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Serpentara: il vicino muore e loro occupano l’appartamento, in due verso il processo

9 Ago

[ROMA] Arriva dal quartiere della Serpentara una di quelle vicende che periodicamente rispuntano fuori in un certo ambiente romano degli alloggi di edilizia pubblica e che parlano di arrogante prepotenza, vigliacca sopraffazione, feroce mancanza di umanità, di gente che sta appizzata in agguato come squali in attesa di approfittare delle disgrazie di chi è debole e indifeso per portargli via tutto, approfittando di una normativa che è evidentemente inadeguata e troppo blanda e sapendo di avere poco da perdere.

Ne dà notizia Il Messaggero di oggi: la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di una coppia abitante in un caseggiato di via Lablache, accusata di invasione di edifici e appropriazione indebita.

Secondo l’accusa i due, alla notizia della morte del loro anziano dirimpettaio, avvenuta due anni fa, ne avevano avvicinato la sorella, recatasi nell’appartamento per raccogliere alcuni effetti.

Offertisi di sorvegliare la casa proprio per evitare occupazioni abusive e furti, con quella scusa si erano fatti consegnare una copia delle chiavi della porta di ingresso ma una volta dentro avevano sostituito la serratura impossessandosi dell’appartamento e del suo contenuto: i mobili, i quadri, i libri appartenuti al defunto, rifiutandosi di consegnarli ai parenti. Ora, se il Gup accoglierà le richieste dell’accusa, per i due ci sarà il processo.
A cura di Alessandro Pino

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