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Il parco sopra la stazione Jonio della metro B1: a tre mesi dall’apertura è in condizioni desolanti – di Alessandro Pino

27 Lug
Dopo il passaggio dei barbari

Dopo il passaggio dei barbari

 

I teppisti hanno già rovinato il giardino anche grazie all’assenza di sorveglianza e di una chiusura notturna

Ad appena tre mesi dall’inaugurazione il giardino pubblico realizzato sulla copertura della stazione Jonio della metro B1 – nel quartiere Val Melaina, Terzo Municipio di Roma Capitale – è già finito preda del più barbaro teppismo: le panchine in marmo bianco e le pareti sono state imbrattate con scarabocchi fatti con lo spray o con pennarelli, ovunque sono sparse bottiglie di birra intere o in frantumi e la staccionata che DSC_0172recintava lo spazio per i più piccoli è stata spezzata e divelta. Senz’altro gli autori di tutto questo hanno avuto mano libera anche grazie al fatto che i cancelli di accesso su via Scarpanto rimangono aperti nelle ore notturne: certo sarebbe sempre possibile scavalcarli vista la totale assenza di vigilanza ma almeno si eviterebbero episodi clamorosi come quello accaduto la notte tra il 25 e il 26 luglio quando dei ragazzi sono entrati nel parco con una vetturetta a motore. Come non bastasse, la vegetazione dell’adiacente area giochi ancora da inaugurare si sta seccando rapidamente, forse perchè qualcosa nel sistema di irrigazione non va. Davanti a uno scenario tanto DSC_0170desolante il volto di Lorella Giribaldi, presidente del Comitato Indipendente Val Melaina – una che per il quartiere e per il territorio municipale ha dato pure l’anima – è il ritratto dello sconforto: «Il nostro Comitato si è battuto con Roma Metropolitane, con Il Comune, con il Municipio per ottenere un parco per i residenti del quartiere ma vedendolo stasera penso sarebbe stata meglio una spianata di cemento. Noi cittadini non meritiamo nulla, perché finché i cittadini onesti e che rispettano le regole non scendono in piazza e affrontano quegli altri cui non importa nulla del bene comune andrà sempre così».  Difficile darle torto: in effetti ci si chiede con rabbia e frustrazione che senso abbia spendersi tanto per il posto in cui si vive e per i propri concittadini se  poi i risultati sono questi. Certo che se dopo tre mesi di vita il parco si trova in tali condizioni,  di questo passo tra un anno sarà di fatto un luogo malfamato ed evitato proprio dalle famiglie con bambini e dagli anziani che si voleva lo popolassero.

 Alessandro Pino

 

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La recinzione spezzata dell’area per i bambini

La staccionata dell'area giochi divelta e buttata a terra

La staccionata dell’area giochi divelta e buttata a terra

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L'area giochi adiacente il giardino ormai secca

L’area giochi adiacente il giardino ormai secca

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In macchina dentro il giardino  (si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

In macchina dentro il giardino
(si ringrazia L. Giribaldi per la foto)

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Scarabocchi ovunque

Ancora scarabocchi dappertutto

Ancora scarabocchi dappertutto

 

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