccolta differenziata.

Erano presenti, per Ama il presidente Benvenuti ed alcuni funzionari, l’assessore all’ambiente del Comune di Roma Marco Visconti e il presidente del Municipio Cristiano Bonelli, nonché i consiglieri Paolo Marchionne e Riccardo Corbucci, del Pd e Nando Bonessio, presidente dei Verdi del Lazio.

Tranne il comitato di Vigne Nuove, i cui componenti non hanno partecipato perché condividono il sistema ideato, hanno partecipato tutti i maggiori comitati e le associazioni.

Dopo una breve introduzione a cura di Legambiente, che ha illustrato le varie figure che entrano in campo nell’ambito del riciclo dei rifiut ha preso la parola il presidente Benvenuti ed i suoi funzionari, che hanno illustrato nuovamente il modello che andrà ad applicarsi dal 19 novembre, necessariamente influenzato dalle risorse economiche che possono essere impiegate in questo momento.

Poi è stata la volta dei comitati e dei cittadini, che già contestano le modalità scelte, nemmeno lontanamente simili a quelle del progetto presentato dall’AMA al ministro Clini per ottenere i finanziamenti, in cui tra l’altro si prevedeva un sistema di raccolta con cassonetti per l’organico ad apertura magnetica, con un sistema premiale per l’utenza, del tipo più recuperi meno paghi in bolletta.
L’intervento dell’assessore Visconti ha riguardato principalmente l’impianto AMA di via Salaria. I rappresentanti del comitato spontaneo Villa Spada, presenti in prima fila hanno contestato l’assessore sulla questione spostamento dello stabilimento, il quale ha lasciato l’assise dopo pochi minuti, ed hanno in seguito emanato il seguente comunicato stampa: “Ieri sera nel corso dell’incontro sulla raccolta differenziata in IV Municipio, l’assessore capitolino all’Ambiente ha negato di aver dichiarato di fronte alla delegazione europea che i problemi delle esalazioni siano derivati al 99% da altre aziende limitrofe (vedi depuratore Acea di Roma Nord) e ha affermato che la procura ha scagionato l’Ama. Abbiamo immediatamente contattato l’avvocato Francesca Fragale (l’avvocato che li assiste, ndr)  che ci ha confermato che l’indagine è tuttora in corso.
Siamo sconcertati nel rilevare ancora una volta un atteggiamento così fazioso.”

Il presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, ha ribadito che si sta cercando un sito alternativo per lo stabilimento di trattamento dei rifiuti ed ha difeso fermamente il modello di raccolta differenziata che pertirà lunedì in tutto il municipio.

Racconta Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di serpentara che «Il presidente Bonelli ha invitato Ama a rendere pubblico il sistema di smaltimento ,la quantità di riciclo dei prodotti e la localizzazione degli stessi e Benvenuti si è detto disponibile a mettere in rete tutti i dati.
I cittadini hanno ribadito la necessità di realizzare una raccolta porta a porta, non su piccole aree ma su tutto il territorio e chiunque abbia preso la parola, ha ribadito che il sistema scelto non porterà grossi benefici alla collettività perché anche se si effettua una separazione ottimale dei rifiuti nel proprio domicilio, tutto va gettato nei cassonetti stradali in pieno anonimato.

Sembrerebbe che il sistema sia stato studiato effettuando un censimento civico per civico e analizzando le varie tipologie che hanno poi portato alla stesura del nuovo piano. Però nessuno ha mai avuto sentore degli incaricati del rilevamento e alla segnalazione di alcune criticità locali, i funzionari Ama hanno risposto impegnandosi per una verifica sul posto.
Dice Mimmo D’Orazio, presidente del comitato di quartiere di Serpentara che “alla fine dell’assemblea, che ha sempre mantenuto toni accesi ma costruttivi, l AMA n pressata dai presenti e nella persona del presidente Benvenuti si è resa disponibile nell’immediato a partecipare ad una riunione con i comitati e cittadini per rimodulate il sistema di raccolta rifiuti nella varie zone del municipio prendendo in considerazione l’ipotesi di estendere il porta a porta in altri quartieri di concerto con i comitati e i cittadini. Una piccola ma sostanziale vittoria. Abbiamo dimostrato a Benvenuti e a Fiscon cheil progetto presentato e che ha avuto i finanziamenti non è quello realizzato. Per l’umido anche dove non era previsto il porta a porta era stato programmato il cassonetto con il badge, con un sistema premiale. Non è previsto ora e forse nemmeno dopo, perché i contenitori acquistati e distribuiti non ce l’hanno e rimangono così, aperti a tutti.

