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Farshad Shahabadi e le “Confessioni di un mercante di tappeti” – di Alessandro Pino

17 Dic

[Roma] Nella storia recente italiana e romana in particolare non è nuova la figura del facoltoso venditore di tappeti – specialmente se di origini mediorientali – che acquista una certa popolarità presso il grande pubblico. Nel caso di Farshad Shahabadi – contitolare di Zarineh Tappeti, negozio ormai più che quarantennale in via dei Prati Fiscali il cui fondatore Jalil Zarineh è mancato proprio nei giorni scorsi– però, la notorietà non è solo legata allo specifico lavoro in cui la competenza è comunque indiscussa o alla cordialità dei modi ma anche a un impegno civile disinteressato in favore del territorio in cui vive e opera. Tutto questo Farshad Shahabadi lo ha voluto condensare in un agile volumetto – reperibile su Amazon oltre che direttamente in negozio – intitolato “Confessioni di un mercante di tappeti”: non è semplicemente una autobiografia che inizia dalla partenza con i genitori dalla Persia appena diventata Iran ma è anche un interessante manuale per conoscere i principali tipi di tappeti e la loro storia con i consigli per sceglierli e mantenerli, oltre che una testimonianza di quanto prova a fare da qualche anno con l’associazione “The Sign Of Rome” per la rinascita e la cura di una zona del Terzo Municipio – quella dei Prati Fiscali – che stava decadendo nell’incuria e nell’indifferenza di troppi. «Mi aspetto un futuo radioso» dice semplicemente l’imprenditore, che ora ha ricevuto in pieno il testimone non solo commerciale ma anche culturale di Jalil Zarineh.
Alessandro Pino

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