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Il giorno che dovesse finire tutto, non dimenticarti- di Alessandro Pino

28 Apr

Il giorno che dovesse passare tutto, non dimenticare quello che è successo.

Non dimenticarti di una generazione di anziani carichi di meriti che è stata tradita e pugnalata alle spalle, lasciata allo sbaraglio nella gelida arroganza di procedure spietate, ripagata con questa moneta infame da un paese ingrato che avevano cresciuto e che in cambio li ha bruciati nei forni. Non dimenticarti di come è stato negato loro anche il saluto estremo dei familiari.
Non dimenticarti di chi prima sminuiva il pericolo incombente con spot negazionisti e inviti agli apericena perché altrimenti eravamo razzisti, salvo poi con la stessa faccia di bronzo gareggiare in un delirio ossessivo di vessazioni e angherie nazistaliniste tra forsennati del pugno di ferro contro un gregge ebete e belante senza spina dorsale e dignità.

Non dimenticarti dei pretoriani da social che si masturbavano mentre lavandaie nazionalpopolari inneggiavano alla repressione, segnalando pieni di livore le grigliate al palazzo di fronte e invitando al cecchinaggio mediatico contro i passeggiatori, roba da delazioni ai danni di ebrei nascosti durante i rastrellamenti degli schifosi e demoniaci nazisti.

Non dimenticarti di chi ha reso possibile il disastro generale di mancanza di posti in ospedali che non esistevano più da anni e di industrie azzerate così da dover elemosinare le mascherine al resto del mondo, senza che nel frattempo qualcuno avesse sollevato la questione.

Non dimenticarti di chi non aspettava altro per dare ulteriore sfogo alle sue frustrazioni e alla sua smania vessatoria, divertendosi a opprimere il prossimo azzerandone la libertà anche solo di uscire di casa.

Non dimenticarti di come la risposta alla malattia e al disagio sia stata solo la faccia feroce e ottusa dei divieti a tutto, dei lasciapassare durante i rastrellamenti a tappeto, delle carte bollate, delle persecuzioni giudiziarie e fiscali, degli inseguimenti in elicottero a un povero cristo che passeggiava da solo, dei droni spia che ripetevano slogan di regime colpevolizzanti.

Non dimenticarti di come
i cosiddetti professionisti dell’informazione sono stati presuntuosi e arroganti, andrebbero ribaltati e ignorati una volta per tutte. Hanno contribuito al caos, hanno detto tutto e il contrario di tutto, appecorona(virus)ati alle veline dell’eterno minculpop. Prima ti dicevano di stare tranquilli e che l’unico contagio era quello del razzismo, si facevano vedere agli apericena, baci e abbracci, poi ti hanno detto di stare a casa bloccato e blindato. E mentre dicevano tutto e il contrario di tutto al seguito dei cosiddetti esperti che hanno fatto altrettanto, si autoincensavano con spot in cui sapevano solo dire quanto siamo bravi e buoni.

Non dimenticarti di quelli che anche durante le prove tecniche di apocalisse hanno proseguito con soprusi, angherie, intrighi, paranoie e ossessioni come nulla fosse.

Ricordati anche dei commessi di lercissimi supermercati che con fare sovietico ti intimavano di fare in fretta perché fuori c’era una fila altrettanto sovietica in attesa di entrare col contagocce ma tanto l’alcool è sparito per mesi.

Non dimenticarti di chi da dietro uno sportello già prima aveva la faccia da cazzo e ti ha trattato da appestato mentre la sua faccia diventava visibilmente ancor più da cazzo nonostante fosse coperta dalla mascherina.

Ricordati degli sciacalli che hanno colto al volo l’occasione per alzare i prezzi su tutti i prodotti, alla faccia del restiamo uniti.

E infine, se dovessero venire i soliti boss a riproporti le loro manfrine ammuffite e stantìe, invitarti alle sbraciolate di partito con vinodemmerda, paninidemmerda e cantantidemmerda, se dovessi sentirli mentre con lingua biforcuta fanno propaganda per i loro burattinai, mi raccomando non abbandonarti a reazioni scomposte tipo sputargli in faccia e prenderli a calci, che pure sarebbero meritatissime ma ti porterebbero altri guai. Lascia stare, mandali semplicemente al diavolo e non dare loro mai più retta, considerali delle scorie tossiche abusive, chè chiamarli
letame è un complimento perché almeno la cacca ha una sua utilità. Azzerali dalla tua vita e contribuisci a fare in modo che le loro carriere di devastatori finiscano il prima possibile senza causare altro danno, altra sofferenza, altre lacrime.

Alessandro Pino

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