Ama ha una fretta tremenda di partire con la differenziata per motivi politici perché il ministro Clini gli ha imposto che entro il 2014 devono arrivare ad una percentuale del 50%, contro i 12 attuali. Diranno che hanno organizzato tutto per bene ma sono i cittadini che non la vogliono fare. Intanto, anche le campane per il vetro sembrano posizionate con poco criterio, specialmente in alcuni punti periferici.

Riccardo Corbucci, vicepresidente pd del consiglio municipale, sul suo blog così ha scritto: «

Nel mio intervento all’assemblea di oggi, alla quale l’Assessore all’ambiente Marco visconti ha partecipato per circa una ventina di minuti per poi andarsene, ho messo in evidenza come non sia più accettabile continuare a discutere con l’azienda dei rifiuti, anzichè con l’amministrazione capitolina e municipale, che è quella che dà gli input politici da seguire.» Continua sulla “rivoluzione” annunciata affermando di aver «fatto notare come sembri davvero singolare la scelta di aver sperimentato il porta a porta proprio in quei quartieri che hanno le maggiori difficoltà nel trovare spazi adeguati per i cassonetti condominiali. Mentre si è deciso di moltiplicare i cassonetti stradali proprio in quei quartieri come Tufello, Valli, Nuovo Salario, serpentara, Vigne Nuove e Montesacro, nei quali grazie ai cortili condominiali e agli androni delle palazzine, il porta a porta si sarebbe potuto certamente fare. Viene il dubbio che così facendo si sarebbero prodotti molti meno kit ed un numero assai inferiore di quei mega contenitori di colore verde, che sono stati portati a casa dei residenti. Peraltro la raccolta differenziata stradale non consentirà, è proprio il caso di dirlo, di differenziare i cittadini modello da quelli indisciplinati». Sulla repressione degli indisciplinati: «non mi ha convinto la risposta del presidente Benvenuti, quando ha minacciato forti repressioni a suon di multe. La sperimentazione del duale nei quartiere Valli-Sacco Pastore sta proprio li a testimoniare il fallimento dell’azione repressiva, che l’Ama non è riuscita a mettere in campo contro gli incivili nemmeno in due soli quartieri del municipio».

Luciana Miocchi

Processo con rito immediato per Zippo. Condanna in primo grado a due anni e otto mesi con domicilio coatto

10 Lug

foto di repertorio – A. Pino

E’ giunto a conclusione ieri sera, con l’emissione della sentenza di condanna a 2 anni e 8 mesi, il processo con rito immediato che vedeva imputato Alberto Palladino “Zippo” il responsabile di Casapound Italia per il IV Municipio di Roma per l’aggressione e le lesioni subite da un gruppo di militanti dei “giovani democratici” avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 novembre 2011. Il Pm Francesco Minisci aveva chiesto la pena di 3 anni e 10 mesi per violenza aggravata e porto e uso di armi improprie. Il giudice monocratico Francesco Rugarli ha invece assolto Palladino dall’accusa di uso di armi improprie e violenza aggravata “perché il fatto non sussiste”, ritenendolo responsabile delle sole lesioni personali.
Data l’entità della pena, sono stati revocati gli arresti domiciliari ma è stato disposto l’obbligo del domicilio coatto a Ronciglione, luogo dell’ultima residenza. Inoltre, l’esponente di CPI dovrà versare una provvisionale di circa trentamila euro e pagare le spese processuali.

Il giudice ha anche disposto l’invio alla Procura della Repubblica del verbale di un confronto avvenuto durante le udienze tra la madre di Zippo e Paolo Emilio Marchionne, capogruppo del Pd in consiglio municipale, una delle vittime, l’unico ad aver riconosciuto il condannato durante gli attimi concitati dell’aggressione, al fine di indagare se quanto detto in quell’occasione possa presentare dei profili penalmente rilevanti.

I fatti per i quali Palladino è stato condannato in primo grado risalgono alla notte tra il 3 e il 4 novembre scorsi. Un gruppo di “giovani democratici” la formazione giovanile del Pd, guidato dall’esponente Paolo E. Marchionne stava facendo attacchinaggio nei dintorni di Prati Fiscali, a poca distanza della palazzina occupata da Casapound. All’improvviso una quindicina di persone a volto coperto, da quanto riportato agli atti, si materializzarono nella strada deserta dando vita ad un’aggressione a cui pose fine l’intervento di una pattuglia dei carabinieri in servizio di perlustrazione. Quattro persone riportarono lesioni di gravità diversa, per cui furono trasportati all’ospedale Sandro Pertini. Marchionne riconobbe uno degli assalitori in Alberto Palladino che fu arrestato un mese dopo, al ritorno da una missione di volontariato. Nella zona di Monte Sacro apparvero numerose scritte contro l’esponente Pd, peraltro ancora non cancellate, a distanza di mesi. Zippo, difeso dall’avvocato Giousé Naso, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Casapound si è sempre dichiarata estranea, minacciando querele.

Immediate le reazioni sul web alla notizia della condanna, da parte dei militanti della destra radicale.

(pubblicato su di-roma.com)

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio: dopo Quella di corbucci, per Cardente arriva anche la querela di Enrico Pazzi

18 Mag

Da http://www.roma2013.org : “Ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela nei confronti del consigliere del IV municipio Alessandro Cardente in seguito alle sue dichiarazioni, che riguardano la mia persona, rilasciate dallo stesso questa mattina ai microfoni durante l’odierna seduta consiliare del IV municipio. Puntualizzo, inoltre, che ho incontrato il suo legale, al solo fine di svolgere un’inchiesta riguardante il mancato ricorso al Tar che lo stesso Cardente dichiarava di voler presentare all’indomani delle elezioni municipali del 2008, pubblicata sulla mia testata http://www.roma2013.org il 19 giungo 2011. Inoltre, aggiungo che i miei rapporti con il partito dell’Italia dei Valori si sono limitati alla sola organizzazione dell’assemblea pubblica svoltasi venerdì 27 gennaio 2012 “Il trasporto pubblico è un bene comune”, che ha visto la partecipazione anche di esponenti di Sel e del Pd a livello municipale e regionale. Enrico Pazzi”.

Saluti da Serpentara Tv

11 Mag

foto Alessandro Pino

Ed ecco la puntata di Serpentara Tv  del 9 maggio 2012 alla quale tutti fanno riferimento per la vicenda Cardente eletto a Castelmola. Destinata a dividere gli addetti ai lavori, come da linea editoriale non si suggeriscono ipotesi interpretative ma si fanno domande semplici, chiare e dirette. A chi risponde il compito di farsi capire, a chi ascolta il dovere di farsi delle idee proprie.

Qualcuno ha scritto che la scenografia richiama alla mente i covi delle br. Come li mostravano le foto sgranate e in bianco e nero di trentacinque ‘anni fa, aggiungo io. Nonostante questo – nessuna velleità di design minimal o post atomico, semplice, gaia, orgogliosa scarsità di mezzi – gli ospiti istituzionali ci scelgono perchè siamo credibili.

http://www.livestream.com/serpentara/video?clipId=pla_bcef7c21-2ea2-4e12-9b99-2cac17f357d6

Luciana Miocchi

La politica ai tempi della rete e di Fb. Da Monte Sacro a Castelmola in un clik

6 Mag

Roma – IV Municipio

Essì. Oggi è tempo di elezioni amministrative in giro per l’Italia. Anche per il piccolo comune di Castelmola, in provincia di Messina. Tra i candidati nella lista civica di centro-sinistra che sostiene il sindaco uscente Antonia Cundari ce ne è uno molto noto a Monte Sacro. E’ l’ex presidente del Municipio, Alessandro Cardente, che nella consiliatura attuale è consigliere municipale, ora per l’Idv, ed è stato appena nominato vice presidente della commissione speciale Roma Capitale. Nulla lasciava presagire la scelta siciliana. Un messaggio postato forse distrattamente su facebook ha invece allertato gli occhi che l’ex presidente ha sempre puntati addosso. La schermata del profilo fb è stata pubblicata da http://www.roma2013.org, con un articolo a firma di Enrico Pazzi che attribuisce lo screenshot del profilo fb di Cardente alla sua redazione. Guardando con attenzione l’immagine, si scopre però che è stata scattata dal profilo di Riccardo Corbucci, attuale vice presidente del consiglio municipale. Quindi o il Corbucci, come gli è stato rimproverato dal presidente del Municipio Cristiano Bonelli durante una puntata di Serpentara Tv, è dentro la testata roma2013 o stavolta Pazzi si è appropriato del lavoro di un terzo, lui che ultimamente ha pubblicato un articolo sul fatto che parte del Pd capitolino ha utilizzato per una conferenza a via delle vergini un argomento di cui rivendica la paternità, cioè la irrituale assegnazione di alcuni spazi pubblici senza bando di concorso da parte della giunta del IV Municipio, per altro fatti trattati dalla commissione trasparenza guidata da Federica Rampini, Pd.

La notizia della candidatura di Alessandro Cardente è comunque stata data molto tempo prima, pubblicata sui blog che si occupano di Castelmola e sul giornale di Sicilia, che al 10 aprile pubblica le liste per le imminenti elezioni. Digitando il nome su Google poi, si apre una lunga sfilza di notizie e foto. Non si può dire che sia stata una vicenda tenuta nascosta ma forse la distanza tra Roma e Messina ha fatto si che passasse inosservata. Si trovano anche i commenti dei residenti, in rete: chi è contento dello straniero venuto da Roma, chi lo ritiene inadatto ad una realtà così diversa da quella a cui è abituato, chi si domanda come sia capitato fin li (qualcuno dice per motivi sentimentali ma si tratta di chiacchiere di corridoio di palazzo). Sono arrivate anche le prime scritte sui muri. Come sempre, la su presenza non rimane indifferente.

Il problema è che per il Tuel, testo unico degli enti locali, Cardente non si sarebbe potuto candidare senza preventivamente dimettersi dalla precedente carica elettiva.

Al momento non è dato saperne di più, raggiunto telefonicamente il diretto interessato l’unica risposta ottenuta è stata “non rilascio dichiarazioni. A tempo debito parlerò”. Sicuramente dopo lunedì sera, ad elezioni terminate. Qualche spiegazione dovrà darla per forza, le sue azioni potrebbero influenzare pesantemente gli equilibri all’interno dell’aula consiliare: in caso di dimissioni dovrebbe succedergli la prima dei non eletti nella lista Pd, con la quale è stato eletto nel 2008, quando dovette cedere la guida del muncipio al centro destra.

Luciana Miocchi

Roma IV Municipio – il presidente Cristiano Bonelli chiede audizione alla commissione Trasparenza del Campidoglio

27 Apr

A seguito della presentazione da parte del Pd locale del dossier sull’uso discrezionale di fondi a disposizione della presidenza del IV Municipio riguardanti interventi di decoro urbano – leggasi la dichiarazione su http://riccardocorbucci.wordpress.com/2012/04/11/iv-municipio-pd-presenta-dossier-su-uso-improprio-risorse-e-spazi-pubblici/#more-2649 – il presidente Cristiano Bonelli, minisindaco Pdl di Montesacro ha rilasciato la seguente nota:

“La Giunta del Municipio IV ha terminato oggi l’iter procedurale che ha portato alla valutazione finale dei progetti sul verde pubblico che sono stati fatti oggetto di una becera e meschina strumentalizzazione politica da parte del PD locale e capitolino. Siamo convinti di essere tra le amministrazioni più virtuose e trasparenti di Roma Capitale, pertanto non solo respingiamo al mittente – come già ripetuto in più occasioni – le accuse che la minoranza ha mosso nei nostri confronti, ma siccome teniamo alla verità e alla giustizia più di altri, abbiamo chiesto alla Commissione Trasparenza di Roma Capitale un’audizione in cui analizzeremo insieme a tecnici e politici il lavoro messo in campo dalla nostra amministrazione per capire insieme quali sono le fantasmagoriche ragioni che hanno portato il PD a parlare di ‘illeciti’. Siamo convinti che la verità verrà a galla e che qualcuno dovrà chiedere scusa all’amministrazione e i cittadini del Municipio IV per le enormi ‘boiate’ raccontate ad arte per creare una sterile e faziosa polemica politica. Restiamo quindi in trepidante attesa di una convocazione da parte del Presidente Valeriani.”.

Non resta che aspettare la fissazione della data di ricevimento e sperare di essere ammessi tra gli auditori per fornirne pronto e super partes resoconto.

Luciana Miocchi

IV Municipio: bilancio approvato non senza colpi di scena. Il consigliere Limardi espulso dal gruppo consiliare del Pd

31 Mar

l'aula del Consiglio municipale in una foto di repertorio di A. Pino

La seduta del consiglio municipale di giovedì 29 è stata una di quelle fiume, dalle 9 di mattina fino alle 17. Un appuntamento importante per la vita di Monte Sacro, si votava infatti il bilancio.

I lavori proseguivano più o meno come al solito, con scambi di battute mordaci tra maggioranza e opposizione, obiezioni e frecciatine, normale routine insomma.

Fino all’intervento del vice presidente del consiglio, Riccardo Corbucci, Pd, che ricordava all’aula l’esistenza dell’art. 27, comma 3 del regolamento municipale e comunale che vieta la partecipazione e la votazione della delibera di bilancio a tutti quei consiglieri che si trovano in situazione di conflitto di interessi personale o a causa di parenti fino al quarto grado e che tra le file dei consiglieri di governo ve ne erano alcuni che non avrebbero potuto essere lì presenti.

Immediata la reazione del Pdl, con il capogruppo Francesco Vaccaro che indiceva una riunione di maggioranza protrattasi a lungo. Obiettivo palese del sulfureo consigliere era quello di dimostrare che gli avversari politici non avevano i numeri per poter votare il bilancio da soli, senza scendere a patti.

Gli atti sono stati alfine approvati. Il Pdl ha scelto comunque di far votare tutti i consiglieri presenti, anche quelli che venivano indicati dall’opposizione come portatori di conflitto. D’altra parte, il rischio era quello che la situazione si chiudesse come in II Municipio, dove la mancata approvazione della delibera di bilancio ha portato alle dimissioni del Presidente Sara De Angelis, Pdl.

Corbucci, dopo la chiusura delle votazioni ha fatto sapere che si metterà immediatamente all’opera per scrivere alla Corte dei Conti e al Segretariato generale del Comune di Roma perch facciano luce su quanti consiglieri municipali con conflitto d’interesse personale o familiare fino al IV grado hanno votato e alla luce delle conclusioni, semmai, far dichiarare l’intera procedura non in regola. Se le accuse fossero accertate come vere il rischio è che la votazione non venga considerata valida, inficiandone gli effetti.

Bisogna dire comunque che per il Comune di Roma ciò ben difficilmente porterebbe conseguenze serie. In Municipio invece si tratterebbe di una dimostrazione politica, poiché giovedì su 13 consiglieri Pdl  ne erano presenti solo 11 e di quelli una parte non potevano votare, portando quindi la maggioranza sotto il limite di 8 consiglieri necessari per i lavori in seconda convocazione.

Non è passato inosservato il comportamento del consigliere Giorgio Limardi, attualmente Pd, che mentre il suo partito era impegnato nel tentativo di non far passare la delibera di bilancio o si asteneva o votava con la maggioranza.

Più tardi una nota del capogruppo Pd in consiglio, Paolo Emilio Marchionne riportava quanto segue: «Dopo l’ennesimo voto in difformità dal gruppo del Partito Democratico sulla delibera di bilancio 2012, che segue quello favorevole sul Piano Sociale di Zona, contestato dalle opposizioni, il gruppo del Pd del IV Municipio si é riunito e ha deliberato l’espulsione del consigliere Giorgio Limardi dal gruppo del Pd».

Un’azione durissima, che non tardava ad innescare l’emanazione a catena di diversi comunicati stampa.

Uno dei primi, quello di Francesco Vaccaro, pari grado del Pdl : «Il gruppo del PD in 4 anni è stato letteralmente dimezzato, il 50% dei consiglieri ha infatti abbandonato la nave facendo registrare un record negativo mai conosciuto prima: una media netta di un consigliere ogni anno. E non a caso le fuoriuscite accadono puntualmente dopo le campagne diffamatorie e mendaci inventate ad arte contro la giunta Bonelli da parte di una stretta cerchia di faziosi. È appena il caso di ricordare ai 4 consiglieri reduci che l’uscita del primo capogruppo Alfredo D’Antimi fu determinata dalla campagna diffamatoria e falsa su Abu Dhabi; l’uscita del primo presidente della Commissione Trasparenza Cristiano Riggio fu determinata dopo la bufala dei finanziamenti alle associazioni sul carnevale; l’abbandono del secondo capogruppo, Fabio De Angelis, fu causato dalle ire e dagli attacchi personali subiti dallo stesso da parte della piccola cerchia di facinorosi che volevano un’opposizione più faziosa; l’uscita del secondo Presidente della Commissione Trasparenza Giorgio Limardi avviene, infine, dopo l’ennesima campagna di bugie e falsità contro il centrodestra, accusato di aver assegnato alloggi pubblici, fondi e spazi ad amici: l’ennesima panzana che è costata un altro consigliere al sempre più rissoso Partito Democratico.» È quanto dichiara in una nota il capogruppo del Pdl al Municipio IV Francesco Vaccaro. «Vorremo inoltre ricordare – ha aggiunto Vaccaro – l’addio al centrosinistra fatto registrare del candidato alla Presidenza Alessandro Cardente, avvenuto appena sei mesi dopo le elezioni. A questo punto è legittimo chiedersi ‘per chi suonerà la campana il prossimo anno nello sgangherato partito di minoranza, visto il perdurare di un atteggiamento fazioso e rissoso che cerca di coprire le nefandezze fatte negli anni di governo con strumenti che nauseano gli aderenti al partito stesso».

Ben più grave, come peso politico all’interno dello stesso Pd, quello riportato dall’agenzia Omniroma:

«I Consiglieri Comunali del PD Coratti, Zambelli, Panecaldo, Policastro insieme al Consigliere Dionisi e al Presidente dell’assemblea del PD del IV Municipio», in una nota «chiedono una immediata convocazione della segreteria municipale per valutare la gestione del Gruppo Consiliare in questi ultimi mesi e, in particolare, la decisione del del Capo Gruppo Paolo Marchionne di convocare ad horas il Gruppo stesso, al fine di espellere, senza alcuna consultazione con la Segreteria, il Consigliere Giorgio Limardi per aver votato in alcune occasioni in difformita dal proprio Gruppo e per essersi astenuto ieri sul bilancio». «Non possiamo che stigmatizzare con fermezza- sostengono- un provvedimento preso dal Gruppo in assenza di qualsiasi confronfronto con la dirigenza del Partito. Un metodo d’altri tempi che non puo albergare in un partito democratico e che condanniamo con forza». Nell’esprimere solidarieta al Consigliere Limardi, i sei esponenti del PD annunciano fin d’ora che «si muoveranno in tutte le sedi e a tutti i livelli perche nel IV Municipio si torni ad un confronto democratico sulla politica con decisioni che vengano assunte in maniera collegiale senza colpi di mano. Crediamo che le fibrillazioni sui territori debbano essere risolte con il confronto e la politica, come d’altronde si sta verificando in altri Municipi. Se infatti dovesse passare il modello Marchionne -concludono Coratti, Zambelli, Policastro, Panecaldo, Dionisi e Ricozzi che chiedono le sue immediate dimissioni da Capo Gruppo- molti sarebbero i consiglieri da espellere».

Queste le parole di Marchionne riguardo la nota riportata sopra: «la decisione non l’ha presa da solo ma in accordo con gli altri consiglieri. Non mi sono dimesso,  faccio il capogruppo del Pd. Lunedì abbiamo una riunione di gruppo e ovviamente chi ha mosso questa richiesta la riformulerà in quella sede. Non vorrei aggiungere troppo per farla diventare una notizia che secondo me, non lo è. Si tratta di una posizione politica che non condivido nemmeno nei modi in cui è stata espressa. E’ mia volontà non allargare troppo la discussione, che va fatta nelle sedi opportune. L’espulsione è stata discussa nei tempi e nei modi necessari, penso di aver fatto tutto bene. Se ho sbagliato ovviamente non sono eterno, il mio rapporto è un rapporto a termine che si basa sulla fiducia degli altri consiglieri per cui non è mia volontà arroccarmi nella mia posizione». Chissà quante cose cambieranno da oggi a lunedì. Gli umori della politica, si sa, sono più mutevoli del cielo di marzo.

Giorgio Limardi afferma di aver saputo della sua espulsione soltanto dalle agenzie stampa, ufficialmente non ha ricevuto ancora nulla di scritto:«questa cosa mi fa sorridere, mi sono soltanto astenuto perché secondo me il bilancio ha qualche imperfezione, che andava aggiustata anche tramite nostri emendamenti, che non sono stati presentati. La vedo piuttosto come una presa di posizione nei miei confronti e basta, forse perché nei giorni scorsi ho presentato un emendamento per lo sgombero di un campo nomadi e la maggioranza l’ha accettato mentre i miei non l’hanno votato. Sembra quasi una sindrome da “Highlander – ne rimarrà solo uno” forse a causa dell’avvicinarsi delle elezioni» Scusi consigliere, ma negli effetti, lei sarebbe stato espulso dal gruppo consiliare o anche dal partito? «Dal gruppo consiliare. Ma secondo lei non significa essere esclusi anche dal partito?»

Luciana Miocchi

la nevicata del ’12 quindici giorni dopo: IV Municipio: a Monte Sacro utilitaria demolita da un pino – di Alessandro Pino

17 Feb

La bufera (più di polemiche che meteorologica, in verità) che ha investito la Capitale è ormai alle spalle ed è il momento della conta dei danni: tra questi va annoverato il crollo di un grosso pino che stava in viale Carnaro, nel cuore di Monte Sacro, all’altezza del civico10. L’imponente conifera non ha retto al peso della neve depositatasi sui rami ma, a differenza di alberi più esili che si sono spezzati, pur rimanendo intera ha letteralmente divelto il marciapiede soprastante le radici. La pianta abbattendosi al suolo ha colpito una Renault Clio parcheggiata a bordo strada: per l’utilitaria, presa di striscio, si prevede comunque una lunga permanenza in officina. Sempre che ci si decida a rimuoverla, visto che a oltre dieci giorni di distanza la vettura è ancora sul posto assieme alla base del pino.

Alessandro…Pino

I Blocchi precari metropolitani occupano la struttura dell’ex casa di riposo di Casal Boccone

9 Gen

Domenica 8 gennaio la struttura di via di Casal Boccone che ospitava la casa di riposo Roma2, ufficialmente chiusa e smantellata al 31 dicembre 2011 è stata occupata da un centinaio di attivisti dei Blocchi precari metropolitani con un’operazione  studiata nei minimi particolari.

Hanno coperto tutte le superfici vetrate con lamine metalliche e steso vari striscioni stampati. Sul posto sono intervenuti blindati di carabinieri e guardia di finanza. Alle 15 la situazione sembrava essere di calma apparente. I furgoni dei reparti anti sommossa dei Cc e della polizia erano schierati lungo la rotonda, poco distante quindi, in attesa di ordini ulteriori.

All’entrata solo poche macchine “ufficiali” e alcune civette. Alcuni occupanti entravano ed uscivano liberamente ma mantenevano la consegna del silenzio. Tra di loro molti immigrati.

Tra i politici locali, immediata è arrivato il commento dei consiglieri Pd Riccardo Corbucci e Fabio Dionisi, che si sono detti contrari ad ogni genere di occupazione.

Questo il testo del comunicato diffuso dai Blocchi Precari Metropolitani e pubblicato dal sito http://www.contropiano.org :

“Per 42 anni la casa di riposo Roma II di via Casal Boccone ha fornito un servizio importante per il territorio e per la città. Nel mese di dicembre la struttura che ospitava 69 anziani (16 ultranovantenni), un polo geriatrico, un centro Alzhaimer e dove prestavano servizio 60 lavoratori, ha chiuso.
Gli anziani sono stati “deportati” altrove, gli operatori ricollocati e i macchinari smantellati.
Il tutto torna nelle mani della FIMIT e di Ligresti verso nuove lottizzazioni, nuovi profitti e nuove speculazioni immobiliari. Gli interessi sono molti e le mire quelle consuete dei signori del mattone.
Il ruolo svolto dal Comune e dal Sindaco è stato a dir poco superficiale. Sia nella gestione del trasferimento degli anziani, sia nell’approfondimento di possibili soluzioni che mantenessero il bene come servizio pubblico. Si è voluto mettere l’accento sull’onerosità dell’affitto piuttosto che sulla fondamentale funzione svolta dalla struttura socio-sanitaria.
La nostra iniziativa intende riaprire la questione. Molti e molte hanno lottato per difendere lo spazio senza riuscirci. Ora dopo la riappropriazione discutiamo insieme su come strapparlo alla rendita e alla speculazione finanziaria.
La crisi che tutti noi viviamo e il debito che ci vogliono imporre è costituito anche da queste privazioni. L’idea che dismissioni, privatizzazioni, liberalizzazioni, siano la panacea per uscire dalle difficoltà finanziarie di questo paese ci sta togliendo ogni sovranità sui beni comuni. Il patrimonio pubblico e strutture come quella di Casal Boccone non possono andare perdute e vanno difese ad ogni costo.
Noi non decidiamo più su come deve essere usato il territorio e ciò che è costruito. Assistiamo ad un consumo di suolo costante e vorace, ad un saccheggio delle risorse e dell’ambiente, senza che nulla serva per affrontare l’emergenza alloggiativa o la mancanza di spazi sociali e culturali. In più subiamo una precarizzazione costante del lavoro e tra gli altri soprattutto gli operatori sociali impegnati sul territorio e in strutture come questa ne pagano le conseguenze. Le nostre esistenze divengono sempre più precarie e il nostro presente sempre più sotto ricatto. Per non parlare del futuro con redditi incerti e diritti malfermi.
La mobilitazione intende riaprire in città un conflitto per la difesa dei beni comuni, della sovranità territoriale, della democrazia e della difesa dei diritti . alla casa, al reddito, ad un welfare di cittadinanza per autoctoni e migranti. Questa è la sicurezza che dobbiamo vogliamo e non quella del controllo di polizia sul territorio, utile solo a limitare gli spazi di democrazia e la libertà di movimento.”

Per martedì 10 gennaio i Blocchi hanno annunciato un’assemblea pubblica.

Si attendono ora le reazioni del resto del mondo politico.


Luciana Miocchi (testo) – Alessandro Pino (foto)